Fiaccolata a Biandronno dei lavoratori Husqvarna

Non si placano le polemiche tra i dipendenti Husqvarna contro la chiusura dell'azienda da parte dei nuovi proprietari austriaci di Pierer Industries.

Sono passati poco più di tre mesi da quando giunse la notizia della cessione da parte del gruppo BMW del marchio Husqvarna a Pierer Industrie AG, gruppo austriaco facente capo al CEO di KTM, Stefan Pierer: da lì in poi una sequela di brutte notizie per i lavoratori dello storico marchio motociclistico; cessazione della produzione da agosto, cassa integrazione, smaltimento delle ultime 3500 moto rimaste nei magazzini.

I lavoratori non erano stati a guardare e dopo le prime proteste e mobilitazioni sono scesi in piazza a manifestare: l'ultimo corteo in ordine di tempo quello di ieri sera dove i dipendenti Husqvarna hanno solidarizzato con quelli Whirpool (nella stessa situazione) e sono partiti da Cassinetta (sede della fabbrica di elettrodomestici) per poi unirsi in una fiaccolata fino al municipio di Biandronno dove si sono tenuti significativi interventi.

Tra gli oratori Matteo Berardi, RSU della Fiom

"Agli imprenditori diciamo che le aziende non sono fatte di macchinari ma dalle persone che ci lavorano, oggi i lavoratori fanno fatica persino a pagare l'abbonamento del treno ai propri figli?. Senza lavoro non c'è libertà, dignità e prospettive future."

Nel frattempo il tempo passa e la situazione inizia a farsi sempre più difficile e dalla nuova proprietà non arrivano certo segnali di apertura: la sensazione è che il gruppo Pierer abbia tutta l'intenzione di chiudere, almeno momentaneamente, il marchio Husqvarna e magari rilanciarlo in futuro, ma probabilmente con moto prodotte in India.

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