
Al si là delle dichiarazioni d’ufficio di Valentino Rossi (o sarebbe meglio dire della Ducati) in rete (Facebook e Twitter) non si fa che parlare dell’intervista che il pilota pesarese ha rilasciato a Paolo Beltramo durante Fuorigiri. Parole dure, durissime, rilasciate in modo chiaro e con sorriso sarcastico che non lascia dubbi. Come andiamo dicendo dallo scorso anno, il matrimonio tra il nove volte campione del mondo e la Rossa di Borgo Panigale è al capolinea. Inequivocabili le dichiarazioni di Rossi che non ha mai nominato il futuro con la Ducati e Filippo Preziosi. Queste i virgolettati più scottanti.
“Quando Barbera mi ha passato, ho pensato anche di tornare ai box e finire lì la gara, non l’ho fatto solo per rispetto ai miei meccanici, per raccogliere dati utili. Abbiamo dei grossi problemi dietro. Non riesco a guidare, vado più forte con le gomme usurate che con quelle nuove, e questo è strano. E’ strano andare più forte con la gomma usata che con la gomma nuova. Almeno non rischio di cadere come lo scorso anno. Non riesco nemmeno a fare la differenza con Nicky, xè di solito io sono sempre andato un pochino più forte, e comunque dopo avere dato tutto ha preso 28 secondi da Stoner. Le speranze le abbiamo finite tutte.”
E poi ancora: “Abbiamo sempre gli stessi problemi. La moto è inguidabile, cambia poco su quale pista ci si trovi, a Jerez non cambierà un granché, sul passo comunque siamo lontani. Andiamo anche peggio dello scorso anno, qui (in Qatar, ndr) l’anno scorso avevamo fatto settimi invece quest’anno anche peggio. Tendo ad essere sincero, quindi questo è quello che penso. Purtroppo (lo ribadisce, ndr) non riesco a guidare bene questa moto, anche rispetto ai miei compagni di marca.”
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I test MotoGP di Valencia possono essere letti in due modi. Il primo in modo “tecnico” valutando la tabella dei tempi, il secondo in modo “psicologico” valutando le aspettative di chi (Rossi-Ducati) quest’anno è stato sconfitto e cerca legittimamente la riscossa. Pur con la premessa che in questi test si lavora allo sviluppo e non alla ricerca del giro veloce, è altresì evidente che nelle corse lo sviluppo si misura con i tempi realizzati sul giro. E il cronometro riconferma con le moto di 1000cc quanto accaduto nella stagione 2011: la Honda davanti, la Yamaha competitiva, gli altri dietro.
E’ ancora presto per dare un giudizio sulle ibride CRT, ma a meno di un miracolo, i quattro secondi e passa di gap, segnano lo scarto attuale esistente che rischia di portare nel 2012 a due gare distinte nella stessa corsa. Tornando alla MotoGP di prima linea, Valentino Rossi e la Ducati, sostanzialmente subiscono con la moto 1000 rivoluzionata lo stesso gap della vecchia 800. Non si può certo accusare la Casa di Borgo Panigale e lo stesso Valentino di essere rimasti con le mani in mano.
Al di là di considerazioni di tipo … “ideologico” sul fatto che la Ducati abbia ripudiato le proprie caratteristiche tecniche e sposato la filosofia e la impostazione giapponese, va dato atto alla Casa bolognese per il coraggio di aver rivoluzionato la nuova moto. Evidentemente rimanere ancorati al vecchio schema significava sconfitta certa e forse gettare la spugna. Aprirsi al nuovo è l’unica strada per tornare alla competitività e lottare per il titolo.
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Il prossimo week end a Phillip Island segna il terzultimo atto di una stagione MotoGP che a Valentino Rossi e alla Ducati ha riservato fin qui solo delusioni e amarezze. Solo un miracolo può ribaltare i valori in campo emersi nettamente in 15 gare a vantaggio degli avversari, in primis Stoner-Honda. Ma sarebbe auspicabile e apprezzabile vedere finalmente sul campo quei miglioramenti più volte annunciati da Rossi e dalla Ducati.
Ogni corsa fa storia a sé, così come ogni campionato, e non ha senso ripetere “corriamo pensando al 2012”. Anche nel motociclismo vale l’antico adagio “Hic Rhodus hic salta”. Come non ha senso continuare a dire che è una stagione “sfortunata”. Va preso atto che il binomio italiano, pur con la notevole profusione di mezzi finanziari e i numerosi cambiamenti tecnici (telaio, ma non solo) non ha mantenuto le promesse sbandierate alla vigilia e ora porta a casa un misero bottino.
Non serve fare l’elenco dei risultati: “fallimento” è la parola che sintetizza una stagione da dimenticare. Come in tutte le crisi, anche a Borgo Panigale si tende a voltare pagina prima possibile cercando la rivincita nel 2012. Questa aspettativa è legittima ma, allo stato attuale, non pare suffragata dai fatti. Lo smarrimento che ha caratterizzato la Ducati in questa stagione non pare superato con la nuova moto di 1000 cc. Fino all’ultimo test di Hayden di pochi giorni fa in Spagna non sembra emergano segnali realmente positivi tali da invertire la tendenza e guardare al futuro con ottimismo.

E’ vero che solo i somari non cambiano opinione ma è anche vero che non sono solo i somari a “ragliare”. Dal “sancta sanctorum” dei media arriva l’invito (o l’ordine?) a Rossi e alla Ducati di … separarsi. Nessuna meraviglia. Nel senso che dopo essersi arrampicati sugli specchi per difendere l’indifendibile, finalmente pare si prenda atto della mortificante e (fin qui) inarrestabile via crucis imboccata e percorsa dal super strapompato binomio tricolore e si usa senza perifrasi la magica parolina che sintetizza il tutto: fallimento.
Già. Come nei matrimoni d’amore e d’affari non c’è mai chi ha tutte le colpe e chi tutte le ragioni. Pur non tagliando la mela in due pacche precise, anche qui le responsabilità sono di entrambe le parti. Di Rossi, che con presunzione e arroganza credeva di dominare il campo sempre e con qualsiasi mezzo, certo di trasformare con la “sua” squadra qualsiasi ferraglia in bolide vincente e con il suo “secondo” nel manico sopperire a qualsiasi gap del mezzo.
Della Ducati, che oltre al successo di marketing e di immagine acquisiti sin dai tempi di Madonna di Campiglio grazie ai giornalisti compiacenti, con l’arrivo di Valentino a Borgo Panigale era certa di portare a casa anche i risultati in pista, titolo iridato compreso. Oggi, ad amalgama non riuscita, magari interpretando la vox populi, tutti delusi e sbandati per il “fiasco”, da autorevole pulpito si invoca il divorzio. E i danni? E’ ancora valido l’antico adagio che “chi rompe paga”? Forse no.
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Particolare rivisitazione del binomio motociclistico più chiaccherato dal 2010: il binomio Rossi-Ducati. “Questo è l’ennesimo esempio - ci scrive Salvatiore che ringraziamo per le foto - di come questo fondersi di 2 rappresentanti del “Made in Italy” nel mondo (Rossi-Rossa) sia visto e acclamato dalla gente tanto da diventarne ispirazione addirittura per la gara di sculture fatte con i carciofi (tenutasi il 17 aprile 2011 alla 61^ edizione della sagra del Carciofo Romanesco, un evento che si ripete da anni a Ladispoli (RM) per la promozione di questo territorio. Una grande manifestazione enogastronomica a cui partecipano molte regioni d’Italia e dove è possibile degustare una varietà considerevole di prodotti tipici con ovviamente il grande protagonista il carciofo romanesco!)”
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.
Galleria fotografica del secondo ed ultimo giorno di test della MotoGP di Valencia. Ora i piloti della MotoGP andranno in vacanza, tranne Valentino Rossi che dovrà farsi operare alla spalla. Come faremo senza MotoGP?
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