La pioggia caduta circa un’ora prima del via del Gran Premio di Jerez, ha permesso all’asfalto di asciugarsi a sufficienza per dichiarare la gara “dry” e quindi ai piloti della MotoGP di partire con gomme “slick”. Nicky Hayden, che scattava dalla prima fila, nei primi giri ha ingaggiato una serie di bei duelli e sorpassi con Carl Crutchlow e Dani Pedrosa per la terza posizione. Il pilota americano ha però poi perso progressivamente terreno mano che l’aderenza diminuiva e, alla fine, ha chiuso ottavo. Valentino Rossi, che partiva dalla quinta fila, ha recuperato fino alla nona posizione migliorando progressivamente il suo ritmo. Entrambi continueranno a lavorare sul set-up della GP12 a partire dal prossimo venerdì, quando torneranno in pista per le prove libere del GP del Portogallo all’Estoril, e nel successivo test dopo gara del lunedì.
“Per qualche giro è stato divertimento puro. Siamo consapevoli che la nostra moto è eccezionale nel portare in temperatura velocemente le gomme e, all’inizio, ho potuto fare tutto quello che volevo” ha detto Nicky Hayden. “Poi mentre le gomme degli altri si scaldavano, le mie cominciavano a perdere “grip”, soprattutto l’anteriore. Non ho più potuto fare le linee che volevo e ho perso terreno. Sapevamo che, sull’asciutto, sarebbe stata dura: il mio set-up era “ok” ma stare con gli altri era davvero impossibile. Alla fine sono riuscito a ripassare Bradl ma non a resistere al suo ultimo attacco. L’ottavo posto sicuramente non è il nostro obiettivo. La moto ha un gran potenziale ma al momento c’è ancora un “gap” dagli altri”.
“Questa gara può servirci per cominciare a fare un po’ meglio in quelle che verranno, a partire già da quella della settimana prossima in Portogallo” ha detto Valentino Rossi. “Oggi infatti abbiamo usato un set-up nuovo, che non avevamo potuto provare venerdì perché è piovuto, e che ci ha dato dei segnali positivi. Prima cercavamo delle soluzioni che mi dessero un feeling di guida simile a quello che avevo in passato ma non funziona. Oggi abbiamo scelto un “setting” molto simile, anche se non del tutto uguale, a quello che usa Nicky. Devo abituarmi a guidare in modo un po’ diverso e questo, oggi, mi ha fatto perdere terreno nei primi giri perché praticamente sono partito alla cieca. Quando ho preso il mio ritmo non sono andato male, nel senso che potevo fare i tempi del gruppo che lottava per la sesta posizione. Venerdì prossimo useremo questo assetto fin da subito. Naturalmente dovremo continuare a lavorare, essere più efficaci in qualifica per partire più avanti, migliorare in accelerazione e diverse altre cose di cui abbiamo già parlato in Ducati per cercare, insieme, di migliorare la GP12”.
Per Hector Barbera Jerez è una delle piste più difficili del Motomondiale e le condizioni del tracciato (oggi e non solo) non erano certo favorevoli, ma il pilota del Team Pramac ha combattuto senza risparmio. Adesso l’obiettivo si sposta in Portogallo, all’Estoril, dove, tra una settimana si correrà il Gp del Portogallo. Finalmente su una pista gradita al pilota spagnolo.
“Per me è stato un dei week-end più difficili” ha dichiarato Hector Barberà. “Nonostante sia spagnolo, Jerez è una pista sulla quale non riesco ad andare forte. Come non bastasse, la pista era chiazzata di umidità e questo mi mette in crisi, perché sono molto sensibile ai continui cambi di assetto generati dall’asfalto in queste condizioni. Ma non mi sono fatto prendere dai cattivi pensieri e mi sono anche divertito a battagliare con Rossi e Spies. Alla fine potevo tentare un attacco, ma avevo paura di rovinare tutto con una caduta, troppo rischio. Bene, per me è passata una gara difficile, adesso guardiamo al futuro, a Estoril”.
“Lo sapevamo che oggi non sarebbe stata una giornata facile perché Hector non digerisce la pista e nemmeno l’asfalto chiazzato di umidità” ha commentato Francesco Guidotti, Team Manager Pramac Racing. “Però ha lottato con piloti più esperti di lui e ha fatto capire che possiamo guardare avanti con fiducia. Faccio i complimenti al mio team che ha lavorato benissimo e ha dato a Barberà una moto molto a punto”.
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La pista Jerez de la Frontera ha incoronato oggi Romano “Fenny” Fenati, il nuovo talento del motociclismo italiano. Si è trattato di uno strepitoso successo del pilota del Team Italia FMI, ora proiettato in testa alla classifica del Motomondiale Moto3, con 10 punti di vantaggio sul diretto inseguitore Maverick Vinales. Gara dichiarata asciutta e partenza con le stick per tutti i piloti in griglia: al semaforo verde è buono lo spunto di Fenny che, dopo poche curve si mette a ridosso dei primi annullando subito il gap della posizione in griglia (partiva infatti con il decimo tempo).
Le scivolate di Rossi prima, e di Rins poi, hanno spalancano le porte del primo successo al sedicenne pilota marchigiano che con autorità ha domato la sua portentosa FTR Honda in condizioni di pista tutt’altro che semplici. Lucido e maturo nonostante la poca esperienza sull’acqua, Romano ha collezionato giri veloci a ripetizione (1′52″7 best lap della gara) macinando gli avversari. Bandiera a scacchi e primo successo in carriera davanti a Salom (+36″1) e Cortese (+36″8). Una vittoria, nella categoria più piccola del Motomondiale, che l’Italia aspettava dal 2009 (quando Iannone vinse con le 125 nel GP di Catalunya). L’ultima vittoria del Team Italia in 125gp, invece, è datata 1987: allora fu Gresini nel Gp di Misano, a salire sul gradino più alto del podio.
“Sono molto soddisfatto per la vittoria” ha dichiarato felice Romano Fenati. “Sono partito bene conquistando le prime posizioni e poi ho fatto il mio ritmo fino alla fine. Ringrazio tutta la squadra, che mi ha aiutato tanto in questo weekend in cui mi sono confrontato con la pista bagnata, e la mia famiglia. E’ stata una bella gara che ci porta davanti in campionato. Vado all’Estoril con grande umiltà e curiosità di conoscere questa pista meravigliosa“.
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Non ha giocato al gatto col topo Casey Stoner, ma indubbiamente ha messo sulla bilancia tutto il peso della sua classe e della sua determinazione, nonché quello della competitività della Honda. Il “canguro” domina nell’ostica Jerez una corsa-capolavoro lasciando a Lorenzo, degnissimo avversario, l’onore delle armi.
In parole povere, in condizioni “normali”, si è rientrati nell’”era Stoner”, davvero difficile da contrastare, anche per piloti dal calibro dell’alfiere majorchino della Yamaha e dello spagnolo della Honda, Dany Pedrosa, entrambi di altissimo livello, ma oggi piegati da “sua maestà” Casey Stoner e dalla sua Honda, quanto meno sullo stesso piano complessivo del bolide avversario della Casa dei tre diapason. La differenza in pista l’ha fatta il manico e l’intelligenza tattica di Stoner.
Nella giornata nera di Spies, la Yamaha comunque piazza altre due sue moto al quarto e quinto posto, con un Crutchlow in ulteriore crescita a danno di Dovizioso, sempre in difficoltà nella lotta interna con il proprio compagno di squadra, oggi in Yamaha, ieri in Honda.
Ultima considerazione sulla Ducati. Un plauso ad Hayden: all’inizio ci ha provato, facendo godere e illudendo i fans della Casa di Borgo Panigale. Poi l’economia della gara ha rimesso i birilli al proprio posto, troncando ogni speranza. Rossi si è accontentato di una lotta nelle retrovie, con distacchi pesantissimi, guidando legnoso e … “distaccato”, ben lontano dal talento e dalla grinta dei suoi giorni migliori. E’ il crepuscolo che precede la notte fonda? Alla Ducati serve una riflessione immediata. E senza maschere.
Come avevamo previsto, la risposta di Casey Stoner non si è fatta certo attendere: dopo lo smacco subìto nel “suo” Qatar da parte di un grandissimo Jorge Lorenzo, l’australiano risorge proprio su uno dei circuiti nei quali non era mai brillato. L’ennesima vittoria d’autorità. Certo è che gli ultimi vincitori degli ultimi due titoli mondiali sono i rappresentanti più autorevoli di questo sport, mostrando ritmi e prestazioni superiori rispetto a tutto il resto della compagnia. Lo recita anche la classifica iridata.
Grandissima battaglia fin dai primi giri, col torero camomillo che sembra scappare in una partenza da copione, ma poi subisce il ritorno di Lorenzo che non lo molla. A stupire ci pensano in due: il campione del mondo Casey Stoner si sveglia dal letargo dei giorni scorsi e tira 2 schiaffi in staccata ai rivali spagnoli; Nicky Hayden, galvanizzato dal ruolo di “primaguida” che si sta conquistando a poco a poco “sul campo”, per nulla intimorito ne approfitta per mettersi in terza posizione provvisoria.
Dani Pedrosa tiene comunque botta, schiacciato nel “panino” delle due Yamaha Tech3 di Crutchlow e Dovizioso. I tre non si fanno pregare e restituiscono ad Hayden lo scherzetto. Subito dietro il soldatino Stefan Bradl, sopravanzato da Alvaro Bautista. Rossi è solo 9° davanti a Hector Barberà, che però sembra averne di più ma sbaglia nel finale. Notte fonda anche per Ben Spies che, irriconoscibile, pare l’ombra di se stesso.
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Grande spettacolo nella categoria Moto2 con i centauri spagnoli che regalano al proprio pubblico un bellissimo repertorio di sorpassi e controlli. E poco importa se arriva la bandiera rossa a poche tornate dalla fine: neanche il provvedimento della Commissione gara può inficiare la sua performance. Vince Pol Espargaro, sempre presente e in grado di tener testa e contendere il primato fino alla fine al redivivo connazionale Marc Marquez.
Alla partenza occhi tutti puntati sul poleman Marquez, ma è Thomas Luthi il più scaltro allo start, complice anche la bagarre tutta spagnola con Espargaro che si apre alle sue spalle. I due più in forma però sembrano esser Redding e Di Meglio che si mettono lo svizzero nel mirino. I magnifici quattro sono già in fuga. Inspiegabili invece le prestazione degli altri protagonisti del weekend: da Iannone, a West, a Zarco, tutti relegati nelle retrovie.
A metà gara però Scott Redding accende la lampadina e si rende autore di una gara pazzesca, fatta di sorpassi e di continue spazzolate. Ma chi pensa che è una lotta a tre si sbaglia: dopo la caduta di Di Meglio, arrivano anche Kallio, Nakagami e Corti. Ma a 9 giri dalla fine ci si mette di mezzo la pioggia a cambiar le carte in tavola: Redding diventa “biodegradabile” e si perde, mentre gli spagnoli Marquez e Espargaro iniziano a darsele di santa ragione, con un sorpasso ad ogni curva. Arriva però la bandiera rossa a privarci della battaglia finale.
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Una gara rocambolesca e decisa, che ci ha regalato un nuovo grande protagonista. Romano Fenati, già secondo alla gara d’esordio in Qatar, stupisce ancora tutti e va a vincere il GP di Jerez de la Frontera. La sua prima vittoria! Ritmo indiavolato, freddezza, intelligenza: stiamo parlando della nuova stella del motociclismo italiano, un ragazzo semplice e umile, ma veloce e in grado di dimostrare quell’esperienza che solo i veri talenti hanno. E ora il ragazzino guarda gli inseguitori dall’alto della classifica iridata!
Gran partenza di Fenny: partito decimo, dopo poche curve il sedicenne ascolano è già 4°. Al secondo giro escono in 3 (Miller, Grotzkyj e Kent) nella stessa curva ancora troppo umida. Due giri più tardi anche Sissis li imita con un high-side. Il duo di testa Kornfeil e Oliveira si toccano all’ultima curva e si stendono senza conseguenze, ma i commissari non sembrano aiutare il portoghese che richiedeva una spinta per rientrare in pista: un deja-vù di 12 mesi orsono, quando sullo stesso tracciato ci fu la polemica tra Rossi e Stoner.
Un altro Rossi, che di nome fa Louis, scavalca Fenati e si porta in seconda posizione, mentre il fuggitivo Rins martella a suon di giri veloci e crea un gap. Ma l’asfalto è traditore, costringe lo spagnolo a un lungo che consente al nostro Fenny di ricongiungersi: nel frattempo tocca a Rossi stendersi, lasciando i due a contendersi la vittoria finale. Bellissima la rimonta di Vinales: andato lungo nei primi giri, grazie alla sua tenacia, ha saputo risalire posizione su posizione, fino alla 6a assoluta.
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Luci ed ombre nel box Ducati, al termine delle qualifiche ufficiali qui da Jerez de la Frontera. Le alterne condizioni meteo che tanto hanno caratterizzato e condizionato i primi due giorni sembrano rispecchiarsi a pieno anche negli stati d’animo dei protagonisti. Oggi Nicky Hayden, con il terzo miglior tempo, ha conquistato un’ottima prima fila alle spalle di Lorenzo e Pedrosa mentre Valentino Rossi, veloce venerdì sul bagnato, non è riuscito a ripetersi e ha chiuso con il tredicesimo tempo. Kentucky Kid ha trovato una messa a punto con cui è riuscito ad interpretare molto bene la pista andalusa mentre il pesarese sull’asciutto ha fatto molta più fatica.
“Essere in prima fila è davvero una bella cosa per tutti noi” dichiara felice Nicky Hayden, prima guida del team Ducati quest’oggi. “Le condizioni della pista erano molto particolari, diverse da quelle che abbiamo trovato durante il resto del fine settimana. Sicuramente aver provato qui in marzo è stato positivo perché siamo partiti con un set-up di base già abbastanza adatto. Ho cominciato a “tirare” subito perché sembrava dovesse ricominciare a piovere da un momento all’altro. Verso la fine la situazione è migliorata ma non abbiamo potuto abbassare la guardia nemmeno un attimo perché erano rimaste delle macchie di umido qui e là e sarebbe bastato un attimo per sbagliare”.
“Le condizioni erano piuttosto difficili perché faceva freddo e l’asfalto era asciutto ma non completamente” esordisce un mesto Valentino Rossi. “In ogni caso era così per tutti, non è stato quello il problema: purtroppo io faccio ancora molta fatica a guidare e a inserire la moto in curva, sia con i freni, sia senza. Sono lento a raggiungere la massima piega, a portare la necessaria velocità dentro la curva e, quando è il momento di accelerare, ho già perso troppo terreno. E’ da diverso tempo che cerchiamo di risolvere questa cosa ma non ce l’abbiamo ancora fatta. Dobbiamo continuare a lavorare sul set-up perché Nicky oggi ha fatto un bel turno, è stato davvero bravo. Confrontando i dati abbiamo avuto la conferma che rispetto a lui perdiamo molto in entrata”.

Pista umida e condizioni difficili dopo la pioggia della mattina che ha condizionato sia le ultime libere che le qualifiche della Moto3 rendendo difficile la scelta dell’assetto. In queste condizioni Romano ”Fenny” Fenati, ha chiuso le qualifiche con gomme slick segnando il crono di 1′59″155 (10° tempo e quarta fila per lui).
“Le qualifiche di oggi sono andate abbastanza bene, purtroppo però la condizione dell’asfalto mi ha penalizzato. Il posteriore si muoveva molto, ma il mio team è stato bravo a risolvere subito il problema. Domani spero di fare una buona partenza e recuperare subito qualche posizione. Punto a fare un buon risultato“. La pole della Moto3 è andata ad Alex Rins con 1′57″507 davanti a Cortese (+0.012), Oliveira (+0.468) e Masbou (+0.794).
Dopo tre turni di libere sul bagnato e pista mista, e lo spettro della pioggia sempre incombente, i piloti Repsol Honda oggi hanno lavorato al massimo sulla messa a punto delle loro RC213V, inanellando giri veloci per assicurarsi una buona posizione in griglia. Negli ultimi 5 minuti è stato un duello tutto spagnolo tra Jorge Lorenzo, che infine si è aggiudicato la pole, e Dani Pedrosa, che ha chiuso secondo a soli 135 millesimi dal connazionale. Casey Stoner ha mancato la prima fila per soli 14 millesimi e domani prenderà il via dalla quinta posizione.
“E’ stata una sessione di qualifiche molto positiva. Era veramente difficile sapere quanto spingere perché in pista c’erano delle chiazze di bagnato ed era facile commettere un errore” ha dichiarato Dani Pedrosa. E poi ha aggiunto: “Non solo, dopo aver effettuato tanti giri con le gomme rain durante le prove libere, questo pomeriggio con le slick sembrava di avere un’altra moto, ma non c’era tempo da perdere e dovevamo concentrarci per girare forte sin dall’inizio. Su questa pista siamo stati veloci nei test e questo fine settimana durante tutti i turni di prove sia sul bagnato che sull’asciutto, ma domani dobbiamo essere pronti per una gara dura e combattuta qualsiasi condizione si presenti”.
“Le qualifiche non sono andate troppo bene” ha ammaesso il campione del mondo incarica Casey Stoner. “Le condizioni sono state difficili durante tutto il fine settimana con pista metà asciutta e metà bagnata, così non siamo riusciti a trovare una buona messa a punto della moto. È un peccato, speravamo di partire dalla prima fila, ma in situazioni come queste non volevo rischiare troppo. Ci sono state diverse cadute e le parti bagnate erano incredibilmente scivolose. Detto questo, c’è un distacco di mezzo secondo non imputabile alla pista, siamo solo un pò distanti con la messa a punto e stasera dovremo continuare a lavorare“.