All’Eicma 2011, Zard ha portato tutte le novità dedicate al nuovo anno, una nuova serie di scarichi dedicati a moto tipicamente stradali presentate di recente ma anche con qualche anno sulle spalle. In testa alla nuova gamma senza dubbio l’impianto per la nuova Diavel, ma non mancano Harley, Triumph e Moto Guzzi. Cominciando dalle proposte per Ducati:
Ducati Diavel: Design accattivante per una creazione unica nella gamma Zard che stupisce per la forma del tutto innovativa e l’alta qualità del prodotto. Lo scarico è verniciato con trattamento ceramico nero resistente all’alta temperatura, di serie Fondello in alluminio ricavato dal pieno. Forte incremento nell’erogazione e notevole aumento della potenza massima. Sound accattivante nel rispetto del codice della strada
Ducati Monster 1100 EVO: Disponibile in inox-carbonio e inox-titanio, in versione omologata o racing. Fondelli anodizzati neri e personalizzazione a laser del silenziatore su soggetto scelto dal cliente per la versione in titanio. Paracalore in carbonio di serie Fondello in alluminio ricavato dal pieno disponibile in versione nera o silver.
La Moto Guzzi V7 si rinnova per il 2012, e lo fa in maniera esteticamente leggera ma meccanicamente sostanziosa, perchè lo storico Small Block ora riceve nuove termiche e nuovi componenti interni che migliorano il comportamento e le performance della piccola di Mandello. La best seller del listino dell’aquila sarà disponibile nel 2012 in tre versioni: V7 standard, V7 Special con cerchi a raggi e livrea bicolore e V7 Racer con semimanubri e look cafe racer.
Il cuore del cambiamento è il bicilindrico 90° da 750cc, cambiato in oltre il 70% con nuovi particolari, pari a oltre 200 organi meccanici nuovi o riprogettati. Il coperchio valvole è un omaggio alle V7 delle origini, e altro elemento d’immediata riconoscibilità è la scomparsa dei due collettori di aspirazione e relativi corpi farfallati: il nuovo small block è, infatti, il primo motore Moto Guzzi ad alimentazione singola.
I collettori sono stati sostituiti da un singolo collettore a Y realizzato in gomma, totalmente nervato e dall’andamento rettilineo (diametro 36 e 39 mm rispettivamente dai gruppi porta iniettori e dal corpo farfallato) che si collega a un singolo corpo farfallato Magneti Marelli MIU3G da 38 mm di diametro che consente di gestire due sonde lambda ottenendo così una miscela ai cilindri più uniforme con conseguente miglioramento dei consumi e delle emissioni nocive oltre a contribuire all’aumento delle prestazioni, obiettivo dell’intero progetto.
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Le piccole di casa Guzzi si rinnovano, e portano diverse migliorie che rinfrescano lo stile e la tecnica di un modello che ha risollevato il marchio di Mandello in un periodo difficile e lo ha traghettato verso i risultati positivi dell’ultimo periodo. Moto Guzzi ha fatto segnare +31% di vendite nei primi 10 mesi del 2011 rispetto all’anno precente, in controtendenza rispetto al mercato ancora fortemente in calo.
Sull’onda dell’ottimismo, la nuova V7 viene rivista nell’intera gamma, che ora si compone di tre modelli: V7, V7 Special e V7 Racer, con la prima che equivale alla versione standard, la seconda una più elegante ed accessoriata mentre la terza - la conosciamo bene - è quella più pepata. Se quest’ultima esteticamente non riceve aggiornamenti, la V7 standard mostra ora dei cerchi inediti, che riprendono il disegno dei primi elementi in lega del V35 et similia. Questo sarà l’unico dettaglio che distinguerà in sostanza la V7 dalla Special, oltre ovviamente alle colorazioni e ai soffietti sulla forcella.
Per quanto riguarda la meccanica, vediamo finalmente il 750 con nuove termiche, più grosse e imponenti, affiancate a delle teste dal nuovo disegno con la candela che passa internamente al coperchio punterie. Nessun dettaglio numerico è stato per ora rivelato (presumo sapremo tutto all’Eicma) ma il nuovo motore sarà più potente, corposo, ecologico ed economico, con il 10% in più di potenza e coppia unito a minori consumi ed emissioni.
Video promo della nuovissima Moto Guzzi V7 Racer 2011 svelata ieri in occasione della presentazione di “Spazio Broletto 13” la boutique nel cuore di Milano destinata a divenire la vetrina di tutti i prodotti e i marchi del Gruppo Piaggio.
L’abbiamo conosciuta allo scorso Eicma, con le sembianze di una vera e propria special e con il nome di V7 Clubman. Con il passare del tempo l’utenza ha risposto in maniera più che positiva alla proposta cafe racer della piccola 750 di Moto Guzzi, ed ecco arrivare la versione definitiva di quella che sembra essere una vera e propria “operazione nostalgia” di serie.
Il nome è cambiato in V7 Racer, così come qualche particolare estetico, ma la sostanza è immutata rispetto alla prima versione: tutto rimanda alle gare per derivate di serie degli anni 60 e 70, quando la Guzzi V7 Sport se la giocava con le neoarrivate giapponesi, forti di motori potentissimi ma con ciclistiche non all’altezza della massima produzione sportiva italiana.
Guzzi offre così un piatto racing vintage dal retrogusto nostalgico, ancora più incentrato sulla passione rispetto alle due versioni Classic e Cafè della stessa piccola V7. E la storia si ripropone sul serbatoio cromato con cinghia di pelle(peccato solo non sia in alluminio spazzolato), sui particolari in alluminio forato, le tabelle portanumero e lo stemma in metallo di colore rosso, così come il telaio, che non differisce nelle specifiche.
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Ha mandato in visibilio tutti i nostalgici delle care vecchie moto da corsa degli anni ‘60, durante l’ultimo Eicma di Milano, e Moto Guzzi ha già annunciato l’intenzione di proporre una versione di serie. Stiamo parlando della V7 Clubman Racer, la piccola 750 bicilindrica presentata come concept e arricchita di particolari che le hanno dato un tocco da vera special.
Le caratteristiche estetiche più evidenti, non vengono accompagnate da altre novità tecniche. In sostanza il motore rimarrà invariato, e non beneficerà della stessa dose di grinta riservata al vestito, e dimentichiamoci pure di particolari impossibili da omologare per uso stradale come i piccoli specchi end-bar, la strumentazione priva di tachimetro e gli scarichi racing senza compensatore centrale.
Piccoli accorgimenti che potrebbero rendere la Clubman Racer un po’ meno special, ma non per questo meno affascinante. Grande pecca, la scelta di non incrementare le prestazioni dell’ormai deludente e vetusto bicilindrico trasversale serie piccola, criticato da molti per le versioni Classic e Cafe Classic della V7, e quantomai spompato per una versione che più racing non si può.
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In Danimarca le custom bikes hanno un preparatore di riferimento: Wrenchmonkees. L’officina costruisce moto da guidare ogni giorno, non da lucidare; sono semplici espressioni di meccanica, chi le guida non deve preoccuparsi di rigarle; Wrenchmonkees costruisce special per clienti che non vogliono spendere “milioni”.
Questi eccentrici danesi ridisegnano la nostra moto, oppure ne trovano una adatta a noi e la costruiscono. Seguono i desideri degli acquirenti oppure creano moto d’impulso, studiando il motociclista che si affida alla loro esperienza. Le Monkeebikes sono uniche, costruite al momento o seguendo una linea collaudata.
Basta chiamare l’officina, o mandare una mail e il gioco è fatto. Se la moto che ci piace è già venduta, o è ancora nel salone, o deve ancora essere inventata, non fà alcuna differenza: i Wrenchmonkees non lasceranno un motociclista a piedi… Ringraziamo il TeamSabotage per la segnalazione.