Tra motociclisti si sa, nascono spesso rapporti di fratellanza, amicizia e rispetto, anche se non ci si conosce. Basta che il discorso siano due ruote, allora andiamo tutti d’amore e d’accordo. Se poi si scende più nel particolare, possono nascere i primi diverbi e le prime critiche riguardo ai generi sui quali si discute. Talvolta il fanatismo riesce a trasformarsi in ignoranza, e lì si comincia davvero a criticare, senza capire cosa si sta realmente dicendo.
Gli autori di questo video, non hanno editato e pubblicato queste bellissime immagini per girare il coltello nella piaga o per creare nuove discussioni. Interpretiamolo come una risposta a tutti coloro che pensano che il Motocross sia uno sport facile. E’ proprio quello che gli autori riportano nella didascalia iniziale: “Tutti i piloti che lo praticano, sanno che il Motocross è uno degli sport più faticosi del Pianeta. Tuttavia, nel corso degli anni abbiamo conosciuto gente che diceva < < Tutto quello che devi fare è sederti, girare l'acceleratore e lasciare che la moto faccia il suo lavoro!>> Bene gente, questo video è per tutti coloro che dicono che… il Motocross è facile!”
Il video parla da se e basta una videocamera montata sul casco per entrare nel bel mezzo dell’azione e capire quanti sforzi e quanti movimenti debba fare il pilota per “lasciare che la moto faccia il suo lavoro”. Come in tutti gli sport su due ruote, la funzione della moto è direttamente proporzionale a quella del pilota. Il resto viene da se. Quindi basta con le critiche, come per il Motocross anche per gli altri generi. L’uomo ha creato diverse discipline praticabili in sella alle moto e tocca a noi scegliere quella che più ci piace, guardando sempre con grande rispetto alle altre. Adesso godiamoci 4.07 minuti di puro Motocross…
Gli scenari economici internazionali cambiano, e con essi anche alcuni aspetti del motorsport, come ad esempio le piste. I paesi emergenti negli ultimi anni sono da collocare in oriente e nel sud dell’America, tanto che le massime competizioni internazionali a motori hanno recentemente scoperto la cina e il Sudamerica. Proprio in Argentina è stato confermato il GP di Termas De Rio Hondo, che sarà inserito nel calendario MotoGP nel 2013, al quale probabilmente farà seguito una tappa in Cile, su un circuito di nuova generazione studiato da Hermann Tilke che sorgerà nei pressi di Santiago.
A confermare questo progetto è Kevin Schwantz, che sta seguendo personalmente il programma di sviluppo della nuova pista cilena, che avrà oltre al tracciato per MotoGP e F1, anche la pista di motocross, karting e diverse attività correlate al mondo delle competizioni. Il tracciato sta aspettando un’approvazione del progetto per dicembre, dopo di che ci vorranno 18 mesi per completare la costruzione, per un prezzo stimato che ancora non conosciamo.
Proprio in queste ore Kevin Schwantz ha scritto su Twitter: “Evento stampa questa sera per il nuovo tracciato di Motorpark, a Santiago, in Cile”. E’ chiaro dunque che le intenzioni di renderlo realtà ci sono tutte. Attendiamo fiduciosi nuove notizie.

E’ ancora in fase sperimentale, e per la prima volta vedremo un oggetto del genere come fornitura ufficiale da parte della Federazione Motociclistica Italiana. Si chiama Sa.Me.Da LIFE ed è un braccialetto studiato con il fine specifico di migliorare la sicurezza medica del pilota aiutando i soccorritori in caso di caduta che richiede l’intervento di medici e paramedici.
Questo bracciale, tramite una lettura elettronica da parte degli strumenti dei soccorritori, permette di sapere sul momento tutti i dati medici del pilota per poter fornire subito assistenza specifica, oltre che illustrare tutte le cartelle cliniche precedenti per poter gestire l’infortunio in maniera corretta fin dal primo momento. In collaborazione con Motivegeeks Labs, società di Ivan Capelli, i piloti del CIV verranno dotati di questo dispositivo.
Alla base del sistema c’è Sa.Me.Da, ovvero ”Safety Medical Database”, un prodotto per la gestione medica ed amministrativa degli atleti, il cui scopo principale è automatizzare tutte le procedure mediche e sportive, per garantire la fruibilità dei dati tramite Internet, da qualsiasi punto nel mondo. Noi riteniamo sia un bel passo avanti per la sicurezza in pista, e un buon banco di prova per poter poi portare questo dispositivo sulle strade di tutti i giorni.
Il Desmodue è un pezzo di storia del motociclismo italiano e uno dei più riusciti propulsori della storia del motociclismo contemporaneo. Ducati utilizza l’architettura ad L sul bicilindrico desmodromico a due valvole raffreddato ad aria da tempi immemori, e continua ad emozionare oggi su moto come Monster e Hypermotard.
Ma non c’è solo produzione in grande serie dedicata alla strada, perchè spesso e volentieri abbiamo visto artigiani lavorare attorno a questo motore per creare oggetti da pista leggeri e facili. Parliamo anche di Pierobon, noto telaista legato a doppio nodo con la casa di Borgo Panigale, che ha recentemente svelato la X60R, che si affianca alla già conosciuta F042 ma aggiunge carena completa e tanta aggressività in più. Verrà lanciata in versione da pista ma arriverà molto presto anche la stradale.
Cortissima, solo 1390mm di interasse, e davvero un peso piuma con solo 135kg alla bilancia. All’interno del telaio potranno essere alloggiati i Desmodue di ultima generazione, come l’ultimo 1100 EVO da oltre 100CV, e la si potrà acquistare in kit base o come moto completa. L’offerta del kit propone telaio, Forcellone, Telaietto anteriore, Telaietto posteriore, Serbatoio, Kit pompa, Scarico completo Termignoni, Kit pedane, Kit copri bobine in vetroresina, Cupolino in vetroresina con plexiglass, Codone in vetroresina, Vasca sottocoppa in vetroresina, Coppia carene lateral in vetroresina a 9.550 Euro + Iva. Se volete acquistare invece la moto completa, i prezzi partono da 25.000 Euro + Iva.
Senza troppi riflettori puntati, e senza alcun tipo di pubblicità, sta nascendo in quel di Tavullia un complesso crossistico che sarà fra i più avanzati dello stivale. Dietro questo progetto non poteva che esserci Valentino Rossi, che non userà l’area del ranch La Biscia soltanto per allenarsi, ma per garantire ben mille e ottocento metri di pista da cross e annessi parcheggi. Il tutto dovrebbe concludersi nel giro di un paio di mesi.
Il progetto complessivo approvato dal Comune di Tavullia prevede nel secondo stralcio il recupero delle due case coloniche per un totale di 1.100 metri quadrati circa di superficie coperta da destinare ad officina, luogo di ristoro e relax, museo. L’ispirazione è arrivata dal “Kenny Roberts senior home and practice track”, la pista privata del pilota americano, costruita proprio a casa sua.
Un piccolo santuario di Valentino Rossi in pratica, con un museo aperto al pubblico ed eventi sportivi organizzati ad hoc per la struttura che nascerà. Non sarà difficile secondo noi vedere spesso gare a scopo benefico fra “gli amici di sempre” e feste di qualsivoglia genere con maxischermi per seguire le gare del 9 volte campione del mondo.
Come s’intuisce dalla foto i lavori sono poco più che iniziati, ma a breve compariranno panettoni, tratti tecnici, strutture e spalti, oltre ad una robusta recinzione per tenere lontani curiosi ed imbucati quando Valentino farà i suoi test privati.
via | ilRestodelcarlino

Si sa che il motociclismo è una passione molto diffusa in Italia, praticato in tantissimi modi e sopratutto nei circuiti. Nella maggior parte dei casi però, a scendere in pista sono i piloti che “possono permetterselo”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? C’è chi magari è più bravo di un altro, ma non ha possibilità economica che gli permetta di scendere in pista e dimostrare quanto valga, mentre invece il “figlio di papà” prende la sua bella bestiola e gareggia in pista con pessimi risultati.
Motoestate ha pensato proprio a questo: le gare in moto devono essere alla portata di tutti! E proprio su questo concetto è nato il progetto Moto di Serie, un campionato che si pone come base del motociclismo, dove a scendere in pista sono solo i piloti, con una moto che non vanta nessuna spesa stratosferica. Una gara costa quasi quanto una giornata di prove libere e ciò che deve emergere da questa esperienza è il puro divertimento e le emozioni che solo una gara può dare.
Il trofeo è composto da 5 gare, riservate a moto da 600 e 1000 cc immatricolate negli ultimi 10 anni. La formula è resa così semplice apposta per incentivare i motociclisti a confrontarsi in pista con gli altri piloti. Il controllo sui mezzi si baserà esclusivamente sulla potenza, escludendo così la possibilità di effettuare preparazioni meccaniche e/o elettroniche. Le modifiche consentite si limiteranno alla ciclistica (vedi regolamento Superstock) e all’utilizzo di scarico e modulo aggiuntivo per la carburazione. Seguono altre informazioni.
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Il mondo delle corse non vanta ancora troppi caschi rosa in giro per le piste. Ma ad alcune brave e belle ragazze non manca l’opportunità di fare un giro in pista su qualche bolide a due ruote. E’ il caso della biondissima Katja Poensgen, che ha corso nei GP del 2003 e 2004, e ora continua la sua carriera come ambasciatrice per le donne in moto e co-presentatrice di un popolare show televisivo tedesco, il Polo Motorrad Magazin.
Il 14 maggio scorso, Katja ha portato la sua troupe a Schleiz, ha indossato la sua tuta e il suo casco ed è scesa in pista in sella alla nuova TTE Munch, una moto elettrica di ultima generazione molto vicina alle moto da pista “tradizionali”. A causa della poca autonomia, Katja è riuscita a fare solo pochi giri in pista, che però le sono bastati per esprimere qualche giudizio sulla moto:
“Cavalcare un veicolo elettrico da corsa come la TTE Munch è stata una bella esperienza, molto simile ad un moto “normale”. Non fa nessun rumore quando spalanchi il gas. Tutto ciò che fa la moto è andare avanti spingendo forte. Dopo 2 giri ho cominciato a familiarizzare con la moto e mi stavo pure divertendo. Avevo tutto sotto controllo, tranne che il coordinatore del team, il signor Ralf Ernst, mi ha detto di fare solo due giri perché la batteria non era completamente carica, ma non ho fatto caso al tempo che passava perché ero concentrata sulla guida. Al settimo giro però, a circa 1,5 km dal paddock, la batteria si è completamente scaricata e ho dovuto spingere la moto lungo la pit-lane. Nonostante questo finale però, ho potuto assaporare e rendermi conto di quanto sia efficiente e divertente una moto elettrica!”
via | FIM Live
Sul tracciato Daniel Bonera di Franciacorta si è svolto il secondo appuntamento della Coppa Italia Velocità, che ha radunato i 350 piloti iscritti in numerose categorie, con duelli all’ultima staccata e uno spettacolo di tutto rispetto. Lo show più rilevante, è andato in scena durante la gara della 125SP.
Una emozionante la battaglia a due per la vittoria, che ha visto protagonisti assoluti Luca Oppedisano e Christian Gamarino. Ad avere la meglio, grazie ad uno splendido sorpasso all’ultimo giro, è stato proprio il 19enne ligure Oppedisano, alla prima vittoria della stagione. “Christian mi ha passato sul rettilineo per un mio errore in fase di cambiata – racconta il vincitore – sapevo però di essere più forte specialmente all’ultima staccata ed è proprio lì che ho fatto la differenza. E’ stato un week-end perfetto”.
“La moto non aveva molta aderenza ma ho dato il massimo e alla fine sono contento del mio week-end. Luca è stato bravo ad affiancarmi in uscita e a ritardare la frenata all’ultima curva” commenta Giamarino. Terzo ha chiuso Manuel Tatasciore, bravo a rimontare in seguito ad un problema tecnico causato dalla scivolata di Andrea Mantovani, in testa fino a metà gara.
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La Superbike a Kyalami entra in archivio con un’edizione 2010 che segna il momentaneo stop dei rapporti fra Infront e la pista sudafricana. L’uscita di scena, però, è stata davvero spettacolare, e ad una gara1 bella ma non esagerata, ha seguito una seconda manches da pelle d’oca. Vittorie per Michel Fabrizio e Leon Haslam, con quest’ultimo che stacca di nuovo Max Biaggi nella classifica iridata, portandosi avanti di ben 15 punti.
Leon Haslam: “Una Giornata splendida! La gara2 è stata una delle più belle che abbia mai corso, e una delle più difficili. Con Johnny Rea abbiamo messo su una bella battaglia spalla a spalla per quasi tuta la gara, l’ho passato un bel po’ di volte e lui ha sempre risposto. Mi sono dovuto inventare un sorpasso in maniera diversa, ed è grazie a quello che ho tagliato il traguardo per primo. Dopo lo spettacolo di gara2 è difficile ricordare cosa è successo nella prima, ma avevo una moto meno a posto e non son partito benissimo. Oggi è stato un grande giorno, sono molto felice di aver ripreso margine in classifica, e sto già guardando agli USA”.
Michel Fabrizio: “Sono molto contento della vittoria in Gara 1, contento per la Ducati ovviamente ma soprattutto contento per me stesso, mi serviva un risultato così dopo qualche gara difficile. Non è stato facile però, ho dovuto gestire bene la manche, facendo il tutto per mantenere il secondo di vantaggio che avevo su Carlos. E’ stata una bella gara ma anche molto faticosa! Gara 2 è andato in modo molto diverso; il livello di grip ha cominciato a calare quasi subito ed è stato impossibile raggiungere i leader che guadagnavano sempre di più. Comunque, con i punti raccolti nella prima manche, ho guadagnato una posizione nella classifica e adesso mi concentro sul prossimo evento a Salt Lake, una pista che mi piace molto.”
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Il calcio e il motociclismo: due mondi agli antipodi, ma che ultimamente, in qualche occasione, fan parlare di se come argomenti correlati: la gara di WSBK a Kyalami è una di queste, in quanto lo stato sudafricano ospiterà il prossimo mese la coppa del mondo di football.
L’inglese Leon Haslam parteciperà alla competizione con un casco commemorativo, qualcosa di speciale che celebri la sua nazionale, che sarà impegnata nel più importante torneo calcistico del mondo. l’Haslam World Cup Replica è un Arai dalle grafiche semplici ma accattivanti: sfondo nero e un leone stilizzato color oro profilato in rosso, su entrambi i lati della calotta.
Oltre a questo elemento, tre piccoli leoni compaiono sulla mentoniera, e nella parte posteriore, la coppa del mondo con i colori della bandiera sudafricana, un leone in “livrea” inglese e il 91, numero da battaglia del leone Leon. Ah, non scordiamoci la formazione vincitrice del mondiale nel 1966, che circonda la base del casco. Ovviamente, Arai ne produrrà una quantità limitata anche per gli appassionati, con una tiratura di 250 esemplari del modello Chaser.