
Dal 2003 al 2011 sono passati ben 8 anni di patente a punti, con i dati complessivi finora registrati che mostrano cifre folli, ma positive rispetto alla vecchia gestione delle licenze di guida. Il sito dell’Asaps ci illustra le principali statistiche che ne decretano il successo a partire dai punti persi e quelli guadagnati dal popolo patentato fino ad oggi.
Nel 2003 furono 35.972.976 i patentati che hanno ricevuto i 20 punti, con il passare degli anni ne sono stati persi ben 68 milioni, ovvero una media di quas 2 punti per ogni patentato (nel corso di otto anni). 16.354.643 sono le infrazioni con decurtazione finora registrate, con una media di 4,148 punti per ogni infrazione commessa.
A seconda delle fasce d’età, varia la “pesantezza” delle infrazioni. Come sappiamo, ai neopatentati vengono decurtati il doppio dei punti per ogni irregolarità commessa, perciò più l’età è bassa e più le statistiche sono cattive. Infatti la media dei punti decurtati ai ragazzi dai 18 ai 24 anni sale fino a 3 punti, mentre nel più ristretto campione dei 18-10 anni si superano addirittura i 4,1 punti di media.

Dal 1° aprile è entrato in vigore il nuovo esame pratico per il Patentino. D’ora in poi i 14enni che vogliono guidare lo scooter per strada saranno obbligati ad eseguire un esame pratico dopo aver superato il teorico. Con questo sistema ogni ragazzino dovrà affrontare un percorso molto simile ad un esame di patente A1, ossia con la prova di accelerazione e frenata, slalom fra i birilli, otto e spunto in salita.
L’articolo che implementa questo provvedimento è il 116 del Codice Della Strada, e puntualizza che coloro hanno svolto le pratiche prima dell’inizio di aprile non saranno costretti a fare l’esame di pratica, ma nel caso la teoria non venisse superata al primo tentativo, dovrà ripetere l’esame anche con la pratica. Per i ciclomotori, come detto, l’esame sarà del tutto simile a quello delle patenti moto di categoria superiore, mentre per le microcar ci sarà un percorso di guida nel traffico, con parcheggio, spunto in salita e altre manovre tipiche degli esami di patente B.
Dopo la teoria verrà rilasciato un foglio rosa della durata di 6 mesi, con il quale il ragazzo potrà esercitarsi in presenza di un adulto di non più di 65 anni, dotato di patente B. Come si intuisce, il patentino non è più un semplice foglio di carta ma è diventato una patente vera, un ottimo passo avanti per disciplinare in maniera corretta i ragazzi che per la prima volta affrontano il mondo della strada.
Dal Decreto Milleproroghe, pacchetto degli emendamenti approvati dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato, emerge una novità riguardante i giovani: l’obbligatorierà del foglio rosa per i motorini e le minicar, che potrà essere utilizzato nel periodo che va dalla prova teorica a quella pratica.
La proposta, a firma del relatore Lucio Malan, dispone l’introduzione di un’autorizzazione per guidare i ciclomotori nel periodo transitorio tra i due esami. Con decreto del ministero delle Infrastrutture, si legge nell’emendamento, “sono disciplinate le modalità e le procedure di richiesta e rilascio di un’autorizzazione al candidato al conseguimento del certificato di idoneità alla guida del ciclomotore, che consenta allo stesso di esercitarsi alla guida, dopo aver superato la prevista prova di controllo delle cognizioni”.
La prova pratica di guida non potrà essere sostenuta prima che sia trascorso un mese dalla data del rilascio dell’autorizzazione. Nella norma si legge inoltre che, in caso di esito negativo della prova, dovrà passare almeno un mese per poter sostenere un altro esame e che gli aspiranti centauri avranno solo due possibilità. Il milleproroghe prevedeva già lo slittamento dell’entrata in vigore della norma, rispetto al termine del 19 gennaio 2011, al 31 marzo 2011.
Con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro dell’Economia, la data potrà essere ulteriormente prorogata al 31 dicembre 2011. Ma a che pro rimandare eventualmente una norma appena entrata in vigore? ah già… si chiama “Milleproroghe”.
via | Asaps

Più domande, meno tempo a disposizione. E’ questo il succo del nuovo esame teorico per il conseguimento della patente, che vale anche per coloro conseguono le licenze di categoria A1, A2 e A3, senza avere già in tasca la classica patente B per la guida di automobili. Sostanzialmente, con l’inizio del nuovo anno cambiano le modalità di risposta, non più con tre opzioni da selezionare per ognuna delle 10 domande.
La nuova regola prevede 40 domande in totale, con una sola risposta valida per ognuna, con un limite di tempo più ristretto e senza la possibilità di ripetere più volte il test ad ogni sessione. Anche per chi vuole usare la moto, il nuovo foglio rosa avrà validità di 6 mesi, scaduti i quali si necessita un riavvio della pratica fin dal principio, compreso l’esame teorico.
Inoltre, il programma di studio per l’esame sarà più ampio. Dai 10 capitoli attualmente trattati si passerà a 25, con argomenti finora mai visti come l’ecologia. Come ci consigliano i cugini automobilisti di autoblog.it, inoltre, saranno ridotte le lingue in cui il test viene tradotto per gli stranieri che vogliono conseguire la patente italiana. In conclusione, i punti persi per infrazioni al CdS verranno recuperati tramite quiz dopo un corso di recupero, e non con la semplice frequenza di quest’ultimo.
La legge n. 120/2010 ha introdotto alcune modifiche al Codice della Strada, tra cui quelle dei commi 2-ter e 3 dell’articolo 119, che detta disposizioni in tema di accertamento dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida o di revisione della patente.
Comma 2-ter: “Ai fini dell’accertamento dei requisiti psichici e fisici per il primo rilascio della patente di guida di qualunque categoria, l’interessato deve esibire apposita certificazione da cui risulti il non abuso di sostanze alcoliche e il non uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, rilasciata sulla base di accertamenti clinico-tossicologici le cui modalità sono individuate con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con il medesimo provvedimento sono altresì individuate le strutture competenti ad effettuare gli accertamenti prodromici alla predetta certificazione ed al rilascio della stessa. (omissis…). Le relative spese sono a carico del richiedente“.
Comma 3: “L’accertamento di cui ai commi 2 e 2-ter deve risultare da certificazione di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione della domanda per sostenere l’esame di guida. La certificazione deve tenere conto dei precedenti morbosi del richiedente dichiarati da un certificato medico rilasciato dal medico di fiducia“. A norma del comma 4 dell’art. 23, l’obbligo certificativo di cui sopra decorre rispettivamente dopo sei mesi dall’entrata in vigore del decreto ministeriale.

Il Foglio Rosa è un traguardo per tutti i motociclisti in erba, rappresenta il primo vero contatto con la patente e con il mondo delle due ruote su strada. Fino alla scorsa settimana, bastava fare richiesta assieme all’iscrizione alla scuola guida per potelo avere, in modo da fare pratica nel mentre che si prepara l’esame di teoria e il seguente esame pratico. Ora però cambiano leggermente le regole: niente foglio rosa prima dell’esame di teoria.
Il perchè è semplice, e anche sensato. Dopo l’esame di teoria, chi sta conseguendo la patente ha di sicuro più nozioni di chi ancora deve seguire i corsi o parteciperà all’esame da privatista. La pratica solo dopo aver dimostrato di conoscere il codice della strada e le regole di comportamento.
Questa nuova regola è in vigore dall’11 novembre, mentre da gennaio cambierà l’esame di teoria, con 40 domande e 4 possibilità d’errore, contro le 30 domande dell’esame in vigore. Come al solito chi utilizzerà l’auto o la moto con il Foglio Rosa, dovrà essere accompagnato da un adulto con massimo 60 anni e almeno 10 anni di patente B.

Un dato che fa un po’ impressione, 58 milioni di punti patente decurtati dal 2003 al 2009 per il popolo italiano, che in pratica corrispondono a circa un punto per abitante, compresi minori e anziani. Lo rileva l’Asaps che dal primo luglio 2003 al 31 dicembre 2009 ha rilevato ben 58.467.823 punti in meno sulle patenti di 35.606.242 individui patentati, ovvero 1,642 punti per ogni individuo dotato di licenza.
“Non ci sembra che si possa parlare proprio di una strage. - commenta Giorgio Biserni, presidente dell’associazione Amici Polizia Stradale - Nel mucchio c’è quello che ha contribuito di più e quello che ha contribuito meno. Se si considera che i punti sono stati prelevati sulla base di 14.371.554 violazioni ne scaturisce un rapporto infrazioni/conducenti di 0,40, nei 6 anni e mezzo (0,06 di media annua)”
I più indisciplinati, sono i giovani dai 20 ai 24 anni, con quasi 2,4 punti decurtati per ogni patentato di quella fascia, seguono la fascia 25-29 e poi via via a scendere fino agli over 40 e over 50. Gli uomini rischiano di più delle donne, con il 75% di punti decurtati, mentre il gentil sesso sembra più rispettoso delle regole della strada.
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Anche il Tutor necessita delle tarature dell’apparecchio: sia da nuovo, che periodicamente, ed a riguardo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’Agata ha segnalato una importante decisione del GdP di Teano che di fatto potrebbe aprire importanti scenari in tema di ricorsi avverso sanzioni amministrative elevate con apparecchi Tutor.
In particolare il giudice di pace potrà ordinare la restituzione immediata della patente ritirata quando la sanzione accessoria sia stata applicata a seguito di rilevazione dell’infrazione con apparecchio Tutor carente della necessaria taratura: a dirlo è una sentenza datata 03.03.2009 n. 355 e ad opera del Giudice di Pace di Teano che ha accolto l’istanza cautelare di un automobilista.
Automobilista al quale erano stati decurtati i punti dalla patente a seguito di contestazione elevata per il tramite di Tutor da parte della Polizia Stradale, ordinando la sospensione dell’esecutività del provvedimento e per l’effetto la non decurtazione dei punti dalla patente al ricorrente.
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E’ stato fatto un altro importante passo avanti verso le modifiche al codice della strada: dopo l’esame delle nuove norme in commissione Trasporti - alla Camera, i deputati hanno detto sì a tutti gli emendamenti al testo base. Ora il provvedimento nel suo complesso è in attesa dei pareri delle altre commissioni, dopodiché sarà votato formalmente il mandato al relatore.
Il calendario prevede il passaggio in Aula per il 18 maggio. Le principali novità saranno: la creazione di un centro di coordinamento unico per avere dati di incidenti e viabilità in tempo reale; l’istituzione di una Direzione Generale per la Sicurezza Stradale, allo scopo di capire quanti sono i proventi delle sanzioni amministrative comminate per trasgressioni al Codice della Strada.
Proprio il Codice della Strada fa obbligo a tutti i Comuni con oltre 10.000 abitanti di comunicare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il gettito delle sanzioni, per destinarne la metà alla sicurezza; e se i comuni non stanziano i soldi per la sicurezza stradale in futuro lo Stato avrà un arma potente: il blocco o la decurtazione dei finanziamenti.
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Che Marco “SuperSic” Simoncelli sia uno di quei piloti che ci da’ del gran gas è fuori discussione, purtroppo non lo da soltanto in pista ma anche in strada.
Il Campione del Mondo in carica della classe 250 è stato nuovamente pizzicato dalle forze dell’ordine, - riporta Sportmediaset - mentre viaggiava oltre il limità di velocità sulle divertenti curve della repubblica di San Marino. Precisamente ad una velocità di 108 km/h, in auto, lungo la superstrada che da San Marino porta a Rimini in un tratto che ha come limite i 50 Km/h.
A Simoncelli è stata ovviamente e giustamente ritirata immediatamente la patente e contestata una multa di 400 euro. Si tratta del secondo ritiro in meno di un anno, visto che era già stato fermato nell’agosto del 2008, due giorni dopo aver passato l’esame di guida.