
Ecco la moto che riporta Bimota nelle competizioni a livello mondiale. Debutta il prossimo anno nella nuovissima Moto2 la Bimota HB4, con telaio italiano e motore giapponese. Il propulsore, infatti, comune a tutte le moto, è quello dela Honda CBR 600 RR; il telaio è a traliccio in acciaio con piastre incollate con un innovativo sistema aeronautico.
1460 i millimetri di interasse e per il reparto sospensioni sfoggia all’anteriore una forcella Paioli da 43 mm di diametro con 125 mm di corsa, al posteriore un mono Ohlins. Freni Brembo e Braking, ruote in magnesio forgiato, 21 litri di serbatoio per un totale di 135 kg a secco. Fra l’altro, già l’avevamo vista in azione in un primo video.
Il primo campionato mondiale Bimota lo vince nel 1980 con Jon Ekerold e poi nel 1987 con Virginio Ferrari. Ora in Moto2 con la HB4 punta a rispolverare la vetrina dei trofei. E noi, da orgogliosi italiani, non possiamo che augurarci sempre più podi tricolore.
Continua a leggere: Live @ Motor Bike Expo: Bimota HB4 Moto2
Pochi giorni fa vi abbiamo parlato della Paton Gran Premio 500, un modello destinato all’uso in pista, dotato di un V4 da 500cc a 2 tempi, una categoria ormai decaduta nelle competizioni internazionali, ma che non crolla nei cuori degli appassionati di tutto il mondo e in quello della famiglia Pattoni, che nel 2 tempi ha sempre creduto, e continua a crederci.
In ombra, rispetto alla più blasonata carriera duetempistica, c’è anche un’altro aspetto della Paton che in pochi conoscono: le moto da competizione a 4 tempi: tutto cominciò nei primi anni ‘60, quando Giuseppe Pattoni, “Pep” per gli amici, ha realizzato il primo bicilindrico parallelo a 4 tempi, con cilindrata iniziale di 250cc, poi cresciuto nel corso degli anni a 350 e 500cc.
Con questa architettura, nel corso degli anni, la Paton ha costruito un proprio spazio nelle competizioni internazionali, conseguendo anche ottimi risultati. In dieci anni, sono state costruite una decina di twin a 4 tempi, e nonostante le scarse risorse finanziarie del Pep (che lavorava anche nella bottega del suo collega Giorgio Pianta), Paton era ormai un nome conosciuto nel firmamento della storia del motociclismo.
Continua a leggere: Paton 500 8V RU 4 tempi: l'altra faccia della storia
Continuiamo con le video story della mitica Clinica Mobile tratte direttamente dal sito della “clinica del motomondiale” che in collaborazione con il Dottor Costa, Virginio Ferrari e Volvo Italia, ci raccontano la storia di una delle più belle strutture del motociclismo: quella che pensa alla sicurezza ed il benessere di tutti i piloti ed i motociclisti.
Eccovi quindi altri 3 video di questo interessante racconto…
Continua a leggere: La video storia della Clinica Mobile, cap2
Direttamente dal sito della Clinica Mobile abbiamo trovato una iniziativa decisamente interessante, nonché storica: si trata di un nuovo progetto - realizzato in collaborazione tra Clinica Mobile, Volvo Italia e Virginio Ferrari - che ha portato alla produzione di alcune video story sulla Clinica, il dottor Costa e la sicurezza nel motociclismo.
Una idea tanto semplice quanto carina che ci permette di rivivere alcuni dei momenti più belli di questa importante realtà del mondo delle corse, che in quanto tale ci porta anche a rivivere la storia delle competizioni motociclistiche stesse.
E allora è il caso di non perdersi troppo in convenevoli e di schiacchiare subito il tasto play per poi, dopo il salto di pagina, godersi altri 2 video di questo 1° capitolo della storia della Clinica Mobile
Continua a leggere: La video storia della Clinica Mobile, cap1

E’ nata da poco, ma la nuova categoria Moto2 continua ad attirare a se nuovi protagonisti: tra questi spicca il graditissimo rientro della Bimota. L’azienda riminese ha ufficializzato ieri, 2 febbraio 2009, il suo ritorno alle competizioni internazionali, dichiarando di voler partecipare al campionato che sostituirà l’attuale 250GP.
La Bimota, campione mondiale classe 350 nel 1980, col sudafricano Ekerold, ha vissuto il suo periodo d’oro sul finire degli anni ‘80, quando si aggiudicò nel 1987 il titolo TT F1 con Virginio Ferrari, sfiorando il bis l’anno dopo in Superbike con Davide Tardozzi.
Nel 2000 l’azienda italiana schierò il funambolico Anthony Gobert nel mondiale superbike, che con la sorprendente SB8R si aggiudicò la vittoria nella gara australiana di Phillip Island.
via | MotoGP
Ha un che di incredibile questo video che ci ha segnalato il nostro lettore Alibert. Merito del protagosita, Virginio Ferrari, ma sicuramente anche merito delle incredibili immagini per l’epoca, visto che si tratta di una camera car o on board camera che dir si voglia.
Tecnologia allora alle primissime armi e che rende questo filmato ancora più raro e speciale, e ci riporta indietro di quasi 30 anni al sempre glorioso GP delle Nazioni Monza, al suo fascino, e ad una guida ma soprattutto un epoca che oggi sembra non esserci più…
C’è grande attesa per il quinto round iridato di Le Mans. Località mitica dei motori. Un nome che evoca (non solo per le auto) grandi corse e grandi ricordi. Anche se il GP motociclistico di Francia, nel corso degli anni, ha fatto tappa in diversi circuiti.
Nel 1951 ad Albi (un triangolo di km 8,901, tracciato velocissimo dove il 14 luglio del ’51 perì il campione del Mondo Dario Ambrosini su Benelli 250). Nel 1953 e 1965 a Rouen (Km 5,100 tra le foreste, con un rettilineo di 1300 metri). Nel 1954 e 1955 a Reims (uno stradale nella capitale dello Champagne di km 8,301 con due lunghi rettifili e tre curvoni, medie sul giro vicino a 190kmh!). A Clermont Ferrand dal 1959 al 1964, poi 1966 e ’67 (montagnoso nella zona del Puy de Dome, km 8,057, salite e discese fino al 10%, e … 52 curve ). Infine, dal 1969 a Le Mans “Bugatti”, intervallatosi successivamente con l’impianto modello di Le Castellet.
Amarcord “torna” a Le Mans del 1979, ultima tappa (dopo Venezuela, Austria, Germania, Italia Imola, Spagna, Jugoslavia, Olanda, Belgio, Svezia, Finlandia, Inghilterra, Cecoslovacchia) di quel combattuto motomondiale dove nella classe 500 Virginio Ferrari (Suzuki 2T 4 cl in quadrato, oltre 120 Cv, 135 kg a secco) lottava per il titolo iridato con “King” Kenny Roberts (Yamaha 2T 4 cl in linea fronte marcia, oltre 120 Cv, 133 kg a secco).
Con l’italiano e l’americano sono della bagarre Barry Sheene, Jonny Cecotto, Willy Artog, Randy Mamola, Franco Uncini, Cristian Sarron, Philippe Coulon, Takazumi Katayama ecc.
La vigilia è “rocambolesca”. Nella notte prima della gara Sheene getta … un televisore dal quarto piano dell’Hotel Concorde mentre Virginio deve vedersela con l’imprevisto … femmineo (incontro ravvicinato e burrascoso della vecchia “fiamma” con la nuova compagna … del pilota italiano…). Si fa comunque domenica mattina.
La corsa prende il via alle 16. Starter d’eccezione, il 15 volte iridato Giacomo Agostini che, puntuale, cala la bandiera a scacchi e il sibilo dei motori si mischia al boato dei 150 mila presenti. A differenza delle gare precedenti, Virginio ha una pessima partenza. E’ Van Dulmen la saetta! All’olandese si incollano Sheene, Hartog, Sarron, poi Roberts affiancato dal giovane scudiero Mamola.
Continua a leggere: Le Mans '79: gran volo di Virginio Ferrari. Salvo per miracolo!
Ancora euforico per la bellissima vittoria di Shangai, Valentino Rossi ha però trovato il tempo di fermarsi un attimo ai microfoni della Gazzetta dello Sport, e lo ha fatto per raccontarsi in un modo come forse mai aveva fatto. Ma del resto ormai questo Valentino non ci stupisce più di niente, forte di una maturità ormai quasi totale che si è aggiunta al suo estro da Campione.
E come come per ogn’uno di noi, c’è sempre una prima volta nella storia di un persona. Esattamente come in quella di Valentino Rossi che domenica, finalmente, ha potuto gustarsi il primo successo con le gomme Bridgestone. E come tutte le prime volte ha lasciato emozioni indelebili - “È stata una bella emozione e gli ultimi giri sono stati incredibili. Una sensazione particolare guidare così forte fino al traguardo, con una moto sempre stabile: farò di tutto per dimostrare che la mia è stata una scelta giusta“.
Ma non finisce qui, perchè Rossi nella vita, e soprattutto in moto, è un vero campione anche di “prime volte”.Ripercorriamole tutte insieme a lui: Il primo ricordo legato alla moto…
“Un piccolo motorino da cross rosso, con la scritta “MRE” sul sedile blu. Me l’ha regalato il mio babbo quando avevo circa tre anni. Mi faceva girare nel giardino intorno alla casa a Tavullia, all’inizio con le rotelline, poi senza“.
Continua a leggere: Rossi e "le prime volte": Vale si racconta
Come anticipato da Gianluca, sabato si è tenuta la presentazione del Team Kawasaki PSG-1, non potevamo di certo mancare!
A San Marino, splendeva un sole magnifico, che dalle ampie vetrate del centro congressi, illuminava i due teli bianco-celesti che da li a poco avrebbero svelato le armi con le quali il Team combatterà nel prossimo mondiale Superbike.
Veniamo ricevuti calorosamente dal team al completo, e non mancano quattro chiacchere anche con il nuovo cavaliere Makoto Tamada e con Regis Laconi.
Senza perder tanto tempo Luigi Vignando invita il Team, insieme anche alle giovani promesse Baldovini e Tiberio , e lascia svelare ai due piloti le nuovissime ZX-10R numero 55 e 100. La prima impressione è quella di una moto davvero più compatta, la morbida e abbondante progenitrice pare lontana anni luce.
Continua a leggere: Motoblog alla presentazione del Team PSG-1

Davvero improvvisa ed inaspettata la dipartita di Virginio Ferrari, che si è visto costretto ad abbandonato per motivi personali la direzione del Reparto Corse Kawasaki PSG-1.
A 4 settimane dall’esordio nel Campionato del Mondo Superbike 2008 e a poche ore dalla presentazione ufficiale della squadra, il Team italiano si è visto costretto a riorganizzare in quattro e quattro otto l’assetto tecnico della scuderia.
Continua a leggere: SBK: Mastrandrea nuovo Direttore Tecnico PSG-1