
Dopo la vittoria del Tourist Trophy 2010, entrando nella storia come unico pilota ad aver fatto l’en plain di 5 categorie vinte su 5, Ian Hutchinson ha incontrato solo tanta sfortuna. Il terribile incidente di fine 2010 l’ha tenuto per parecchi mesi lontano dalle competizioni, quasi un anno intero, tornando in sella all’ultimo GP di Macao e conquistando addirittura il podio.
Durante il Carol Nash Motorcycle Show di Londra della scorsa settimana, Ian ha rimediato una nuova frattura alla gamba sinistra durante un’esibizione con la moto da cross, ma pare che questa volta la frattura non sia grave come le precedenti e non ci saranno problemi a tornare in sella per la North West 200, la gara che sancirà il suo ritorno alle grandi classiche del Road Racing.
Sono ovviamente abbattuto per quel che è successo, ma parlando con il mio specialista di riferimento mi ha detto che correre alla NW200 è un traguardo raggiungibile. Le ossa saranno ricalcificate in nove settimane e il gesso potra essere tolto fra 12 settimane. La North West si corre fra 14 settimane quindi il mio obbiettivo e rimettermi in sesto per poter partecipare”. Ovviamente facciamo i nostri più sentiti auguri allo sfortunatissimo Ian.
via | MCN
Guy Martin è uno dei più veloci piloti inglesi nelle gare stradali, suoi molti record di velocità e i migliori passaggi sulle piste più pericolose del mondo. Poche invece le vittorie perchè Guy viaggia vicino al limite, sempre e comunque e per questo raccoglie meno di quanto potrebbe, una sorta di Kevin Schwantz delle competizioni stradali unisce tecnica e sprezzo del pericolo alla sua passione per le gare su strada, non fa strategie ma “corre per correre” e per questo è già diventato leggenda.
Martin ricorda molto sia nei modi che nell’approccio alle gare il grande Giles Villeneuve, passionale e genuino, autenticamente folle e prezzane del pericolo, amante del rischio, uno di quei piloti che butta il cuore oltre l’ostacolo e che corre sempre al massimo delle possibilità proprie e della moto. Lo incontriamo in una piacevole serata invernale all’Ace Cafè di Londra in occasione di un meeting organizzato dal Metzeler per parlare di pneumatici, sicurezza stradale e dell’evoluzione delle coperture stradali. A pochi mesi dall’inizio della stagione agonistica Guy appare come al solito affabile, genuino, schietto e un po’ estremo nella sua visione delle vita.
Un modo di affrontare le cose il suo, privo di mezze misure, chiaro come pochi, non ama frasi di circostanza o troppo diplomatiche così come non è solito girare introno ad un discorso. Forse perchè non cerca mai nel prossimo l’approvazione per i suoi pensieri e parole, ne tantomeno il plauso del suo interlocutore. La verità è che il buon Martin piaccia o meno possiede una spiccatissima personalità e crede sempre in ciò che fa, non recita mai un personaggio, e anche se lo facesse risulterebbe inutile, perché i suoi occhi tradiscono la sua anima ancor prima che le sue parole prendano fiato.
Non cerca mai di convincere qualcuno che le sue scelte siano giuste, non vuole neanche creare un personaggio da imitare, per questo cercate di non giudicarne l’approccio alle gare o la filosofia di vita, ma di rispettare la libertà di ognuno di vivere la propria passione per le moto e scusate se è poco anche il suo indiscutibile talento. Anzi se gli racconterete di voler partecipare anche voi ad una competizione di stradale sarà probabilmente tra i primi a suggerivi di pensarci molto bene prima di farlo…
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Un cronografo Heuer Silverstone del 1978 sarà messo all’asta durante il fine settimana della tappa inglese del motomondiale, che si terrà proprio a Silverstone il prossimo 11 Giugno. Ma l’orologio in questione non è un pezzo qualsiasi: si tratta infatti dell’esemplare appartenuto a Mike “The Bike”, che proprio nel 1978 vinse il TT dell’Isola di Man in sella alla Ducati 900SS.
Il crono ha il quadrante blu di 43 mm di diametro, con numeri bianchi, datario in basso a ore sei e meccanismo solotempo sul lato sinistro. Su quello destro invece, rispettivamente a ore 2 e 4, troviamo i pulsanti funzione. Il cinturino in pelle nera è della classica qualità Heuer. Appartenuto solo a tre proprietari (dopo Hailwood), sarà battuto con una base di partenza di 4200 sterline (ca 6500 euro).
via | Visordown

Accogliamo con piacere la richiesta di onorare Mike Hailwood scomparso 30 anni fa (23 marzo 1981). Lo facciamo riproponendovi un post di amarcord riguardante l’eroico Hailwood al TT del ‘65, cade a 200 km/h, ripartì malconcio e trionfò sotto il diluvio con la MV 500.
All’epoca rientrava nella “normalità” che un pilota caduto e (anche) fratturato in prova prendeva “regolarmente” il via in gara. O quando dopo un pauroso volo in corsa riusciva a riprendere la propria cavalcatura e a ributtarsi nella mischia senza … leccarsi le ferite. Chi scrive queste note ha visto piloti gareggiare, dopo incidenti con fratture (braccio, clavicola ecc.) subìti nella corsa disputata due ore prima, in un’altra cilindrata. Pazzi? No. Smisurata passione (per tutti) e impellente necessità (per molti) di portare a casa … la diaria della seconda partenza …
Amarcord fa un salto indietro, nel 1965. E’ l’anno del debutto di Giacomo Agostini con la MV Agusta nelle 350 e 500. Il centauro di Lovere guida per la prima volta in corsa la mezzo litro di Cascina Costa nell’ouverture tricolore del 19 marzo all’autodromo di Modena. Vince a mani basse, senza avversari, anche se cade all’ultimo giro. Il bello avviene la settimana dopo sul tracciato rivierasco di Riccione dove per la prima volta il numero uno della MV Mike Hailwood (già quattro volte campione del Mondo, 10.000 sterline d’ingaggio annui!) fa la “brutta” conoscenza di Mino.

Ian Hutchinson è senza dubbio una dei miti viventi del nostro sport. Non ha ancora vinto 9 mondiali MotoGP o 26 Tourist Trophy, ma il suo record di 5 vittorie su 5 al TT dello scorso anno l’ha messo di diritto in cima alla classifica dei record; conquistare tutte le categorie dell’Isola di Man è un’impresa mai riuscita a nessuno, nemmeno al grande Joey Dunlop. Questo record, Hutchy l’ha raggiunto in sella ad una Honda, ma la musica sta per cambiare.
Per il 2011, Ian affronterà il Mountain con una Yamaha R1. Nessuno si sarebbe aspettato un cambio di casacca, ma in occasione del 50° anniversario dei tre diapason nell’isola nord irlandese, ci sarà un team ufficiale e un supporto tecnico mai avuto prima; condizioni ideali per strappare un sorrisone e una firma al recordman.
Shaun Mir sarà il suo team manager, e la struttura sarà sponsorizzata da Monster Energy. La decisione di cambiare team è maturata, per Hutchy, dopo il brutto incidente in pista, nella Supersport Inglese, dove ha rischiato seriamente di dire addio alla sua carriera. Una voglia di provare nuove sfide, e un contratto più che convincente, hanno fatto il resto. Oltre al TT, è prevista la partecipazione al GP di Macao, alla North West 200, e all’ Ulster GP, più qualche comparsata in pista nella BSB. Buona fortuna Hutchy!
Se vi è piaciuto il salto di Joshua Brookes con la Honda CBR1000RR non perdetevi questa sequenza di salti del Tourist Trophy. Grazie ad andreamarco per la segnalazione

Se vi piacciono le cosidette “road race” non perdetevi la collana di DVD in edicola da domani, lunedì 28 giugno con La Gazzetta dello Sport. L’edizione della Tourist Trophy 2010 è raccontata nei primi 4 dvd completamente inediti: i migliori team, dalla Honda alla Yamaha, dalla Bmw alla KTM gareggiano nelle gare di Superbike, Supersport, Sidecar e Senior TT, l’ultima fantastica gara che raccoglie i migliori piloti di tutte le gare precedenti in un concentrato di azione e velocità.
Il giro onboard, 60 chilometri di curve per completare il giro dell’isola in meno di 18 minuti, permette a ogni appassionato di assistere a una delle parti più emozionanti della gara, mentre la Northwest nel quarto dvd, una corsa tra marciapiedi, muretti e case, sarà in grado di coinvolgere anche i meno esperti di Tourist Trophy.
La collana mostra una retrospettiva sui piloti che hanno reso leggendaria questa gara, sulle corse che hanno fatto la storia e sulle gare di bike road racing più combattute degli ultimi anni che condividono con la Tourist Trophy la spettacolarità e l’adrenalina, rendono l’iniziativa completa ed emozionante.
Per celebrare l’80a edizione del leggendario TT di Assen, in programma il prossimo 26 giugno, Giacomo Agostini, leggenda vivente del motociclismo, scenderà in pista con la Yamaha YZR500 OW23 che la quale ha conquistato sia in Gran Premio di d’Olanda sia il 15° titolo mondiale nel 1975.
La casa giapponese spedirà la YZR500 OW23 originale direttamente dal giappone. Sarà un bel ricordo ed immaginiamo emozionante per Agostini poter rivedere e guidare la moto che con la quale conquistò l’ultimo titolo iridato di una straordinaria ed irripetibile carriera. Sarà un onore anche per tutti i presenti poter risentire il suono delle due tempi 500cc di 35 anni fa.
Oltre alla Yamaha YZR500 OW23 il Yamaha Classic Racing Team sarà presente con altre moto che hanno fatto la storia del motociclismo. Nel video di Yamaha Racing Agostini parla della sua carriera, della storia Yamaha, di Valentino Rossi e appunto della gara del 26 giugno.

Ian Hutchinson vince la Gara1 Superbike sulla pista stradale del Tourist Trophy 2010. Partendo dalla pole position, il pilota del team Padgetts ha conquistato la quarta vittoria in carriera anche grazie alla sfortuna altrui, a partire da John McGuinness, che si ritira nelle prime fasi della competizione e Conor Cummins, che abbandona la gara al 4° giro, mentre si trovava in testa.
Dopo le vittorie di Supersport Junior e Superstock del 2009, Ian aggiunge un trofeo Superbike nella sua bacheca, tagliando il traguardo in 1h 46′31″, abbastanza staccato dal secondo arrivato, ovvero il più promettente della dinastia dei Dunlop, Michael, che chiude in 1h 47′05″. Il gradino più basso del podio viene occupato da Cameron Donald.
Honda, Honda, Suzuki: questo è il podio, e per vedere la prima moto che non sia di queste due case, dobbiamo scorrere fino alla settima posizione di Ian Laugher, che ha corso su Kawasaki. La casa di Akashi ha comunque sfiorato la vittoria, poichè fino a due giri dal termine il suo pilota di punta, il già citato Conor Cummins, stava imprimendo alla competizione un ritmo stratosferico.
Continua a leggere: Tourist Trophy: Ian Hutchinson vince la prima gara Superbike
Tornato il sole sull’Isola di Man, in tempo per le prove libere di ieri pomeriggio. La giornata ideale per rompere il limite delle 130 miglia orarie (circa 209 km/h) di velocità media. E chi poteva battere questo record se non il plurivincitore del TT John McGuinness (131.578mph)? Ormai 38enne, il pilota britannico sembra puntare a portarsi a casa qualche titolo anche quest’anno. Il secondo più veloce, Ian Hutchinson con 129.164 mph.
Nella classe Supersport, il giro più veloce è di Michael Dunlop, figlio di quel Robert e nipote di Joey che sulle curve del TT hanno più volte lasciato impresso il loro nome e che in moto hanno trovato la loro morte. A quanto pare, il DNA della famiglia Dunlop ha impressi i cromosomi della velocità. Michael con la sua Yamaha ha tenuto i 125.087 mph di media.
Nella Superstock, porta il tachimetro più in alto di tutti l’irlandese Ryan Farquhar con 128.076mph su Kawasaki, la sua migliore velocità di sempre in sella alla verdona. Secondo è Keith Amor in sella alla BMW S1000RR con la quale ha ottenuto la vittoria alla Northwest 200 sempre nella categoria Superstock. Dopo il salto, tutti i tempi delle libere.
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