Kawasaki torna al 2 tempi: le nuove KX327 partono da 10.590 euro

Il ritorno delle Kawasaki 2 tempi entra nel vivo. Le nuove KX327 e KX327X hanno un motore da 327 cc a iniezione elettronica, mappe selezionabili e prezzi ufficiali per l'Italia.

Kawasaki torna al 2 tempi: le nuove KX327 partono da 10.590 euro
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 23 ott 2026

Il ritorno del 2 tempi Kawasaki ha finalmente un prezzo. Dopo aver presentato le nuove KX327 e KX327X, la Casa giapponese ha ufficializzato i listini italiani delle due moto da fuoristrada. Si parte da 10.590 euro per la KX327, destinata al motocross, mentre per la KX327X servono 11.090 euro. Una differenza di appena 500 euro per due modelli che condividono motore e impostazione tecnica, ma si rivolgono a piloti con esigenze differenti.

La novità non riguarda soltanto il ritorno di un motore a due tempi nella gamma Kawasaki. Le nuove 327 cc portano infatti una serie di soluzioni elettroniche moderne, dall’iniezione alla gestione dello scarico, fino alla possibilità di selezionare le mappe motore direttamente dal manubrio. Insomma, il carattere del 2T rimane, ma la tecnologia cambia parecchio.

Kawasaki KX327 e KX327X: i prezzi ufficiali in Italia

Con l’annuncio del 21 ottobre 2026, Kawasaki aggiunge l’ultimo tassello alla presentazione della sua nuova piattaforma off-road a due tempi.

I prezzi italiani sono ora ufficiali:

  • Kawasaki KX327: 10.590 euro

  • Kawasaki KX327X: 11.090 euro

La differenza di 500 euro separa la versione dedicata al motocross da quella pensata per il cross-country, una disciplina che alterna tratti veloci, passaggi tecnici e percorsi più impegnativi rispetto a una tradizionale pista da cross.

Non si tratta quindi semplicemente di due allestimenti estetici. Le modifiche introdotte sulla KX327X riguardano componenti che incidono concretamente sull’utilizzo della moto.

Chi frequenta esclusivamente i circuiti da motocross troverà nella KX327 la configurazione più specifica. Chi invece affronta percorsi fuoristrada variabili, con tratti lenti e ostacoli, potrà valutare la X, che offre una dotazione più adatta a questo impiego.

Il prezzo è certamente uno degli elementi centrali della notizia, ma per capire il progetto Kawasaki bisogna guardare soprattutto a quello che c’è sotto il serbatoio.

Motore 2 tempi da 327 cc, ma con tanta elettronica

Il cuore delle nuove Kawasaki KX327 e KX327X è un monocilindrico a due tempi da 327 cm³, sviluppato con una gestione elettronica decisamente più evoluta rispetto a quella dei tradizionali motori 2T.

La prima novità importante è l’iniezione elettronica, che prende il posto dell’alimentazione a carburatore tipica di molte moto da competizione a due tempi. Il vantaggio potenziale riguarda soprattutto la gestione dell’erogazione. Il sistema può dosare il carburante in funzione delle condizioni di funzionamento del motore, riducendo la necessità di intervenire manualmente sulla carburazione.

Un aspetto utile nel fuoristrada, dove temperatura, altitudine e condizioni ambientali possono cambiare sensibilmente da un tracciato all’altro. C’è poi la valvola elettronica allo scarico, che interviene sulla gestione dei gas di scarico per adattare il comportamento del motore ai diversi regimi.

In pratica, l’obiettivo è ottenere una risposta più sfruttabile senza rinunciare alla personalità del due tempi, tradizionalmente apprezzato per la rapidità con cui prende giri. Le nuove Kawasaki dispongono inoltre di mappe motore selezionabili dal manubrio. Il pilota può quindi modificare le caratteristiche di erogazione senza dover intervenire meccanicamente sulla moto.

Completa il quadro la connettività smartphone attraverso RIDEOLOGY THE APP KX2, l’applicazione dedicata alla piattaforma off-road Kawasaki. Non sono stati comunicati, nell’annuncio dei prezzi, i valori di potenza e coppia del nuovo monocilindrico. Per valutare fino in fondo le prestazioni delle due moto serviranno quindi ulteriori dati tecnici e, soprattutto, le prime prove sul campo.

KX327 o KX327X? Le differenze tra cross ed enduro

La Kawasaki KX327 nasce per il motocross puro. Il progetto ruota attorno a un telaio perimetrale in alluminio, scelto per combinare leggerezza e precisione di guida. Le sospensioni sono firmate KYB e derivano dall’esperienza racing del marchio. La componentistica segue la stessa filosofia, con dettagli di impostazione factory-style che richiamano le moto utilizzate nelle competizioni.

L’obiettivo è offrire una moto reattiva nei cambi di direzione, stabile sui salti e precisa nella percorrenza delle curve. Tutte caratteristiche particolarmente importanti quando si cerca il tempo sul giro.

La KX327X, invece, parte dalla stessa base ma modifica diversi elementi per affrontare il cross-country e i percorsi enduro. La differenza più evidente riguarda la trasmissione. La versione X utilizza un cambio a sei rapporti con prima marcia corta, il cosiddetto primino.

A cosa serve? Semplice: permette di affrontare con maggiore controllo i passaggi lenti e tecnici, dove è importante procedere a bassa velocità senza dover ricorrere continuamente alla frizione. Un vantaggio nei tratti più impegnativi, soprattutto quando il terreno presenta ostacoli, salite o passaggi stretti.

Cambia anche la ruota posteriore, che sulla KX327X è da 18 pollici. Una scelta tipica delle moto da enduro e cross-country, dove la configurazione della ruota e dello pneumatico è pensata per affrontare terreni differenti rispetto a quelli di una pista da motocross. La dotazione comprende inoltre paramani, piastra paramotore e protezioni dedicate.

Non manca il cavalletto laterale, un componente apparentemente banale ma decisamente pratico quando si utilizza la moto fuori da un circuito attrezzato. Sono modifiche che spiegano anche la differenza di prezzo tra i due modelli. Con 500 euro in più, la KX327X offre una configurazione specifica per un utilizzo diverso, senza richiedere necessariamente l’acquisto successivo di alcuni accessori dedicati.

Attenzione, però, a non confondere la destinazione enduro della KX327X con un’eventuale omologazione stradale: nell’annuncio non vengono fornite indicazioni in questo senso.

Con le nuove KX327 e KX327X, Kawasaki torna dunque a investire nel motore a due tempi, ma lo fa con una piattaforma completamente orientata alla gestione elettronica delle prestazioni. La scelta tra le due dipenderà soprattutto dal terreno su cui si intende guidare. La KX327 punta sulla pista e sulla precisione del motocross, mentre la KX327X offre maggiore versatilità per i percorsi fuoristrada tecnici.

Ora che i prezzi italiani sono ufficiali, resta da scoprire come si comporterà il nuovo 327 cc nelle condizioni reali di utilizzo. Perché l’iniezione elettronica e le mappe selezionabili promettono una gestione più moderna, ma saranno l’erogazione, la risposta del motore e il comportamento della ciclistica a stabilire quanto sarà convincente questo ritorno del 2 tempi Kawasaki.

 

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