
Dopo quasi tre anni di gestazione, il giovane costruttore statunitense Motus ha presentato durante il Daytona Bike Week la versione definitiva di quello che é il suo primo modello di produzione, la MST, presentata anche nella sua variante più sportiva MST-R. Il modello rappresenta il primo esempio di cross-tourer sportiva “made in USA” ed entrerà in produzione in autunno, con i primi esemplari che saranno disponibili inizialmente solo in territorio americano ad inizio 2013. Motus ha anche annunciato i prezzi dei due modelli: la MST standard costerà 30.975 $, mentre la MST-R sarà venduta a 36.975 $.
La MST standard é equipaggiata con un motore Pratt and Miller 1.650 cc V4 a iniezione elettronica raffreddato a liquido, che sviluppa 165 CV e 165 Nm di coppia. Il cambio é un ‘dual-overdrive’ a 6 velocità mentre le sospensione é affidata ad una forcella Öhlins R&T regolabile ed ad un mono progressivo al posteriore regolabile nel precarico. Nella dotazione di serie della MST vanno anche segnalate le pinze Brembo e le borse Givi, mentre tra gli optionals ci sono sella e manopole riscaldate e il parabrezza regolabile. Due le opzioni di colore per la livrea: Speed Silver Metallic (argento) e Flame Red Metallic (rosso).
La MST-R é spinta dallo stesso motore della sorella, ma preparato in modo da sviluppare 185 CV. Ovviamente i 20 cavalli in più non sarebbero sufficienti, da soli, a giustificare i 6.000 $ di prezzo extra rispetto alla versione ‘base’, ed infatti la ‘R’ conta su una componentistica ben più pregiata dove spiccano la forcella Öhlins R&T NIX, il mono Öhlins TTX al posteriore, pinze monoblocco Brembo M4 e ruote in alluminio forgiato realizzate da OZ. Nella lista degli optionals per la MST-R - oltre a quanto già citato per la MST ‘normale’ - spiccano le ruote in fibra di carbonio ad opera di BST. La MST-R sarà disponibile nei colori Strong White (bianco) e Carbon Black (nero). Per saperne di più su questi due modelli, guarda le specifiche ufficiali dopo il ‘Continua’.
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Questo nuovo video test/promo della della nuova Motus MTS-01 esordisce con questa frase: “this is not the typical american motorcycle”, ed in effetti non abbiamo mai incontrato qualcosa di simile nel passato produttivo del nuovo continente. In questo video i giornalisti di Cycle World mettono le mani sulla turistica yankee e ci mostrano discrete doti dinamiche del mezzo e un sound da pelle d’oca.
Il propulsore è un V4 trasversale derivato da un ben più abbondante V8 automobilistico. La posizione delle teste è in perfetto stile Guzzi, ma l’aspirazione è in alto, proprio come sulle automobili. La cilindrata totale è di 1650cc, con una potenza massima raggiunta di 161CV a 7800 g/min, e una brutale coppia di 165Nm a soli 4500 g/min.
Il telaio in traliccio di tubi, benchè mingherlino nell’aspetto, sembra assecondare pienamente i voleri del tester, che ne esalta le doti dinamiche e la grande potenza. L’estetica ovviamente è molto personale e tutta da capire, con un faro anteriore che arriva direttamente dalla KTM Adventure. Magari per lo stile delle prossime versioni è meglio che si rivolgano a designer del vecchio continente, seppure l’impegno nel creare qualcosa di origina c’è tutto.
Un altro video della neonata Motus MTS, che nelle versioni 01 ed R si destreggia fra le curve del circuito di Barber, in Alabama. Gli americani padri del progetto puntano molto su questa particolare touring, spinta da un V4 di derivazione stradale, capace di 1645cc e pistoni a corsa lunga, un big bore in stile americano, ma rivisitato in chiave turistica.
Con queste premesse - e con una ciclistica molto stradale - la nuova Motus non dovrebbe sfigurare più di tanto in pista, e ce ne vogliono dare la dimostrazione. Certo, non pensate di vedere un video dell’ultima ipersportiva, ma dobbiamo ammettere che non se la cava male. E poi quel sound è da pelle d’oca
Finalmente abbiamo qualche immagine in più della nuova Motus MST-R, la naked americana costruita attorno al granitico motore V4 trasversale da 1700cc. Una riserva praticamente infinita di coppia e potenza che nella versione scarenata acquista una buona dose di aggressività, nonostante l’unica differenza rispetto alla turistica si limiti all’assenza del grosso cupolino protettivo.
Entrando nel dettaglio, la realizzazione della naked sembra ancora un po’ posticcia. I semimanubri alti sono chiaramente un elemento turistico che mal si sposa con la visuale “libera” dell’anteriore, e vediamo una moltitudine di cavi attorno al proiettore anteriore. La MST-R non dovrebbe avere prestazioni differenti dalla sorella MST-01, la moto che è stata presentata in veste definitiva alla Daytona Bike Week
Il primo video della Motus MTS-01 ci fa apprezzare le linee della nuova tourer americana a 4 cilindri. Per quei pochi secondi di riprese possiamo confermare che la moto in movimento acquista grazia, ma appena cominciamo a farci l’occhio, il montaggio stacca su un’altra moto. O la MTS di prima ha perso la carena e le borse in marcia, o ci troviamo di fronte alla versione naked del V4 trasversale.
In effetti, seppure il faro KTM rimane lì davanti, gli specchi end bar e la colorazione nera ci fanno chiaramente intuire che si tratta della prima apparizione della variante nuda. Putroppo viene inquadrata solo frontalmente, e non riusciamo a scorgere tanti dettagli, se non i semimanubri alti dallo spirito più turistico che naked. Attendiamo nuove immagini, siamo curiosi!
via | Thekneeslider
Si tratta di una novità per gli amercani, un vero e proprio debutto nel mondo delle moto da viaggio in salsa europea, ma con un carattere forte capace di distinguerla dalla più raffinata produzione bavarese e italiana nel mondo delle GT. Il cuore della Motus MTS-01 è il motore, un V4 trasversale, denominato KMV4 1650, sviluppato a partire da un V8 automobilistico, poi rivisto nel profondo per adattarsi ad una ciclistica che vanta un telaio a traliccio di tubi e uno schema sospensivo di tipo classico.
Il propulsore, come dice il nome stesso, è un 1650cc a iniezione diretta, raffreddato a liquido con distribuzione a catena. 86.5mm x 70mm sono i valori di alesaggio e corsa, mentre il rapporto di compressione è di 11,5:1. Le valvole hanno diametro di 44,5mm in aspirazione e 36,8mm in scarico. Con queste caratteristiche il motore è in grado di erogare 161CV a 7800 g/min, per una brutale coppia massima di 165Nm a soli 4500 g/min, ma il tiro possente comincia già dai regimi più bassi.
Le dotazioni da tourer ci sono tutte. Sospensioni regolabili in tre diversi assetti con regolazion remota del precarico. Il parabrezza è regolabile, come tutti i comandi, un alternatore da ben 750W consente di gestire due differenti porte da 12V, mentre ke valigie Givi sono offerte di serie con la moto.
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Vi abbiamo già parlato della Motus MTS-01, un progetto tutto nuovo che arriva dall’altra parte dell’oceano. E’ la prima volta che gli americani si cimentano con una moto da viaggio (diversa da una grossa cruiser), particolare soprattutto per le caratteristiche del motore: un v4 trasversale raffreddato a liquido, derivato dall’8 cilindri Chevrolet LS7.R, tagliato a metà.
Il risultato è gradevole, due grosse teste arrotondate fanno capolino al lato del telaio in traliccio di tubi. La cilindrata è di 1645cc, e la corsa lunga dei pistoni garantisce una coppia elevata, come da tradizione yankee. Qualche giorno fa, la moto completa è stata presentata alla stampa dai suoi due creatori Lee Conn e Brian Case. La versione definitiva è una vera e propria touring bike.
Linee morbide e avvolgenti, carena anteriore ampia e protettiva, sella comoda per due e grosse valigione da viaggio. Il risultato non è di certo un capolavoro di design contemporaneo, ma è gradevole nel complesso, e asserisce perfettamente alla sua funzione. Da alcuni dettagli possiamo notare l’artigianalità del progetto, come il faro anteriore KTM o le valigie prese dal catalogo della Givi.
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La Motus MST-01 è un progetto iniziato qualche tempo fa, nelle sconfinate pianure del sud degli Stati Uniti. Il progetto consiste in un nuovo concetto di 4 cilindri americano, un V4 a iniezione diretta da 1645cc basato sul V8 Chevrolet LS7.R. In Italia, i V trasversali sono rappresentati dagli storici bicilindrici Guzzi, in America abbiamo visto più volte moto dotate di mastodontici otto cilindri di origine automobilistica. La MST sarà il compromesso, ma sempre derivato dalla produzione a 4 ruote.
Nelle ultime settimane la Motus è uscita allo scoperto, mostrandosi nella sua provvisoria veste di roadster, seppure il progetto sia indirizzato verso un concetto sport tourer. Il telaio in traliccio di tubi fa bella mostra di se, e regge con due bretelle il grosso basamento del V4, anche il forcellone sarà un traliccio, a doppio braccio, mentre il reparto sospensivo e frenante vanta gli altisonanti nomi di Brembo e Ohlins.
Il look definitivo è difficile da individuare, ma i semimanubri alti lasciano intendere un’impostazione tipicamente touring, con cupolino avvolgente e grande protezione aerodinamica. Vedremo cosa ci riserva l’eccentrico genio americano, nel mentre diamo un’attenta occhiata alle foto, e godiamoci il sound del V4, nel video subito dopo il “continua”
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Piega come una moto, ha tre ruote ed è largo poco più di un Mp3, ma ha motore e abitacolo da auto con i due sedili disposti in linea come se fosse un aereo; ci troviamo di fronte ad un “nonsocosa” che mischia tanti generi col fine di perseguire un unico obbiettivo: semplificare e migliorare la mobilità urbana. Sono passati ben 4 anni da quando il primo bozzetto del K-Way Motus è stato messo su carta, e ora finalmente è arrivato il progetto definitivo.
Definitivo non tanto per il mercato, ma per poter partecipare al Progressive Automotive X-Prize, una competizione che premia il mezzo dal minor consumo (si possono iscrivere solo mezzi che consumano meno 43km/l). Dietro a questo progetto c’è il Politecnico di Torino, con in testa l’Ing. Stefano Carabelli, sostenuto dal proprietario dei marchi K-Way, Kappa e Superga Franco Boglione, con la partecipazione di Fabrizio Giugiaro.
“Il nostro obbiettivo? Creare un prodotto nuovo a partire da alcuni fondamentali tecnici”, dichiara Carabelli. “Il Bmw C1, ad esempio, tentò di introdurre la sicurezza fra le due ruote; azzardo doveroso. Il Piaggio MP3 ha aggiunto la terza ruota agli scooter. La Smart, invece, ha ridotto le dimensioni delle automobili”.
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