Vi proponiamo con piacere il video della vittoria di Steve Ramon a Le Touquet 2011. In realtà è qualcosa di più di un semplice video… e descrive quello che il nostro Luca Viglio ha vissuto realmente e raccontato nel report di gara effettuata con una Husqvarna TE 449
via | MotorpasionMoto
Il tempo di riattraversare mezza Europa e riprendere vagamente la funzionalità delle dita sulla tastiera, ed eccomi a raccontarvi della gara (Touquet 2011). Lo dico subito: è stata una mezza Caporetto. Mezza, perché se da una parte ne avevo sinceramente sottovalutato la difficoltà e la fatica, arrivandoci con un allenamento inadeguato (complice anche una mezza influenza), dall’altra è stata un’emozione fortissima, un’esperienza che già ho voglia di rifare al meglio.
La domenica mattina alle 10,00 avevamo già liberato le stanze, e vestiti di tutto punto per la gara, aspettavamo al bar dell’albergo. Sguardi persi nel vuoto, piedi e mani dalle movenze inequivocabili, sospiri, risatine. La tensione era già alta, tre ore prima della partenza. Quando alle 12,00 siamo arrivati davanti ai cancelli del parco chiuso, ci siamo trovati con gli altri mille-e-rotti piloti, assembrati uno sull’altro, senza percepire il freddo pungente; già contornati da migliaia di persone, con altrettante migliaia che dirigevano verso la spiaggia. Di minuto in minuto sembrava non accadere nulla, salvo il continuo e crescente martellare del cuore. I secondi erano eterni, i minuti chissà; senza orologio potevo solo aspettare, continuando a concentrarmi per non sbagliare, per non cadere, per non farmi scivolare di mano la chiave della moto nella calca, ma anche per cercare di guadagnare (o almeno non perdere) posizioni nel tragitto tra parc fermé e spiaggia.
Finalmente hanno aperto le transenne, e giù a testa bassa a correre, spingere, scavalcare per arrivare all’Husky. La trovo ancora in piedi (cosa non scontata), recupero la chiave (che avevo nascosto sotto al manubrio) e la avvio al primo colpo di pulsante. Bene. Tutti fanno altrettanto, e senza che si avanzi per più di qualche metro, l’aria si fa irrespirabile e il rumore assordante. Passano altri minuti, o decine di minuti, con avviamenti e spegnimenti dei motori. E’ snervante, tutti scalpitano, alcuni si scaldano i muscoli, la folla guarda. Poi, finalmente, la liberazione. Millecinquanta moto si lanciano in una via transennata tra due ali di folla, verso la spiaggia, sgomitando, superandosi, tamponandosi.
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Steve Ramon ha vinto ieri il Touquet 2011, o meglio L’Enduropale du Touquet 2011. Una delle gare di Enduro più spettacolari e faticose che si svolge sulla spiaggia, tra buche e canali di sabbia che mancava nel palmeres di Ramon.
In attesa di avere il report del nostro Luca Viglio, al via tra i 1028 coraggiosi partenti, ecco le parole del vincitore. “Mi sono divertiro un sacco e vincere a Le Touquet è sempre stato uno dei miei obiettivi”, ha detto Ramon. “Quando si vedono tutte le persone che partecipano, si inizia a vedere quanto grande sia questo evento, ho vinto molte gare sulla spiaggia e penso che sono venuto qui come il favorito, ma è una corsa dura. Ho iniziato circa quarto o quinto e ha preso il comando prima della fine del primo giro.”
“Siamo riusciti nel nostro pit-stop bene - ha continuato il vincitore - e le ultime fasi sono state dure fisicamente e cercavo di trovare un modo per passare tutti i doppiati. Mousse ha fatto un errore all’ultimo giro e sono riuscito a prendere vantaggio. Nel complesso si tratta di un risultato sorprendente , non solo per me ma anche per la Suzuki.” A seguire la classifica completa.
Ed eccoci qua, sabato sera. Con le moto allineate nel parc fermé, pronte al delirio di domani. Ma andiamo con ordine. Ieri pomeriggio, 28 ore dopo essere partiti da Milano, eravamo ancora a 180 km. da Touquet. Non che si fossero registrati inconvenienti meccanici al nostro smisurato Sprinter, tutt’altro. Esso ha viaggiato egregiamente, tanto che nei momenti di maggior entusiasmo siamo riusciti a vedere oltre 150 km/h, in 6, con 3 moto dentro e 4 sul carrello (un amico del portinaio di mio cugino ci ha detto che in Francia si può).
Il fatto è la strada si è rivelata oltremisura lunga e piena di distrazioni. Giovedì, dopo una veloce pausa a Courmayeur per “un panino” (finita dopo antipasti, primi, secondi, caffè, amari e discussioni per chi dovesse guidare), siamo ripartiti ed infine giunti ad Ay, (poco) ridente località nella regione della Champagne. Cena, gran degustazione di bollicine francesi, e visita alle cantine alla mattina successiva.
Tutto bello ed interessante, ma il Touquet chiamava, e i ragazzi fremevano: abbiamo puntato di nuovo il furgone verso nord e siamo arrivati quindi a destinazione. Che dire? Il paese è a tratti carino, a tratti bruttino. Invaso da decine di migliaia di spettatori, di cui moltissimi in moto incuranti del clima non certo mediterraneo, con una persistente colonna sonora di burnout, motori a limitatore e musica a tutto volume.
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Una prova diversa. Lontana dalle mulattiere nostrane, dalle speciali in linea in mezzo ai boschi, e dai fettucciati nei campi. Tutte situazioni per cui la nuova quattroemmezzo di casa Husqvarna è stata pensata, progettata, costruita. No, stavolta la famo strana.
Da una parte c’è un gruppo di amici del motoclub Endurology, in partenza per una gara un po’ folle, sicuramente sui generis; non molto conosciuta in Italia, ma seguitissima in Francia, tanto da avere la copertura televisiva in diretta: L’Enduropale du Touquet, in programma per il 30 gennaio. Una gara nata nel 1975 dall’idea di un certo Thierry Sabine – che qualche anno dopo diede vita niente meno che alla Parigi-Dakar – con una formula tanto semplice quanto spettacolare: una spiaggia sconfinata, di quelle scoperte due volte al giorno dall’impressionante escursione della marea della Manica; più di mille moto che partono insieme, percorrono a cannone 7-8 chilometri di bagnasciuga, per poi chiudere il circuito con una parte guidata a ridosso della spiaggia stessa, ripetendo il giro per 3 ore, no stop; piloti professionisti, amatori di tutti i livelli, e scappati di casa. Tutti dentro, tutti insieme, a tutto gas.
Poi c’è Husqvarna, che concede in test a Motoblog la sua ultima creatura, la TE449. Moto nuovissima, nata dall’acquisizione di Husqvarna da parte di BMW: motore BMW, quello della non felice G 450 X, inserito in uninedito telaio che mantiene alcune delle caratteristiche della moto bavarese – prima tra tutte il pignone coassiale al perno del forcellone – e ne perde altre, utilizzando ad esempio un nuovo leveraggio alto per l’ammortizzatore posteriore in luogo del collegamento diretto al forcellone tipo PDS di KTM.
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