Honda pubblica la prima foto ufficiale del New Mid, scooter di nuova generazione presentato allo scorso Eicma in versione Concept, e pronto al debutto di Milano nella versione definitiva, ovvero lo scooter che vedremo sulle nostre strade nel 2012. Di fondamentale importanza il motore, un bicilindrico da 700cc che esordirà su questo mezzo ma verrà utilizzato come base per diversi altri modelli, un nuovo propulsore che presenta numerose novità, e su cui Honda sembra voler puntare molto.
L’obbiettivo nello sviluppo si è concentrato sulla leggerezza e sull’efficienza. Presenta la seconda generazione della doppia frizione DCT a 6 rapporti e una trasmissione completamente riprogettata. Oltre al New Mid ci saranno due nuovi modelli all’Eicma 2011 equipaggiati con questo propulsore, appartenenti a diverse categorie e target della mobilità su due ruote.
Bicilindrico parallelo a sviluppo quasi orizzontale (62°), presentato con una cubatura di 700cc ma previsto in cilindrate da 500 a 750cc. L’obbiettivo è stato quello di creare un motore multipiattaforma, capace di fornire una consistente coppia in basso ma anche prestazioni sportive, con un consumo da riferimento nella categoria. Compatto e leggero per aumentare l’abitabilità del mezzo e migliorare la capacità di carico.
AGGIORNAMENTO: Un nuovo comunicato stampa rivela che il nome definitivo del nuovo scooter sarà Integra.
Continua a leggere: Honda presenta lo scooter Integra e il nuovo motore bicilindrico da 700cc
SE 120R è il nuovo propulsore sviluppato da Harley Davidson. Le caratteristiche principali del nuovo gioiellino sono racchiuse nella sigla, dove SE, è acronimo di Screamin’ Eagle (le parti speciali utilizzate per costruire questo gioiellino), 120 sta per la cilindrata (in Pollici Cubi, che corrispondono a 1966cc), mentre R è la letterina magica che suggerisce la parola “Race“. Un bicilindrico da 2 litri ad aste e bilancieri, a detta loro studiato per le competizioni furistrada (!?) e su pista.
Una unità massiccia, che ovviamente punta tutto sulla grande coppia del V-twin, con una buona dose di potenza, indispensabile per un utilizzo racing: 135CV erogati a 6000 g/min e 185Nm di coppia disponibili già da 3.800 g/min. Sono valori registrati, sia ben chiaro, direttamente alla ruota. I test al banco sono stati effettuati su un telaio Dyna 2009, opportunamente accostato ad una nuova aspirazione e un più efficiente scarico, per spremere fino all’ultimo puledro.
Perchè viene definito un motore Racing e indirizzato alle competizioni è subito spiegato: l’omologazione per la strada è andata a farsi benedire con l’eliminazione dei sensori di O2 e l’utilizzo di particolari “racing use only” del catalogo Screamin’ Eagle, ma è chiaro che un tale propulsore dalla corsa lunghissima e dalla cilindrata estrema sia dedicato a special di tutt’altra natura. Il motore è già disponibile presso i concessionari HD, ma attenzione, la tiratura è limitata e monta solamente nei telai Dyna, Softail e Touring dal 2006 in poi.
via | Cyrilhuzeblog

Ricordate le controverse vicende riguardo la distribuzione a cascata di ingranaggi della Aprilia RSV4? Tutto si è risolto con l’omologazione del kit e l’approvazione da parte di Infront, che ha dato il via libera all’utilizzo del differente comando delle camme. L’eco di questa miglioria tecnica ha stimolato anche BMW, che ha messo a punto un nuovo particolare per la sua S1000RR da competizione.
Un nuovo albero motore è stato appena omologato per poter essere impiegato sia sulla versione da Superbike che su quella da Superstock, con lo scopo di migliorare le performance di Troy Corser (che già ha dimostrato una notevole crescita del mezzo) e rafforzare la leadeship del nostro Ayrton Badovini in nella STK1000.
Potevamo chiaramente immaginare che la soluzione adottata da Aprilia avrebbe aperto lo sviluppo a particolari racing omologati anche per le moto concorrenti, soprattutto considerando le spledide prestazioni che la SBK di Noale sta sfoggiando in questa seconda fase di campionato.
Continua a leggere: WSBK: BMW ha omologato un nuovo albero motore per la S1000RR

Alla faccia del richiamo! Di solito siamo abituati a scrivere di recalls più o meno importanti ma che riguardano sempre particolari di facile sostituzione o intervento; la campagna che Suzuki sta portando avanti per le sue Intruder 800C e 800M non ce l’aspettavamo.
Per modelli con telai dal numero JS184111100110029 al JS184111100110160 della serie C e da JS1BM111100121168 per la serie M è prevista la sostituzione di tutto il blocco motore! Non gridiamo allo scandalo però, le moto destinate al lavoraccio sono davvero poche, come ci conferma la stessa Suzuki Italia:
“La campagna di aggiornamento ha visto coinvolte sole 17 unità, prodotte nel periodo 16 giugno-7 dicembre 2009. A causa di possibili imperfezioni durante la fusione dei carter motori, lato trasmissione, avrebbero potuto verificarsi dei trafilaggi di olio e pertanto Suzuki ha deciso in via precauzionale di sostituire i motori.”
Hanno sempre eseguito test in gran segreto quelli della Inmotec, la squadra spagnola che si prepara al debutto nella MotoGP. Pian piano tolgono i veli ad un progetto finora rimasto in sordina ma che ha sempre seguito uno sviluppo costante, al contrario della FB Corse, che proprio in questi giorni ha perso il suo condottiero, Garry McCoy.
Il progetto iberico, che inaugurerà il nuovo circuito spagnolo di Navarro il prossimo 19 giugno, evolve pensando al futuro e in relazione ai regolamenti che cambieranno la MotoGP nel prossimo anno e nel 2012, prendendo due strade in cui il team vuole inserirsi: il primo aspetto riguarda il motore, che verrà modificato per essere portato facilmente a 1000cc, mentre si sta studiando una seconda unità predisposta per l’utilizzo di componentistica derivata dalla produzione di serie, seguendo l’esempio del prototipo che Suter starebbe sviluppando con il propulsore BMW S1000RR
La prima volta della Inmotec in una gara, sarà nei primi giorni di settembre, sul circuito di Motorland Aragon, mentre per la loro Moto2 (si stanno dando da fare, gli spagnoli) il debutto è previsto già nel prossimo appuntamento del CEV, questo fine settimana.
Un motore termico da 850cc in accoppiata ad un motore elettrico sistemato sulla ruota posteriore, che potrebbe garantire ottime performance e un consumo stimato di 34km/litro. La tecnologia ibrida sta man mano insediando altri settori oltre quello delle auto, e non è difficile ipotizzare che il primo su cui verranno concentrati sforzi sia proprio quello motoristico.
Igor Chak è il creatore di questo concept. Nato a Vladivostok e cresciuto fra Giappone e USA, ha conseguito una laurea in design industriale presso l’universià di Seattle, e la Izh-1 è frutto del suo lavoro e dei suoi studi: “La mia passione per le moto non è puramente estetica. E’ un insieme di tecnica, estetica e tecnologia con cui si può interagire. Le nostre strade rimangono delle stesse dimensioni ma le città si stanno popolando sempre più, e questo vuol dire più traffico e più inquinamento.”
La Izh-1, come detto, è stata disegnata attorno ad un v-twin da 850cc, costruito con rinforzi in materiale plastico termoresistente. La caratteristica ibrida viene associata ad un cambio automatico, freni magnetici (questa che la dovrebbe spiegare meglio, il buon Igor) con sistema di ricarica delle batterie in frenata, doppio airbag e una particolare forcella anteriore che attutisce gli impatti frontali.
Continua a leggere: Izh-1 Hybrid Motorcycle. Concept ibrido da 34 km/l
Vicenda tribolata quella della nuova sportiva di MV Agusta, che dovrebbe occupare la categoria Supersport con un tre cilindri dalla cilindrata molto probabile di 675cc, al pari della leader di categoria (come prestazioni e non come vendite), la Daytona 675 di Triumph. Agli scatti rubati della F3 che già vi mostrammo, aggiungiamo questo, che ci svela qualcosa in più sulla meccanica.
Non è chiarissimo, ma possiamo notare (come è evidenziato nella stessa foto, che arriva da MCN Australia) un sistema di scarico a tripla uscita molto corto e dall’estetica non proprio gradevole, con tanto di padellone catalizzatore posizionato in basso, come l’ultima moda impone.
Un’altra immagine, mostra il motore nella sua interezza, benchè ripreso da un’angolazione non proprio favorevole. Il grande radiatore copre il monoblocco a tre cilindri, del quale vediamo solo i collettori, al di sotto dell’organo di raffreddamento, che si uniscono in un 3-in-1 davvero grosso. La sensazione è che questa unità propulsiva sia molto compatta, anche più del propulsore a cilindri dispari di riferimento, quello inglese.
Continua a leggere: Una nuova foto spia della MV Agusta F3 a tre cilindri
MotoCzysz è ormai impegnata anima e corpo nel progetto elettrico su due ruote, e possiamo tranquillamente definirla una delle più attive aziende che si muovono all’interno di questo mondo a emissioni zero. Nell’ultimo periodo però, la strada dell’elettrico sta prendendo anche altre pieghe, con progetti che tengono conto sempre più delle prestazioni velocistiche e di caratteristiche sportive nella progettazione di nuovi propulsori.
D1-10 è il nome del nuovo progetto MotoCzysz, ovvero un motore elettrico raffreddato a liquido dalla potenza attorno ai 100 CV, ma con una mostruosa coppia motrice di 338Nm. Altra caratteristica, oltre quella di poter creare solchi sull’asfalto con la ruota posteriore, sarà sicuramente la maggior autonomia rispetto al motore utilizzato finora sul progetto E1pc, grazie a nuovi principi costruttivi. (A seguire il video)
La potenza di una Supersport 600 (di serie) e la coppia motrice di una Boss Hoss a 8 cilindri. Ci rimane ignota per ora la capacità di un mezzo dotato di tale motore, di rimanere sull’asfalto con le ruote in asse ed entrambe appoggiate a terra, considerando il fatto che la coppia motrice, nei motori elettrici a corrente continua, viene scaricata a terra parecchio prima dei 1000g/min andando a scemare fino a regimi di rotazione degni di un 4 cilindri da competizione.
Continua a leggere: MotoCzysz D1-10: nuovo motore elettrico da 338Nm di coppia!
Il nome Norton Manx è da sempre sinonimo di competizione. Negli anni compresi tra il 1948 e il 1970 questo modello ha vinto tutto quello che si poteva vincere, ha corso su tutti i circuiti su cui si poteva correre ed è stata cavalcata dai più grandi piloti della storia. Una carriera così lunga l’ha portata di diritto nel trono più alto dell’olimpo delle moto da corsa.
Il nome, Manx, deriva proprio dall’Isola di Man, parco giochi preferito di questo gioiello, per cui è stata appositamente progettata. La richiesta dei piloti e dei team era quella di una moto all’avanguardia, dalla ciclistica moderna e un bilanciamento impeccabile, neccessaria per sostituire nelle competizioni la vetusta Norton International monocilindrica, così poco racing da essere stata definita dagli stessi piloti “cancello da giardino”. Ringraziate lei, quindi, se qualche volta vi hanno detto che guidate un cancello (a me capita spesso).
Fu grazie all’invenzione del progettista Rex McCandless che questa moto entrò nel mito: il telaio Featherbed, un’autentica opera d’arte ingegneristica che fece il suo esordio sulla Manx e non abbandonò le moto Norton per i 30 anni consecutivi, raggiungendo il suo culmine evolutivo nella famosa Norton Commando. Nessuna moto, prima della Manx, è mai stata così stabile e allo stesso tempo maneggevole.
Continua a leggere: Norton Manx: la moto più vittoriosa del '900
La distribuzione a cascata di ingranaggi della RSV4 di Biaggi e Camier ha generato tante discussioni nel paddock, i team avversari non parevano tanto contenti di vedere una distribuzione differente da quella di serie in una Superbike, e ne hanno messo in dubbio la regolarità, tanto da indurre Aprilia ad utilizzare la distribuzione della moto 2009 per la gara di Portimao, onde evitare spicevoli contrasti.
La commissione della SBK, ha finalmente dato la sua sentenza riguardo la questione: solo il comando finale della valvola non può essere modificato, a prescindere da quale sistema venga utilizzato per la distribuzione. Questo rende gli ingranaggi della casa di noale, teoricamente, in regola.
In parole povere, il comando valvole (idraulico, meccanico o pneumatico che sia) non può essere modificato rispetto alla moto di serie, ma il modo in cui viene trasmessa l’energia all’albero a camme (cascata di ingraggi, catena, cinghia ecc.), si. Un accordo fra i costruttori, però, renderà possibile l’utilizzo del nuovo sistema Aprilia solo dal 7° round in poi.
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