Wayne Rainey, tornato a Misano domenica scorsa 18 anni dopo dall’incidente che lo ha reso disabile, ha colto l’occasione per visitare la sede della Yamaha Racing a Gerno di Lesmo. Il tre volte campione del mondo americano ha passato la giornata con i dipendenti di Yamaha Motor Racing, Yamaha Motor Italia e Yamaha Motor R&D Europe che hanno approfittato per farsi fare l’autografo.
Rainey ha ufficialmente aperto la sala riunioni a lui intitolata accompagnato dai piloti Yamaha MotoGP Jorge Lorenzo e Ben Spies. Venerdì scorso a Misano Rainey è stato accolto calorosamente dal paddock della MotoGP, una giornata particolare culminata con una cena speciale con circa 25 amici intimi del suo passato da pilota. Tra gli ospiti i piloti, meccanici, giornalisti e altri personaggi del mondo delle corse.
“E’ stata una bella esperienza trascorrere un po’ di tempo nel quartiere generale - ha detto Rainey - Affascinante vedere quello che succede fuori dai circuiti e come lavora un team moderno. Sono stato sopraffatto dall’accoglienza positiva da parte tutte le persone in Yamaha. E ’stato anche un magnifico weekend a Misano, la Yamaha mi ha accolto così calorosamente ed è stato molto speciale per Shae incontrare tanti vecchi amici e volti noti. Sono onorato di far parte della famiglia Yamaha e prometto di tornare di nuovo”
“Il 2011 è un anno molto importante per noi, che celebra il 50° anniversario della Yamaha nei GP. - ha detto Lin Jarvis - L’attività di questo fine settimana è stato davvero unica. Wayne non è solo uno dei più grandi piloti nella storia delle corse, ma anche uno dei piloti Yamaha più rispettati. Faremo tesoro della visita di Rainey e della moglia Shae. E ’stato un momento molto speciale nel nostro anno”
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Correva l’anno 1993, e nel circuito di Misano, Wayne Rainey era impegnato a difendere la leadership mondiale in sella alla sua Yamaha. Un incidente all’apparenza banale, però, gli ha causato la frattura della colonna vertebrale, in infortunio che ha stroncato per sempre la sua carriera costringendolo nella sedia a rotelle per il resto della sua vita.
Wayne, però, non è mai rimasto fuori dal giro che conta, e fra una gara di Kart e una consulenza per Yamaha Racing, è arrivato il momento di tornare sul circuito maledetto 18 dopo la caduta. La MotoGP approderà nei prossimi giorni a Misano per una nuova tappa del motomondiale, e l’ex campione sarà lì con i piloti e con il team, nella pista dove non volle più tornare dopo quella domenica di inizio settembre del ‘93.
Il team organizzerà per lui un grande evento nel paddock del circus, con i piloti, gli sponsor, i giornalisti e chi più ne ha più ne metta. A seguire, dopo il “continua”, uno dei pochi documenti dell’epoca che documentano la sua terribile caduta.
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Non c’è evento migliore del GP di Laguna Seca per far scendere nuovamente in pit lane gli storici protagonisti americani del Motomondiale. All’interno del box Yamaha e in giro per il paddock potremo vedere le leggende viventi Kenny Roberts, Eddie Lawson, Wayne Rainey e Kel Carruthers. Kenny inoltre infiammerà la folla percorrendo il parade lap appena prima dell’inizio della gara.
I piloti del Yamaha Racing e Tech3 hanno incontrato i loro predecessori al quartier generale di Yamaha US durante la settimana per girare un video promozionale che sarà svelato nel wekeend, prima di correre verso Laguna nella giornata di ieri. La conferenza stampa delle vecchie glorie è stato un momento di nostalgia con aneddoti e memorie che hanno fatto la storia di questo sport.
Per l’occasione Yamaha ha allestito a Mr. Roberts Senior una R1 one-off con la livrea del 50° anniversario (che andrà all’asta dopo la gara), per affrontare la pista oggi. Il sabato invece lo vedremo in sella ad una YZR-M1 tale e quale a quella di Ben e Jorge, per poi tornare sulla sua 500 del ‘79 per il gran finale di domenica.
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Kevin Schwantz è così, una persona schietta, un campione che ha rilasciato spesso dichiarazioni scomode. Per fortuna quello che ha dichiarato ultimamente è semplicemente un ricordo del passato, della profonda rivalità con Wayne Rainey, conclusasi in amicizia dopo mille scaramucce e duelli in pista.
Il simbolo della lotta fra i due è senza dubbio il sorpasso epico ad Hockenheim nel 1991. Sono passati esattamente 20 anni da quella staccata al Motodrome che ha consacrato la Suzuki #34. “Andare in moto è la cosa più divertente da fare con i vestiti” dichiarò dopo, mentre Wayne si legò al dito quell’avvenimento dando origine ad una delle lotte più belle del motociclismo.
“Il circuito più pericoloso in cui si correva era il Salzburgring, ma non ho mai avuto paura, a volte la competizione ti porta a fare cose folli, ma solo perché eri costretto a cercare di vincere “ commenta Kevin, che aggiunge “Siamo stati amici prima del suo incidente, quando abbiamo iniziato nell’86, poi l’ho odiato, e volevo ucciderlo, perchè non si può mai lasciare vincere il tu peggior nemico. Poi abbiamo chiuso la carriera di nuovo in amiciczia”
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Il terribile incidente del 1993 a Misano Adriatico, ha allontanato solo in parte Wayne Rainey dal motomondiale. Il tre volte iridato della 500 segue sempre la MotoGP ed ogni anno, in occasione del Red Bull U.S. Grand Prix, organizza una festa ospitando grandi nomi delle due ruote nella sua casa di Monterey.
L’americano ammira moltissimo il nostro Valentino Rossi e crede che il suo futuro in Ducati non potrà che essere ricco, ricchissimo di soddisfazioni: “Sarà lì davanti a combattere con i più forti come sempre, l’importante è avere stimoli ed è per questo che ha cambiato moto. Ha già vinto nove mondiali ma lui è il motociclismo, è cresciuto nei paddock e conosce il nostro sport a menadito.”
“Questo è il momento migliore per Valentino. L’età non lo ha reso più lento, è lo stesso fantastico pilota di quattro o cinque anni fa ma con più esperienza. Lorenzo ha vinto questa stagione con merito, ma Rossi era lì con lui fino all’incidente.”
I non più giovanissimi sono certo apprezzeranno questo video (nel seguito la seconda parte). Video che riassume dieci anni di classe 500, dal 1985 al 1995 di immagini in musica che raccontano parte della storia del motociclismo attraverso i miti e i piloti che hanno fatto la storia della classe 500.
Sorpassi, staccate ma anche incidenti pazzeschi in un video da vedere e rivedere… Peccato solo che non si possa sentire il profumo di olio bruciato… a seguire la seconda parte.
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Vi siete scatenati nel post “In casa di Wayne Rainey“, farete lo stesso anche in questo? Sempre loro (invidiaaaaa), gli spagnoli di Motociclismo hanno fatto visita al mito del motociclismo Kevin Schwantz nella sua casa in California.
Rimandandovi al sito del mensile spagnolo vi riproponiamo la gallery del Mito Campione del Mondo classe 500 del 1993.
Forse gli appassionati del motociclismo moderno nemmeno sanno chi sia Wayne Rainey. Rainey insieme a Eddie Lawson, Wayne Gardner, Kevin Schwantz e Michael Doohan può essere considerato uno dei fantastici cinque del periodo d’oro del motociclismo mondiale.
La rivista spagnola Motociclismo è andata a trovare Rainey nella sua casa di Monterrey. Sul sito della rivista spagnola alcune belle foto delle casa e della vita agonistica del Campione americano che mi piace ricordare sul gradino più alto del podio affianco ad altri due miti, Doohan e Schwantz.
Rainey ha vinto tre titoli mondiali consecutivi nella classe regina, allora classe 500: nel 1990 (7 vittorie), nel 1991 (6 vittorie) e nel 1992 (3 vittorie). L’anno successivo, 1993, era in testa al mondiale quando la brutta caduta nel Gran Premio d’Italia a Misano lo costrinse sulla sedia rotelle. Anche se la sfortuna gli ha tolto la possibilità di dimostrarlo con i numerio Wayne Rainey rimane uno dei piloti più forti di sempre.
Dopo tante voci arriva la notizia ufficiale: la Kawasaki si ritira dall’AMA Road Racing. “Abbiamo sempre considerato l’attività negli Stati Uniti una parte importante delle competizioni Kawasaki nel mondo, ma data la situazione economica del momento non restava altro da fare che ritirarsi” - ha dichiarato Bruce Stjernstrom Marketing Director.
La Kawasaki ha alle spalle una lunga serie di successi tra i quali 20 titoli AMA National Championships. Tanti gli indimenticabili campioni che, per usare un gergo calcistico, hanno vestito la casacca verde: Eddie Lawson, Wayne Rainey, Scott Russell e Doug Chandler, senza dimenticare i talentuosi ma meno noti centauri della famiglia Hayden.
“La nostra speranza è che la situazione economica permetta a noi e ad altre case in difficoltà di ritornare a gareggiare nelle competizioni americane. Valuteremo di volta in volta il da farsi” - ha aggiunto Stjernstrom.
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Piccolo inchino prima di scrivere questa notizia, perchè stiamo parlando di Wayne Gardner, campione del mondo nel 1987 della categoria 500 nel motomondiale e plurititolato vincitore della 8 Ore di Suzuka (ne ha vinte ben 4), è un’icona del motociclismo mondiale di quegli anni (fine 80 - inizio 90), che hanno visto lotte all’ultima curva tra personaggi come Wayne Rainey, Eddie Lawson e Kevin Schwantz.
Come riporta il sito GPone, a 50 anni suonati, il buon Gardner ha deciso di fare una sgroppata in pista, e non sulla prima moto che passa, ma testando le SBK del mondiale 2009 sul circuito di Portimao. Lui stesso da grande pilota, non può trattenere l’emozione: “Sono molto contento di questa esperienza perché ero curioso di sapere come andassero le moto derivate dalla serie che gareggiano oggi in Superbike. L’altra domenica ho incontrato Troy Bayliss che mi ha invidiato molto per questa opportunità!…”
“Hanno tutte una personalità differente e soprattutto caratteristiche molto particolari. Sono rimasto molto impressionato dalla Yamaha che è molto difficile da guidare: complimenti a Ben Spies che l’ha portata alla vittoria, ha fatto un gran lavoro!”. Gardner è rimasto colpito anche della BMW S1000RR e dalla potenza della Kawasaki ZX-10RR. Il resto dell’intervista la potete leggete su GPone.