Dakar 2013, Stage 9: i commenti dei protagonisti

Dakar 2013 - Stage 9

La nona tappa della Dakar 2013, la Tucuman–Cordoba di 852 km di 593 di speciale, è stata vinta dal francese Cyril Despres (KTM), che nella lunghissima sezione cronometrata ha avuto la meglio sui due piloti ufficiali Husqvarna Joan Barreda Bort (+4′03″) e Andrea Botturi (+5′15″). Il portoghese Ruben Faria, compagno di squadra di Despres che ieri si è classificato quarto (+7'47"), è il nuovo leader della classifica tallonato dallo stesso Despres (+5'23"), dal cileno 'Chaleco' Lopez (+9'03") e dal pilota privato slovacco Jakes (+16'56"), che completa così il poker di KTM in vetta alla graduatoria generale.

Dopo la grande prestazione di ieri Botturi risale in quinta posizione (+22'58") davanti all'ex leader Olivier Pain (Yamaha, +28'46") mentre affonda il capoclassifica di ieri, David Casteu, che ha accusato oltre due ore di ritardo al traguardo di Cordoba ed è sceso al 21° posto in classifica generale, a +1:50'10". Il francese, infortunatosi alla spalla dopo lo scontro con una mucca, ha poi deciso di ritirarsi. Questi i commenti dei protagonisti della tappa di ieri:

Cyril Despres (FRANCIA, KTM - 1° di tappa - 2° in Classifica)

"Ho lasciato il bivacco questa mattina alle 5:09 e sono arrivato al bivacco di questa sera a Cordoba quasi 12 ore dopo: in pratica ho passato un'intera giornata sulla moto, e non è stato facile. Mi aspettavo che la speciale fosse più veloce, ma poi ho scoperto di dover lavorare molto con le gambe sulla moto per affrontare diverse curve scivolose. Grazie al mio allenatore Joel, in Andorra, e alle lunghe ore che abbiamo trascorso insieme, sono stato in grado di continuare ad attaccare fino alla fine. Già che sono in tema 'ringraziamenti' vorrei anche ricordare Michelin, che ha prodotto delle gomme in grado di sopportare le difficoltà di questa speciale. Durante le interviste che ho fatto alla fine della tappa molti giornalisti hanno detto 'la fortuna ha girato in mio favore', ma la Dakar è ben lungi dall'essere solo fortuna. E' una questione di esperienza, preparazione, allenamento e di mettere insieme tutti gli elementi giusti al momento giusto. Domani abbiamo un'altra giornata dura e io sono più che pronto".

Joan Barreda Bort (SPAGNA, HUSQVARNA - 2° di tappa - 35° in Classifica)

"E’ stata una tappa molto difficile e pericolosa. Era molto facile cadere in quanto il terreno era molto scivoloso. Ho aperto la strada per i 593 km incontrando ogni tipo di animale, mucche e cavali, uccelli ed ho dovuto rallentare sempre per evitare un incidente. Sono contento del secondo posto, con questa mano non potevo spingere di più.”


Alessandro Botturi (ITALIA, HUSQVARNA - 3° di tappa - 5° in Classifica)

"Partendo così indietro ho trovato tantissima polvere. Ho tirato subito e sono contento di come sia andata. Questa era la mia tappa, se fossi partito tra i primi l’avrei vinta."

Ruben Faria (PORTOGALLO, KTM - 4° di tappa - 1° in classifica)

"E' stata una tappa molto difficile: 851 km sono davvero tanti. Sono andato al 90% del mio potenziale all'interno della foresta, non so quante curve abbiamo dovuto affrontare oggi. C'era molta polvere, quindi sono andato al mio ritmo per evitare di correre rischi: volevo solo arrivare alla fine di questa speciale. Voglio tenere i piedi ben piantati in terra: io sono qui per aiutare Cyril a vincere la sua quinta Dakar, ed è quello che ho intenzione di fare."

Helder Rodrigues (PORTOGALLO , Honda - 5° di tappa - 7° in classifica)

"E' stata una lunga giornata: la navigazione non è stata difficile, ma è stata un tappa dura per le moto, per le gomme e per il nostro corpo. Non volevo prendere troppi rischi perché era piuttosto pericoloso là fuori, quindi direi di essere soddisfatto del mio risultato".

David Casteu (FRANCIA, YAMAHA - 113° di tappa - 21° in Classifica)

"Ero circa al km 100 e guidavo con calma, senza spingere troppo. Ero in scia a Pedro Bianchi quando una mucca è spuntata fuori all'improvviso: l'ho colpita con il manubrio, sono caduto duramente sulla mia spalla e mi sono ritrovato con un buco nel serbatoio del carburante. Così, ovviamente, dopo un po' mi sono ritrovato a corto di benzina. Vincent Guindani me ne ha data un po' e sono riuscito a finire la prima parte. I medici poi mi hanno fasciato la spalla in modo da poter iniziare la seconda parte della speciale, ma poi la mia moto si è fermata a 30 km dal traguardo. Penso che sia stato un segno: dovevo fermarmi. Non ne valeva la pena. Volevo lottare con i primi, perchè ho gia avuto la mia bella dose di sfortuna nel 2011 e nel 2012. Domani tornerò a casa, ma è un brutto colpo. Le cose vanno così: un giorno piangi di gioia, il giorno dopo piangi per il dolore e la tristezza."

Foto © Getty Images
Foto | Maragni M. KTM Images

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