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Honda: si conclude il ripristino delle strutture di Tokyo danneggiate dal terremoto

pubblicato da Michele Lallai


Nella catastrofe che ha colpito il Giappone lo scorso mese, sono state coinvolte anche le Big Four, le quattro grandi potenze giapponesi del motociclismo mondiale. La più danneggiata è stata Honda, che nella sua sede di Tokyo - prefettura di Tochigi - ha riportato danni alle strutture, il ferimento di numerosi dipendenti e purtroppo anche un morto.

Oggi cominciano i lavori di ripristino all’impianto. Secondo un report di Takanobu Ito, Presidente e CEO di Honda Motor Co, i danni maggiori hanno riguardato il centro R & D della sezione auto, un ufficio per la divisione di acquisto, un impianto dedicato ai ricambi e la Honda Engineering Co, che sviluppa tecnologie per la produzione.

Il presidente ha commentato così: “Poco dopo il terremoto, ho guidato la mia moto per visitare ognuno degli impianti per verificare il livello dei danni. Con soffitti e pareti distrutti, nessuno di questi impianti è stato in condizione di riprendere le operazioni immediatamente. Ho capito che non sarebbe stato semplice recuperare queste strutture. La divisione acquisti, con sede a Tochigi è stata danneggiata, ha aperto un ufficio satellite di emergenza all’interno della fabbrica di Saitama.

A tre settimane dal terremoto, abbiamo lavorato per riuscire a riprendere le nostre attività e la produzione di automobili nelle fabbriche di Saitama e Suzuka l’11 aprile. Questo significa che tutti gli impianti di produzione Honda in Giappone saranno in funzione a partire da tale data. Tuttavia, la fornitura di pezzi situazione resta fluida, la produzione di componenti e veicoli in Giappone, sarà circa il 50% del piano di produzione originale per il momento, abbiamo ridotto il volume di produzione in alcuni stabilimenti anche al di fuori del Giappone.” Conclude Ito. Ne approfittiamo per fare un grosso in bocca al lupo a tutte le aziende e i dipendenti colpiti da questa tragedia.

MotoGP: Motegi verso la cancellazione definitiva?

pubblicato da Michele Lallai


Non finiscono i problemi in Giappone, e di conseguenza continua a rimanere in bilico la tappa del Motomondiale nel Sol Levante, che dopo essere stata spostata al 2 ottobre, potrebbe essere cancellata dal calendario 2011. L’alta probabilità di questa decisione arriva in seguito alle ultime notizie che riguardano le preoccupanti radiazioni emesse dall’impianto nucleare di Fukushima, che si trova a circa 170km dal complesso motoristico Twin Ring Motegi.

Le incessanti e poco rassicuranti news sull’aumento della quantità di radiazioni nell’aria, nell’acqua e negli alimenti, potrebbe portare ad un definitivo abbandono del round nipponico, ma l’eliminazione di una gara causerebbe delle beghe legali per quanto riguarda i contratti per la copertura televisiva, che ovviamente sono stati stipulati per 18 appuntamenti stagionali.

La soluzione potrebbe trovarsi in Turchia, con il circuito di Istanbul bello pronto per accogliere il circus. Nel 2007 questa pista fu abbandonata dalla MotoGP per mancanza di pubblico, ma questa volta non importa l’afflusso di appassionati in pista, il GP di Turchia sarebbe l’unico buon ripiego per evitare salate penali e garantire 18 gare svolte a fine stagione.

via | Gazzetta.it

MotoGP: Honda e Bridgestone in crisi dopo il terremoto in Giappone

pubblicato da Michele Lallai


La tragedia che ha colpito il Giappone qualche settimana fa si sta pian piano ripercuotendo sull’economia delle aziende con sede nel Sol Levante, e in tutte le attività ad esse correlate; la MotoGP non è da meno. Inizialmente si è subito pensato tenere in piedi la produzione ma a distanza di qualche tempo i reparti sportivi potrebbero accusare maggiormente le perdite dovute alle ultime vicende.

“Sono stati consegnati i pezzi necessari per le prime due gare in Qatar e Jerez. Se la situazione in Giappone non cambia, saremo costretti a rivedere i nostri programmi”. Lascia tutti nel dubbio la dichiarazione di Shuhei Nakamoto, che sembra non avere la certezza della disponibilità di fondi per continuare l’oneroso progetto Repsol Honda. Ricordiamo che quest’anno il team è stato organizzato senza badare a spese, con ben 3 moto in pista e tra i più forti piloti sulla piazza.

In Yamaha le cose vanno leggermente meglio: “Nel nostro reparto corse in Giappone l’attività è quasi normale. In questo momento non ci aspettiamo che l’attività in MotoGP venga in qualche modo colpita dalla situazione”, rassicura William Favero, PR di Yamaha Racing. La Yamaha, come la Suzuki, riceve la maggior parte del suo materiale Racing dall’Europa, mentre Honda è totalmente made in Japan.

Un’altro grande e indispensabile nome giapponese del mondiale, Bridgestone, ha dichiarato che la fornitura è assicurata per le prossime 6 gare, cosa succederà dopo è un mistero: “Ciò di cui abbiamo bisogno per le prime sei gare dell’anno è stato consegnato o è in viaggio via nave”. La produzione delle mescole da gara avviene a Tokyo: “Per questi pneumatici speciali usiamo mescole lavorate con macchine che abbiamo solo nella capitale”, sottolinea Thomas Scholz, che cura la logistica e la fornitura delle gomme.

Giappone: ancora stop della produzione per le Big Four

pubblicato da Michele Lallai


Il Giappone si sta lentamente tirando su dal tragico terremoto che ha colpito la popolazione. La situazione è stabile, ma da qui a parlare di normalità passerà ancora del tempo, anche per le Big Four del Sol Levante, le quattro case motociclistiche che, in maniera differente, hanno subito danni economici e fisici. Vi abbiamo già comunicato la sospensione della produzione di Honda e Suzuki degli scorsi giorni, ora arriva una nuova interruzione con l’aggiunta del primo stop di Yamaha e Kawasaki

Il comunicato di Iwata è stato diffuso ieri, e il motivo della sospensione non cambia: agevolare le operazioni di soccorso fornendo supporto energetico agli organi impegnati. La casa fermerà gli impianti dal 18 al 23 marzo, e ogni decisione in base ai piani aziendali dal 24 marzo in poi verrà comunicata il 23. Ma non tutta la produzione Yamaha cesserà l’attività allo stesso modo.

Il quartier generale e le fabbriche moto di Iwata Sud, Hamakita Morimachi e Nakaze saranno fermate per i 5 giorni, esattamente come le fabbriche di motori fuoribordo. Nella fabbrica Motori Automotive (dove Yamaha produce motori per Toyota) si rimarrà chiusi fino al 22. La produzione di generatori, invece, non si arresterà.

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Disastro in Giappone: il punto della situazione sulle Big Four

pubblicato da Michele Lallai


Qualche giorno fa vi abbiamo comunicato la momentanea sospensione della produzione da parte di Honda e Suzuki, a causa del terribile terremoto che ha colpito il Giappone, un disastro di queste proporzioni ha messo in ginocchio l’intera popolazione oltre che l’economia del paese, un problema che si ripercuote anche sulle altre due grandi fabbriche giapponesi, Yamaha e Kawasaki, che non hanno subito danni ne interrotto la produzione, ma hanno ugualmente accusato un brutto colpo.

Honda: è stata la più colpita. La produzione è sospesa fino al 20 marzo, e il suo reparto R&D al centro di Tochigi è stato danneggiato vistosamente dal sisma, causando 30 feriti e, purtroppo, un decesso. Al momento l’interruzione della produzione è estesa a tutti gli stabilimenti dove si preferisce non consumare energia e risorse, dirottandole verso la popolazione più colpita, quella che al momento ne ha veramente bisogno. Come abbiamo scritto due giorni fa, la casa dell’ala ha donato 300.000.000 ¥ per le operazioni di soccorso e recupero, 1000 genratori e 5000 bombole di gas, più un supporto concreto mettendo a disposizione parte del personale.

Yamaha: c’è stato un ferito anche nello stabilimento principale dei tre diapason, ma nessun danno concreto alle fabbriche e impianti più vicini all’epicentro. Colpito pesantemente, invece, il circuito di Sugo, di proprietà Yamaha, che in certi punti è proprio sprofondato, con voragini sull’asfalto. Trovandosi sulla costa della prefettura di Miyagi ha subito particolarmente le scosse. Non ci sono, per ora, notizie riguardo una possibile chiusura degli impianti.

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Honda sospende la produzione fino al 20 marzo, Suzuki fino al 16. Nessun danno per Yamaha e Kawasaki

pubblicato da Gianluca

Honda Kumamoto

A seguito della catastrofe che ha colpito il Giappone (Terremoto e Tsunami), Honda esprime le sue più sentite condoglianze per le vittime Terremoto/Tsunami. In considerazione di quello che sta accadendo la Casa Alata annuncia la sospensioni delle attività produttive negli impianti di Sayama, Ogawa, Tochigi, Hamamatsu e Suzuka.

Da domani 15 e fino al 20 marzo, saranno sospese le attività produttive in tutti gli impianti di Kumamoto (Ozu-machi, Kikuchi-gun, Kumamoto). Fino al 20 è sono inoltre sospese qualsiasi attività anche nell’area di Tochigi, particolarmente colpita e dove trovano lo stabilimento di Tochigi, il reparto Honda R&D, l’Ltd. R&D Center e l’Honda Engineering Co.

Con la speranza di contribuire alle operazioni di soccorso e recupero delle aree colpite, Honda fornirà i seguenti aiuti: donerà 300.000.000 ¥ per le operazioni di soccorso e recupero, 1000 genratori e 5000 bombole di gas ed invierà il proprio personale per spiegare come usare i generatori donati. Honda collaborerà per conservare l’energia elettrica nella zona, necessaria per soccorrere le aree maggiormente colpite.

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Terremoto in Giappone: Honda conferma un morto e 30 feriti nello stabilimento Ricerca e Sviluppo

pubblicato da Michele Lallai

Logo HondaTutti noi ci siamo svegliati questa mattina con la tragica notizia del terremoto in Giappone. Una vera e propria catastrofe naturale, il più grosso sisma nella storia del Sol Levante con picchi di 8.9° della scala Richter. L’epicentro è stato individuato a 500km dalla costa, questo ha causato la formazione di diversi tsunami con onde alte fino a 10 metri, che stanno spazzando via le coste pacifiche.

Il panico nella grande Tokyo è confermato dalla chiusura di tutti gli aeroporti e l’allarme nucleare che mette a serio rischio gli impianti di produzione di energia del paese, già fermi da qualche ora. Il bollettino, per ora, parla di 50 morti accertati, una nave con oltre 100 passeggeri travolta dallo tsunami, migliaia di feriti e un bilancio che diventa più grave ora dopo ora.

Anche Honda è stata investita dal sisma nei suoi impianti produttivi, che hanno momentaneamente cessato l’attività. Nello stabilimento Ricerca e Sviluppo di Tokyo, sono stati registrati 30 feriti e, purtroppo, anche un morto. Dalla presidenza dell’azienda hanno rilasciato questa dichiarazione: “il terremoto che ha investito il Giappone oggi è uno dei peggiori che la storia ricordi, e la più grande catastrofe del nostro paese. La priorità di Honda è di aiutare e supportare i centri colpiti maggiormente con tutti i mezzi a nostra disposizione. Confermiamo inoltre che presso la sede Honda R&D Co. Ltd della prefettura di Tochigi sono stati registrati 30 feriti e un morto. La fabbrica di Saitama ha sospeso la produzione, mentre a Suzuka gli operai hanno appena ripreso a lavorare.”

Ovviamente siamo vicini al popolo Giapponese, ai lavoratori degli stabilimenti produttivi e a tutte le persone investite da questa catastrofe. Vi terremo aggiornati.

Aggiornamento ore 16.00: Cinque scosse di assestamento di 5.5 gradi hanno di nuovo scosso la costa est del Giappone in rapida successione. Lo riferisce l’Usgs, l’Istituto americano di geofisica. Bilancio provvisorio parla di 289 morti, 349 dispersi. Disastro sulla costa con circa 300 corpi emersi dal mare. Travolta nave un centinaio di persone a bordo, idem per un tre disperso con altrettanti passeggeri. E’ presto per dirlo e forse non è nemmeno il momento di parlare di corse, ma il GP del Giappone in programma sul circuito di Motegi il 24 aprile potrebbe essere annullato o rinviato.

Aggiornamento ore 17.00: E’ salito ad almeno 310 morti il bilancio provvisorio delle vittime. La polizia riferisce di 110 vittime accertate, 350 dispersi e 544 feriti.

via | Carolenash

Anche la Superbike aiuta l'Abruzzo

pubblicato da Gianluca

Piloti Superbike ad Assen Forza Abruzzo

Il Campionato Mondiale Superbike ha voluto esprimere la sua solidarietà verso la popolazione dell’Abruzzo donando la somma di 15.000 Euro a sostegno di coloro che sono stati duramente colpiti dal terremoto lo scorso 6 Aprile.

Si ricorda che sulla griglia di partenza di gara 1 ad Assen, i piloti Superbike hanno esposto uno striscione “Forza Abruzzo!”, e questo gesto è stato seguito da un’asta che si è tenuta durante la gara di Monza dove i fan del Mondiale SBK si sono potuti aggiudicare i caschi e le tute messi a disposizione dai piloti.

Il ricavato dell’asta, insieme a un contributo di Infront Motor Sports, è stato versato questa settimana a favore della Protezione Civile Nazionale per supportare l’opera di assistenza e sostegno in Abruzzo.

Enduristi per soccorrere i terremotati d'Abruzzo

pubblicato da Gianluca

EnduristiSegnaliamo un’iniziativa diffusa in rete attraverso il sito enduristianonimi.it ma che abbraccia diverse comunità internet di amanti del tassello:

La protezione civile ha chiesto quanti enduristi sono disponibili a poter dare supporto in aiuto delle popolazioni terremntate d’Abruzzo. Quanti sono disponibili a fornire il loro ausilio in sella per raggiungere luoghi non accessibili per i problemi delle strade non agibili?

La formula di supporto ancora non è stata concordata e non è neanche detto che si rivelerà necessaria, per il momento mi hanno chiesto chi eventualmente sarebbe disponibile. Probabilmente si tratterà di aiutare per il trasporto di sangue, medicinali, cibo e cose simili che possano essere trasportati in moto. Siamo in attesa di loro eventuali disposizioni.

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