
Tutto è pronto in casa Suzuki per i test che precedono la tappa iniziale del mondiale Superbike a Phillip Island. Yoshimura ha sviluppato in Giappone per il team Crescent due nuovi motori ed il sistema di scarico R-11 che verranno montati sulle moto di John Hopkins e Leon Camier entro l’inizio del mese prossimo.
Le parole del Team Manager Jack Valentine: “I ragazzi erano molto contenti quando sono arrivate le novità tecniche dal Sol Levante. Da quel momento tutta la scuderia è al lavoro per preparare le GSX-R a nostra disposizione. Gli scarichi sono molto accattivanti, oltre a garantire maggior competitività alla nostra due ruote.”
E ancora: “Utilizzeremo i motori ricevuti prima delle prove ufficiali che precedono la gara. In ogni caso Yoshimura ci invierà altri propulsori a Phillip Island in tempo per le prove ufficiali e la prima gara. E’ ancora presto per dirlo, ma siamo contentissimi della partnership con Yoshimura. I ragazzi dell’azienda stanno portando avanti un ottimo lavoro.”
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Leon Camier si è tolto qualche sassolino dalle scarpe dopo gli ultimi due anni in Aprilia al fianco del Campione Max Biaggi. Ricordiamo che Camier è approdato nel 2010 nel Team Alitalia Aprilia dopo aver conquistato l’anno precedente il Campionato Britannico Superbike (BSB) in sella alla Yamaha YZF-R1 del Team Airwaves Yamaha con con 549,5 punti finali battendo ogni record della categoria, vincendo 19 delle 26 gare in programma e con 22 podi totali.
Dopo due stagioni, da lui stesso definite “difficili, forse “frustranti” è il termine più appropriato.” il pilota inglese è passato al Team Crescent Suzuki. Due anni deludenti per lui e per la stessa Aprilia che si aspettava sicuramente qualcosa di più da lui. “Sono deluso per come sono andati questi due anni con Aprilia: qualche gara è andata bene, abbiamo ottenuto alcuni buoni risultati, ma non sono riuscito a sfruttare appieno il potenziale. Di sicuro ho imparato molto, un’esperienza formativa per il futuro.”
Ad ogni modo il pilota inglese, alla terza stagione in Superbike, si è fatto le ossa ed è pronto al riscatto la prossima stagione con il Team Crescent. Dopo una prima presa di contatto a Portimao, l’ex Campione BSB sta contando i giorni che lo separano dal secondo test con la “Gixxer”, che si svolgeranno tra poco più di un mese, sul circuito di Phillip Island, dove il 26 febbraio prossimo inizierà ufficialmente la sua nuova avventura da pilota Crescent Suzuki al fianco di John Hopkins.
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Ormai prossimo al debutto in WSBK il Crescent Suzuki Team guidato da quella vecchia volpe di Paul Denning. La scelta dei piloti è ricaduta su due nomi di talento come John Hopkins e Leon Camier. Denning, proprietario della scuderia britannica, è stato anche Team Manager Suzuki MotoGP dal 2005 al 2011, anno del ritiro della casa di Hamamatsu dal motomondiale. A voi un estratto dell’intervista rilasciata a Crash.net
D:Cosa pensi del mondiale Superbike e del suo livello di competitività?
R: “La stagione 2012 mi sembra molto interessante nonostante l’assenza della Yamaha. Il livello delle case in competizione è molto alto con Suzuki, Honda, Kawasaki, Ducati, BMW e Aprilia che partecipano con team factory e privati e con piloti tutti molto veloci. C’è sicuramente molto più equilbrio che in MotoGP.”
D: Quali sono le principali differenze tra la GSX-R1000 del campionato britannico e quella del mondiale?
R: “La Suzuki 2012 sarà esteticamente molto accattivante, ma solo pochi componenti rimarranno gli stessi del campionato nazionale. Molti sono gli aggiornamenti: Yoshimura sta lavorando duramente sul motore, ci sono nuovi freni e nuove sospensioni the suspensioni, l’elettronica Motec è migliorata ancora e tanti altri dettagli fanno sicuramente la differenza. Il pacchetto Suzuki è molto competitivo. Il nostro compito resta quello di far si che il pilota riesca a sfruttare al 100% le possibilità della moto.”

Crescent Suzuki lavora alacremente per partire competitiva nel 2012. Il problema più grosso per il team inglese al momento rigurarda l’organizzazione e la pianificazione della partnership tecnica con Yoshimura, che porterà in pista nel mondiale le parti speciali già collaudate nell’Endurance e nella Superbike giapponese.
“Con il primo round dall’altra parte del mondo, a Phillip Island, vista la partnership con Yoshimura e tutte le novità che sono state introdotte, stiamo cercando di mettere assieme il tutto”, commenta Jack Valentine team manager della squadra. “Inoltre stiamo cambiando workshop e questa cosa, unita alle altre, rende il menù ricco. Dobbiamo essere realistici e stiamo facendo il possibile per farci trovare pronti per l’Australia. Faremo dei test nella settimana precedente a quelli ufficiali e ci stiamo organizzando in vista di questo appuntamento.
Effettivamente la fornitura di materiale arriva direttamente dal Sol Levante, e questo comporta una completa ridefinizione del lavoro interno al team, finora abituato al solo campionato inglese con tutte le componenti disponibili nella stessa nazione, o al massimo continente: “Non si tratta di una situazione di logistica comune per noi, visto che si parla di una trasferta dall’altro capo del mondo.
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Debutto mondiale da team regolarmente iscritto al campionato per Crescent Suzuki, che con Leon Camier e Alastair Seeley ha portato in pista la GSX-R1000 inglese sul circuito di Portimao nella tre giorni di test privati appena conclusa. Seeley è entrato come sostituto di John Hopkins, attualmente a casa in convalescenza dopo un’operazione.
Non tempi da prime posizioni, ma nemmeno tragici risultati al cronometro. C’è tanto da lavorare sulle moto, ma già lo scorso anno Hopper ha dimostrato che la competitività è alta conquistando la pole position e degli ottimi piazzamenti a Silverstone come Wild Card. E’ anche questo il motivo che ha convinto Paul Denning ad intraprendere il mondiale, un impegno ancora più sentito ora che la sua squadra MotoGP ha abbandonato il circus.
Leon Camier ha commentato così: “Sfortunatamente ho avuto alcuni giorni di problemi durante il test, sono cose che succedono quando ci sono pezzi nuovi da provare, ma ho avuto un feeling positivo dalla moto. Il primo giorno ero un po’ perso con i problemi al freno anteriore e all’elettronica, c’è ancora molto lavoro da fare con il telaio per trovare il giusto setup per me. Alla fin però sabbiamo come fare bene e prenderemo la giusta direzione ai prossimi test. Spero di passare più tempo in pista per trovare il mio setting ideale e fare bei tempi.”
Seeley è impressionato dalla pista: “Portimao è una pista in cui si può imparare tanto con tutti questi saliscendi, ma mi sono presto adattato. Non abbiamo fatto tanti passi avanti con il telaio perchè ci siamo concentrati più sull’elettronica, che ha migliorato il tutto. Comunque alla fine mi sono trovato a mio agio e sentivo bene la moto, penso di aver fatto dei buoni tempi sulle gomme morbide”

Lunedì 28, sul circuito dell’Algarve di Portimao, Leon Camier farà il suo esordio assoluto sulla nuova Suzuki del team Crescent. L’ex pilota Aprilia, avrà a disposizione tre giorni di test per provare vari set-up riguardanti il telaio, il motore e componenti elettroniche. Leon ha corso in Portogallo 4 manches, l’ultima delle quali proprio un mese e mezzo fa. “Sono contento ed emozionato per il mio esordio con il team Crescent“ - ha dichiarato il campione britannico.
“C’è tantissimo materiale da testare e con questa trasferta avrò modo di conoscere personalmente gli elementi che compongono il team. Il mio obiettivo in questi giorni non sarà solo quello di far registrare dei buoni tempi sul giro, ma soprattutto prendere confidenza con la moto e avere una buona base dalla quale partire nelle prossime prove che affronteremo.”
Pronto, dopo la recente operazione subito ad un dito della mano, ci sarà anche l’americano John Hopkins, ex Suzuki e Kawasaki in MotoGP : “Sono contento ed eccitato per questa occasione con Crescent Suzuki. E’ sempre interessante vedere come vanno le cose lavorando con un altro team. Posso dirmi inoltre onorato di rientrare in Superbike dopo un anno di militanza in un’altra categoria”
Il Team Manager Jack Valentine sembra compiaciuto è fortemente speranzoso in vista della stagione 2012, curioso di poter verificare concretamente il potenziale tecnico messogli a disposizione: “Il mio primo pensiero va a Leon. Dobbiamo trovare un buon assetto di base che si adatti al suo stile e alle sue caratteristiche fisiche, ma sono molto fiducioso, solo più avanti cominceremo a dare un’occhiata ai tempi. Chiudere il 2011 con ottime prospettive per il 2012, sarebbe il modo migliore per trascorrere in tranquillità le vacanze natalizie.”
Si può chiaramente parlare di una brutta performance da parte di Max Biaggi, che ha lottato per tutto il weekend con una Aprilia che non ne voleva sapere di andare forte, ed esordendo in gara1 con problemi alla leva del freno e alla frizione. Considerato ciò, il quarto posto conquistato in gara2 con le unghie e con i denti è una soddisfazione per il romano, ma se a vincere è colui che prende il largo nel mondiale, questo risultato brucia un po’.
“Analizzando il weekend e la prima gara, posso dirmi soddisfatto del quarto posto in Gara 2. Peccato essere partiti da dietro, per agguantare il gruppo dei primi ho stressato le gomme e questo mi ha impedito di essere incisivo nel finale nonostante ce l’abbia messa davvero tutta, tanto da arrivare davanti al mio compagno di team che qui è particolarmente veloce. Anche in Gara 1 avrei potuto fare meglio, ma con la leva del freno piegata ed il problema tecnico alla frizione non mi è rimasta altra scelta che stringere i denti e racimolare quanti più punti possibile”
L’aprilia di Max Biaggi viaggia ora a 62 lunghezze di distacco dalla Ducati di Checa, che prende il largo a 4 gare dalla fine. Sarà dura perchè ormai è difficile parlare di piste favorevoli alle 4 cilindri o alle bicilindriche. Silverstone è storicamente una delle più veloci e e lunghe piste del mondiale, con caratteristiche in genere favorevoli alle plurifrazionate, eppure non è andata come ci si aspettava.

“Il campionato non è affatto chiuso!”. E ci mancherebbe altro. Il prossimo weekend di corre a Misano il sesto round del Mondiale SBK e suppur terzi con 62 punti di distacco da Carlos Checa (primo con 195) l’Aprilia Alitalia Racing Team e il campione del mondo in carica ripartono per affrontare il Gran Premio di San Marino con grande motivazione e dove lo scorso anno il Corsaro conquistò una splendida doppietta.
Non sarà facile per Biaggi: Max insegue la prima vittoria stagionale e deve fare i conti con i postumi del weekend americano. Coinvolto in una caduta innescata da Rea, Biaggi ha riportato contusioni fastidiose, preoccupa soprattutto il dolore ad una costola.
“E’ vero, purtroppo sono tornato da Miller con una gara in meno e parecchie botte. - ha dichiarato il pilota romano - La moto di Rea dopo la caduta mi ha colpito duramente, sono riuscito a concludere Gara 2 ma a fine giornata ero davvero distrutto. Nonostante questo ho voglia di fare bene a Misano, una pista che mi piace e sulla quale abbiamo girato molto essendo la nostra test track per il 2011. Ripetere la doppietta dello scorso anno sarà difficile ma un risultato positivo sarebbe davvero importante per il nostro campionato. Il supporto dei tanti tifosi italiani mi aiuterà sicuramente a dimenticare gli acciacchi”.

La superpole del team Aprilia Alitalia è stata decisamente sfortunata, a partire dalle prime fasi, quando Leon Camier è caduto a causa dell’asfalto bagnato, facendo un tuffo nel pantano e distruggendo la sua prima moto. Con la seconda è riuscito a scendere in pista velocemente ma non ha potuto fare meglio dell’11° tempo. Diversa la situazione per Max Biaggi, sfortunato solo a fine Superpole.
Era lì per giocarsi la partenza dal palo, ma un lungo nell’ultimo giro dispoinibile (pare per colpa del cambio che non ha innestato la marcia mandando la moto in folle) con conseguente caduta nella palude, ha rovinato una potenziale pole. Max partirà sesto: “Sono andato dritto perché mi è entrata la folle, ho provato a rimettere la marcia ma non si è innestata. Devo dire che appena entrato con le gomme nuove nell’ultima Superpole ho avvertito che qualcosa non funzionava a dovere, sentivo più vibrazioni all’anteriore. Domani partiremo in seconda fila, non è dove speravo di essere, visti anche i buoni tempi fatti segnare ieri ed oggi. Vedremo in gara, di sicuro non sarà una giornata facile”.
Leon, a sua volta, parte per due manche in salita: “Sinceramente non ho capito la dinamica della caduta, non stavo guidando in maniera particolarmente aggressiva. Peccato, dopo essere stato veloce durante tutto il weekend sono costretto a partire dall’undicesima posizione. Le gare sono lunghe, il mio passo mi fa ben sperare anche se dovrò dare veramente il massimo.”
Ricordate cosa successe un’anno fa sul circuito di Monza? Max Biaggi regalò una storica doppietta alla Aprilia, davanti al suo pubblico e ad altri 115 mila spettatori. Un evento tutto italiano che ha caricato moltissimo il pilota romano per il resto della stagione, arrivando alla conquista del titolo piloti e marche. Il 2011 è obbligatoriamente l’anno della riconferma. con il numero 1 sulla carena, il Corsaro ha il solo obbiettivo della vittoria.
Gli occhi sono già attorno al team Aprilia Alitalia, e Max li sente tutti: “Questo Campionato è una lotta senza esclusione di colpi, non si può sbagliare nulla perché tutti gli errori si pagano cari, sono bastate le prime tre gare a dimostrarlo. Sappiamo di poter essere competitivi a Monza, ma il livello altissimo degli avversari non deve farci perdere la concentrazione.
Dobbiamo recuperare punti e abbiamo tutte le potenzialità per farlo, anche l’appuntamento di Assen lo ha dimostrato. Corriamo col numero uno sulla carena e quindi il nostro obiettivo non può che essere la vittoria, correre in Italia, davanti ai miei tifosi – conclude - mi darà ovviamente una spinta in più: il pubblico di Monza ci riserverà sicuramente una accoglienza caldissima e il mio fan-club farà in modo di rendermi il week end ancora più speciale,come sempre!”.
Il compagno di squadra del campione del mondo, Leon Camier, cerca costanza nei risultati. Al buon podio di Donington è seguito il quarto posto di Assen, l’obbiettivo è tornare nuovamente fra i migliori tre a fine gara: “Ad Assen la sfortuna mi ha perseguitato. Un quarto posto non è sicuramente il risultato che mi aspettavo dopo le prove. Nella gara di Monza dobbiamo confermare i passi avanti messi in mostra con il ritmo di gara, mentre la Superpole rimane sempre il mio punto debole. Anche se in un circuito con staccate decise come questo ci sono varie occasioni di sorpasso, partire davanti è sempre un bell’aiuto e ti permette di evitare rischi nelle prime fasi di gara”.