Noriyuki Haga inizia a prendere confidenza con la sua nuova moto, la Yamaha YZF-R1 con la quale di cimenterà nel campionato British Superbike 2012, e queste sono le foto che documentano il primo incontro tra il trentasettene pilota giapponese e la sua nuova cavalcatura, scattate il giorno prima del suo primissimo test sul circuito spagnolo si Cartagena. La moto mostra ancora le carene in carbonio senza verniciatura tipiche dei test pre-stagionali, ma il numero 41 presente sul cupolino non lascia dubbi sull’identità di chi la porterà in pista.
Rimasto senza cavalcatura al termine dell’ultimo campionato WSBK - nel quale ha corso l’Aprilia privata del team Pata - Haga ha ricevuto l’offerta dal Team Swan Yamaha in seguito all’ennesimo infortunio patito da Ian Hutchinson, che terrà quest’ultimo lontano dalle corse almeno fino a Maggio. Per Haga, che avrà come compagno di squadra il campione uscente Tommy Hill, si tratta del ritorno in Yamaha - lasciata al termine della stagione 2008 per tentare la scalata al titolo mondiale SBK con la Ducati ufficiale - forse la casa con la quale ha ricevuto le maggiori soddisfazioni della sua carriera.
Oggi “Nitro-Nori” scenderà in posta con il nuovo mezzo per la prima volta, alla ricerca di un set-up di base con il quale iniziare la stagione BSB 2012. Il campionato si aprirà sullo storico circuito di Brands Hatch, appena fuori Londra, nel weekend dal 6 al 9 Aprile.
Continua a leggere: BSB: prime foto di Haga con la Swan Yamaha

Gara sensazionale fin dalle prime battute con una serie di seoprassi e controsorpassi che fanno onore a questa amatissima categoria. Allo start è ancora Johnny Rea, già vincitore di gara1, a scattar bene per tentare la fuga: lalfiere di casa Honda è in buona compagnia, “scortato” dai suoi connazionali Camier e Laverty. Ma i britannici non hanno fatto i conti con due “vecchietti” dal polso veloce e dalla grandissima esperienza: Carlos Checa e Nori Haga. In particolare, è quest’ultimo a regalarci una rimonta avvincente, fino al 2° posto.
Smrz scivola via perdendo l’anteriore, mentre Sykes si ritira quando era già rientrato ai box per un problema meccanico. A imitare il pilota Kawasaki, anche il nostro Michel Fabrizio, ma per un problema al cambio. Mentre era in piena rimonta, Marco Melandri commette un errore gravissimo per il discorso mondiale: arriva lungo, costretto a transitare nella via di fuga, riparte 12°. Proprio quando Checa, terzo, fa segnare il suo giro più veloce per andare a prendere Haga.
Colpo di scena a 5 tornate dal termine: all’ultima chicane Carlos Checa passa Haga, lanciandosi all’inseguimento di Rea che, perde potenza ed è costretto al ritiro mentre era saldamente in testa alla corsa! Lo spagnolo ringrazia, ma la matematica ancora non lo consacra: Melandri risale fino alla 6a posizione, portandosi a 97 punti di distacco. Per sole tre misere lunghezze il ravennate impedisce all’alfiere Ducati di festeggiare questa sua dodicesima vittoria stagionale. Non per il pubblico però: per tutti è Carlos il vero Campione!

Si spengono i semafori e parte subito forte la verdona di Tom Sykes, con i suoi traversi e le staccate spettacolari. Il candidato ad essere successore di Max Biaggi sul trono, Carlos Checa, lo studia da vicino e sembra poterlo passare ma in poche tornate Rea, Laverty e Haga lo superano ma il gruppo rimane compatto. Intanto alla prima variante si stende Fabrizio. Sykes sembra impiccato e Rea ne approfitta per portarsi al comando. Poco più dietro bella lotta tra Melandri e Badovini.
Al settimo giro, Haga inizia a inanellare tempi record sul 47″ basso, recuperando mezzo secondo al giro sui primi due che lo precedono. Scivola anche Haslam, ma senza conseguenze. Melandri esce ancora largo all’ultima chicane, ma la vera lotta si concentra nelle prime due coppie di testa: Checa porta l’attacco a Sykes per il terzo posto, ma va lungo e perde il contatto. Haga è incollato a Rea e, al penultimo giro rompe gli indugi e prova ad attaccarlo, ma invano: l’inglese è imprendibile.
L’emozione però che scalda il pubblico di Imola, salutato con un boato, la regala il leader del mondiale Carlos Checa, che proprio alle ultime tornate passa un coriaceo Tom Sykes, cui va il riconoscimento di una grandissima gara, anche grazie alla sua Kawasaki, finalmente matura. Delude invece Melandri, solo un 8° posto finale per lui. I giochi non sono ancora fatti: appuntamento per Gara2 alle 15:30.

Grande spettacolo nella bagarre della Superpole per decidere lo schieramento di partenza dei due round di Imola. Nel primo turno, a distinguersi particolarmente è stato il ritrovato (a dire il vero un pelino tardi, siamo a fine stagione!) Nori Haga, forse “aiutato” nonostante le smentite ufficiali dalla casa di Noale, vista anche l’assenza forzata del capitano Max Biaggi. Buona prova di Laverty, Checa e Fabrizio, mentre invece Camier sbaglia e brucia subito una gomma da tempo.
Anche nella seconda manche, che riduce i piloti da 12 a 8, si apre coi tempi di Laverty e Rea. Ma è di Tom Sykes il tempo record che lo mette al di sopra di tutti gli altri concorrenti: bellissimo veder sfrecciare e derapare questo lampo verde-nero tra i cordoli del circuito di Imola. Sul finale però è ancora NitroNori a beffare l’inglese, mentre v’è un brutto stop per gli italiani Melandri e Fabrizio. Ottima invece la prova di Ayrton Badovini su BMW, spinto anche da un calore di tanti fans arrivati qui per lui.
Terza e ultima manche, si fa sul serio. I piloti si abbassano la visiera e danno il tutto per tutto, ma nulla posso contro lo strapotere del binomio Checa-Ducati: con la gomma da gara, lo spagnolo fa segnare un giro record inavvicinabile (1′47.196) e mette le mani avanti sulle gare di domani. Talmente sicuro del porprio potenziale che l’ultima uscita di Carlos è rivolta alla sola simulazione della partenza. Ma se la dovrà vedere con “clienti scomodi” e in gran palla come Rea, Haga e Sykes, costantemente su un ritmo molto veloce.

I rumors si rincorrono, si alimentano l’un l’altro rispecchiando in molti casi i fatti che realmente accadono, e in altri portando fuori strada i lettori e l’informazione dal reale andamento dei fatti. Si è partiti da una dichiarazione di Troy Bayliss, poi è arrivato un test a Mugello, e infine arriva il “forse” sulla sua partecipazione come wild card al prossimo GP di Misano Adriatico.
Premesso ciò, ammettiamo che l’ago della bilancia pende sempre più verso un nuovo piccolo capitolo di Troy in rosso, che non sarebbe un solo sfizio del campione australiano ma una buona mossa da parte di Ducati Xerox, che in questa stagione sta vivendo uno dei momenti più brutti degli ultimi anni. Ecco quindi tre buoni motivi per i quali Baylisstic dovrebbe tornare in sella alla 1198 per il prossimo appuntamento italiano della SBK mondiale.
1° Immagine - Il numero 21, il faccione di Troy in pit lane e la marea di tifosi che lo accompagnerebbero in pista, potrebbero davvero dare una scossa alla popolarità calante del team più vittorioso della Superbike. Due vittorie quest’anno, ma classifica costruttori che si sostiene sulle performance dei privati, più costanti e veloci di Michel Fabrizio e Nori Haga, che hanno avuto un solo exploit a testa, fra la marea di risultati negativi finora conseguiti.
Continua a leggere: WSBK: 3 buoni motivi per vedere Troy Bayliss di nuovo in pista a Misano
Max Biaggi immenso, conquista gara2 dominando dall’inizio alla fine (anche questa volta solo Haslam è stato per poche curve davanti a lui) mentre alle sue spalle la sfortuna e gli errori hanno condizionato una gara ad eliminazione. Alle spalle del rider Aprilia, sul podio, anche Leon Haslam e Troy Corser, staccati di oltre 4 secondi.
Dietro il podio, si piazzano Leon Camier, Tom Sykes, Nori Haga, Sylvain Guintolì, Jakub Smrz, Shakey Byrne e Luca Scassa, che completa la Top10. Manca qualcuno all’appello… Johnny Rea (doppio zero per lui, giornata sfortunata), James Toseland e Ruben Xaus, sono stati autori di un terrificante incidente alla prima variante, al primo giro. Cal Crutchlow ha rotto il motore , lottando con Biaggi per la testa della corsa, e Michel Fabrizio, in uscita dalla prima variante, chiude nel modo più negativo un weekend che poteva essere di rinascita per la Ducati Xerox.
La corsa è stata emozionante nelle prime fasi, poi dopo le numerose cadute ha perso spettacolarità, con un traguardo tagliato con distacchi abbastanza ampi. Una serie di cadute che non toglie valore alla vittoria del Corsaro, vero protagonista e dominatore del weekend di Monza. Yamaha sfortunata nella seconda gara, Ducati Xerox da rivedere nel profondo, ancora in crisi nera.

E’ uno straordinario Carlos Checa che si aggiudica le prove libere di oggi: sul circuito di casa, chiude con 1′34.220, seguito a ruota da Jakub Smrz a poco meno di 3 decimi e da Byrne a 1′ 34.690. Praticamente 3 Ducati ai primi 3 posti. Tutte non ufficiali, però, perchè Michel Fabrizio (1′34.886) e Nori Haga (1′34.935) sono fermi al sesto e settimo posto.
Max Biaggi, autore della doppietta a Portimao, è quarto (1′34.771), tallonato a distanza di un soffio dalla Suzuki di Leon Haslam (1′34.780). Come detto, sesto e settimo posto per le Ducati ufficiali del team Xerox, per loro niente di buono nemmeno a Valencia. Ottavo l’italiano Lorenzo Lanzi (Ducati). Al nono posto, Cal Crutchlow, un altro dal quale ci si aspettava qualcosa di più, considerate le chiare ambizioni “mondiali”. Decimo Leon Camier, che evidentemente non riesce a rendere efficace la sua RSV4, come fa il suo compagno di squadra.
L’ex iridato James Toseland guarda la classifica da un lontano dodicesimo posto e delude anche Max Neukirchner, reduce da un pessimo weekend a Portimao. Non gioisce nemmeno il compagno di squadra Johnatan Rea che a Valencia cercava la vittoria. Insomma, più sorprese che conferme in questa sessione di prove libere. Attendiamo con ansia di vedere cosa succederà domani…
Continua a leggere: WSBK a Valencia: Checa si conferma primo nelle prove libere

La seconda sessione di qualifiche della Superbike al Nurburgring, ha visto un ritorno di Ben Spies nella parte alta della classifica dopo un venerdì nel totale anonimato e la conferma di Nori Haga in testa, segno della sua recuperata condizione fisica. Primo Haga, secondo Spies e terzo Michel Fabrizio, pronto a mettere i bastoni fra le ruote ai due leader del campionato.
Jonathan Rea pare particolarmente a suo agio sul circuito tedesco e completa la prima fila con il quarto tempo, davanti a Sykes e Byrne. Max Biaggi, 12° pare non essere competitivo come nelle scorse gare, il compagno Nakano, in compenso, non si è nemmeno qualificato. Parlando di Germania viene in mente anche BMW, ma la casa bavarese ha trovato il weekend sbagliato: 19° Corser e Cooper (sostituto di Xaus) fuori dalla superpole.
Alle 15 la Superpole, con a sorpresa Vittorio Iannuzzo nella top 20, mentre Scassa e Baiocco non sono riusciti ad essere dei giochi.

Mentre i piloti della SBK si godono il meritato riposo, in attesa del rientro previsto per il primo weekend di settembre al Nurburgring, spariamo qualche numero per fare il punto della situazione in base alla classifica mondiale.
4 appuntamenti alla fine, 8 manches e 200 punti ancora in palio possono anche ribaltare la classifica, ma l’unica certezza che abbiamo è che fino all’ultimo saranno in 3 a giocarsi l’iride: Nori Haga, Ben Spies e Fabrizio, con l’italiano pronto a fare il terzo incomodo. Il campionato finora vede Haga in testa con soli 7 punti di vantaggio su Spies e 53 su Michel.
Confrontando la situazione del campionato con quella degli anni scorsi, allo stesso punto della stagione, vediamo che nel 2008, Re Troy Bayliss aveva 82 punti di vantaggio su Neukirchner e 92 su Troy Corser; nel 2007 James Toseland comandava con 43 punti di vantaggio su Biaggi, 45 su Haga e 56 su Bayliss. Da notare che a fine stagione il vantaggio di Toseland si è ridotto a soli 2 punti.
Continua a leggere: Superbike: un po di numeri in attesa del Nurburgring

Prima delle meritate vacanze di agosto, i piloti della SBK correranno, nel prossimo weekend, sullo splendido tracciato di Brno, valido come decima prova di un campionato nuovamente aperto, grazie all’exploit di Ben Spies, la rimonta di Fabrizio e, ahimè, la crisi di risultati del portacolori Ducati, Nori Haga.
Il circuito di Brno è tosto e farà di sicuro selezione e, per tradizione, pista adatta più ai 4 cilindri che ai pomponi: la Suzuki ha vinto 4 gare, poi una per Yamaha e una per Honda; unica eccezione l’annata 2008, che ha visto la doppietta di Troy Bayliss su 1098 F08 e altre 5 ducati nei primi 6 posti. Il pronostico si fa incerto sulla moto favorita e questo non fa altro che mischiare ancor di più le carte in tavola.
Venendo al dunque, e analizzando la situazione di Haga allo stato attuale, dobbiamo ammettere che le difficoltà aumentano. La brutta caduta di Donnington porterà Nitronori allo start con ancora qualche acciacco, e la prestazione dello scorso campionato a Brno non è stata splendida. Tutti elementi che faranno partire il giapponese in difesa.
Continua a leggere: SBK: fine settimana a Brno, fuochi d'artificio assicurati