Ai più il nome Corradino d’Ascanio non dirà nulla, o almeno ai giovani. Stiamo parlando del geniale progettista aeronautico che inventò la Vespa, icona del mondo delle due ruote e la più imitata di sempre. E’ dedicata a lui la mostra ideata e curata dalla Fondazione Piaggio, con l’architetto Enrico Agonigi, e aperta al pubblico nelle sale del Museo Piaggio a Pontedera da oggi sino al 31 gennaio. Un percorso articolato in quattro parti (l’Uomo, il Genio, il Mago, il Mito) che racconta ai visitatori la geniale unicità di uno dei grandi protagonisti della storia industriale d’Italia.
Grazie a numerosissimi progetti, disegni originali, documenti e pubblicazioni dell’epoca, e ai modelli più antichi e rappresentativi di Vespa facenti parte della collezione del Museo Piaggio, la mostra celebra sia Corradino D’Ascanio sia la nascita di una vera e propria icona dello stile e dell’industria italiana, conosciuta in tutto il mondo. Dalla nascita del primo modello, la “98cc” brevettata da D’Ascanio il 23 aprile del 1946, a oggi sono oltre 17 milioni le Vespa prodotte vendute in tutto il mondo. E il successo del primo e più famoso scooter non si ferma: le vendite di Vespa nel 2011 si avviano a raggiungere lo straordinario traguardo dei 150.000 esemplari venduti in un solo anno. Nel 2003 se ne vendevano cinquantamila, dal 2006 sono stabilmente sopra le 100.000 unità e in costante crescita.
Nella sezione del percorso espositivo dedicata all’Uomo - presentata nel catalogo della mostra da Maria d’Ascanio - è fisicamente ricreato l’ambiente di lavoro di Corradino d’Ascanio, grazie al recupero e all’utilizzo di arredi originali. Qui è possibile ammirare una vasta raccolta di foto private e documenti sulla vita dell’ingegnere che vanno dall’infanzia a Popoli in Abruzzo, agli anni passati negli Stati Uniti, fino all’arrivo in Piaggio.
Corradino d’Ascanio, inventore della Vespa








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Prosegue l’ascesa del Gruppo Piaggio nei primi due mesi del 2010 nei quali il colosso di Pontedera ha registrato un’ulteriore crescita della propria quota sul mercato italiano. Nel primo bimestre il Gruppo di Colaninno ha consuntivato una quota complessiva del 25,4%, con un incremento di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2009.
Sulla base dei dati diffusi oggi dall’Ancma, l’incremento del Gruppo Piaggio è legato all’eccellente andamento nel comparto dello scooter che ha consentito al Gruppo di salire a quota 52,2% tra gli scooter 50cc (46,3% era la quota nello stesso periodo del 2009).
Nelle motociclette il Gruppo Piaggio, di mantiene sulla stessa quota del 2009 con il 5,4% del mercato. In particolare si registra un trend positivo nel settore delle moto over 50cc in cui la quota italiana del Gruppo risulta in crescita (4,8% rispetto al 4,7% dei primi due mesi del 2009). Quattro le famiglie di prodotti che riquotono successo sul mercato: Piaggio Beverly, Piaggio Liberty, Scarabeo e Vespa GTS.
Il nuovo scooter di piccola cilindrata Derbi deriverà direttamente dal prodotto Piaggio (ora che derby è proprietà del colosso di Pontedera) che spopola fra i ragazzi, il Liberty, più precisamente la sua declinazione S, dal look più sportivo e dal grande faro a centro scudo, decisamente più adatto all’immagine del marco spagnolo.
La sostanza rimane invariata rispetto al modello italiano, ruote alte (16″ anteriore e 14″ posteriore) per la massima maneggevolezza e sella altrettanto alta, affiancate alla pedana piatta dalle indubbie doti di comodità. Sarà dispobibile in due classiche motorizzazioni di 50cc a 2 tempi e 125 a 4 tempi.
I pesi delle due versioni bloccano la bilancia a 95 e 99kg, senza contare il peso del carburante all’interno del serbatoio da 6 litri, sufficente poichè i consumi sono ridottissimi. Infine, il vano di carico sottosella accoglie un casco jet e il portapacchi posteriore è già predisposto per l’attacco di un bauletto dedicato.

E’ una storia che si tira avanti da troppo tempo ormai, un principio per il quale i guzzisti e il sindaco di Mandello del Lario non mollano: l’intera produzione Moto Guzzi deve rimanere a Mandello. Le orecchie da mercante della Piaggio, riguardo questa faccenda, le conosciamo altrettanto bene e continua sulla sua linea.
Al momento la produzione nello storico stabilimento mandelliano è sospesa per ristrutturazione dei locali: dei 12 milioni inizialmente stanziati da Piaggio per il rinnovamento, ne sono stati spesi appena 1,5 e un’altro milione verra investito per la messa in sicurezza del tetto. Altri 4 milioni verranno utilizzati per il rilancio di Moto Guzzi dopo lo stop. Tutta la Guzzi difficilmente accetta questa situazione e si prospettano altre situazioni tristi per gli operai della fabbrica.
La produzione dei motori verrà permanentemente spostata a Noale o Pontedera, mentre la progettazione verrà al 100% spostata a Noale, nella sede Aprilia. Allo stabilimento mandelliano lascerebbero solo l’assemblaggio. E’ stato pianificato quindi un ridimensionamento della forza operaia: dei 130 (ora in cassa integrazione) ne verranno licenziati 50.
via | Motociclismo
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Data da segnare per gli appassionati dell’Aquila: 22 settembre. Tale giorno corrisponde all’incontro fra il patron della Piaggio, Roberto Colaninno, e alcuni rappresentanti delle organizzazioni sindacali, per trovare una soluzione che possa escludere totalmente il rischio di una nuova cassa integrazione per gli operai di Mandello del Lario.
La vicenda Moto Guzzi scorre puntata dopo puntata, con uno stile degno della più apprezzata fra le telenovelas. Dopo la cassa integrazione dell’inverno scorso e la proposta di chiudere gli stabilimenti di Mandello, per spostare la produzione a Pontedera, Colaninno torna sui suoi passi e dice: “Non chiuderemo lo stabilimento di Mandello Del Lario che restera’ lo stabilimento della Moto Guzzi”
”In un mercato che quest’anno e’ stato molto negativo in Europa - aggiunge l’Amministratore Delegato - pensiamo di stabilizzare le vendite dei prodotti moto Guzzi sulla base di un numero di persone che andremo a presentare alle organizzazioni sindacali per evitare la cassa integrazione. Faremo importanti investimenti di ristrutturazione sia industriale che tecnologica nel senso di nuovi modelli della nuova linea di prodotti moto Guzzi sulla quale stiamo lavorando.
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Secondo gli spagnoli di SoloScooter la Piaggio potrebbe riesumare un progetto di qualche tempo fà, relativo alla produzione di una Super Vespa da 500cc. Non sappiamo se sia vero, ma certo è che per qualcuno i 300cc della Vespa GTS Super potrebbero non bastare…
La ciclistica attuale delle Vespa più grandi forse potrebbe sopportare un aumento di cilindrata fino ai 400cc, mentre per arrivare fino ai 500cc servirebbe una rivisitazione completa del progetto, magari partendo dalla base del Piaggio Beverly 500. Una cosa però è certa: indipendentemente dalla cilindrata, l’estetica dovrà essere senza dubbio quella tipica degli scooter Vespa.
Xavier Gordillo ha pensato a questo, prima di realizzare due disegni di quella che potrebbe essere la nuova granturismo Piaggio. Il primo riprende in parte le linee degli scooter a ruota alta della casa di Pontedera; il secondo si ispira invece totalmente alle linee rotonde delle Vespa di sempre. Suggestiva… non credete?
Quello che sembra potersi rivelarsi un gran polverone…alla fine lo ha fatto! Parliamo della ormai sempre più complicata questione della Moto Guzzi: per chi si forse perso le prime puntate, tutto è iniziato con una “ristrutturazione” della sede di Mandello del Lario con la quale i vertici Piaggio hanno messo in cassa integrazione 190 operai.
Una manovra che da subito era apparsa poco limpida, e che infatti da lì a qualche giorno ha visto insorgere i sindacati di Lecco, che tramite Mario Venini, Segretario FIOM CGIL Lecco, hanno accusato il Gruppo di aver creato una messa in scena finalizzata a spostare la sede produttiva di Guzzi a Pontedera, sede del Gruppo Piaggio.
La questione a quel punto è divampata, e la situazione è oggi ben lontana dal potersi sedare: ad oggi infatti continuano le proteste dei lavoratori della Moto Guzzi, che si oppongono all’intenzione ormai annunciata da Piaggio di mantenere a Mandello le sole operazioni di assemblaggio.
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La notizia della ristrutturazione della sede Moto Guzzi di Mandello del Lario che avrebbe causato la cassa integrazione per 190 operai dell’aquila ha destato un certo scalpore. E puntualmente non sono mancati gli strascichi e le repliche in seguito: troppo “strana” come decisione, presa oltretutto in modo pare molto affrettato.
Tanto che il pensiero è corso subito ad una probabile “scusa” da parte di Piaggio per chiudere uno stabilimento che oggi di sicuro ha più costi che altro, e sulla questione è andato a fondo il mensile Motociclismo che tramite il suo inviato Christian Cavaciuti ha cercato di fare luce sulla cosa. Intervistando Mario Venini, Segretario Generale della FIOM CGIL di Lecco, in merito alla decisione dei vertici della Piaggio di mettere in cassa integrazione i 190 operai.
E quello che ne è uscito fa piuttosto scalpore come ha dichiarato Venini: “La decisione, che ci è stata comunicata senza nessuna discussione preliminare, non ci trova affatto d’accordo perché cambia completamente la fisionomia della fabbrica“.
E’ stata una mezza doccia gelata la notizia che il Gruppo Piaggio ha messo in cassa integrazione 190 operai della sede di Mandello del Lario della Moto Guzzi. Una decisione improvvisa, ma subito motivata dal Gruppo dalla ristrutturazione prevista per la storica fabbrica delle Guzzi che ha dichiarato la situazione è assolutamente sotto controllo.
Il Gruppo gestito a Roberto Colaninno infatti aveva già in programma il rinnovo della sede di Mandello - che comporterà un investimento di 12,5 milioni di euro, per il quale l’azienda ha stabilito un piano di ammortamento di 5 anni - per rendere più efficiente e competitiva la produzione dei modelli Guzzi previsti per i prossimi cinque anni.
Da qui la decisione di fermare 190 uomini - per altri 30 impiegati il Gruppo ha comunicato il trasferimento da Mandello alla sede Piaggio di Pontedera (una ventina avrebbero già accettato il “trasloco”) - che però, nonostante le rassicurazioni dei vertici Piaggio, ha destato la preoccupazione dei sindacati (FIOM-CGIL in particolare).
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Davvero impressionanti i numeri del gruppo Piaggio. Il glorioso marchio di Pontedera si presenta all’Estoril con una pattuglia “Racing” da far invidia ai colossi motociclistici giapponesi.
42 piloti, 42 moto che rappresentano la tradizione ed il prestigio di Aprilia, Derbi e Gilera nelle classi 125 e 250. Ben 62 i titoli conquistati (31 Aprilia, 18 Derbi e 13 Gilera), 379 i Gran Premi vinti (237 Aprilia, 87 Derbi e 55 Gilera).
Tanti i nomi noti, tra questi quelli di Simone Corsi e Mattia Pasini, attuali leader delle classifiche mondiali in 125 e 250. Nell’immagine che vi proponiamo, appaiono in primo piano due figure fondamentali: Giampiero Sacchi, responsabile dell’attività racing del Gruppo Piaggio e Gigi Dall’Igna, responsabile tecnico del reparto corse del Guppo.
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