
Si sono mossi in 1.500 incuranti della pioggia e del maltempo i motociclisti per salvare la Moto Guzzi. Il passaparola su Intenet a favorito l’aggregazione ed in quasi 1.500 centauri provenienti da tutta Europa si sono dati appuntamento in via Parodi 57 a Mandello del Lario, davanti allo storico stabilimento Guzzi, per partecipare alla manifestazione “Moto di Protesta” organizzata dai sindacati e dallo stesso comune di Mandello.
“Non chiuderemo lo stabilimento di Mandello del Lario - dichiarò due giorni fa Roberto Colaninno, presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio - ma faremo importanti investimenti di ristrutturazione sia industriale sia tecnologica, nel senso di nuovi modelli e di nuove linee di prodotto ai quali stiamo lavorando.”
Di diversa opinione invece i rappresentanti dei lavoratori travolti dalla crisi dell’Aquila. “La proprietà sta di fatto tentando di svuotare la fabbrica - dice Mario Venini (FIOM CGIL) - accentrando gli uffici della progettazione in altri siti del gruppo Piaggio come Noale (Venezia) e Pontedera (Pisa) e lasciando a Mandello solo la linea di produzione dei motori e l’assemblaggio; così il Marchio dell’Aquila rischia seriamente di perdere la propria identità, senza contare che circa un terzo dei 150 dipendenti rischia il posto di lavoro.”
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