Siccome questa MotoGP è (quasi) tutta incentrata sull’immagine, non è proprio un bel vedere questo inedito Valentino Rossi in tuta Ducati. Dalle prime foto ufficiali uscite dal Wroom di Madonna di Campiglio emerge un bel pasticcio di colori, con il rosso Ducati che lascia spazio agli altri colori. Tant’è.
Non è certo colpa di Valentino. Business is business. E’ la legge dello sponsor che detta la … linea, che, a dire il vero, in altre occasioni era alquanto più piacevole e forse anche più redditizia sul piano della visibilità. De gustibus.
Ma veniamo al…”succo”, analizzando a caldo le prime dichiarazioni del fuoriclasse pesarese. Tre sembrano essere i punti centrali: la guida della Desmosedici, la condizione fisica, il pronostico.
Sulla guida Rossi dice che “bisogna adattarsi” e, per fare risultati, serve uno stile “sporco”. Avremmo gradito conoscere, (anche solo dopo il primo contatto di fine 2010) se e come Valentino pensa di “adattarsi” a una moto molto diversa dalla sua ex Yamaha, che aveva nella fluidità di guida e nell’equilibrio generale i suoi punti di forza.
In altre parole il Dottore ha indirettamente fatto un gran bel complimento a Stoner, fin’ora l’unico pilota capace (e vincente) di domare la scorbutica rossa. Non sarà davvero facile emulare l’australiano.
Continua a leggere: Rossi cambia "stile". Più realista del ... re?

L’’antico adagio “passate le feste gabbato lo santo” si attaglierebbe come un abito su misura alla Yamaha in MotoGP. Babbo Natale, San Silvestro, la befana, nessuno ha portato sponsor al team number one della Casa di Iwata.
Almeno stando a quanto scrivono i “soloni” sempre bene informati e … “super partes”, la Casa dei tre diapason non ha proprio uno straccio di sponsor, tant’è – dicitur – si pensa al debutto stagionale in Qatar con carene nude, solo con colori e marchio aziendali.
“Ovvio” che a questa situazione si sarebbe giunti non per i morsi della crisi economica mondiale (ancora tutto è possibile con quasi tre mesi dalla prima corsa 2011), ma esclusivamente per le note vicende dei cambi di piloti.
O, per dirla senza tanti giri di parole, è Rossi che fa lo sponsor. Via Valentino Rossi dalla Yamaha, Yamaha senza più sponsor. Entra Valentino Rossi in Ducati, Ducati in difficoltà perché la carena è troppo esigua per contenere tutti i marchi delle aziende che sono in febbrile attesa, soldi in mano, davanti al portone d’ingresso della fabbrica di Borgo Panigale per potersi abbinare alle Rosse e a Valentino.
Vero? Falso? Che il Dottore, da questa stagione in Ducati nel binomio del secolo, sia una gallina dalle uova d’oro (specie per se stesso), non ci sono dubbi. E non ci sono dubbi che il pesarese nove volte campione del mondo, oltre al talento in pista, “tira” sempre forte sul piano dell’immagine e quindi produce comunicazione “positiva” per le aziende abbinate.
Ma ancora una volta si cade nella trappola di identificare la MotoGP in un solo pilota, come se gli altri fossero d’impiccio, quasi rovinando la scena.
In questo caso gli altri sono una Casa dal blasone della Yamaha che ha in squadra il campione del mondo in carica Jorge Lorenzo e il miglior debuttante Ben Spies (già iridato SBK). Yamaha con in saccoccia tre titoli iridati MotoGP caldi caldi: il titolo piloti, quello costruttore e quello dei team. E con i piloti molto competitivi e anche più giovani del lotto.
Ad accecare, più della miopia, è il tifo: si tenta persino di far passare come insignificante la conquista del titolo di campione del Mondo della massima espressione del motociclismo mondiale.
Continua a leggere: Valentino Rossi "calamita" sponsor. Ma non è tutto oro quel che luccica ...
Anche il 2010 ormai ce lo siamo lasciato alle spalle: ma quali sono stati i post dell’anno su Motoblog? Unico criterio della scelta, il più semplice possibile: i più letti. Che non sono necessariamente quelli con più commenti o che hanno scatenato la discussione più gustosa o interminabile…
Partiamo: ai vertici della classifica questa anticipazione firmata Gianluca della Ducati Diavel, eravamo nell’agosto scorso. Il nuovo mostro uscito da Borgo Panigale ha scatenato entusiasmo e polemiche un po’ come ai tempi della Monster: pareri discordanti tra voi lettori, ma c’è da immaginare che sarà una delle moto che segneranno il 2011.
Tra i più letti del 2010 anche un post del 2009: immagini tristi per gli appassionati di due ruote, ma immagini che è anche giusto mostrare, soprattutto se come in quel caso le si mostrano senza inutili morbosità. Chi di voi ci segue da tempo avrà già intuito il video di cui stiamo parlando: un incidente finito nel peggiore dei modi possibili.
Si prosegue dopo il salto.
Continua a leggere: Il meglio di Motoblog 2010: i post più letti dell'anno
Gli accordi erano questi, dopo il comunicato stampa del divorzio con Yamaha, sarebbe dovuto arrivare quello di matrimonio con Ducati. Detto, fatto. Ducati comunica le nozze con Valentino Rossi e un contratto dalla valenza biennale. Un annuncio all’insegna del made in italy che mette inizio ad uno dei capitoli più importanti del motomondiale degli ultimi anni, e senza dubbio il più importante momento storico del Team Marlboro.
L’arrivo di Valentino in Ducati apre un nuovo eccitante capitolo della storia sportiva della Casa italiana e del Motomondiale. L’opportunità di avere tra le proprie fila un pilota dalle straordinarie qualità umane e tecniche come Rossi è considerata da Ducati un grandissimo valore aggiunto per l’intero progetto MotoGP.
“Siamo particolarmente felici di poter annunciare che dal 2011 Valentino Rossi sarà con noi”, ha commentato Gabriele Del Torchio, Presidente Ducati Motor Holding. “Un binomio d’eccellenza nel panorama motociclistico mondiale, coerente con la nostra caratteristica di azienda italiana, portabandiera dei valori del “made in Italy” che trovano nella tecnologia, nel design e nella sportività gli elementi distintivi e la chiave del successo. Un accordo che è stato reso possibile oltre che dalla ferma volontà delle parti, anche dal convinto supporto del nostro azionista Investindustrial e di tutti gli sponsor del Ducati Marlboro Team, che hanno creduto in questa opportunità e continuano a darci fiducia, condividendo e appoggiando le nostre scelte.”
“Valentino è prima di tutto un grande appassionato di moto e per me è sempre stato un piacere ascoltare i suoi commenti tecnici”, ha detto Filippo Preziosi, Direttore Generale Ducati Corse. “Fino a Valencia rimarrà un avversario la cui grandezza è qualcosa che ha sempre dato un valore speciale alle nostre vittorie, ma nel momento in cui salirà sulla Ducati potremo analizzare liberamente ogni dettaglio tecnico per sviluppare una moto sempre migliore che possa permettergli di esprimere il suo straordinario talento. Poter lavorare con lui rappresenta quanto di più stimolante ogni tecnico possa sperare ed è bello sapere che la prossima stagione avremo questa grande opportunità”.
Valentino Rossi si sta preparando a quello che forse è il più grande cambiamento della sua carriera. Lascia la Yamaha dopo sette anni e quattro titoli mondiali, per approdare alla Ducati e cercare di vincere di tutto e di più in un binomio tutto italiano che da tanto tempo in sia aspettava.
Riportiamo in forma integrale la lettera che lui stesso ha scritto, romanticamente, per descrivere questi anni al centro dei tre diapason. Tutta da leggere e da accompagnare con un lieve cenno del capo.

Finalmente è stato pubblicato il comunicato stampa che sancisce la fine del rapporto fra Yamaha e Valentino Rossi, a favore di un nuovo contratto con Ducati per il prossimo paio d’anni. E’ la notizia che aspettavamo da fin troppo tempo, e solo ora ha ricevuto il definitivo punto finale. Inutile aggiungere commenti superficiali, concentriamoci sulle parole di Yamaha:
“Yamaha Motor Co. annuncia che la partnership fra Yamaha e Valenitino rossi vedrà la sua fine al termine della stagione, quando Valentino affronterà una nuova sfida. Con Valentino abbiamo passato sette anni fantastici, durante i quali sono arrivati quattro titoli mondiali.
Valentino ha scritto un grande capitolo nella storia della Yamaha e rimarrà per sempre un pezzo fondamentale del suo patrimonio. Siamo estremamente grati per il suo contributo nelle nostre vittorie in questi sette anni e gli auguriamo tutto il meglio per il suo futuro agonistico. Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per concludere questa partnership felicemente.
Lin Jarvis, Managing Director di Yamaha Motor Racing, ha detto “Ci tengo ad esprimere la mia sincera gratitudine per questi sette anni incredibili passati assieme. Valentino è arrivato in Yamaha nel 2004, in un momento difficile per l’azienda nelle competizioni su asfalto, ma quando Valentino ha vinto la prima gara con noi in Sudafrica è stato un momento indimenticabile e l’inizio di tante vittorie che hanno emozionato i fan di Yamaha di tutto il mondo.
La sua ineguagliabile esperienza come pilota e sviluppatore gli ha dato la possibilità di vincere quattro titoli con noi e aiutarci nello sviluppo della YZF-M1 fino a farla diventare la “moto di riferimento”. Abbiamo fatto tantissime esperienze assieme e sono veramente orgoglioso di aver scritto la storia con lui. Ci rammarica un po’ la sua scelta di andare via, a allo stesso tempo rispettiamo la sua decisione di cercare nuove sfide, gli auguriamo il meglio per gli anni a seguire”
Per le prossime otto gare Valentino Rossi rimarrà un pilota Yamaha, continuando a ricevere il nostro completo supporto, e speriamo di vederlo ancora vincere “in blu” prima che la stagione finisca!

E’ il “D day”. Con tutti i tira e molla degli ultimi mesi, la notizia è “spompata”, ma sempre notizia è.
Anzi, l’ufficialità di oggi pomeriggio del matrimonio Rossi-Ducati è “la” notizia dell’anno e sancisce la nascita del super binomio tutto italiano chiamato a risollevare una MotoGP in piena crisi di identità e di spettacolo.
La nuova accoppiata tricolore porterà una boccata d’ossigeno ma non guarirà la classe “regina”, nobile decaduta, con la corona impolverata.
La nuova accoppiata indubbiamente suscita clamore, interesse, aspettative e certamente porterà al motociclismo più vantaggi che svantaggi.
Continua a leggere: "D day", Rossi-Ducati boccata d'ossigeno per la MotoGP. Ma ...
Il prossimo week end di Brno, decimo round stagionale della MotoGp, sarà più lungo del solito, oltrepassando le prove della vigilia e la corsa domenicale.
Infatti tutti i riflettori sono puntati sul lunedì successivo alla gara, giorno del fatidico sì: Valentino Rossi e la Ducati annunceranno ufficialmente il loro matrimonio.
Una unione (più volte annunciata, più volte smentita) che cambia il contenitore e il contenuto della MotoGP, tirandosi dietro contestualmente grandi aspettative e incertezze, nonché un carico di polemiche che si trascineranno per i mesi a venire.
Non è vero che è una storia già vista (al contrario): Agostini passò dalla MV Agusta alla Yamaha perché (soldi a parte) la gloriosa ma piccola Casa italiana non reggeva più con le sue “vetuste” 4 cilindri 4 tempi il confronto con le nuove quattro cilindri 2 tempi del colosso del Sol Levante.
Continua a leggere: Matrimonio Rossi-Ducati: chi ci guadagna, chi ci perde?

No, non ci siamo. Neppure un circuito “tosto” come Laguna Seca ha rialzato le quotazioni di una MotoGP formato noia, assolutamente inadeguata a rappresentare la massima espressione del motociclismo agonistico. Vuol dire che questi sono i frutti di una pianta dalla radice malata.
Cambiano i teatri di gara, sempre con gli stessi attori, non cambia la musica, stonata, con l’eccezione per gli “acuti” di Jorge Lorenzo, davvero meravigliosamente al top. Non ci siamo anche nella valutazione dei piloti.
Non si può definire “impresa” la gara di Rossi, ottimo terzo, ma con un passo … sottotono, che offusca lo smalto brillantissimo dei giorni migliori. Tutta colpa dei postumi dell’incidente del Mugello o colpa della pressione del “macigno” compagno di squadra Lorenzo?
Gli altri. Pedrosa non è un centauro della … domenica. Ed è su una preziosissima Honda ufficiale, per vincere. Cadere (ancora) come ieri, è la dimostrazione dei limiti di un pilota che va forte, molto forte, ma non convince, perché evidentemente i limiti superano i pregi: in altre parole la differenza che passa fra un campione e un fuoriclasse.
Continua a leggere: La MotoGP dei "fenomeni" e dei ... "nani"

La svolta del mondiale MotoGP 2010 l’ha data Silverstone. O forse il Mugello con il ko di Rossi. O ancor prima, molto prima, con la Ducati incapace di coccolarsi e tenersi “stretto” Stoner.
Tant’è. Qui siamo, con il mondiale già chiuso, in mano a Jorge Lorenzo e alla Yamaha. E’ la battaglia dei … “secondi”.
Con il poker d’assi (Rossi, Stoner, Lorenzo, Pedrosa) si diceva che gli altri erano su un altro pianeta, più in basso, dietro. Adesso gli “altri” sono tutti meno uno, il maiorchino, che gioca a gatto col topo, incassa vittorie e gode, verso il titolo iridato.
Il “colpo” vero lo mette però a segno la Yamaha, orfana dell’infortunato Valentino. Da anni la Casa dei tre diapason vince nella categoria regina, ma tutti i “meriti” (o quasi) sono sempre andati alle qualità del suo pilota (Rossi).
Il refrain è sempre stato uno: è il “mezzo secondo” del polso destro di Valentino a fare la differenza. Quanti avversari nella polvere! E quante seconde guide di nome e di fatto, solo … fidi scudieri del fuoriclasse pesarese?
Continua a leggere: Lorenzo gode. Anche la Yamaha. Aspettando Godot ...