La Moto Guzzi V7 si rinnova per il 2012, e lo fa in maniera esteticamente leggera ma meccanicamente sostanziosa, perchè lo storico Small Block ora riceve nuove termiche e nuovi componenti interni che migliorano il comportamento e le performance della piccola di Mandello. La best seller del listino dell’aquila sarà disponibile nel 2012 in tre versioni: V7 standard, V7 Special con cerchi a raggi e livrea bicolore e V7 Racer con semimanubri e look cafe racer.
Il cuore del cambiamento è il bicilindrico 90° da 750cc, cambiato in oltre il 70% con nuovi particolari, pari a oltre 200 organi meccanici nuovi o riprogettati. Il coperchio valvole è un omaggio alle V7 delle origini, e altro elemento d’immediata riconoscibilità è la scomparsa dei due collettori di aspirazione e relativi corpi farfallati: il nuovo small block è, infatti, il primo motore Moto Guzzi ad alimentazione singola.
I collettori sono stati sostituiti da un singolo collettore a Y realizzato in gomma, totalmente nervato e dall’andamento rettilineo (diametro 36 e 39 mm rispettivamente dai gruppi porta iniettori e dal corpo farfallato) che si collega a un singolo corpo farfallato Magneti Marelli MIU3G da 38 mm di diametro che consente di gestire due sonde lambda ottenendo così una miscela ai cilindri più uniforme con conseguente miglioramento dei consumi e delle emissioni nocive oltre a contribuire all’aumento delle prestazioni, obiettivo dell’intero progetto.
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Le piccole di casa Guzzi si rinnovano, e portano diverse migliorie che rinfrescano lo stile e la tecnica di un modello che ha risollevato il marchio di Mandello in un periodo difficile e lo ha traghettato verso i risultati positivi dell’ultimo periodo. Moto Guzzi ha fatto segnare +31% di vendite nei primi 10 mesi del 2011 rispetto all’anno precente, in controtendenza rispetto al mercato ancora fortemente in calo.
Sull’onda dell’ottimismo, la nuova V7 viene rivista nell’intera gamma, che ora si compone di tre modelli: V7, V7 Special e V7 Racer, con la prima che equivale alla versione standard, la seconda una più elegante ed accessoriata mentre la terza - la conosciamo bene - è quella più pepata. Se quest’ultima esteticamente non riceve aggiornamenti, la V7 standard mostra ora dei cerchi inediti, che riprendono il disegno dei primi elementi in lega del V35 et similia. Questo sarà l’unico dettaglio che distinguerà in sostanza la V7 dalla Special, oltre ovviamente alle colorazioni e ai soffietti sulla forcella.
Per quanto riguarda la meccanica, vediamo finalmente il 750 con nuove termiche, più grosse e imponenti, affiancate a delle teste dal nuovo disegno con la candela che passa internamente al coperchio punterie. Nessun dettaglio numerico è stato per ora rivelato (presumo sapremo tutto all’Eicma) ma il nuovo motore sarà più potente, corposo, ecologico ed economico, con il 10% in più di potenza e coppia unito a minori consumi ed emissioni.
Difficile non farsi notare e passare inosservati a bordo della nuova realizzazione del marchio Guzzi, la V7 Cafè Classic, una moto fedele allo stile di famiglia che propone temi del passato ben in scorniciati nella tecnologia moderna. Su tutto regna un design retrò e ricco di fascino, intriso di storia e di quella passione che ormai non soltanto i veri “guzzisti” sanno ben percepire ed apprezzare.
Risorge dalle ceneri della mitica V7 Legnano, un prototipo su base V7 Special nata all’inizio degli anni ’70. Ricordiamo che la versione originaria, siglata semplicemente V7 era dotata di un motore da 700cc dalla potenza di circa 50 cv. La sua nascita si deve alla richiesta della Polizia di avere un veicolo polivalente in grado di sostituire quello che ha rappresentato il modello tuttofare per molto tempo, il Falcone.
Questo primo modello con destinazione militare vide così la luce nel 1963, con il motore a V di 90° da 700cc che ha fatto la storia del marchio dell’Aquila, mentre la versione civile della prima V7 venne presentata al Salone di Milano del 1965. Dal progetto V7 sfruttando lo stesso telaio e motore nacquero in seguito ulteriori modelli diventati poi punti di riferimento della produzione Guzzi come la V7 Special, la V7 Sport (ricordata come il “bassotto”) e la V7 GT 850.
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Video promo della nuova Moto Guzzi V7 Cafè Classic my 2009.

Dici V7 è pensi a lei. E la pensi obbligatoriamente in quel suo colore che ha stregato tutti: verde legnano. Perchè così era più bella e pure unica, perchè lo aveva solo lei. E non a caso è diventata una leggenda dei semi manubri: infatti serve un passo indietro di quaranta anni per comprendere l’evoluzione del mito della Moto Guzzi V7 Sport, modello che ha ispirato la creazione dell’odierna V7 Cafè Classic.
Un viaggio che inizia nel 1969 e che arriva ad oggi per una ennesima tappa di un successo che non ne vuol sapere di spegnersi. Nonostante i problemi, il progresso. Allora lei era la sportiva per eccellenza - bassa, lunga ed acquattata sulle sospensioni, nel suo bel verde con in contrasto con il telaio rosso (riservato ai primi 150 esemplari), ed oggi è tornata in veste di provocante naked con la nuova V7 Cafè Classic.
E le analogie con l’illustre antenata convergono nell’eccellenza del comportamento dinamico e nella classe espressa negli stilemi comuni, come tonalità verde “Legnano” delle sovrastrutture, le ricche cromature, i semi manubri inclinati, il cockpit della strumentazione e altri dettagli inconfondibilmente Moto Guzzi e dal sapore vintage che oggi conquista tanti cuori.