Ducati brevetta il Racing Gearbox: come funziona il nuovo cambio

Ducati porta la tecnologia MotoGP sulla strada con il Racing Gearbox e il Ducati Neutral Lock sulla Panigale V4 R.

Ducati brevetta il Racing Gearbox: come funziona il nuovo cambio
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 18 gen 2026

Un nuovo capitolo si apre nel panorama delle due ruote ad alte prestazioni: Ducati porta su strada una tecnologia che nasce direttamente dall’esperienza maturata sui circuiti della MotoGP. Il marchio di Borgo Panigale ha infatti brevettato il rivoluzionario Racing Gearbox (DRG), affiancato dal sofisticato Ducati Neutral Lock (DNL), un’innovazione che promette di ridefinire il concetto di cambio marcia sulle supersportive. L’obiettivo? Massimizzare sicurezza e performance, riducendo gli errori di innesto in situazioni limite e portando nelle mani degli appassionati una soluzione tecnica fino a ieri riservata solo ai piloti professionisti.

Un’architettura di cambio che cambia le regole

La vera essenza dell’innovazione introdotta da Ducati non si limita allo spostamento della folle. Il cuore del progetto è la capacità di trasferire in modo fedele le strategie vincenti del paddock racing alla produzione di serie, senza sacrificare l’affidabilità. Il DRG si distingue per una sequenza di innesti inedita, in cui la folle trova posto sotto la prima marcia invece che tra prima e seconda. Questo layout, supportato dal DNL, consente che la posizione di folle sia raggiungibile solo attraverso un comando volontario del pilota, modificando la logica di gestione della trasmissione e minimizzando il rischio di errori durante la guida sportiva.

Impatto concreto sulla guida e sulla sicurezza

Le conseguenze pratiche di questa soluzione sono subito percepibili, specialmente nelle fasi di staccata più impegnative. Con il nuovo schema di cambio, la probabilità di inserire accidentalmente la folle si riduce drasticamente, evitando improvvisi sbalzi di comportamento del motore che potrebbero compromettere la stabilità della moto e la sicurezza del pilota. Sulla Panigale V4 R, i passaggi tra prima e seconda marcia diventano più fluidi, regalando un’accelerazione più efficace in uscita di curva e un comfort superiore in modalità di guida sportiva. È bene sottolineare, tuttavia, che ogni nuovo schema di cambio comporta un necessario periodo di adattamento: la sensibilità nell’innesto, la tempistica e le abitudini di guida dovranno essere ricalibrate per sfruttare al meglio le potenzialità del sistema.

Verso la diffusione nella gamma Ducati

I brevetti depositati suggeriscono che il Racing Gearbox non sarà un’esclusiva della Panigale V4 R ancora a lungo. L’architettura, pensata per essere essenziale e composta da pochi componenti aggiuntivi, lascia intravedere la possibilità di un impiego futuro anche su altri modelli della gamma più sportiva, e potenzialmente su versioni meno estreme. La storia di Ducati insegna che le tecnologie nate per le versioni “R” tendono, nel tempo, a migrare verso la produzione di massa, portando così i benefici in termini di prestazioni e sicurezza a un pubblico sempre più ampio.

Entusiasmo e perplessità: i punti aperti

La scelta di democratizzare la tecnologia racing divide appassionati e addetti ai lavori. Da un lato, i sostenitori vedono in questa mossa la conferma della missione di Ducati come ponte tra il mondo delle competizioni e quello della strada, offrendo soluzioni avanzate anche ai motociclisti meno esperti. Dall’altro, non mancano i dubbi sulla sostenibilità dei costi di manutenzione, sull’affidabilità nell’uso quotidiano e sulla necessità di una formazione specifica per chi non è abituato a sistemi così evoluti. I concessionari e i centri assistenza dovranno quindi aggiornare le proprie procedure diagnostiche e i protocolli di intervento per garantire un supporto adeguato alle nuove logiche di cambio.

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