
Questi giorni la FIM ha rilasciato una versione rettificata del calendario provvisorio della MotoGP. Si aspettava principalmente che si stabilizzasse la situazione di Jerez - confermato nelle scorse ore - e la conferma del Sachsenring, arrivata anch’essa seppure un po’ in ritardo. L’altro cambiamento rilevante è per la prima gara del Qatar, che verrà anticipata all’8 aprile.
In breve, ci troviamo davanti ad un calendario molto simile rispetto al precedente, con l’unico grande spostamento del GP d’Australia, più volte criticato in questi ultimi anno perchè posizionato in un periodo troppo freddo dell’anno, soprattutto per la zona di Phillip Island. Ecco il calendario secondo le ultime modifiche:
Calendario Provvisorio MotoGP 2012
8 aprile, Qatar - Doha/Losail
29 aprile, Spagna - Jerez de la Frontera
6 maggio, Portogallo (STC) - Estoril
20 maggio, Francia - Le Mans
3 giugno, Catalogna - Catalunya
17 giugno, Gran Bretagna - Silverstone
30 giugno, Olanda - Assen
8 luglio, Germania (STC) - Sachsenring
15 luglio, Italia - Mugello
29 luglio, Stati Uniti - Laguna Seca
19 agosto, Indianapolis - Indianapolis
26 agosto, Repubblica Ceca - Brno
16 settembre, San Marino e Riviera di Rimini - Misano
30 settembre, Aragon - Motorland
14 ottobre, Giappone - Motegi
21 ottobre, Malesia - Sepang
28 ottobre, Australia - Phillip Island
11 novembre, Valencia - Ricardo Tormo – Valencia

La pilotessa valenciana Elena Rosell ha disputato tre gare nel mondiale Moto2 2011 con il team Aspar, Olanda, Aragon e Valencia, ed è stata sicuramente più l’attrazione dei media che le performance ad averle fatto trovare un nuovo contratto per il 2012. Elena non ha di certo brillato nelle sue apparizioni in griglia, ma nel nuovo anno sarà la prima pilota donna regolarmente iscritta a questo campionato.
La Rosell si è recata in Qatar per trattare con la Federazione dello stato arabo, con la cui squadra correrà l’intera stagione nella classe Moto2. In quel paese far correre le donne in discipline sportive tipicamente maschili è ancora una cosa inusuale. La donna più veloce del motomondiale (solo perchè l’unica), sarà in coppia con Ricky Cardús, che ha già corso quest’anno nella formazione del Qatar, in sostituzione di Al Naimi.
via | Marca.com

Con la sessione di ieri, si concude la tre giorni di test a Losail per Il Team Superbike Castrol Honda. Jonathan Rea è stato affiancato dal nuovo compagno di squadra Hiroshi Aoyama. Il pilota britannico ha provato novità tecniche importanti, tra le quali un nuovo manubrio, sospensioni Ohlins e alcune componenti del telaio. Portate a termine due simulazioni di gara con buoni risultati per il giovane ma ormai esperto Johnny Rea.
“Abbiamo fatto un gran lavoro in questi tre giorni concluso oggi con due long-run molto duri, a causa delle elevate temperature. Abbiamo provato molte componenti e, come accaduto negli scorsi due test, siamo andati oltre tempo massimo. In ogni caso è stato un test molto produttivo e non vedo l’ora di iniziare il prossimo con la migliore combinazione di parti, dato che oggi non siamo stati in grado di farlo. Abbiamo stravolto molto la moto al fine di capire il comportamento della stessa con set-up differenti e tutti hanno lavorato nel modo migliore.”
Hiroshi Aoyama ha cominciato a prendere confidenza con team, moto e gomme Pirelli. L’intossicazione alimentare che lo ha colpito poco prima della trasferta in Qatar, non gli ha permesso di dare il 100% sulla CBR1000RR. Nonostante tutto, l’ultimo Campione del Mondo della classe 250cc è contento dell’esperienza acumulata in pista sulla derivata di Tokyo.
“Sono stato vittima di un avvelenamento da cibo prima di lasciare la Spagna” - ha dichiarato Aoyama - “quindi come inizio non è stato dei migliori. Inoltre la tuta non è arrivata in tempo e quindi sono stato costretto ad utilizzarne una vecchia. E’ stato comunque un test molto interessante ed una buona opportunità per incontrare la squadra e per adattarmi alla moto ed ai nuovi pneumatici. C’è ancora molto lavoro da fare per fare in modo che la mia guida sia confortevole, non sono stato in grado di spingere al massimo. Il mio livello di conoscenza della moto è scarso, quindi continuerò ad imparare poco a poco. Il test è comunque andato bene e spero di ricevere del materiale nuovo per la prossima occasione.”
Alvaro Bautista (Rizla Suzuki) è stato visitato dal Chief Medical Officer del Dottor Sarmento e dopo un’attenta valutazione delle condizioni fisiche dello spagnolo, è stato giudicato pronto a riprendere l’attività sportiva già dal prossimo weekend.
A soli 41 giorni dall’incidente del Qatar che gli causò la rotture del femore sinistro Bautista è pronto a tornare in sella. Domattina potrà prendere parte alle prove libere durante le qualis si potranno valutare le sue reazioni in sella alla moto. Se non sarà ritenuto in grado di continuare per il resto del weekend, Suzuki lo sostituirà con il pilota giapponese Nobuatsu Aoki.
“Sono davvero contento. - ha detto Alvaro Bautista - Mi è stato dato l’ok per scendere in pista, ma ora devo vedere come sarà tornare in sella ad una moto da gara dopo così tanto tempo. Mi sono allenato con una Supermotard e le sensazioni sono state buone, anche se è una cosa ben diversa salire sulla GSV-R. Vedremo come andranno le cose domani mattina e decideremo come comportarci per il resto del fine settimana”.
La Gallery delle prove libere e quella relativa alle immagini dai box e dal paddock non è nulla in confronto alla Mega Gallery delle immagini del week end di gara di Losail.
Continua a leggere: MotoGP: Gallery week end di gara di Losail
La grinta e la cattiveria agonistica non sono bastate a Valentino Rossi ad andare oltre il settimo posto. Nella tappa d’esordio della MotoGP 2011 in Qatar, il fuoriclasse di Tavullia ha accusato gli ormai consueti problemi alla spalla, duellando a lungo con Ben Spies, ma non riuscendo a tagliare il traguado davanti al centauro di Memphis.
“Sicuramente non siamo qui per fare dei settimi posti, ma ci sono anche cose positive in questa gara, a partire dai tempi perché abbiamo girato abbastanza forte.” - ha dichiarato Valentino Rossi - “Ho fatto una gran partenza ed è stata una bella sensazione, perché questa moto ha i cavalli che servono per scattare bene.”
“Poi ho fatto un errorino alla prima curva ed è un peccato perché sono rimasto bloccato dietro a Barbera per alcuni giri, altrimenti avrei potuto stare più vicino a Simoncelli e Dovizioso dato che comunque c’è stata una fase in cui giravo come loro. Non li avrei battuti, perché a fine gara non riesco più a guidare come si deve, e non parlo solo della Ducati perché anche l’anno scorso, dopo l’incidente, nella seconda parte di gara avevo gli stessi problemi, ed essendo le due moto abbastanza diverse significa che sono proprio io a non essere ancora fisicamente a posto.”
Adesso, dopo Losail, Rossi e la Ducati hanno due strade davanti. La prima è quella di non guardare in faccia la realtà, “accontentarsi” perché più veloci in gara con gomma dura, che in prova, aggrapparsi al rosario dei “se” e dei “ma”. La seconda è quella di prendere atto degli attuali livelli di competitività, cosa vale davvero questo settimo posto e cosa pesano realmente 16 secondi e passa di scarto dal vincitore Casey Stoner. Il tutto in una MotoGP con 16 partenti e 13 piloti a fine gara, con l’ottavo classificato (Edwards a – 26 secondi) e con gli altri dietro, sopra al mezzo minuto di gap!
Sarebbe davvero il caso di ricordarsi cos’era la 500 (non solo quella delle due tempi), vera classe regina, per schiarirsi le idee. Tornando a Losail, la Ducati, al di là delle dichiarazioni di prammatica, esce alquanto stordita dal primo verdetto stagionale. Poteva andare (addirittura) peggio? Enzo Ferrari, quando una sua Rossa arrivava seconda, parlava di sconfitta (primi dei perdenti…), e quando non raggiungeva neppure il podio, rigirava come un calzino il reparto corsa di Maranello e il progetto della macchina del momento. Altri tempi, altri uomini. Ogni sconfitta portava a una svolta. E, quando dopo la scomparsa del Drake, anche in Ferrari spuntò la logica dei “se” e dei “ma”, le Rosse passarono da protagoniste a comprimarie.
Idem nel motociclismo, con grandi Case italiane (Guzzi, Gilera, Mondial, MV Agusta, Benelli, Bianchi, Morini, Garelli ecc.) che passarono dagli altari alla polvere per essersi adagiate, in modi e tempi diversi, alla logica dello struzzo. Molti dei bla bla odierni derivano non dal fatto di non aver vissuto quelle epoche ma dal fatto di non avere né modestia né voglia di guardare indietro per trarne lezioni, oggi. Così è. Anzi, così era.
Buona prestazione del team Yamaha nella gara di apertura del Campionato MotoGP 2011 sotto i riflettori del circuito di Losail, in Qatar. Il campione del mondo Jorge Lorenzo è partito bene e facendo da apripista nei primi giri. Stabilizzatosi al terzo posto dietro Stoner e Pedrosa, ad otto giri dalla fine il giovane maiorchino ha rotto gli indugi superando il connazionale e riducendo il gap dal vincitore a soli 3″440. Il suo team-mate, Ben Spies, dopo un avvio infelice che lo ha costretto dietro al duello tra Barbera e Rossi, è riuscito ad avere la meglio (nonostante un lungo nel primo tentativo) sul pesarese nella staccata in fondo al rettilineo.
Jorge Lorenzo - 2° - “Forse questo podio conta più di una vittoria qui, può sembrar strano ma per me stasera è così. Sono molto orgoglioso di me e della mia squadra che non ha mai mollato e ha lavorato incessantemente per darmi la miglior moto migliore possibile. In pista ho dato tutto quello che avevo dentro, dall’inizio alla fine e ad ogni giro ero al limite. Ho rischiato di cadere in una curva, ma sono riuscito a rimanere in sella e ho chiuso in seconda posizione, il miglior risultato che ho potuto fare“.
Ben Spies - 6°- “Questa è stata la prima gara dell’anno e andava fatta un rispolverata, la mia non è stata una partenza felice e nei primi giri sono rimasto intrappolato dietro Barbera e Rossi. Stavano lottando fra loro e così ho perso contatto col gruppo di testa. A parte questo è stata una buona gara, ho lottato per un pò con Valentino, vi assicuro che non è un tipo facile da sorpassare! Una volta che siamo stati in grado di superare abbiamo fissato i tempi sul giro veloce e la moto era bella sensazione. Corriamo di nuovo tra due settimane, sono felice di tornare di ritornare a Jerez. Non ho chiuso tra i primi cinque, ma abbiamo ottenuto punti, posso ritenermi soddisfatto“.
Il team Repsol Honda chiude il Gran Premio del Qatar, primo round del Campionato 2011, con una bellissima gara che ha visto Casey Stoner sul primo gradino del podio davanti a Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa, con Andrea Dovizioso quarto. Con questa vittoria, l’australiano ha coronato un weekend perfetto sul circuito internazionale di Losail che lo ha visto protagonista assoluto con la conquista della pole position, del giro più veloce in gara (1’55.366 al 13esimo giro) e della vittoria. Sul podio anche il Presidente di HRC Tetsuo Suzuki che, insieme ai suoi due alfieri, ha portato la bandiera nipponica in segno di vicinanza al popolo giapponese.
Casey Stoner - 1° - “Dopo un ottimo precampionato, siamo arrivati forti al primo weekend di gara e tutto è stato un crescendo. Nel warm up ho faticato a trovare un buon feeling con la moto con il serbatoio pieno. Questo problema ha condizionato anche la prima parte di gara, ma sapevamo che con meno benzina e le gomme un po’ usurate, avremmo ripreso la piena confidenza che avevamo in prova. Dani mi ha ripassato al sesto giro ed ho deciso di seguirlo per capire dove era più forte e in quali punti più debole. Quando mi sono sentito più sicuro con la moto, avevo più grip e una migliore agilità in curva, ho deciso di spingere e prendere un vantaggio. Stasera la mia moto era fantastica, come lo è stata in ogni sessione di prove. Sono orgoglioso di correre per il team Repsol Honda e di aver conquistato la mia prima vittoria con questi colori al debutto. È un modo perfetto per iniziare la stagione. Sono molto contento di come sono andate le cose e del lavoro del team. Grazie a Honda e un pensiero al Giappone che sta attraversando un periodo difficile.”
Dani Pedrosa - 3° - “Sono deluso non per la gara, ma per i problemi che ho avuto nuovamente al braccio sinistro. Già in prova avevo sentito qualcosa, ma non credevo che potesse essere così grave: alla fine non riuscivo a stringere con forza i semimanubri, negli ultimi 7-8 giri non potevo usare la frizione e soffrivo molto. La moto è stata perfetta per tutta la durata della gara, avevo la possibilità di vincere ma ho faticato molto, è stata una delle gare più dure della mia vita. Non so cosa posso fare perché dopo il periodo di riposo di questo inverno doveva essere tutto risolto. Ho fatto gli esami e tutto andava bene, così adesso non so cosa devo fare. Mi dispiace per il team perché la moto andava molto bene, veloce e perfetta anche in curva. Sono orgoglioso di come ho guidato, ho combattuto con Casey su questa pista come nessuno ha mai fatto prima, ma sono preoccupato per quanto riguarda il futuro. Tra due settimane saremo in Jerez con una moto molto veloce e su una pista dove sono molto forte, ma non so cosa succederà”.

Stefan Bradl è la sorpresa di inizio stagione Moto2, ma non quella della gara. In Qatar ha dominato fin dall’inizio delle libere e la gara è stata quasi una passeggiata. Sul traguardo il tedesco passa senza particolari problemi dopo essere stato in testa per tutta la competizione, mentre alle sue spalle si è lottato per più di metà gara con un risultato molto positivo per gli italiani.
Sul podio, infatti, c’è Andrea Iannone, che dopo un’ottima rimonta è riuscito a conquistare la seconda posizione e mantenerla fino al traguardo. A dargli fastidio Thomas Luthi, Alex De Angelis e Yuki Takahashi, arrivati nell’ordine terzo, quarto e quinto. Una gara bella da vedere, ovviamente se ignoriamo la presenza di Bradl, che di certo non ha dato spettacolo. Grande peccato per Marc Marquez, fra i sicuri protagonisti ma rimbalzato via da un high side che l’ha messo fuori gioco. Fine simile per Scott Redding, scivolato a pochi giri dallo start.
In 125 Nico Terol ha creato il vuoto alle sue spalle. Lo spagnolo ha preso sul serio il suo ritmo delle prove e ha umiliato gli avversari imponendo distacchi mostruosi, ridotti sul finale con un’amministrazione del vantaggio da vero campione. Alla fine, Sandro Cortese ha conquistato la seconda piazza dopo una bella lotta con Sergio Gadea ed Efren Vazquez, arrivati rispettivamente secondo e terzo.
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