Sicurezza stradale: 27 morti in moto nello scorso weekend

Incidente moto

Le varie testate giornalistiche ogni lunedì della bella stagione fanno il resoconto dei morti in moto del weekend. Noi spesso ci sottraiamo a questa pratica perchè una semplice conta dei morti sarebbe sterile ma alcune riflessioni vanno fatte, per il bene di tutti. 27 i motociclisti morti nel fine settimana appena trascorso. Perchè così tanti?

In questo periodo sono molti i motociclisti che riprendono la moto che dal precedente ottobre giaceva in box con l'assicurazione sospesa e forse molti di questi hanno perso l'abitudine alla guida. O forse sentono di voler sfogare il desiderio di motocicletta che era rimasto sopito per tutto l'inverno e appena su strada si prendono qualche rischio di troppo. Poi, ancora, c'è anche una questione numerica: più sono i motociclisti in strada più aumenta la probabilità che qualcuno si faccia male.

Molto diverse le dinamiche degli incidenti: cade in piega, viene urtato da un auto, sorpassi azzardati, manovre sbagliate, alta velocità e quant'altro. Poi, dai verbali della Polizia non sempre è facile capire cosa possa essere successo, cercando di immedesimarsi nella dinamica descritta. E, ne sono convinto, tanti aspetti fondamentali non emergono nemmeno.

Ad esempio le condizioni delle strade, spesso ricettacolo di buche, avvallamenti e altri sintomi di incuria causati da una evidente mala gestione degli enti che ne sono proprietari. Oppure asfaltature vecchie che ormai hanno reso il manto stradale uno specchio, incapace di fornire alle gomme il grip necessario per stare in piedi.

Il presidente dell'Asaps, Giordano Biserni: "14.283 morti e 860.000 feriti in dieci anni (fino al 2008), sono numeri tragici. È ora che ci poniamo molte domande sullo stato delle nostre strade ormai veramente ai limiti, con buche, vie d'uscita occupate da segnali, guard rail taglienti come rasoi. Nessun errore, anche minimo, è permesso all'appassionato di moto. Ma dobbiamo parlare anche della produzione di moto con potenze da pista. Moto che in prima fanno i 130 km/h, da zero a 100 vanno in meno di quattro secondi, che raggiungono velocità anche di 300 km/h. Ogni anno i modelli in vendita hanno un CV in più e un kg in meno di peso".

Di fronte a questi fatti, non dobbiamo né criminalizzare né assolvere i motociclisti: siamo una categoria spesso sopra le regole previste dal Codice della Strada ma ci troviamo anche a doverci confrontare con un ambiente a noi ostile, fatto di guard rail tagliola ma anche di automobilisti distratti o incapaci di condurre in sicurezza un'automobile.

Ci si chiede, quindi, cosa si possa fare per aumentare le probabilità di rientrare vivi dal giretto domenicale. Molte risposte non dipendono da noi (vedi la condizione delle strade o l'attenzione degli automobilisti) ma molte altre sì. La prudenza è una di quelle: senza voler fare moralismi ma ricordiamoci sempre che in moto ci si può divertire anche cercando di mantenere una condotta di guida meno rischiosa.

E ancora, l'abbigliamento tecnico: un paraschiena può salvare la vita ma sono ancora molti i motociclisti che non lo indossano. Un casco ben allacciato può salvare la vita ma si vedono spesso scooteristi con la scodella semplicemente appoggiata in testa. Giacca e pantaloni tecnici "salvano la pelle" ma di dueruotisti in jeans e bermuda sono piene le strade. Perciò, prima di contare le colpe degli altri chiediamoci se noi abbiamo fatto tutto il possibile per la nostra sicurezza.

  • shares
  • Mail
55 commenti Aggiorna
Ordina: