Can-Am Pulse e Origin, 160 km di autonomia e ricarica da auto
Can-Am porta nelle Filippine le moto elettriche Pulse e Origin, con autonomie fino a 160 km e ricarica in corrente alternata. Ma l'utilizzo delle colonnine pubbliche apre nuove questioni per i motociclisti.
Le moto elettriche Can-Am Pulse e Origin arrivano ufficialmente nelle Filippine, un mercato nel quale le due ruote rappresentano uno dei principali mezzi di trasporto. Due modelli molto diversi tra loro, uno pensato soprattutto per la città e l’altro capace di affrontare anche il fuoristrada, ma accomunati dalla stessa tecnologia elettrica e da una particolarità: possono utilizzare infrastrutture di ricarica in corrente alternata compatibili con quelle delle automobili.
Una caratteristica che, almeno sulla carta, dovrebbe rendere più semplice la vita ai motociclisti. Il problema è che nelle Filippine la rete di ricarica pubblica è ancora in fase di sviluppo e la diffusione delle auto elettriche sta già aumentando la domanda di colonnine.
L’arrivo delle Can-Am potrebbe quindi aprire una questione interessante: le moto elettriche potranno utilizzare senza difficoltà gli stessi punti di ricarica delle auto?
Can-Am Pulse e Origin: caratteristiche e autonomia
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Il debutto delle Can-Am Pulse e Origin 2026 segna un nuovo passo nel ritorno del marchio canadese al mondo delle motociclette, dopo circa mezzo secolo di assenza da questo settore.
I due modelli vengono distribuiti nelle Filippine attraverso Scan Marine Inc., insieme al quad elettrico Can-Am Outlander.
La Pulse è la proposta più stradale. Ha un’impostazione pensata per gli spostamenti quotidiani, con una batteria da 8,9 kWh e un’autonomia urbana dichiarata di 160 km.
La dotazione comprende quattro modalità di guida, frenata rigenerativa e raffreddamento a liquido del sistema di propulsione.
Non mancano la retromarcia, utile nelle manovre di parcheggio, e il funzionamento twist-and-go: basta ruotare l’acceleratore per partire, senza dover gestire frizione e cambio manuale.
La Can-Am Origin utilizza la stessa batteria e lo stesso sistema di propulsione, ma cambia impostazione.
È una moto dual-sport, quindi progettata per affrontare sia l’asfalto sia percorsi sterrati. Per questo adotta sospensioni con maggiore escursione, pneumatici specifici e sei modalità di guida.
L’autonomia dichiarata in città scende a 145 km, leggermente meno rispetto alla Pulse.
Entrambe puntano su una guida semplice e immediata, sfruttando la risposta tipica del motore elettrico e l’assenza di un cambio tradizionale.
Le percorrenze indicate, però, si riferiscono all’utilizzo urbano. Su strade veloci, dove la richiesta di energia aumenta, l’autonomia effettiva potrebbe risultare inferiore.
Ricarica in 50 minuti, ma non alle colonnine rapide
La caratteristica più interessante delle due Can-Am riguarda il sistema di ricarica.
Pulse e Origin supportano infatti la ricarica in corrente alternata di Livello 2, una tecnologia utilizzata anche dalle automobili elettriche. Secondo i dati dichiarati dal costruttore, per passare dal 20 all’80% della batteria servono circa 50 minuti.
Un tempo relativamente contenuto, favorito anche dalla capacità dell’accumulatore, decisamente inferiore rispetto a quella di un’automobile elettrica. C’è però una distinzione importante.
Le Can-Am non supportano la ricarica rapida in corrente continua, quella utilizzata dalle colonnine ad alta potenza presenti, per esempio, lungo alcune autostrade. Possono quindi utilizzare soltanto infrastrutture in corrente alternata compatibili con il loro sistema di ricarica.
Le versioni europee di Pulse e Origin adottano connettori di Tipo 2, diffusi anche presso numerose stazioni pubbliche nelle Filippine. Al momento, tuttavia, non è stato confermato quale connettore sia montato sugli esemplari destinati specificamente al mercato filippino. La compatibilità effettiva con le colonnine locali andrà quindi verificata.
Ricaricare una moto nello spazio riservato alle auto
Ed è proprio qui che emerge una questione pratica. Immaginiamo un motociclista che raggiunge un centro commerciale con la sua Can-Am Pulse e trova una colonnina libera, collocata all’interno di uno stallo destinato alle automobili.
Se il connettore è compatibile e il regolamento lo consente, la moto potrebbe tecnicamente ricaricarsi senza problemi.
Ma cosa succede se l’area di parcheggio è organizzata esclusivamente per le auto? E come viene gestita la presenza di una motocicletta che occupa uno stallo intero?
Non esiste motivo per considerare automaticamente vietato l’accesso alle moto elettriche, ma le regole possono dipendere dal gestore dell’infrastruttura e dell’area di parcheggio.
La questione potrebbe diventare più frequente con l’aumento delle due ruote a batteria.
Perché condividere lo stesso standard di ricarica non significa necessariamente avere le stesse condizioni di accesso alle infrastrutture.
Nelle Filippine ci sono 1.876 stazioni di ricarica registrate
Il contesto filippino rende il debutto delle Can-Am particolarmente significativo. Il Paese ha una diffusione molto elevata delle motociclette, utilizzate quotidianamente per gli spostamenti personali, il lavoro e le consegne.
Parallelamente, il mercato delle automobili elettriche sta crescendo, con una presenza sempre più visibile di marchi come BYD e Tesla.
La rete di ricarica, però, deve ancora svilupparsi per accompagnare questa trasformazione.
Secondo i dati del Dipartimento dell’Energia filippino, ad agosto 2026 risultavano registrate 1.876 stazioni di ricarica per veicoli elettrici.
Un numero che rappresenta un progresso, ma che va considerato alla luce delle caratteristiche geografiche del Paese.
Le Filippine sono infatti un arcipelago composto da migliaia di isole, con grandi differenze nella disponibilità delle infrastrutture e una forte concentrazione del traffico nelle principali aree urbane.
In questo scenario, la possibilità di utilizzare le stesse colonnine delle auto potrebbe rappresentare un vantaggio per i motociclisti elettrici.
Allo stesso tempo, potrebbe aumentare la pressione su una rete già chiamata a soddisfare le esigenze di un numero crescente di automobilisti.
La ricarica domestica resta la soluzione più semplice
Per una moto elettrica con una batteria da 8,9 kWh, la ricarica domestica può rappresentare un’alternativa particolarmente pratica.
Con l’attrezzatura appropriata, Pulse e Origin possono essere collegate alla normale rete elettrica di casa.
Chi dispone di un parcheggio privato e di una presa adeguata può quindi ricaricare durante le soste, senza dover cercare quotidianamente una colonnina pubblica.
Per gli spostamenti urbani, le autonomie dichiarate di 160 e 145 km potrebbero risultare sufficienti per molti utilizzi quotidiani, naturalmente in funzione delle distanze percorse.
Il problema riguarda soprattutto chi vive in appartamento, parcheggia in strada oppure non dispone di un posto auto o moto attrezzato.
Una situazione tutt’altro che rara nelle città filippine più densamente popolate.
Per questi utenti, l’accesso alle infrastrutture pubbliche può diventare un elemento decisivo nella scelta di passare all’elettrico.
Le moto elettriche dovranno condividere le colonnine con le auto?
Il debutto di Can-Am nelle Filippine non rappresenta necessariamente una svolta immediata per la mobilità elettrica di massa.
Pulse e Origin sono motociclette con caratteristiche specifiche e non sono state presentate come soluzioni economiche destinate a sostituire i mezzi tradizionali più diffusi nel Paese.
Il loro arrivo, però, mette in evidenza un problema destinato a diventare sempre più importante: come organizzare una rete di ricarica capace di servire automobili e motociclette elettriche.
La questione non riguarda soltanto il numero di colonnine disponibili, ma anche la disposizione degli stalli, le regole di accesso e la compatibilità dei connettori.
Con batterie relativamente piccole e percorrenze soprattutto urbane, le moto elettriche potrebbero avere esigenze differenti rispetto alle automobili.
Resta quindi da capire se le infrastrutture esistenti riusciranno ad adattarsi oppure se sarà necessario prevedere spazi e punti di ricarica dedicati.
Per ora, le Can-Am Pulse e Origin portano nelle Filippine due nuove proposte elettriche e una domanda concreta: se le motociclette sono fondamentali per la mobilità del Paese, perché non dovrebbero trovare spazio anche nella rete di ricarica destinata ai veicoli elettrici?