Bagnaia vola a Misano con una Ducati stradale: tempi da MotoGP

Pecco Bagnaia sorprende a Misano con una Ducati Panigale V4S di serie: il suo tempo avrebbe messo in difficoltà perfino le MotoGP del 2007.

Bagnaia vola a Misano con una Ducati stradale: tempi da MotoGP
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 25 mag 2026

Pecco Bagnaia ha stupito tutti durante una giornata di allenamento a Misano con la VR46 Riders Academy. Il pilota Ducati è sceso in pista con una Ducati Panigale V4S di serie, una moto acquistabile normalmente in concessionaria, fermando il cronometro su un impressionante 1’34”70.

Un tempo che ha immediatamente acceso il dibattito tra gli appassionati perché dimostra quanto siano diventate veloci le moderne sportive stradali, ma anche il livello incredibile raggiunto dai piloti della MotoGP.

La sessione si è svolta sul circuito di Misano Marco Simoncelli insieme ad altri piloti della Academy come Valentino Rossi, Marco Bezzecchi, Luca Marini, Franco Morbidelli e Celestino Vietti.

Una Ducati stradale vicinissima alle MotoGP

Il dato che più colpisce è il confronto con i tempi ufficiali della MotoGP.

La pole position più recente sul tracciato romagnolo è stata firmata da Marco Bezzecchi in 1’30”134. Questo significa che Bagnaia, con una moto dotata di fari, targa e configurazione praticamente stock, ha accusato appena poco più di quattro secondi e mezzo di ritardo rispetto a un prototipo da Gran Premio.

Numeri che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impossibili per una moto stradale.

La Ducati Panigale V4S utilizzata da Bagnaia rappresenta infatti una supersportiva omologata per l’uso su strada, anche se dotata di componentistica estremamente raffinata derivata direttamente dall’esperienza Ducati in MotoGP e Superbike.

Va ricordato inoltre che il regolamento MotoGP limita molto questi allenamenti privati. I piloti della top class non possono utilizzare prototipi ufficiali né effettuare modifiche profonde alle moto impiegate per gli allenamenti. Devono utilizzare mezzi praticamente di serie e pneumatici commerciali.

Questo rende ancora più impressionante il tempo ottenuto dal pilota italiano.

Vicino anche ai riferimenti della Superbike

Il confronto con il Mondiale Superbike è altrettanto interessante. A Misano, Nicolò Bulega aveva conquistato la pole position in 1’31”618 con una Ducati preparata specificamente per il campionato delle derivate di serie.

La differenza rispetto al tempo di Bagnaia è quindi di circa tre secondi. Un margine ridotto considerando il divario tecnico tra una Superbike ufficiale da gara e una Panigale acquistabile da un cliente privato.

Questo conferma quanto le moderne sportive di alta gamma siano ormai vicinissime alle moto da competizione sotto molti aspetti tecnici.

E non è soltanto una questione di motore. Elettronica, aerodinamica, telaio e sospensioni hanno raggiunto livelli incredibili anche sulle moto di serie.

Il confronto con la MotoGP del 2007 fa impressione

La parte più curiosa arriva però guardando indietro nel tempo. Nel 2007 Misano tornò nel calendario MotoGP dopo un’importante ristrutturazione del circuito. In quell’occasione la pole position venne conquistata da Casey Stoner con la Ducati Desmosedici GP7 in 1’33”918.

Tradotto: la Panigale V4S guidata da Bagnaia si è fermata a meno di un secondo da una MotoGP ufficiale di quell’epoca.

Con il suo 1’34”70, Pecco avrebbe addirittura ottenuto l’ottava posizione sulla griglia di partenza del Gran Premio di San Marino 2007, partendo dalla terza fila con una moto omologata per la circolazione stradale.

Un confronto che racconta meglio di qualsiasi dato quanto sia cresciuta la tecnologia motociclistica negli ultimi vent’anni.

Le sportive moderne sono sempre più estreme

Prestazioni del genere mostrano chiaramente l’evoluzione delle moderne supersportive. Moto come la Panigale V4S nascono ormai con un livello tecnologico molto vicino al motorsport professionistico: piattaforme inerziali evolute, controllo di trazione sofisticato, aerodinamica attiva e motori derivati direttamente dalle competizioni.

Resta però un aspetto fondamentale: senza un pilota del livello di Bagnaia, tempi simili restano semplicemente irraggiungibili per la quasi totalità degli utenti.

Ed è proprio questo il punto che ha impressionato maggiormente gli appassionati dopo l’allenamento di Misano: non soltanto la velocità della Ducati, ma soprattutto la naturalezza con cui un campione MotoGP riesce a spingere una moto stradale fino a limiti che sembravano impensabili solo pochi anni fa.

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