Amarcord: Harley-Davidson Fat Boy Teste Gialle

Uno dei modelli più longevi della Casa di Milwaukee: Fat Boy, erede del mitico “Teste Gialle”

Questa settimana la rubrica Amarcord propone un modello che da più di vent’anni è nel listino Harley-Davidson. Nonostante questo, e nonostante anche la casa di Milwaukee sia piuttosto tradizionalista e poco propensa a sconvolgimenti meccanici o estetici sui propri modelli, 23 anni sono tanti per tutti, anche per un modello come il Softail FLSTF, meglio conosciuto come Fat Boy.

Più o meno tutti i 24 Model Year che si sono avvicendati dal 1990 a oggi hanno una loro particolarità e, un po’ come tutte le Harley, mantengono alto il valore dell’usato, ma come spesso accade il modello più ricercato è proprio quello del debutto, avvenuto nel 1989 come Model Year 1990 con quello che in patria venne ribattezzato “Grey Ghost”, visto che era disponibile nella sola colorazione grigia. In Italia questo modello è conosciuto più con il nome di “Teste Gialle” per via del riconoscibilissimo fregio giallo che bordava le teste del motore Evolution.

Un modello caratterizzato da uno stile unico e contraddistinto dalle ruote lenticolari in alluminio, le larghe pedane poggiapiedi, un capiente serbatoio da 18,9 litri e una larga forcella. Il nome Fat dunque non era stato scelto a caso, anche se su questo si sono sprecati fiumi di parole, come quelle che fanno riferimento ai nomi delle due bombe atomiche Fat Man e Little Boy sganciate dagli Americani sul Giappone. Niente di più falso, ovviamente, il nome venne scelto per l’aspetto imponente e “ciccione” della moto.

Uno dei modelli più longevi della Casa di Milwaukee: Fat Boy, erede del mitico “Teste Gialle”
Uno dei modelli più longevi della Casa di Milwaukee: Fat Boy, erede del mitico “Teste Gialle”
Uno dei modelli più longevi della Casa di Milwaukee: Fat Boy, erede del mitico “Teste Gialle”
Uno dei modelli più longevi della Casa di Milwaukee: Fat Boy, erede del mitico “Teste Gialle”

Un piccolo passo indietro per conoscere le origini di questo modello, anzi per la verità della famiglia Softail (letteralmente coda soffice) a cui appartiene: nel 1974 un customizer di St. Louis, tale Bill Davis, si inventò un sistema di ammortizzatori nascosti da piazzare sotto la sella del suo Super Glide del ’72 modificato con telaio hardtail. Presentò il progetto a Milwaukee e alla fine il sistema Softail fu definito nel 1982 e presentato per la prima volta nel 1984 con l’architettura che oggi conosciamo: telaio finto rigido e ammortizzatori nascosti sotto la trasmissione lungo l'asse longitudinale.

Fu un anno importante per la Motor Company: la nascita del motore Evolution, il primo modello Softail (la Softail Custom) e per l’Italia la nascita di Numero Uno a Milano. Come accennato il motore montato sul Fat Boy così come sulla stragrande maggioranza dei modelli H-D, era l’Evolution 1340 (80 cubic inches) alimentato a carburatore, con cambio a cinque marce e trasmissione finale a cinghia, un classico di casa H-D, che sostituiva l’altrettanto classico Shovelhead prodotto dal 1966.

Il modello Grey Ghost rimase sul mercato una sola stagione e si stima che ne furono prodotti solo 4400 esemplari, pertanto oggi è molto ricercato, tanto che il prezzo per un modello originale può raggiungere, quando non superare, quello di un Model Year 2013 nuovo (21.300 euro). Nel 1991 questo modello divenne celebre perché guidato da Arnold Schwarzenegger nel film “Terminator 2: Judgement Day” e anche questa “comparsata” contribuì al successo di questo modello.

Uno dei modelli più longevi della Casa di Milwaukee: Fat Boy, erede del mitico “Teste Gialle”
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Uno dei modelli più longevi della Casa di Milwaukee: Fat Boy, erede del mitico “Teste Gialle”

Gli anni seguenti videro un’evoluzione piuttosto lenta: i grandi classici di casa H-D non si cambiano più di tanto e tra l’altro il Fat Boy è uno dei pochi modelli della Motor Company a esser stato prodotto ininterrottamente fino ai giorni nostri, protagonista negli anni Novanta di molte pubblicità create da Carlo Talamo. Nel 2000 la prima grande svolta: il Fat Boy, così come gli altri modelli Softail (all’epoca erano parecchi: Softail Standard, Night Train, Springer Softail, Softail Deuce, Heritage Springer e Heritage Softail Classic) ricevette il motore Twin Cam, già presente dall’anno precedente sulle famiglie Dyna e Touring.

Il motivo di questo ritardo fu che il Twin Cam 88 era montato elasticamente sulle due famiglie sopraccitate, mentre veniva montato rigidamente, ossia senza supporti elastici, sui Softail. Questo implicava la trasmissione di parecchie vibrazioni, che vennero mitigate con l’introduzione del Twin Cam 88B, dove il numero 88 significava sempre la cilindrata espressa in pollici cubi (pari a 1450 cc) e la B stava per Balanced.

Il motore montato sui Softail disponeva infatti, e dispone tutto’oggi, di due contralberi di bilanciamento mossi da catene. Fu davvero una svolta epocale che all’epoca fece storcere il naso ai puristi delle “good vibrations” ma contribuì in maniera determinante alla diffusione delle Harley tra il grande pubblico.

Con l’introduzione del TC all’inizio degli anni Duemila arrivò l’iniezione elettronica ESPFI, che rimase però un optional: in listino c’erano dunque il modello FLSTF a carburatore da 40 mm e FLSTFI dove la I stava appunto per iniezione, che disponeva di corpo farfallato da 45 mm. Entrambi i motori erogavano 64 CV a 5.200 giri e 106 Nm di coppia a 3.200 giri.

Nel 2003 sul Fat Boy venne montata la gomma posteriore da 150 mm, in sostituzione alla precedente 130/90 o MT90, sempre su cerchio da 16” con disco freno da 292 mm e pinza a quattro pistoncini, mentre a livello estetico guadagnò per quell’anno la verniciatura bicolore esclusiva dei modelli del centenario. Nel 2004 alcuni lievi affinamenti estetici e tecnici anticiparono l’arrivo nel 2005 di ben tre versioni di Fat Boy.

Nel 1999 infatti, Harley-Davidson aveva lanciato il programma Custom Vehicle Operations (CVO) e per il 2005 fu il Fat Boy a ricevere questo allestimento speciale a tiratura limitata (3.400 pezzi) e siglato FLSTFSE, che comprendeva tra l’altro anche il motore Screamin’ Eagle da 103 c.i. (1690 cc), oltre a tre verniciature particolari e molti accessori dedicati. Per festeggiare i 15 anni dalla nascita vennero approntate anche le versioni 15th Anniversary, queste però con motorizzazione tradizionale, ma disponibili in due esclusive verniciature nero e bianco perlato. Per l’anno seguente fu di nuovo disponibile il FLSTFSE2 Fat Boy CVO, questa volta però con gomma posteriore da 200 mm e anteriore da 140, invece che 130.

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Si arriva ai giorni nostri e con essi anche il nuovo motore Twin Cam 96B, disponibile sul MY 2007 con iniezione elettronica di serie e non più optional, pertanto il modello riprende la sua sigla originaria FLSTF. In quell’anno sono numerosi i cambiamenti, tra cui la trasmissione Cruise Drive a sei rapporti, i cerchi da 17 pollici con pneumatico posteriore da 200 mm e molte altre ancora.

Nel 2010 si affianca al Fat Boy la versione Special (in America denominata Lo), caratterizzata dalla finitura nera del motore e altri dettagli inediti, come la sella rimodellata e il manubrio “Mini beach”. Nel 2011 altro aggiornamento con l’ABS di serie, disponibile dal 2008 sui modelli Touring e ora su tutti i Softail (tranne Cross Bones), mentre dal 2012 il Fat Boy è disponibile con il motore Twin Cam 103B (1690 cc).

Infine per il 2013, anno del 110° anniversario, il Fat Boy Special riceve la livrea speciale dedicata all’evento, disponibile solo su nove modelli di gamma Harley. Dopo 23 anni questo “ragazzotto sovrappeso” fa ancora sognare.

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