MotoGP, Jorge ci riprova a Silverstone. Vietato sbagliare

Rientra Lorenzo. Adesso, Honda – iniziando dal box – ha il diritto-dovere di “comprendere” lo spagnolo, aiutando in toto il tentativo di recupero e di rilancio del maiorchino


Non torniamo sui tanti motivi di interesse tecnici e agonistici del GP d’Inghilterra a Silverstone, dodicesimo round iridato stagionale, dopo di che alla fine ne restano “solo” sette. Così come non torniamo a ripetere che nel motociclismo tutto è sempre possibile fino alle certezze matematiche anche se i 58 punti di vantaggio di Marquez su Dovizioso sono la cartina del tornasole dei rapporti di forza in campo. L’imperativo, per Dovizioso, è uno solo: vincere! E per il binomio italiano neppure basta bissare il trionfo di Brno, con Marquez secondo in volata. Insomma al Dovi serve, oltre alla terza vittoria stagionale anche un aiutino extra con un… passo falso del “cannibale” spagnolo della Honda, che cioè non finisca secondo ma lasci sul campo un bel gruzzolo di punti. Illusione? Utopia? Si vedrà.

Detto di Marquez e di Dovizioso, gli altri – almeno in ottica campionato - rivestono il ruolo di outsider di lusso, a cominciare dalll’attesissimo terzetto Yamaha (Rossi, Vinales, Quartararo), poi da Rins (Suzuki), da Petrucci e Miller (Ducati). A Silverstone, con l’incognita dell’asfalto completamente rifatto dopo il disastro dell’allagamento 2018, la novità è data dal rientro in campo di Jorge Lorenzo. Il cinque volte iridato torna in gara sulla Honda ufficiale RC213V dopo un avvio di stagione disastroso e dopo il forzato abbandono dovuto ai postumi della brutta caduta di Assen, con la frattura di due vertebre. L’asso maiorchino compagno di squadra di Marquez rientra nel suo box col passo felpato, ad occhi bassi, facendo “toc-toc”, cercando che sia il cronometro in prova e qualifiche e siano i risultati in gara domenica a diramare la tensione interna accumulata, specie dopo il discusso e polemico abboccamento (mal impostato e mal riuscito) fra Jorge e la … Ducati, per un eventuale matrimonio-bis dopo la rottura del 2018.

Quando le cose non girano, quando i risultati non vengono, soprattutto quando non si trova il bandolo della matassa alla crisi, è evidente che il pilota va in tilt e può anche perdere la bussola. Può capitare anche a un campione del livello di Lorenzo ed è proprio quel che è successo. Come vogliamo definirlo? Sbandamento causato dalla foga di dover recuperare una stagione (2018 con Ducati) in chiaroscuro certo di bissare quel che con la stessa Honda faceva e fa il compagno di squadra Marquez, certezza via via disintegratasi con prestazioni assolutamente negative. Adesso, Honda – iniziando dal box – ha il diritto-dovere di “comprendere” lo spagnolo, aiutando in toto il tentativo di recupero e di rilancio del maiorchino. Vanno tenuti lontano sfiga, malelingue e iettatori. I musi lunghi, in HRC, non mancano, ma Honda sa bene che Jorge non è finito: quel che conta è tirare diritto, rimettendo presto Lorenzo sulla giusta strada, magari in grado (già da Misano?) di tornare ai vertici, dando anche una mano a Marquez, nella sua corsa trionfale per un titolo cui Jorge deve meritarsi di avere almeno un pizzico di merito. Come? Con una vittoria in una delle sette gare rimanenti dopo il GP d’Inghilterra. Jorge annuncia di “essere felice e pronto al rientro”. Bene. Ma Silverstone, per Jorge, è solo il ritorno a respirare l’aria del suo box, a riprendere contatto con la sua moto, a rifare le misure a se stesso e a capire dove sono i suoi avversari. Senza strafare. Senza sbagliare. Un errore, un nuovo errore, sarebbe la fine della sua carriera.

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