Guanti e paraschiena in moto: obbligo anche per il passeggero
Guanti e paraschiena obbligatori in moto? La proposta approvata dal Consiglio dei ministri riguarda conducente e passeggero durante la circolazione in autostrada. Restano da definire requisiti e tempi.
Guanti e protezioni per la schiena potrebbero diventare obbligatori per chi viaggia in moto sulle autostrade italiane. È una delle novità contenute nella bozza del nuovo Codice della Strada, approvata dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. La misura riguarda sia il conducente sia l’eventuale passeggero e punta ad aumentare la sicurezza sulle due ruote.
Attenzione, però: l’obbligo non è ancora entrato in vigore. Il testo deve completare il proprio percorso normativo e potrebbe subire modifiche prima dell’approvazione definitiva.
Per i motociclisti italiani si tratta comunque di una proposta importante. Oggi il casco omologato rappresenta il principale dispositivo di protezione individuale imposto dalla normativa nazionale, mentre giacche tecniche, guanti e paraschiena sono generalmente lasciati alla scelta di chi guida. Con la nuova disposizione, almeno in autostrada, questa situazione potrebbe cambiare.
Paraschiena e guanti in moto: cosa prevede il nuovo Codice della Strada
La proposta introduce un obbligo specifico per chi circola in autostrada a bordo di un motoveicolo.
Il testo prevede che conducenti e persone trasportate utilizzino adeguate protezioni per la schiena e per le mani.
Questo significa che l’eventuale nuovo requisito non riguarderebbe soltanto chi si trova al manubrio, ma anche il passeggero.
È una distinzione importante, perché spesso l’equipaggiamento tecnico viene acquistato prima dal motociclista e soltanto successivamente da chi lo accompagna.
La formulazione della bozza, inoltre, non impone espressamente un particolare modello di paraschiena. Parla più genericamente di protezioni adeguate, lasciando a un successivo provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il compito di definirne le caratteristiche.
Lo stesso vale per i dispositivi destinati alla protezione delle mani.
Non è quindi ancora possibile stabilire con certezza quali prodotti saranno considerati conformi e quali requisiti dovranno rispettare.
L’obbligo riguarderebbe anche le strade extraurbane?
Uno degli aspetti da chiarire riguarda proprio le strade interessate.
Secondo la formulazione della bozza esaminata, l’obbligo è previsto durante la circolazione sulle autostrade.
Non si può quindi affermare che guanti e paraschiena diventeranno automaticamente obbligatori su tutte le strade extraurbane.
La distinzione ha conseguenze pratiche.
Un motociclista che percorre una normale strada provinciale si trova in una situazione diversa rispetto a chi entra in autostrada, almeno per quanto riguarda l’ambito di applicazione della disposizione attualmente proposta.
Rientrerebbero invece nel campo di applicazione i tratti classificati ufficialmente come autostrade, comprese alcune infrastrutture che attraversano o circondano le grandi città.
Per sapere esattamente dove scatterà il nuovo requisito sarà comunque necessario attendere il testo definitivo.
Quali protezioni serviranno per guidare la moto?
La domanda più importante per chi possiede già una moto riguarda l’equipaggiamento.
Sarà sufficiente una giacca tecnica con protezione dorsale integrata? Oppure servirà un paraschiena separato? E i guanti dovranno rispettare una particolare certificazione?
Al momento non esiste ancora una risposta definitiva, perché la proposta rinvia a un successivo provvedimento ministeriale la definizione delle caratteristiche tecniche.
La distinzione tra i diversi dispositivi, però, è utile per capire cosa potrebbe cambiare.
Un paraschiena è progettato per contribuire a proteggere la zona dorsale in caso di impatto. Può essere un elemento indipendente, da indossare sotto la giacca, oppure una protezione inserita nell’apposita tasca di un capo tecnico.
Esistono inoltre sistemi airbag per motociclisti che offrono una protezione aggiuntiva attraverso il gonfiaggio di una struttura dedicata.
Non è ancora stabilito, tuttavia, quali di queste soluzioni saranno riconosciute ai fini del futuro obbligo.
Per i guanti vale un ragionamento simile.
Un normale guanto invernale non offre necessariamente le stesse caratteristiche di un prodotto progettato per l’utilizzo motociclistico.
I guanti tecnici possono comprendere rinforzi sul palmo, protezioni sulle nocche e materiali studiati per resistere all’abrasione.
Tra i riferimenti già utilizzati nel settore figurano la norma EN 1621-2 per i paraschiena e la EN 13594 per i guanti da motociclista.
Si tratta però di standard tecnici esistenti, non di requisiti che possiamo già considerare imposti dalla nuova disposizione.
Per questo motivo, acquistare immediatamente un prodotto soltanto per adeguarsi alla futura legge potrebbe essere prematuro.
Chi desidera migliorare la propria sicurezza può naturalmente scegliere fin da ora equipaggiamento tecnico certificato, indipendentemente dall’evoluzione della normativa.
E stivali e scarpe da moto?
La bozza relativa alle protezioni in autostrada si concentra su mani e schiena.
Non introduce, nella disposizione considerata, un obbligo specifico di indossare stivali motociclistici o calzature tecniche.
Questo non significa che la protezione dei piedi sia meno importante.
Durante una caduta, piedi e caviglie possono subire urti, torsioni e abrasioni. Le calzature progettate per la moto servono proprio a ridurre questi rischi.
La differenza, in questo caso, è tra ciò che può essere consigliabile per la sicurezza e ciò che il legislatore intende rendere obbligatorio.
Quando entrerà in vigore l’obbligo del paraschiena?
Al 17 ottobre 2026 non è prevista una data certa dalla quale tutti i motociclisti dovranno indossare guanti e paraschiena in autostrada.
Il nuovo Codice della Strada ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri, ma deve ancora completare l’iter necessario per diventare operativo.
Durante questo percorso potrebbero essere introdotte modifiche alla formulazione della norma.
Successivamente sarà necessario definire anche le caratteristiche delle protezioni richieste, attraverso l’apposito provvedimento ministeriale previsto dalla bozza.
Restano quindi aperte diverse questioni: quali dispositivi saranno ammessi, come verranno effettuati i controlli e quali saranno le conseguenze per chi non rispetterà le nuove regole.
Non è prudente indicare oggi importi precisi delle multe per questa specifica violazione, perché il quadro definitivo non è ancora disponibile.
Lo stesso vale per le eventuali responsabilità del conducente nel caso in cui sia il passeggero a non indossare le protezioni richieste.
Sono dettagli che dovranno essere verificati nel testo finale, senza dare per scontato che tutte le previsioni iniziali rimangano invariate.
Cosa cambia davvero per i motociclisti italiani
Se la misura sarà confermata, la novità riguarderà soprattutto chi utilizza regolarmente la moto per viaggiare in autostrada.
Per molti motociclisti abituati a indossare sempre un equipaggiamento completo, l’impatto pratico potrebbe essere limitato.
Diversa la situazione di chi utilizza la moto con abbigliamento ordinario oppure indossa il casco ma non dispone di protezioni specifiche per mani e schiena.
In quel caso potrebbe diventare necessario acquistare dispositivi aggiuntivi per continuare a utilizzare determinati percorsi.
L’eventuale obbligo interesserebbe anche chi viaggia in coppia: non basterebbe equipaggiare correttamente il conducente, perché anche il passeggero dovrebbe rispettare le nuove prescrizioni. La proposta apre inoltre un tema più ampio sulla sicurezza delle due ruote.
Il casco protegge la testa, ma non può limitare direttamente le conseguenze degli impatti sulle altre parti del corpo. Per questo l’utilizzo di abbigliamento tecnico rimane una precauzione importante anche dove non è imposto dalla legge.
La vera novità sarebbe il passaggio da una scelta individuale a un requisito obbligatorio, almeno per la circolazione autostradale.
Per ora, però, non bisogna confondere una proposta approvata dal Governo con una norma già applicabile. Nei prossimi mesi sarà fondamentale seguire l’evoluzione del testo e soprattutto le indicazioni sulle caratteristiche dei dispositivi ammessi. Soltanto allora i motociclisti potranno sapere con precisione quali protezioni dovranno indossare, su quali strade e a partire da quale data.