
Tralasciando i comunicati stampa classici, oltre ad una di fatto ridicola “guerra in casa” con due fiere praticamente uguali nel concetto, a pochi km di distanza una dall’altra, e negli stessi giorni (e già qui ci sarebbe da scriverne…), la neonata Verona Motorbike Expo ha dovuto subire anche quel che - in fondo - molti si aspettavano. Ed è puntualmente accaduto.
Ovvero l’attacco alla fiera da parte degli Hells Angels che si erano dati appuntamento davanti alla fiera per un incontro (poco pacifico) con i rivali degli Outlaw: una cosa non propriamente bella, anche se tutto sommato è andata bene perchè i danni sono stati contenuti, i feriti lievi e non sono stati danneggiati mezzi parcheggiati.
Si tratta di una vecchia cosa che - come chi scrive - conoscono bene tutti quelli che frequentano la “vecchia Fiera di Padova” dagli inizi, ed è una questione che probabilmente non troverà neanche mai pace.
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Un laconico messaggio al posto della Homepage del sito, ed un veloce tam tam che si è sparso nei forum e sui siti di informazione: la Freddie Spencer High Performance Riding School chiude. Stop, “saracinesca abbassata”, a quanto pare sembra che la crisi economica mondiale che sta chiudendo questo 2008 - insieme ad una gestione non proprio perfetta - abbia colpito anche uno dei vecchi miti del motomondiale.
E di sicuro la situazione non è positiva, anche perchè iniziano a circolare voci ben peggiori, come del resto il messaggio del il sito ufficiale della scuola lascia presagire: “A causa della condizione economica attuale e del drastico aumento dei costi, la Freddie Spencer’s High Performance Riding School ha cessato la sua attività per il momento.
Abbiamo intenzione di riprendere il lavoro se e quando la situazione economica tornerà favorevole. Intanto vogliamo ringraziare tutti i nostri sponsor e gli studenti che hanno reso questa scuola possibile“. Ma come dicevamo a quanto pare c’è di peggio.
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La notizia della ristrutturazione della sede Moto Guzzi di Mandello del Lario che avrebbe causato la cassa integrazione per 190 operai dell’aquila ha destato un certo scalpore. E puntualmente non sono mancati gli strascichi e le repliche in seguito: troppo “strana” come decisione, presa oltretutto in modo pare molto affrettato.
Tanto che il pensiero è corso subito ad una probabile “scusa” da parte di Piaggio per chiudere uno stabilimento che oggi di sicuro ha più costi che altro, e sulla questione è andato a fondo il mensile Motociclismo che tramite il suo inviato Christian Cavaciuti ha cercato di fare luce sulla cosa. Intervistando Mario Venini, Segretario Generale della FIOM CGIL di Lecco, in merito alla decisione dei vertici della Piaggio di mettere in cassa integrazione i 190 operai.
E quello che ne è uscito fa piuttosto scalpore come ha dichiarato Venini: “La decisione, che ci è stata comunicata senza nessuna discussione preliminare, non ci trova affatto d’accordo perché cambia completamente la fisionomia della fabbrica“.
La notizia è di quelle toste, perchè pare in UK ci siano un bel po’ di motociclisti arrabbiati. Riporta infatti il sito Euromoto che la “divisione inglese della BMW alle prese con problemi all’immobiliser e alla pompa della benzina di migliaia di modelli. La causa? Un’impressionante crescita del numero di esemplari prodotti, + 40% in quattro anni“.
Una tesi quanto meno curiosa, perchè che quantità debba per forza scontrarsi con qualità non è affatto detto. Ma il problema pare esserci, e vista la storia della motociclette BMW - sinonimo assoluto di alta qualità costruttiva - sono molti i Biemmevuisti piuttosto sorpresi dalla cosa.
Ma in BMW che ne pensano di questi problemi? Ad indagare e parlare della questione è stato ovviamente il settimanale inglese MCN, che ha affrontato il disocrso direttamente con Adrian Roderick, direttore generale della divisione inglese della BMW.
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