MotoGP 2019, le pagelle della Malesia

Vinales, bis di Assen! Quando non ha la luna storta, stupisce. Il “Lorenzo dei tempi d’oro”?

LA GARA: 8+ Corsa non priva di interesse agonistico e tecnico e ricca di spunti per il futuro. Week-end luttuoso per la morte di Afridza Munandar, il giovane indonesiano caduto sabato nella gara dell’Asia Talent Cup. Dalla Porta e Vinales gli hanno dedicato la loro vittoria. Marquez che lo conosceva per le attività svolte con Honda Asia, lo ha ricordato: “Era un ragazzo gentile, ma le corse sono così, lo sappiamo ogni volta che scendiamo in pista. Conosciamo il rischio e dobbiamo essere contenti ogni volta che vinciamo”. Stesso circuito e quasi stesso punto e con la stessa modalità dell’incidente fatale per Marco Simoncelli. RIP.

VINALES: 10+ Non scatta dalla prima casella ma stavolta non sbaglia la partenza, ci crede, mette il turbo, va in fuga e vince battendo l’imbattibile. Così fa il bis di Assen, trionfando con distacco sul “cannibale”. E’ l’unico pilota Yamaha a salire sul gradino più alto del podio. Quando non ha la luna storta, stupisce. Il “Lorenzo dei tempi d’oro”?

MARQUEZ: 9+ Non fa neppure un giro in testa ma rende onore al suo blasone. Nonostante la gran botta di sabato in qualifica, stupisce, reattivo come una belva ferita: parte dall’undicesima casella ma ne salta subito un bel po’ fino ad agganciarsi, appagato, all’insuperabile Vinales. Gran rimonta, ma non basta. Quando va male fa secondo. Batterlo è un’ eccezione?

DOVIZIOSO: 8+ Torna il podio, torna una bella corsa pur se la lotta è solo per il terzo gradino, impreziosita dalla bagarre con (l’ex) Sua maestà Valentino. Il “motorone” della Rossa spinge forte ma non basta più per fare la differenza e salire in cima al podio. Anche il Dovi spinge forte. Ma anche per lui vale quanto detto per la Rossa?

ROSSI: 8- Le prova tutte ma per tre decimi non agguanta l’agognato podio, bruciato in volata dalla prepotenza della Rossa del coriaceo gelido Dovi. L’altra Yamaha Casa di Maverick vola via e trionfa. Terzo 4° posto in quattro gare. Il Doc firma il giro veloce. Lo smalto resta. Anche il ruggito. Manca, oltre a un po’ di birra sulla M1, la “zampata” dell’ex Re della foresta?

RINS: 7+ Si fa sotto nel finale ed è una fortuna per Rossi (e per il Dovi) che senza un’aletta perduta all’inizio in un contatto la Suzuki non gli consente di superarli. In curva 15 passa su Miller come un rullo compressore. Eccesso di zelo. Quinto posto stretto?

MORBIDELLI: 7- Parte terzo ma alla fine è solo sesto. Il podio è lontano e il gap di 10 secondi dal vincitore sulla M1 Casa è pesante. Ma tiene dietro il più quotato compagno di squadra ed è il miglior pilota “indipendente”. Medaglia di cartone?

QUARTARARO: 6. Straordinario in qualifica con una pole-mazzata in una prima fila tutta Yamaha (grande guidabilità e percorrenza in curva) e un gran passo ma il rookie delude in gara, toppa la partenza, ottavo al primo giro con un secondo e mezzo di gap, ingolfato nel mucchio si perde fra sbavature, alla fine solo 7°. Giornata storta?

MILLER: 6- Ostico come sempre ma il podio di Phillip Island è solo un ricordo finendo ottavo fra problemi all’anteriore e una gran botta presa da Rins. All’inizio fa da tappo a Marquez e alla fine fa da muro al Petrux. Meriti o demeriti?

PETRUCCI: 5- Solo 9°, dietro a Miller sulla Ducati satellite, a quasi 20 secondi dal vincitore e a 14 dal compagno di Team Dovizioso, il Petrux perde anche il terzo posto in campionato, scavalcato da Rins e oramai braccato da Quartararo. Problema tecnico al posteriore o crisi vera che mette in discussione il suo futuro in Ducati e in MotoGP?

ZARCO: nc. Alla sua seconda gara sulla Honda e in lotta per il secondo posto, il francese viene steso da Mir. Sfiga. Festa rimandata?

LORENZO: 3- Chiude 14esimo sotto il pietrone di 34 secondi di gap. 19esimo in classifica generale. Amen?

IANNONE: 3. Si stende alla curva 9 confermando che dopo la buona prova di Phillip Island “una rondine non fa primavera”. 16esimo in classifica generale. Addio illusioni?

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