I Marquez: con Marc e Alex in HRC Dorna fa “bingo”. Anche per Valentino e Luca un futuro insieme in MotoGP?

Domenica a Valencia è calato il sipario sulla MotoGP 2019 dominata da Marc Marquez (Honda) con 12 vittorie e 6 secondi posti e già oggi si riaccendono i riflettori per i due giorni di test che al “Ricardo Tormo” aprono di fatto la stagione 2020. C’è grande interesse per scoprire in pista le novità per il prossimo campionato e, in particolare, c’è grande attesa per l’assaggio di Alex Marquez sulla Honda dopo l’annuncio dell’ingresso del 23enne spagnolo nel team ufficiale Honda-HRC a fianco del più blasonato fratello 26enne Marc. Come noto, è stato l’improvviso annuncio-bomba di giovedì scorso dell’addio alle corse di Jorge Lorenzo a scuotere il mercato e a imporre alla Honda un cambio di strategia dovendo prend

alex-marc-marquez

Con queste premesse, sarebbe stato lo stesso per Honda e per Dorna confermando in HRC Crutchlow o portando Zarco? Due piloti diversi e indubbiamente di valore, però con il quasi 35enne Cal nel ruolo di quello che ha “già dato” e con il quasi 30enne transalpino due volte iridato Moto2 ma poi dentro un discusso e discutibile saliscendi dovuto anche a difficoltà di gestione della propria carriera. Ad ogni modo due piloti poco funzionali agli obiettivi tecnico-agonistici di Honda e a quelli di immagine voluti da Dorna. Tornando al nuovo sodalizio dei fratelli Marquez, spetterà poi alla pista, quando sarà ora, dimostrare che l’operazione dei fratelli Marquez insieme in HRC non è stata solo una trovata promozionale ad uso mediatico, o peggio, un buco nell’acqua e un boomerang per gli stessi protagonisti coinvolti. Intanto, anche Honda può stappare la bottiglia perché l’operazione di Alex in HRC, perorata senza clamori ma con convinzione e determinazione dal fratello Marc, lega ancor più a doppio filo il “cannibale” alla Casa giapponese, forse al di là del nuovo contratto evidentemente già firmato per il biennio 2021-2022. D’altronde, se nel 2020 Marc continua a vincere e Alex inizia in positivo il suo percorso di crescita senza l’affanno del risultato proprio perché “coperto” dal fratello-cannibale, Honda può essere solo fiera dell’operazione avendo già in mano l’asso vincente e potendo puntare per il futuro anche su un possibile ricambio. Con il 26enne Marc già forte di 8 titoli mondiali e assoluto dominatore della MotoGP e con il 23enne Alex campione del Mondo Moto3 nel 2014 e iridato Moto2 quest’anno, che fretta può avere Honda? Con un Marquez (Marc) così, chiunque in HRC viene ad assumere il ruolo di “seconda guida”. E chi non lo farebbe oggi in HRC, il “secondo pilota”, soprattutto fra i “giovani leoni” presenti nel Motomondiale?

D’altra parte, va ribadito, più che per esclusione, si è giunti alla scelta di Alex per convinzione, in riferimento alle sue qualità di pilota e a ciò che Honda e Dorna volevano. Sul valore e sul potenziale di Alex può contare la sintesi fatta da Valentino Rossi: “Alex Marquez in HRC? Non ruberebbe nulla” in riferimento ai suoi due titoli mondiali conquistati a 18 anni in Moto3 nel 2014 e in Moto2 quest’anno, a coronamento di un pilota capace di fare risultato e anche con il vantaggio di aver guidato bene il non facile motore 3 cilindri Triumph Moto2 vicino ai 150 CV e dalla coppia più alta e ruvida del precedente Honda 4 cilindri da 125 CV, esperienza utile per il salto di categoria. Oltre alle due corone mondiali, Alex ha stabilito anche altri record: è il primo pilota di sempre a conquistare il titolo sia in Moto3 che in Moto2, fra i pochi campioni dal 1949 a oggi (Ruffo, Ubbiali, Haas, Provini, Read, Cadalora, Capirossi, Rossi, Poggiali, Pedrosa Marc Marquez) mondiali sia nella classe più leggera (125-Moto3) che nella categoria superiore (250-Moto2). Comunque, per Alex, la grande opportunità di entrare in HRC non è priva di rischi, soprattutto per il feeling con una moto ostica che fin qui solo Marc Marquez ha dimostrato di saper domare portandola al limite e vincendo a ripetizione. Pur in modo e con risultati diversi, tutti hanno faticato: gli stessi Pedrosa e Crutchlow, per non dire di Jorge Lorenzo. L’opposto di quel che accade sulle Yamaha con il rookie stratosferico Quartararo, ma anche con Vinales e Morbidelli, subito in sintonia con le loro M1. Adesso, la promozione di Alex in HRC apre una nuova sfida anche per gli altri protagonisti. L’appetito vien mangiando, e chissà che il vulcanico Carmelo Ezpeleta, gran capo Dorna e deus ex machina del Circus iridato, non pensi già alla prossima puntata della “saga MotoGP” con insieme nella classe regina, dal 2021, gli altri due fratelli eccellenti Valentino e Luca in un inedito Team Yamaha, pronti a incrociare le lame con i fratelli Marquez. MotoGP-bomba H? Mai dire mai.

  • shares
  • Mail