
E’ ancora in fase sperimentale, e per la prima volta vedremo un oggetto del genere come fornitura ufficiale da parte della Federazione Motociclistica Italiana. Si chiama Sa.Me.Da LIFE ed è un braccialetto studiato con il fine specifico di migliorare la sicurezza medica del pilota aiutando i soccorritori in caso di caduta che richiede l’intervento di medici e paramedici.
Questo bracciale, tramite una lettura elettronica da parte degli strumenti dei soccorritori, permette di sapere sul momento tutti i dati medici del pilota per poter fornire subito assistenza specifica, oltre che illustrare tutte le cartelle cliniche precedenti per poter gestire l’infortunio in maniera corretta fin dal primo momento. In collaborazione con Motivegeeks Labs, società di Ivan Capelli, i piloti del CIV verranno dotati di questo dispositivo.
Alla base del sistema c’è Sa.Me.Da, ovvero ”Safety Medical Database”, un prodotto per la gestione medica ed amministrativa degli atleti, il cui scopo principale è automatizzare tutte le procedure mediche e sportive, per garantire la fruibilità dei dati tramite Internet, da qualsiasi punto nel mondo. Noi riteniamo sia un bel passo avanti per la sicurezza in pista, e un buon banco di prova per poter poi portare questo dispositivo sulle strade di tutti i giorni.

La sicurezza è un argomento che va trattato sotto diversi punti di vista. La parte attiva è quella del motociclista, che per primo deve rispettare le regole della strada e tenere un comportamento rispettoso del prossimo e del suo mezzo ogni qualvolta lo si utilizza. Dall’altra parte c’è la sicurezza delle infrastrutture e dei mezzi, e se questi ultimi ormai sono affidabili e in grado di perdonare molti errori, lo stesso non si può dire delle condizioni del manto stradale, delle protezioni e della segnaletica.
BastaUnAttimo è la campagna che punta a sensibilizzare le istituzioni sul problema dei segnali stradali: “Lo stato della segnaletica stradale in Italia ha raggiunto livelli di criticità intollerabili. Un segnale su due non è a norma ed occorre con urgenza, per la sicurezza delle persone, avviare un processo di risanamento. Per un terzo degli incedenti che accadono sulla nostra rete stradale, uno dei motivi rilevanti è da ricercare proprio nella segnaletica. E’ un imperativo arrivare ad un ripensamento di quest’ultima. L’installazione dei segnali difforme dalle norme è un fattore che genera insicurezza e pericolo per tutti”
Sono parole di Carmelo Lentino, il portavoce di BastaUnAttimo, che con questa campagna nazionale sulla sicurezza è stato appoggiato da Assogiovani e dal Forum Nazionale dei Giovani. Le sue parole sono ovviamente condivisibili, e troppo poco spesso prendiamo in considerazione la segnaletica come possibile causa di incidenti ed errori alla guida. Provate a pensare a qualche episodio passato, sicuramente ricordate qualche perdita di attenzione dalla strada per cercare di focalizzare un cartello sbiadito o poco chiaro.
“La sicurezza stradale deve divenire veramente motivo di impegno comune a tutti i livelli. Proprio per questo come BastaUnAttimo abbiamo inviato una lettera ai vertici delle Istituzioni, dal Presidente del Consiglio Mario Monti, all’Anci, ai Presidenti di Camera e Senato e a tutti i presidenti delle Regioni italiane per unire le forze e creare l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Stradale. Un organo a costo zero per il nostro Paese ma che aiuterebbe a contrastare l’incidentalità stradale” Conclude il portavoce, e noi non possiamo fare altro che appoggiarlo.
via | Autoblog.it
Avete presente le classiche scene da cartoon, con il protagonista intrappolato dentro una palla di neve che rotola giù verso la valle? Pensate a qualcosa di simile nella vita reale ma non per divertirvi, bensì per salvarvi la vita. La soluzione si chiama Airbag Sphere ed è stata proposta dal canadese Rejean Neron, che sta sviluppando il dispositivo in attesa di avere un primo prototipo.
L’airbag nella tuta è ormai stato sdoganato, e quello di Neron funziona con il più classico metodo della cinghietta agganciata alla moto che in caso di trazione fa partire il dispositivo. La differenza risiede nell’intera tuta che ha la capacità di gonfiarsi tanto da creare una vera e popria sfera che protegge il pilota dall’impatto al suolo o contro gli oggetti.
Per poter gonfiare talmente tanto questa tuta è presente un piccolo detonatore che fa scoppiare una microcarica di nitrocellulosa, capace di creare la “palla” in mezzo secondo. La tuta in se è composta di due materiali, con lo strato esterno in resistente nylon derivato dai paracaduti e quello interno in una membrana particolarmente elastica in fibra sintetica.
La sicurezza di tutto il sistema è ancora da testare e valutare. Benchè una protezione per l’individuo così ampia è sicuramente vantaggiosa, nutriamo dubbi sulla capacità di rotolamento che ha questa sfera se l’incidente avviene a velocità piuttosto elevata, e la possibilità di coinvolgere altri mezzi o invadere l’altra carreggiata. Sarà tutto da verificare una volta completato il primo prototipo.
via | MCN e Twowheelsblog

Le regole di omologazione per le moto e i ciclomotori sono da rivedere secondo la Commissione Europea, ma senza troppa fretta. Questa sembra la decisione del Parlamento EU, che ha deciso quali elementi modificare nei regolamenti dedicati alle due ruote, ma mettendo una scadenza abbastanza distante per consentire al mercato di riprendersi, prima di far attuare alle case grandi investimenti sulle normative in arrivo.
Entro il 2016, tutte le moto e scooter con cilindrata superiore ai 51cc dovranno essere dotate di ABS di serie. E’ questa forse la più interessante delle nuove regole, che finalmente mette l’obbligo del dispositivo di sicurezza più utilizzato in assoluto nel mondo delle moto stradali. La Commissione dei Costruttori IMCO è d’accordissimo, un po’ meno per le norme anti-inquinamento.
Si chiede più tempo prima di rendere obbligatoria la Euro4, la normativa contro le emissioni già in vigore da tempo sulle auto e ancora in discussione per le moto, ma anche questa dovrà avere scadenza ultima nel 2016. Ciò vale in particolare per motocicli leggeri e gli scooter della classe 125cc, L3-A1, che costituiscono il cuore di un mercato dell’Europa Unita in difficoltà, ma garantiscono benefici per i cittadini come la mobilità urbana e la coesione sociale, come riconosce lo stesso rapporto IMCO. A Marzo 2012 arriva la bozza, che dovrà essere approvata nel 2014.
L’IMCO commenta: “Vogliamo garantire un periodo di tempo che sia sufficiente allo sviluppo dei dettagli tecnici che accompagnano il testo principale. I produttori devono avere il tempo di applicare gli standard richiesti dalla complessità del presente regolamento. Dopo che avrà avuto luogo il voto, e le consutazioni con il Consiglio e la Commissione, sarà nostra priorità verificare il calendario in modo da garantire che la razionalizzazione delle prescrizioni sia compatibile con i processi industriali. Infine, soprattutto alla luce delle attuali difficoltà economiche, prima di prendere una posizione definitiva l’IMCO darà il via ad uno studio sull’impatto economico degli obiettivi ambientali e di sicurezza che abbiamo proposto”.
via | Ansa
I brutti incidenti, sia su pista che su strada, presentano un problema abbastanza frequente e molto comune: la rimozione del casco. Per quanto questo accessorio possa essere utile e importante per la sicurezza sulle due ruote, il sistema con cui viene allacciato e indossato può essere pericoloso per il motociclista ferito che presenta gravi lesioni al collo e quindi questo si trasforma in un’operazione tanto delicata quanto difficile per i primi soccorritori.
Proprio questo delicato problema ha suscitato interesse nei ricercatori Voztec, che hanno pensato a progettare un casco con apertura diversa, che sia comodo da indossare e facile da rimuovere in caso di emergenza. Come vediamo nel video, per indossare il casco bisogna alzare la pare posteriore della calotta e infilare la testa nel casco con un semplice movimento. Successivamente bisogna assicurare la chiusura con i due ganci presenti nella parte inferiore, come se fosse un normale casco modulare. Procedimento inverso per toglierlo. Ma in caso di immediata emergenza? Interviene un terzo pulsante, situato sulla parte superiore della calotta. I questo modo il casco viene sganciato da tutti e tre i punti e la parte anteriore si separa da quella posteriore, mantenendo ferma la testa del pilota ed evitando movimenti dannosi in caso di lesioni.
Il progetto è in cantiere dal 2005 ed è giunto alla quinta fase di sviluppo. I ricercatori pensano di lanciare presto sul mercato questo innovativo casco, ma non è stato ancora dichiarato nulla sul grado di protezione offerto da un casco con questo nuovo sistema di apertura. Pertanto, mentre aspettiamo qualche altro dettaglio al riguardo, volevamo sapere cosa ne pensate voi! Intanto ringraziamo il nostro lettore enjoyer per la segnalazione.
Shoei costruisce questo modello fin dal 1993 e negli anni le innovazioni e i materiali utilizzati per la costruzione, hanno fatto di questo casco uno dei migliori al mondo. Il nuovo modello Neotec, presentato da Shoei per il 2012, vanta l’utilizzo delle più moderne tecnologie del settore, adoperate per sviluppare un casco flip-up adatto sia ai lunghi viaggi che ai brevi tragitti in giro per la città, il tutto nella massima comodità e sicurezza. Per ottenere questo risultato, Shoei ha sfruttato una campagna che ha avuto come protagonisti i concessionari e gli stessi clienti Shoei, che hanno espresso il reale bisogno di un motociclista.
Risultato di questa ricerca, è un casco leggero, funzionale, compatto e dalla linee sportive. Sia la visiera che la mentoniera utilizzano le stesse cerniere per l’apertura, regalando così al casco un aspetto più compatto, più da casco integrale. Una volta sollevata la mentoniera, è possibile riparare gli occhi con una visiera scura integrata nella parte interna del casco. Ottimo il meccanismo di chiusura/apertura (in metallo), attivabile con un pulsante posto sulla parte più sporgente della mentoniera, costruito apposta più grande per consentirne l’apertura pur indossando i guanti.
Le prese d’aria sono state studiate per regalare al casco il massimo dell’areazione possibile e allo stesso tempo per evitare di causare fastidiosi fruscii nella calotta interna. La stessa forma del casco evita un eccessivo carico d’aria sul collo alle alte velocità, come succede nella maggior parte dei casi durante un lungo viaggio. Il tutto è stato testato nei minimi dettagli nella galleria del vento, studiando il modo in cui i flussi d’aria colpivano il casco e adottando successivamente soluzioni aerodinamiche (come lo spoiler integrato) mirate al giusto bilanciamento del casco.
Continua a leggere: Shoei Neotec 2012: casco flip-up leggero e sicuro come un casco integrale
Altra novità nel campo della sicurezza del pilota in pista. A proteggerlo questa volta è la nuova tuta creata dopo 10 anni di studi e ricerca da Alpinestars, ed è tutta Made in Italy! E’ stata presentata a Milano la scorsa settimana, davanti ad un numeroso pubblico di giornalisti e con la presenza del grande Randy Mamola. Si chiama Tech-Air Race ed è una tuta di ultima generazione nata per l’uso in pista, visto che è stata testata negli anni anche dai piloti della MotoGP. La particolarità e la caratteristica principale di questa tuta è l’airbag incorporato, situato all’altezza delle spalle, in grado di diminuire la possibilità di danno in caso di caduta.
Il lavoro di ricerca è cominciato nel lontano 2001, con numerosi test in pista e tante soluzioni proposte. Alla fine, circa due anni fa, Alpinestars ha optato definitivamente per una soluzione airbag gestita da una centralina elettronica e completamente autonoma (sistema wireless). La tuta è la struttura portante dell’intero sistema e permette al pilota di girare in pista leggero, comodo e con il massimo della sicurezza “sulle spalle”. Il risultato finale è un sistema brevettato chiamato Dual Charge: degli airbag appositamente studiati per le spalle e un doppio sistema di carica a gas freddo con innesco pirotecnico. In questo modo il pilota può contare sul fatto di avere a disposizione un’altra possibilità di protezione in caso di caduta e di immediato ritorno in sella.
A questo punto verrebbe da pensare come mai la Tech-Air Race si limita alla sola protezione delle spalle. Dieci anni di studio sono serviti proprio a questo, e cioè a riscontrare (dopo un’accurata raccolta di dati) che nella maggior parte delle cadute in pista, il pilota subisce danni prevalentemente alla parte superiore del busto, appunto alle spalle. La stessa tecnologia utilizzata per la protezione delle spalle poteva essere adoperata in altre parti più delicate del corpo, ma naturalmente un impiego maggiore vuol dire anche un peso maggiore, il che avrebbe notevolmente inciso sulla comodità in sella del pilota. Proprio per questo motivo l’innovativa tuta proposta da Alpinestars è stata appositamente studiata per l’esclusivo uso in pista.
Continua a leggere: Alpinestars presenta Tech-Air Race, la tuta con sistema di aribag integrato
10 anni di studio e ricerca, per garantire il massimo della protezione e la massima efficienza. Ne è valsa la pena aspettare tutto questo tempo? Penso proprio di si, visto che il risultato è qualcosa che si aspettava da tanto tempo nel mondo delle due ruote. Parliamo infatti del tanto atteso Dainese D-air Racing, l’airbag intelligente che protegge il motociclista in caso di caduta o incidente.
Dainese lo descrive proprio così: “D-air è una piattaforma tecnologica dedicata alla protezione dell’uomo, caratterizzata da un sistema “intelligente” che rileva situazioni di pericolo e gonfia speciali air bag attorno al corpo. D-air® non è solo un prodotto, ma è una tecnologia protettiva altamente evoluta, declinabile in prodotti destinati ad una vasta gamma di impieghi in cui è richiesta la protezione” Effettivamente il brevetto può essere utilizzato per altri sport o per svariati impieghi che richiedono la protezione del corpo umano. Ma ciò che maggiormente ci interessa e che andremo a vedere nel dettaglio, è appunto la protezione del motociclista in pista.
Grazie ad uno speciale algoritmo di attivazione, D-air è in grado di riconoscere le condizioni di incidente e di attivare immediatamente il sistema. Le parti del corpo protette dagli airbag sono spalle, clavicola e torace superiore, evitando inoltre oscillazioni estreme della testa. Fattore importante è la velocità: il sistema riesce ad attivarsi in meno di 15 millisecondi, mentre la completa espansione dell’airbag si ottiene in soli 30 millisecondi. Altra importante caratteristica è la completa autonomia del sistema, esente da qualsiasi collegamento o installazione sulla moto. Con 10 anni di studi, 5000 ore di dati raccolti e 100 cadute reali effettuate in pista, anche grazie alla collaborazione di piloti come Valentino Rossi, il sistema si prepara ad essere diffuso su tutto il mercato con la severa certificazione del TÜV SÜD.
Continua a leggere: Dainese D-air Racing presentato al Salone Eicma 2011
Airoh si prepara a riempire gli scaffali dei concessionari con la nuova collezione di caschi per il 2012. La gamma comprende i nuovi modelli dedicati a strada, fuoristrada e all’uso cittadino, in sella al proprio scooter con il massimo della sicurezza. Passando nel dettaglio, i nuovi caschi sono tutti costruiti con la più alta cura del dettaglio e impiegando materiali di ultima generazione, capaci di regalare al pilota un grande comfort senza rinunciare al massimo della sicurezza.
I caschi, dedicati all’uso stradale e in pista, della collezione Full Face sono dotati di una visiera professionale, trattata anti-graffio, con spessore differenziato per una miglior qualità ottica in corrispondenza del campo visivo. Nel modello GP 50, la calotta esterna è costruita con fibre composite di carbonio e kevlar, mentre per i modelli For Race, Pit One e Speed è in policarbonato. Il sistema antifog è integrato, come anche il FS Pinlock 100% Max Vision.
Il sistema di rotazione auto registrante garantisce sempre un perfetto accoppiamento della visiera con la guarnizione. Il casco è dotato inoltre di pulsante di blocco e sistema di sgancio rapido e della predisposizione per il montaggio di lenti tear off. La parte interna è dotata di materiale anallergico e antibatterico con inserti in rete ad alta traspirazione, amovibile e lavabile. I guanciali sono equipaggiati con sistema di emergenza per una rapida rimozione. I deflettori aria della zona naso e zona mento sono amovibili e inoltre il casco è dotato di spoiler inferiore posteriore. Misure dalla XS alla XXL.
Nasce Motomorphosis: progetto benefico internazionale che ha come obiettivo la diffusione del concetto di educazione, convivenza e sicurezza stradale attraverso iniziative diversificate, legate all’arte e al mondo della motocicletta. La moto, oggetto del desiderio, fonte di passione, simbolo di libertà e movimento, si trasforma per diventare arte e veicolare al grande pubblico il concetto della convivenza e della sicurezza stradale per completare il suo percorso ‘sociale’ in un’asta benefica i cui proventi verranno destinati a un’associazione impegnata in iniziative umanitarie.
Otto motociclette delle più importanti case motociclistiche mondiali (Ducati, Honda, Kawasaki e Suzuki) verranno trasformate e reinterpretate in chiave creativa da artisti internazionali, noti ed emergenti, per realizzare delle vere e proprie opere d’arte che saranno protagoniste, per tutto il mese di maggio 2012, di una Mostra a Montecarlo in location ad alta visibilità. Trasferite infine nel Museo dell’Automobile Ranier III, saranno battute dalla nota Casa d’Aste inglese Bloomsbury Auctions il 22 maggio 2012: proprio nella settimana del GP di Formula1.
I proventi dell’asta saranno in gran parte devoluti all’A.S. Star Team For the Children MC: il cui fondatore e presidente onorario è il Principe Alberto II. Il tema della responsabilità e della sicurezza alla guida sono al centro dell’azione che Motomorphosis intende indirizzare in particolare verso i giovani. Coinvolgendo infatti i ragazzi su un argomento per loro di grande fascino, ci si pone l’obiettivo di sensibilizzarli sul tema della convivenza stradale, in chiave ludica e creativa, attraverso un concorso on-line e un’iniziativa nelle scuole primarie di Milano e Roma. Avete riconosciuto la centaura nella gallery?
Continua a leggere: Motomorphosis: passione, arte, sicurezza, solidarietà