
Le gare Moto2 e 125 hanno finalmente offerto spunti interessanti anche oltre il semplice spettacolo di sorpassi e bagarre tipici delle categorie minori. La vittoria di Andrea Iannone non sorprende più ma fa sempre un gran piacere per noi italiani, e ci lascia sempre un certo amaro in bocca vedere questo pilota vincere ma non lottare per il mondiale.
La vera novità riguarda la classifica, perchè Marc Marquez finalmente supera in testa alla generale il leader Stefan Bradl, fino a poche gare fa indiscutibile protagonista del mondiale, ma che ha dovuto subire un recupero stratosferico del pilota spagnolo campione in carica della 125. Proprio lui è arrivato secondo in Giappone, poi Thomas Luthi e solo quarta la Kalex di Bradl. Dentro la Top6 ci sono anche Simone Corsi e De Angelis.
La 125 ha finalmente potarto a Johann Zarco la prima vittoria, conquistata al 100% restituendo con gli interessi tutte le sofferenze che nell’ultimo periodo ha subito da Nico Terol. Dopo una bella lotta infatti, il francese ha avuto modo di staccare per la prima volta quest’anno l’imbattibile Aprilia Bankia di Aspar Martinez, volando verso la vittoria.
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Qualifiche con finale incandescente a Motegi con un cielo imbronciato che per la gara di domani non promette nulla di buono.
A cinque minuti dal termine Lorenzo rompe il muro delle Honda salendo in vetta alla classifica provvisoria con uno straordinario giro record: 1’45.523. Esulta il box della Casa dei tre diapason. Ma la risposta di Stoner, in odore del titolo iridato, non si fa attendere. L’australiano della Honda fallisce il primo assalto, ma non il secondo: 1’45.267, record assoluto, decima pole stagionale, conferma di una indiscutibile superiorità.
Al maiorchino, gran manico e gran temperamento, resta la soddisfazione del secondo posto (+0.256) davanti al (finalmente!) combattivo Dovizioso (+0.524), sicuramente in grado di lottare per il podio.
Seconda fila aperta da Pedrosa (+0.699), oggi fin troppo “abbottonato”, seguito da Spies (+0.775), ancora stordito dall’intossicazione alimentare di ieri, e da Simoncelli (+0.944), che proprio nell’ultimo giro disponibile scalza Rossi, che così deve accontentarsi di aprire la terza fila (+1.200), settimo. Il pilota della Ducati è apparso qui, specie a metà del turno, più a proprio agio, poi alla fine il cronometro, inesorabile, ha ristabilito i valori in campo, più o meno quelli di sempre, con un gap pesantissimo di un secondo e due decimi. Peggio ancora Hayden, decimo, quarta fila (+1.496) preceduto da Barbera, nono, e Bautista, ottavo.
C’è poco da dire e da fare, questi sono i tempi di queste belle qualifiche, sostanzialmente una conferma dei valori in campo di questa stagione. Solo la pioggia potrebbe domani rimettere tutto in gioco.

Questa mattina (quando da noi era profonda notte), si sono svolte le FP3, l’ultima sessione di libere prima delle qualifiche del GP di Motegi. anche durante questo turno è stato dominio assoluto Honda, con Casey Stoner di nuovo davanti a tutti con il giro più veloce del weekend, davanti a Dovizioso, Pedrosa e Simoncelli. 4 piloti Honda ufficiali davanti a tutti e racchiusi in poco più di 4 decimi.
Le qualifiche ufficiali non sono andate in maniera tanto differente, con le Honda a fare il bello e il cattivo tempo nella pista giapponese. Quello che non ci si aspettava è il tempo di Jorge Lorenzo, che per un attimo ha impensierito la squadra dell’ala con una Yamaha decisamente inferiore su questa pista (e su questo finale di stagione). Alla fine la solita pole stratosferica è di Casey Stoner con 1′45″267.
Il campione del mondo è secondo, staccato di 2 decimi e mezzo, poi Dovizioso terzo ma addirittura oltre il mezzo secondo. Dani Pedrosa è 4° a sette decimi poi l’altra Yamaha di Spies, la Honda di Simoncelli (che ha perso il treno della prima fila per una caduta con la moto buona) e Valentino Rossi, che con il 7° posto in griglia si posiziona primo fra le Ducati, ma è sempre a 1,2 secondi dal poleman.
Per fortuna non si parla di disastri nucleari, contaminazioni e rischi per la salute a Motegi, ma si pensa soltanto a correre in una condizione che bene o male hanno accettato tutti. La realtà è che seppure con un po’ di paura, tutti stanno vivendo il weekend come un normale round del mondiale e si concentrano per dare il meglio in pista senza portare avanti polemiche che ormai sarebbero decisamente inutili. Solo Simoncelli è andato in giro per il paddock a farsi simpaticamente fotografare con un contatore geiger in mano.
Il cronometro premia ancora una volta la Honda, con Dani Pedrosa più veloce di tutti nel primo giorno di libere, seguito dai suoi tre compagni ufficiali, nell’ordine Stoner, Dovizioso e Simoncelli. Appena dietro c’è Jorge Lorenzo, che si arrende ancora una volta alla supremazia della Honda (ma è come al solito il primo dei secondi) mentre il suo compagno Spies soffre per una gastroenterite accusata in aereo, e non è riuscito a concludere la sessione. Valentino Rossi questa volta si lascia sorpassare dal compagno Hayden (non di poco), e seppure il comportamento della moto è migliore rispetto ad Aragon, i distacchi rimangono oltre il minuto secondo.
Dani Pedrosa: “Abbiamo fatto un buon lavoro. Questa mattina abbiamo preso una buona direzione che ci ha permesso di migliorare di un secondo al pomeriggio e questo è molto importante. Domani ci concentreremo sulla messa a punto della mia RC212V. Secondo le previsioni meteo, il tempo potrebbe cambiare un po’, così dobbiamo essere pronti e cercare di essere veloci in qualsiasi condizione. Anche se domani dovesse piovere, abbiamo già una buon assetto per l’asciutto. Il circuito di Motegi ha fatto un ottimo lavoro con il nuovo asfalto. Il grip è migliorato tanto, così come si può vedere dai tempi sul giro che si sono abbassati molto dallo scorso anno”.

Mentre Morfeo cullava i sogni degli appassionati nella notte europea, in Giappone sono andate in scena le prime due sessioni di libere del GP di Motegi, che hanno dimostrato ancora una volta la superiorità stagionale della Honda su una pista che è sempre stata sfortunata per la casa dell’ala. Le classifiche parlano di Casey Stoner primo nella sessione mattutina, seguito da Dovizioso, mentre nelle FP2 ci sono tutte e quattro le HRC ufficiali in testa con Pedrosa al comando.
Andando per ordine, le prime libere si sono svolte in maniera regolare, e l’unica emozione fuori programma è una scivolata di Simoncelli a un quarto d’ora dalla fine, che non gli ha impedito di completare la sessione. L’australiano ha comandato con 1′47″289, seguito a 277 millesimi di distacco da Dovizioso, poi a sorpresa la Ducati di Hayden e l’altra Repsol di Pedrosa. Simoncelli riesce a strappare il sesto posto dietro Lorenzo, mentre Valentino Rossi - che è sceso in pista con lo stesso setting di Aragon - è decimo a 1,3 secondi di distacco.
Discorso simile nelle FP2, concluse poco fa: Honda dominatrice con Pedrosa, Stoner, Dovizioso e Simoncelli nelle prime quattro posizioni. Il tempo migliore dello spagnolo è 1′46″790, mentre i compagni di marca stanno entro i 4 decimi, con Stoner staccato di appena 5 centesimi. In questa sessione Lorenzo è quinto e Hayden è sesto, mentre Valentino Rossi riesce a rosicchiare due posizioni, 8°, ma il distacco è sempre oltre il secondo.
Damian Cudlin, 29enne australiano, correrà il Gran Premio di Motegi al posto dell’infortunato Loris Capirossi (lussazione alla spalla destra rimediata nella gara di Aragon). “Damo” questo è il suo soprannome di professione fa il pilota, istruttore e giornalista.
“E’ difficile spiegare quello che provo in questo momento: fin da piccolo ho sempre sognato di correre in MotoGP. - ha detto Damian Cudlin - Ora che questo sogno si realizzerà sono felicissimo, quasi sotto shock. Naturalmente darò il massimo, ma sarà dura visto che non ho mai corso su questo tracciato e la moto sarà tutta da scoprire. Non ho da perdere niente e voglio godermi questa esperienza fino in fondo. Non so cosa ho fatto per meritarmi questa opportunità, ma ringrazio Sito Pons per avermi raccomandato e naturalmente il Pramac Racing Team e la mia squadra BMW. Vorrei poi fare un in bocca al lupo a Loris Capirossi, sostituirlo sarà difficile; pensate che da bambino avevo il suo poster in camera, incredibile”.
Randy De Puniet è pronto ad affrontare il tracciato di Motegi, dove in passato ha conquistato due podi (un terzo posto, in 250cc e un secondo posto in MotoGP): “Ci tengo molto a chiudere nella miglior maniera possibile questo mondiale. In molte gare sono stato sfortunato, in altre ho commesso qualche errore. Ma nell’ultima gara, quella di Aragon, abbiamo lavorato bene e spero di cominciare col piede giusto anche a Motegi. E’ uno dei miei circuiti preferiti, dove in passato ho ottenuto anche buoni risultati”.
Concludiamo con le dichiarazioni di Fabiano Sterlacchini, Direttore tecnico Pramac Racing Team: “Quello di Motegi è un tracciato abbastanza complesso, con i tanti stop and go che determineranno per forza di cose un cambio di setting sulla moto. Qui Randy ha fatto bene in passato, ci aspettiamo dunque una buona prestazione dal nostro francese. Sarà invece un’ottima vetrina per Damian Cudlin, che sostituirà Loris per questa gara. E’ un ragazzo in gamba e già la scorsa stagione abbiamo avuto l’opportunità di conoscerlo un po’ in Moto2, dove ha corso nel GP del Sachsenring”.
Casey Stoner, Andrea Dovizioso, Dani Pedrosa e Marco Simoncelli sono d’accordo su una cosa: la pista di Motegi è bellissima e piace parecchio, un susseguirsi di staccate e accelerazioni molto provanti per il fisico che richiedono un buon allenamento e doti tecniche superiori oltre che velocità. L’argomento nucleare ovviamente non è citato, parlare dei problemi legati alle radiazioni e alle possibili conseguenze di questa trasferta è diventato tabù.
Casey commenta: “Motegi è un circuito molto diverso dagli altri. Ricorda Le Mans per il suo carattere stop and go e, in qualche modo, assomiglia ad una pista da kart, ma in generale è molto più divertente di altri circuiti del calendario. Ci sono molte frenate violente, forti accelerazioni e fisicamente è molto impegnativo. È importante trovare una buona messa a punto della moto perché se perdi i punti di frenata, è facile andare lungo.
Come già ad Aragon, puntiamo alla vittoria e non solo a guadagnare punti importanti per il Campionato. Lo scorso anno abbiamo disputato una corsa bellissima qui al Twin Ring, a mio parere una delle gare migliori che io abbia fatto in MotoGP. Non vedo l’ora di correre a Motegi in sella alla mia Honda, sarà divertente e sono curioso di vedere come si comporterà la RC212V su questo tracciato”.

“Questa del Giappone sarà una trasferta complicata e delicata, sia per la questione nucleare sia sul piano sportivo. Le notizie che arrivano da la sono altamente discordanti, quindi è molto difficile farsi un’idea del reale rischio che stiamo per correre e quindi avere un’opinione chiara. Spero che chi ha deciso di far correre questa gara sappia quel che fa.”
Alex De Angelis è il primo pilota a portare avanti una marea di dubbi su quello che i piloti andranno ad affrontare a Motegi. La paura c’è, la si legge tra le righe, ma c’è anche la volontà di farsi sentire, al contrario dei colleghi MotoGP che dopo le grandi polemiche di qualche mese fa hanno ricevuto una bella strigliata dalle rispettive squadre e ora non parlano più di nucleare e rischio contaminazione, è diventato argomento tabù.
Continua Alex: “Probabilmente ci sarà un clima insolito, dato che molti degli addetti ai lavori, dai giornalisti alla gente del paddock, ha scelto di rimanere a casa. Sul piano sportivo il lavoro che ci aspetta è altrettanto tosto, perché abbiamo come obiettivo il terzo posto nel mondiale che è alla nostra portata, ma sulla carta il circuito di Motegi è forse quello più difficile da digerire per la configurazione tecnica della mia MotoBI.”
Luca Fabrizio parteciperà come wild-card nel Gran Premio del Giappone in programma il prossimo weekend a Motegi. Correrà per il Team WTR nella classe 125. Una trasferta difficile che darà a Luca (fratello di Michel che corre nel Mondiale Superbike nel Team Alstare) la possibilità di respirare il clima del Motomondiale. Un’occasione che il giovane pilota ha colto al volo, malgrado la situazione difficile che tutti conosciamo.
“Sono ancora incredulo, a poche ore dalla partenza, dell’opportunità che ho avuto: quella di sostituire un pilota nel mondiale 125. - ha dichiarato Luca Fabrizio - Era un sogno per me provare un aprilia 125 gp prima che andasse nel “dimenticatoio”… ma così è troppo!!!! Io al mondiale? Per questo devo ringraziare il Team WTR che mi ha fatto questo grandissimo regalo ma in particolar modo Fulvio Vannoni e Loris Castellucci. Voglio anche ringraziare il Team 3 di Bonanni Mauro che mi ha dato modo di partecipare al CIV quest’anno; la mia inseparabile amica Sara Guglielmi che mi cura la rassegna stampa; i miei unici sponsor Hotel Olimpia e Giovanni Daminato di Full Gas; Il Presidente del mio Moto Club Francesco Monaco che è sempre presente e disponibile, e poi ancora Davide Baroncini che è stato un magnifico “cicerone” lo scorso weekend a Imola, per me e per tutto il mio gruppo.”
“Eravamo li per la gara con la Moriwaki 250 dove mi sono classificato 4°. Un pensiero particolare, di stima e rispetto a mio padre, che dopo tanti sacrifici è riuscito a portare un altro Fabrizio al mondiale con la sua grandissima scuola; ed infine ma non per ultima la mia ragazza che sta facendo dei grandi sacrifici per me. Ecco, sono queste le persone che credono in me e hanno reso possibile il mio sogno! Affronterò questo difficile WE portando anche il mio messaggio di solidarietà al Giappone”. - ha concluso il giovane pilota romano.
“L’anno scorso a Motegi ho fatto una bella gara, anche con la spalla che mi faceva male. Un bel duello con Lorenzo e alla fine il podio. La Ducati l’anno scorso ha vinto e comunque è andata molto bene anche in passato quindi vedremo se riusciremo a fare qualcosa di più delle ultime gare. E’ vero che stiamo facendo una gran fatica ma partiamo comunque per ogni Gran Premio con l’obiettivo di far meglio, quindi ci proveremo anche domenica prossima, lavorando in pista su quello che abbiamo al momento a disposizione mentre in parallelo si pensa al futuro”.
Con queste parole speriamo di vedere un Valentino Rossi ed una Ducati più reattiva a Motegi. Il tracciato Twin Ring, con una predominanza di curve lente intervallate da rettilinei di media lunghezza, ha visto le Rosse conquistare quattro vittorie ed un podio. Due vittorie e ben sei podi, tra i quali quello dell’anno scorso dopo un serrato duello con Jorge Lorenzo, sono il bottino che ha accumulato Valentino Rossi, mentre Nicky Hayden non annovera il circuito giapponese tra i suoi preferiti. Sia Rossi sia Hayden utilizzeranno la ciclistica modificata usata ad Aragon. Dal comunicato Ducati nemmeno una parola sulla delicata questione delle radiazioni.
“E’ arrivato il momento di prepararsi per il Gran Premio del Giappone dove continueremo il nostro programma di lavoro sulla GP11.1 che ha sicuramente ancora margini di miglioramento per quanto riguarda la messa a punto. - ha dichiarato invece Guareschi, Team Manager - Ad Aragon con Valentino abbiamo introdotto una ciclistica modificata che cercheremo di sfruttare meglio su questo tracciato un po’ particolare, mentre Nicky continuerà l’affiatamento con la GP11.1 che guida da tre gare. Motegi è una pista dove abbiamo fatto molto bene in passato, vedremo se questo ci aiuterà ad accelerare un po’ il lavoro di preparazione alla gara di domenica”.