Pochi giorni fa vi abbiamo parlato della Paton Gran Premio 500, un modello destinato all’uso in pista, dotato di un V4 da 500cc a 2 tempi, una categoria ormai decaduta nelle competizioni internazionali, ma che non crolla nei cuori degli appassionati di tutto il mondo e in quello della famiglia Pattoni, che nel 2 tempi ha sempre creduto, e continua a crederci.
In ombra, rispetto alla più blasonata carriera duetempistica, c’è anche un’altro aspetto della Paton che in pochi conoscono: le moto da competizione a 4 tempi: tutto cominciò nei primi anni ‘60, quando Giuseppe Pattoni, “Pep” per gli amici, ha realizzato il primo bicilindrico parallelo a 4 tempi, con cilindrata iniziale di 250cc, poi cresciuto nel corso degli anni a 350 e 500cc.
Con questa architettura, nel corso degli anni, la Paton ha costruito un proprio spazio nelle competizioni internazionali, conseguendo anche ottimi risultati. In dieci anni, sono state costruite una decina di twin a 4 tempi, e nonostante le scarse risorse finanziarie del Pep (che lavorava anche nella bottega del suo collega Giorgio Pianta), Paton era ormai un nome conosciuto nel firmamento della storia del motociclismo.
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Il nome Paton vi dice qualcosa?… trattasi dell’ultimo anello di congiunzione fra il mondo delle competizioni attuali, e il romantico e ormai dimenticato impero del 2 tempi, dove piloti del calibro di Mick Doohan, Barry Sheene, Eddie Lawson, Kevin Schwantz, Kenny Roberts (e tanti altri) se le davano di santa ragione in sella a prototipi da mezzo litro leggeri, cattivi e nervosi.
Nell’epoca in cui il freno motore non esisteva, c’era pure la Paton, che correva nel campionato 500GP e da allora non si è più fermata. Roberto Pattoni continua a produrre moto 2 tempi riservate alle competizioni, ed è rimasto l’ultimo a proporre un prodotto del genere. La sua ultima creazione, la Gran Premio 500 non è altro che l’ultima evoluzione del concetto duetempistico.
Motore V4 di 70°, capace di erogare una potenza di 190cv, incastonati in un telaio e una ciclistica che limitano il peso totale a soli 135kg. Una scheggia da 380cv/litro, rabbiosa e di sicuro non per tutti i manici. A guardare questa moto, possiamo vedere il futuro delle corse che non è stato, un prodotto ucronico dal fascino ineguagliabile.

A due anni di distanza dalla prima edizione, il cui successo è stato sancito da migliaia di visitatori arrivati da tutta Europa, la più importante mostra motociclistica italiana riapre i battenti a Milano. Nuovi il tema principale, i modelli esposti e gli eventi collaterali. Nuova anche la sede e niente biglietto di ingresso per il pubblico: “Basta la passione“ dicono gli organizzatori.
Il MAD torna e lo fa in modo originale, grazie a un rinnovato filo conduttore, a nuove motociclette, ad una prestigiosa sede e all’affiancamento di affascinanti e inedite mostre collaterali, che si alterneranno dal 7 ottobre, data di apertura di Moto Arte Design a fine dicembre 2009.
Il tema del nuovo MAD è assolutamente intrigante. In un luogo così architettonicamente attuale, il nuovo polo di Milanofiori Nord, viene presentato un percorso che va oltre il trascorrere del tempo. Gli organizzatori (la CMM di Giovanni Cabassi) hanno mischiato le carte, confondendo i periodi storici e privando la visione di quella consecuzione temporale cui siamo generalmente abituati visitando una mostra.
Continua a leggere: Il MAD torna a Milano dal 7 ottobre 2009 in una nuova location
Lo scorso fine settimana a Chimay (Belgio), nel Meeting Internazionale per Classiche, sullo storico e velocissimo tracciato stradale di 9,5 Km, si è svolta la celebrazione del 50° Anniversario della PATON. Piloti Paton e Paton GP provenienti da tutto il mondo erano presenti per celebrare la storica Marca milanese con Roberto Pattoni e la sua famiglia, azienda fondata da Giuseppe Pattoni, il mitico “Pep”.
Tra l’altro, la gara clou dell’evento è stata vinta per distacco da una Paton 500GP, davanti ad una muta di “classiche” ultracompetitive provenienti da tutta Europa. Paton significa 50 anni di storia motociclistica, di passione, trascorsi nel costruire esclusivamente moto da Gran Premio. Con una sola eccezione: la realizzazione del progetto CR&S VUN.
Così la CR&S ha voluto dare il suo tributo all’evento allestendo appositamente una VUN con i classici colori PATON anni ‘60: telaio oro e carrozzeria verde pastello. Questa CR&S VUN, punzonata con il numero di telaio #050, è stata esposta tra le Paton presenti a Chimay, con evidente e gradito effetto sorpresa di Roberto Pattoni.
Continua a leggere: Una CR&S VUN dedicata al 50° anniversario della Paton

Come molti di voi sapranno il glorioso Tourist Trophy, che si tiene annualmente sulle strade della splendida isola di Man, festeggerà proprio nel 2007 il suo centesimo anniversario. Come già vi avevamo anticipato, molti saranno gli eventi ma soprattutto gli ospiti (qualcuno di voi conosce un certo Kevin Schwantz?) che daranno lustro a questa edizione.
Ma mondanità a parte i veri appassionati non vedono l’ora di sentire l’urlo dei motori sullo schieramento di partenza. Secondo alcune voci piuttosto insistenti, sembra che al via del TT 2007 ci sarà anche Steve Linsdell in sella ad una Paton PG500RC. Il pilota è uno dei centauri più “affezionati” al Tourist Trophy: ben 50 le presenze (in varie categorie) con 2 secondi posti come migliori piazzamenti.