
La Dakar 2012 di Francisco Lopez è cominciata sotto una cattiva stella. Inizialmente furono pesanti le sue dichiarazioni pre-gara, nelle quali dimostrava poca fiducia nella sua condizione fisica. Sembrava volesse cambiare le carte in tavola con una prima tappa con i fiocchi, dominata sugli avversari, ma purtroppo per lui il momento positivo è durato poco. Caduto al chilometro ottanta della settima tappa Copiapo-Copiapo, il pilota Aprilia ha portato a termine la tappa, seppure in ritardo di mezz’ora rispetto ai primi.
Dopo la visita dei medici della clinica Las Condes, Lopez ha deciso di interrompere la sua Dakar. Il dottor Fernando Radice della Clinica Las Condes lo ha visitato diagnosticandogli una distorsione di 2° grado del ginocchio destro, consigliandogli di non continuare la gara.
Queste sono le parle piene di tristezza di Chaleco: “La mia Dakar finisce oggi. Ho molto dolore e non riesco ad appoggiare la gamba, però starò bene in 2-3 settimane. Vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno appoggiato, a partire da Aprilia che mi ha fornito una moto veramente competitiva”. In bocca al lupo Chaleco!

Mika Ahola appende il casco al chiodo. Lo fa con una lettera aperta, scritta di proprio pugno, dove elenca le motivazioni dell’abbandono e fa i dovuti ringraziamenti. Il finlandese ha un palmares da far venire i brividi, con 21 anni di carriera all’attivo, 5 titoli mondiali vinti e ben 7 “Sei giorni” conquistate dal 1991 a fine 2011.
Il suo nome è legato indissolubilmente ad HM, con la quale ha vinto tutti i suoi mondiali dal 2007 al 2011, l’ultimo nella categoria E3. L’ingaggio per il 2012 era già arrivato e tutti pensavano avesse corso un altro anno, soprattutto perchè ancora campione in carica, perciò questa lettera d’addio arriva come un fulmine a ciel sereno nel mondo del tassello e della fettuccia. Motosprint riporta interamente la lettera:
“Dopo ventuno anni di gare nell’enduro, a trentasette successi, sono giunto dopo una sofferta, lunga decisione e un approfondito auto-esame di coscienza a realizzare di non avere ambizione sufficiente per continuare a gareggiare; così mi ritirerò dalle corse. Ho dato tutto quello che ho per questo sport, ricevendo anche molto, certamente più di quanto potessi mai immaginare quando ho iniziato a correre.”
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Husqvarna non parteciperà ufficialmente al mondiale Supermoto 2012. I prossimo anno segna un stop temporaneo per Husqvarna nel campionato del mondo che si concentrerà maggiormente nelle attività nazionali grazie il supporto della propria rete di vendita. Una notizia negativa e forse inattesa, ma non improbabile. La recessione dei mercati si sente anche nelle nicchie delle nicchie, come il Supermotard, un campionato che non brilla più come qualche anno fa, e che Husqvarna ha deciso di abbandonare temporaneamente per limitare gli investimenti in questi momenti infingardi.
Husqvarna è sempre stata protagonista nel mondiale supermoto, dove ha vinto ben 12 titoli mondiali della specialità ed ha portato alla vittoria piloti che sono diventati delle vere icone del motard come Eddy Seel, Gerald Delepine, i fratelli Chareyre ed ultimo in ordine di tempo Mauno Hermunen. Una vera icona, forse la più rappresentativa di questo campionato mondiale. Una lacrimuccia la versiamo.
A questa brutta notizia si unisce il forfait di Fretignè a soli 10 giorni dal via della 33a edizione della Dakar. Lo sfortunato David sarà obbligato a rinunciare alla sua nuova avventura con Husqvarna. Il responso medico di ieri mattina ha tolto ogni speranza al pilota francese, 41 anni, che da un mese si allenava per il rientro sulle gare di gennaio dopo essere stato vittima di una brutta caduta in Brasile, durante il Rally dos Sertoes di agosto, e aveva rimediato una forte botta alla schiena danneggiando alcune vertebre.
Un ultimo canto del quattro cilindri, un’ultima penna e un ultimo burn out. Si conclude così la carriera della GSV-R 800, la macchina da competizione che Suzuki ha portato in pista in questi ultimi anni con risultati altalenanti, senza lasciare un’erede da 1000cc. La casa di Hamamatsu non correrà la prossima stagione MotoGP e nemmeno quella 2013, con il rammarico dei sostenitori della celeste, e di tutto il paddock che perde un pezzo importante della storia di questa categoria.
A pilotarla un’ultima volta è Nobuatsu Aoki, tester storico della creatura del mondiale, che nei pressi della sede di Toyota a Tokyo ha portato al limitatore la GSV-R di Alvaro Bautista, quella utilizzata nell’ultimo mondiale. Un arrivederci più che un addio, visto che Suzuki promette un ritorno in pompa magna per il 2014, ma ahinoi , mancano ancora più di due anni.
Il mercato sale e scende, le borse e gli investimenti pure, non ci rimane che incrociare le dita e sperare in un 2012 glorioso per il mondo del motociclismo (ci piace sognare), in modo da rivedere il prima possibile questa ed altre case in forma ufficiale nella MotoGP.
via | blog.eigyo.co.jp > Bikeracing

Non si capisce bene se le parole del Dottore sono state travisate da una stampa distratta, o se effettivamente ha annunciato il ritiro per poi rettificare, ma il Dottor Claudio Costa si è trovato a smentire quello che ieri sera è apparso sui principali canali di comunicazione, un annuncio di ritiro chiaro come il sole recitato da un convegno del Panathlon Club, che dura poco più di qualche ora, inizialmente riportato con questo virgolettato:
“Fino a Marco (Simoncelli) c’erano piloti che nonostante si fossero procurati delle lesioni o fratture volevano correre lo stesso ed io mi adoperavo al massimo. Oggi non e’ piu’ cosi’ e di fronte alle fratture il pilota deve adeguarsi ad un fermo piu’ prolungato, non ci sono piu’ dei folli come Marco. Purtroppo non ero sul circuito di Sepang e non escludo che se avessi trascorso con lui i momenti prima della gara forse le cose sarebbero andate diversamente. Ora gli eroi non ci sono piu’ e la Clinica mobile, ideata e creata nel lontano 1976, non avra’ piu’ bisogno di me”.
All’uscita della notizia, però, il Dottore filosofo ha voluto rettificare la notizia, annunciando esattamente il contrario, ovvero che intensificherà il suo operato in pista: ”Non ho ancora nessuna voglia di ritirarmi e di stare lontano dalle corse. Sono comparse delle affermazioni attribuite a me con non rispondono a verita’. Ieri sera al Panathon di Imola, ho detto che oggi i piloti hanno piu’ voglia di fermarsi per farsi curare rispetto al passato e che piloti come Troy Bayliss o come Marco Simoncelli che avrebbero fatto di tutto per correre anche se feriti non ci sono piu’ e per questo la mia attivita’ e’ un po’ ridotta.
Oggi piloti velocissimi come Lorenzo ad esempio, preferiscono fermarsi per farsi curare e io rispetto questo atteggiamento. Comunque continuero’ a seguire i piloti nel mondiale, anzi, l’anno prossimo faro’ ancora piu’ gare rispetto al passato. Non solo, ho appena firmato un accordo con la Federazione Internazionale per la presenza della Clinica Mobile nei circuiti mondiali per i prossimi 5 anni. Quando vorro’ ritirarmi dall’assistere i piloti nelle corse lo diro’ ufficialmente, ma non e’ ancora questo il momento”. Abbiamo evitato un altro scoop negativo di questa tragica annata di competizioni, e per fortuna tutto si è risolto con un annuncio positivo da parte del medico più amato dai motociclisti.
via | Il Resto del Carlino
Suzuki ha confermato ufficialmente il ritiro dalla classe MotoGP con effetto immediato per i prossimi due anni. Sono passati rumors e tante mezze parole ma alla fine la casa di Hamamatsu ha deciso di gettare la spugna lasciando anche la massima categoria prototipi, dopo aver lasciato ufficialmente nello scorso anno quella per le derivate di serie.
Secondo il volere dei giapponesi, questo sarà soltanto un ritiro temporaneo, infatti è stata confermata l’assenza per il 2012 e 2013, ma ci sarà il ritorno nel 2014 con una moto 1000cc in grado di competere con la concorrenza. Diversamente, se fosse rimasta anche il prossimo anno in pista, avrebbe corso con la stessa 800 guidata quest’anno da Alvaro Bautista.
“Suzuki Motor Corporation ha deciso di sospendere temporaneamente la partecipazione al FIM Road Racing Grand Prix MotoGP dal 2012. Questa sospensione è dovuta alle circstanze causate dalla prolungata recessione nei paesi sviluppati, una crescita del valore storica dello Yen e diversi disastri naturali. Sperando di tornare nel 2014 in MotoGP, Suzuki si focalizzerà sullo sviluppo di un nuova moto per questa categoria, mentre continuerà il programma motocross e il supporto dell’attività road racing con l’impiego di moto di serie per avere l’omologazione FIM e una collaborazione nello sviluppo di parti racing”
Tutti i rumors riguardo un impegno di Randy de Puniet dopo i convincenti test di Valencia e il ritorno di John Hopkins scoppiano in una bolla di sapone, non ci saranno le celesti Suzuki Rizla e il campionato sarà un gioco a tre fa le sole Yamaha, Honda e Ducati. Questa brutta notizia si aggiunge alla fresca conferma di ritiro anche del team Suzuki Alstare dalla SBK, si preannuncia un anno difficile questo 2012.

Tante lotte, tante speranze e tanta passione non sono bastate. Il team Alstare, da sempre partner di Suzuki nel mondiale Superbike, ha deciso di gettare la spugna e ritirarsi dal mondiale Superbike. Una serie di circostanze negative hanno indotto Francis Batta alla decisione più brutta della sua carriera, e a nulla servirà la grande esperienza della squadra e del suo titolare:
“Questa è la dimostrazione di una grave mancanza di rispetto secondo la cultura giapponese da parte di Suzuki, che ha voluto ricompensare dodici anni di collaborazione con Alstare supportando la nuova squadra Crescent. Credo che noi possiamo essere fieri di quello che Alstare ha portato a Suzuki e ai suoi concessionari negli ultimi 15 anni” Commenta un arrabbiatissimo Francis a Cycle News.
Ma cosa è successo precisamente? Bisognerebbe partire dal 2009, quando sono cominciati i problemi con gli sponsor e nel circus ha cominciato a farsi sentire la crisi. L’arrivo di Viru come main partner ha ridato linfa nel 2010 e con Leon Haslam Alstare ha sfiorato il titolo mondiale. Nel mentre Suzuki ha fatto il braccino, e ha limitato la collaborazione con Alstare ad una forma semi-ufficiale nella stagione appena conclusa. Moto non aggiornata, Hamamatsu in grande crisi e scarsi risultati di Michel Fabrizio hanno portato ad un programma di gestione totalmente privato nel 2012.
Sembrava concludersi qui la brutta vicenda, ma è comparso il team Suzuki Crescent come nuovo iscritto, (la squadra del campionato inglese gestita dal Paul Denning della MotoGP) che in un recente comunicato ha confermato l’accordo di partnership tecnica con Yoshimura e quindi un rapporto con la casa giapponese non più semplicemente privato. Per obbligo di cronaca non potremmo prendere posizione ma possiamo capire benissimo il disappunto di Francis, vera icona di un campionato, ora costretto a fare le valigie.
Ruben Xaus sveste i panni di pilota per cominciare una carriera nuova, sempre nell’ambito dei motori, nel 2012. Dopo 215 gare e 11 vittorie, lo spagnolo ha deciso di appendere casco e tuta al chiodo, ma con la promessa di riprenderli qualche volta, perchè d’ora in poi sarà uomo immagine e collaboratore allo sviluppo per Bimota.
L’abbiamo visto aggirarsi per lo stand Bimota dell’Eicma, accanto alle nuove DB9 Brivido e DB10 B.motard. Come sappiamo Bimota ha un progetto racing in atto con la HB4 Moto2, e sarà moto probabile l’impiego del nuovo collaboratore allo sviluppo della moto da corsa sia sulla pista che come consulenza. Chiuso il contratto con Castrol Honda, non ci rimane che salutare uno dei più controversi piloti di questa categoria. L’abbiamo amato per la sua guida sempre al limite, l’abbiamo odiato per le sue cadute troppo frequenti, ma il Ruben in pista sarà difficile dimenticarlo.
“Che dire, adesso è davvero finita. La gara è stata complicata dalla pioggia, e negli ultimi giri non ho potuto spingere perché rischiavo di cadere. Tenevo a chiudere bene la mia carriera omaggiando Marco. Ci ho messo il massimo impegno. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicino. Adesso me ne vado in pensione!”
Sono le parole di Loris Capirossi, che con quest’utima gara ha salutato la sua carriera da pilota con una serie impressionante di numeri: 328 gare, 29 vittorie, 41 pole, 99 podi e ben 3 titoli mondiali, due in 125 e uno in 250, non possiamo che toglierci il cappello davanti a lui quando lo vedremo in giacca e cravatta seduto al tavolo della direzione gara.
A Valencia Loris è arrivato nono, ed è sceso in pista con una speciale tuta, ornata con l’iride del campione del mondo e dal numero 58 sul cupolino. In 22 anni di onorata carriera, Capirossi è stato capace di emozionarci in tutte le classi in cui ha corso, ma forse la sfida più bella che abbiamo seguito lungo la sua storia di pilota, è quando ha vestito per la prima volta la tuta rossa della Ducati portando per la prima volta alla vittoria la Desmosedici.
Con un po’ di tristezza nel cuore non vedremo l’anno prossimo il 65 sulla pista, ma continueremo a vederlo in giro per il paddock. Noi non possiamo che fare un grosso in bocca al lupo a Loris, ringraziandolo di tutte le emozioni che ci ha regalato negli ultimi 22 anni.

James Toseland contretto a dire addio alle corse. La notizia che Toseland non avrebbe mai voluto sentire è arrivata poco fa dall’ortopedico Mike Hayton, che ha operato e curato il polso infortunato a inizio anno durante i test di Aragon. Dopo numerosi tentativi chirurgici, riabilitazione e fisioterapia, non c’è modo di ripristinare la mobilità del polso, di conseguenza il ritiro dalle competizioni è obbigatorio, con effetto immediato.
Il trentunenne pianista inglese, già due volte campione del mondo Superbike, dovrà abbandonare il team BMW Italia e la sua carriera di pilota professionista a causa di quell’infortunio già grave, peggiorato dall’ultima caduta durante il GP di Nurburgring. Continuare con le gare sarebbe dannoso e poco sicuro per lui, come ha detto lo stesso chirurgo ortopedico Hayton:
“JT ha riposto dedizione e determinazione nel recupero per avere la migliore guarigione possibile al suo polso destro. Abbiamo subito cercato di riparare il danno con l’operazione e la riabilitazione, credendo che sarebbe andato tutto per il verso giusto, ma avevamo ben chiaro che la sua intera carriera era seriamente a rischio.
Andrea Buzzoni, Project Director del BMW Motorrad Italia Superbike Team a Direttore di BMW Motorrad Italia, ha dichiarato “Sono personalmente molto dispiaciuto per il ritiro di James. Quest’anno ho avuto l’opportunità di incontrare e conoscere James ed ho potuto apprezzare non solo la sua professionalità, in un anno così difficile, ma specialmente le sue qualità umane. Voglio ringraziare James per il suo comportamento, la sua personalità trasparente, la sua cortesia e professionalità. Nelle corse ci sono molti piloti veloci, ma James unisce il talento del pilota ed una grande umanità. E’ un pilota eccellente – un campione – ed una persona molto positiva. Grazie James”.