Al secondo anno di militanza nel team Repsol Honda, Andrea Dovizioso sta cercando in tutti i modi di sfruttare al massimo i test precampionato per poter lottare al vertice nella ormai imminente stagione 2010. Una trasferta malese più che soddisfacente ma che sottolinea come tra il binomio Dovi-RC212V ed il top della MotoGP ci sia ancora un gap da colmare. E al più presto.
Andrea a metà dicembre è divenuto papà della piccola Sara.“Diventare padre è stata un’esperienza fantastica. Sinceramente quando sono in pista non ci penso, la cosa non condiziona affatto, né in negativo né in positivo, le mie prestazioni.” - ha dichiarato il Campione iridato della 125. “Il campionato non è ancora cominciato, ma so che quando sarò spesso lontano da casa mi mancherà moltissimo. Cercherò, appena possibile, di trascorrere più tempo con mia figlia e con sua madre.”
Dopo un 2009 un po’ travagliato, il nuovo anno potrebbe portare nuove soddisfazioni a Dovizioso grazie anche al notevole sforzo tecnico fatto in inverno dalla Honda. “I miglioramenti ci sono stati e sono notevoli. Devo dire grazie alla Honda, anche se dobbiamo cercare di essere ancora più veloci. Abbiamo cambiato alcune cose, tra le quali anche la posizione di guida, una delle cose più banali ma allo stesso tempo importanti. Ci è stato inviato del materiale e altro ci perverrà prossimamente”
Dove e quanto è cambiata la Ducati Desmosedici GP10? L’estetica non ci suggerisce nulla, proponendoci un’aerodinamica simile alla GP9 delle ultime gare della scorsa stagione; dobbiamo dunque andare più a fondo, sotto le carene, ed è Vittoriano Guareschi a raccontare cosa c’è di nuovo sotto il vestito.
Il neo-Team Manager del Team Ducati Marlboro è da tanti anni collaudatore della Rossa, e la conosce fin nei minimi particolari: “La moto ha molte cose nuove” esordisce Vitto “La differenza più grande è il motore: quello nuovo è un big bang, mentre la Ducati ha sempre utilizzato lo screamer nelle ultime tre stagioni”.
“Un’altro cambiamento importante è il supporto della sella: questo è completamente nuovo ed è più rigido rispetto allo scorso anno, il che è molto meglio per il feeling dei piloti. Ora è possibile capire meglio il comportamento della gomma posteriore. C’è anche una nuova forcella anteriore, sempre Ohlins ma è completamente nuova. Con questa forcella è possibile frenare più tardi. Pensiamo che sia un buon vantaggio”.
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Backstage Ducati della realizzazione del video ufficiale della nuova Ducati Hypermotard. Un video breve che da però l’idea del grande lavoro che c’è dietro la realizzazione di un video di pochi minuti. Il video è stato girato a Milano. Da non perdere.
Malgrado il distacco da Valentino Rossi sia ancora importante Andrea Dovizioso lascia la pista di Sepang con il sorriso.
La dua giorni di test in Malesia non ha, almeno per il momento, cambiato i valori in campo con i 4 top riders. Il Dovi è però subito dietro schiacciato dalla coppia Yamaha Spies-Edwards. Il pilota italiano, ieri migliore tra i piloti Honda, ha confermato oggi le buone sensazioni dopo la prima uscita con il prototipo di HRC.
“Lascio Sepang con sensazioni positive e con molta fiducia per i prossimi test perché abbiamo idee molto chiare sulla strada da seguire,” - ha detto Dovizioso - “Oggi abbiamo lavorato sulle sospensioni e provato alcune opzioni di messa a punto, con risultati positivi”.
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Ecco la moto che riporta Bimota nelle competizioni a livello mondiale. Debutta il prossimo anno nella nuovissima Moto2 la Bimota HB4, con telaio italiano e motore giapponese. Il propulsore, infatti, comune a tutte le moto, è quello dela Honda CBR 600 RR; il telaio è a traliccio in acciaio con piastre incollate con un innovativo sistema aeronautico.
1460 i millimetri di interasse e per il reparto sospensioni sfoggia all’anteriore una forcella Paioli da 43 mm di diametro con 125 mm di corsa, al posteriore un mono Ohlins. Freni Brembo e Braking, ruote in magnesio forgiato, 21 litri di serbatoio per un totale di 135 kg a secco. Fra l’altro, già l’avevamo vista in azione in un primo video.
Il primo campionato mondiale Bimota lo vince nel 1980 con Jon Ekerold e poi nel 1987 con Virginio Ferrari. Ora in Moto2 con la HB4 punta a rispolverare la vetrina dei trofei. E noi, da orgogliosi italiani, non possiamo che augurarci sempre più podi tricolore.
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La nuova Hypermotard 1100EVO SP, l’ultima e più estrema evoluzione del concetto Hypermotard è disponibile presso i Ducati Store. I numeri ed il cuore dell’Hypermotard 1100EVO SP sono quelli da supersportiva, motore Desmodue Evoluzione da 1100cc in grado di erogare 95 CV (69,9kW) a 7500giri/min con 10,5 kgm di coppia a 5750giri/min.
Sospensioni estreme caratterizzate da una forcella Marzocchi da 50mm più lunga con finitura in nero e interamente regolabile, monoammortizzatore Öhlins con serbatoio separato; impianto frenante da riferimento caratterizzato da pinze Brembo Monoblocco a quattro pistoncini da 34mm che agiscono su dischi da 305 mm, le stesse montate sulle Superbike di Ducati; cerchi Marchesini realizzati in lega forgiata e poi lavorata di macchina su cui sono montati i nuovi pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa SP.
La Ducati Hypermotard 1100EVO SP è inoltre impreziosita con una allestimento extra: pedane con profilo in metallo seghettato per aumentare la presa dello stivale ed una protezione in Teflon per le pieghe estreme, manubrio in lega leggera a sezione variabile con colonnette sotto il manubrio spessorate di 20mm che consentono di variare la posizione di guida, parafango posteriore in fibra di carbonio, Ducati Data Analyser (DDA), comprensivo di software per PC, scheda USB per il recupero dati e istruzioni.
Continua a leggere: Ducati Hypermotard 1100EVO SP in arrivo a Febbraio nei Ducati Store

Annuo nuovo, sospensioni nuove. La Honda lascia definitivamente le Showa optando per la soluzione Ohlins. In realtà non si tratta di un vero e proprio cambio in corsa, quanto di un graduale passaggio all’azienda svedese (comunque controllata da capitale nipponico).
Il primo team dell’ala dorata ad apprezzarle e ad utilizzarle in gara lo scorso giugno, era stato il Ten Kate con Carlos Checa e Jonathan Rea. Di lì a poco fu Andrea Dovizioso a testarle in piena estate e a montarle sulla sua RC212V in occasione del Gran Premio di San Marino, ma non solo.
I risultati ottenuti hanno spinto anche Dani Pedrosa, così come aveva già fatto Randy De Puniet (Honda LCR), ad abbandonare Showa dopo anni di collaborazione con la HRC.
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L’elettrico prende sempre più piede nel mondo delle due ruote, e le novità in questa categoria sono ormai all’ordine del giorno. Spunta fuori in queste settimane un nuovo progetto chiamato EMAX 72DS, con targa californiana e gomme tassellate. La cifra che compare nel nome, deriva dal voltaggio delle sue batterie, 72V appunto, per una potenza totale di 14Kw. L’autonomia è per ora limitata a sole 3 ore.
La parte finale del suo nome, DS, non ha nulla a che fare con il sistema Dual Spark Ducati, ma sta per Dual Sport, in quanto il modello scelto è una sorta di enduro on/off road.
EMOT è l’azienda californiana che sta sviluppando il progetto, e i dati dichiarati finoria parlano di 40Nm di coppia e 21 cavalli, che spingono senza problemi fino a 100km/h. Telaio in alluminio, freni Brembo e sospensioni Ohlins dovrebbero grantire il massimo in fatto di ciclistica, una volta terminata la versione definitiva, da lanciare sul mercato. Con questa dotazione di serie, il prezzo di 9.995$ potrebbe anche essere ragionevole. In studio ci sono anche scooter, bici, atv, moto d’acqua, tutti elettrici… bisognerà tenerli d’occhio!
via | green autoblog

Ryuichi Kiyonari è pronto a tornare nella categoria che gli ha dato maggiori soddisfzioni, il campionato inglese Superbike BSB, assieme ad Honda HM Plant, il team che gli ha fatto vincere i titoli 2006 e 2007. Accanto a lui, ci sarà l’australiano Josh Brookes.
Il sodalizio si rinnova per il giapponese, e torna nel suo abitat naturale delle piste inglesi, dopo aver affrontato con minor successo le stagioni 2008 e 2009 nel mondiale Superbike con il team Ten Kate. Una stagione nuovamente insieme al suo vecchio team, per ora, e la promessa di lottare subito per un’altro titolo nazionale. Kiyo è entusiasta: “Sono felicissimo di essere di nuovo con il mio vecchio team, abbiamo passato parecchi momenti belli asieme e sono sicuro ne avremo di nuovi nel 2010″
Le nuove moto sono in fase di lavorazione, e sebbene la maggior parte dei particolari rimanga simile alla versone 2009, anche HM Plant porterà le sospensioni Ohlins sulle sue CBR, al posto delle Showa, come già è accaduto nel mondiale appena concluso.
La Bimota Tesi 3D è l’ultima evoluzione di un concetto nato i primi anni 90, e portato avanti nel corso di due decenni, ogni volta reinventato ed evoluto ma tenendo fede alle caratteristiche ciclistiche e motoristiche originali. Non è stato mai abbandonato il telaio ad Omega, i due forcelloni, uno anteriore e uno posteriore, e il motore Ducati Desmodue.
Per il 2010, però, la Tesi subisce un’ulteriore evoluzione, questa volta inedita e inaspettata: guadagna un posto a bordo, e perde i mezzi manubri in favore di un largo manubrione che ne stravolge estetica e guida. Le linee non cambiano tantissimo, e l’accorgimento estetico più evidente (oltre al manubrio) è lo spostamento degli scarichi, che ora culminano in un impianto laterale che richiama quello della DB7.
Con queste modifiche, la Tesi acquista una nuova dimensione, e pare voler abbandonare la pista per andare a rompere le uova nel paniere agli smanettoni di montagna, che avrebbero vita dura contro questo gioiellino. Il motore rimane il Desmodue 1100DS, due valvole, raffreddato ad aria da 95cv, e lo scarico ricollocato, oltre che esteticamente più appagante in questa configurazione, è servito a regolarizzare l’erogazione.