La 690 SMC R 2012 equipaggiata con il rinnovato monocilindrico LC4 è una delle novità 2012 (KTM 690 Duke 2012, KTM 350 Freeride 2012 e KTM Freeride-E 2012) proposte dalla Casa di Mattighofen. Il lavoro di aggiornamento della SMC R 2012 è infatti stato molto profondo, al punto che la SMC cambia anche nome e aggiunge quella “R” che sta a indicare tutti i prodotti premium prodotti a Mattighofen.
Moltissime le novità quindi e non tutte evidenti come il colore arancio del telaio in tubi d’acciaio al cromo-molibdeno. Equipaggiata con il monocilindrico LC4, più potente della categoria, che cresce di cilindrata fino a 690 centimetri cubi, grazie all’aumento della corsa da 80 a 84,5 mm. Interventi anche nella camera di combustione hanno portato il rapporto di compressione a 12,5:1. La potenza aumenta di 3 cavalli fino a quota 66,5 CV e migliora anche la coppia, da 64 a 68 Nm.
Si aggiorna il comparto sospensioni WP che rivede l‘escursione di forcella e monoammortizzatore, scesa a quota 250 mm (da 275/265 mm). La minore corsa delle sospensioni equivale ad una altezza del piano sella a 890 mm da terra, di un centimetro inferiore. La SMC R, al top del segmento delle motard stradali, si conferma protagonista sia per l’uso su pista che nelle strade metropolitane ed extraurbane.

Le economie emergenti fanno sempre più gola anche ai produttori occidentali. Paesi come India, Sud Est Asiatico e Sud America stanno sviluppando un mercato automotive fatto di mezzi economici per il commuting urbano e grandi numeri di produzione. Come abbiamo visto ultimamente, KTM è entrata nel mercato di massa Indiano tramite la collaborazione con Bajaj e la nuova Duke, ma ora tocca a qualche altro europeo.
Triumph, infatti, sembra intenzionata a produrre una naked di piccola cilindrata, dotata di motore monocilindrico, per sfondare in questo tipo di mercato. Il rumor arriva direttamente da Motociclismo.br, il magazine brasiliano, e sembra che qualcosa si stia muovendo internamente. Il motore sarebbe un monocilindrico con cilindrata compresa fra 250 e 350, raffreddato a liquido con distribuzione a 4 valvole.
Esteticamente riprenderebbe le moto di successo del marchio inglese, Speed e Street Triple in testa. Sarà ovviamente progettata con una ciclistica leggera e svelta, senza pretese velocistiche o di particolare qualità. Il progetto ovviamente non riguarderà solo i paesi extra europei ma avrà un mercato anche qui, seppure molto limitato.
In sostanza, la creazione di questa moto che nulla ha a che vedere con la tradizione Triumph, sarebbe da attribuire alle mire espansionistiche del marchio. Invadere mercati nuovi con progetti a basso costo è un progetto realizzabile e che fa gola a tanti. Rimarrà da scoprire se questo è solo un rumor, o se veramente vedremo una mini-speed monocilindrica.
Se andiamo a spulciare sul sito Borile, alla descrizione della Multiuso leggiamo: “La Multiuso è una motoretta agile, leggera e tutta in alluminio”, e il succo di questa proposta, sta tutto in qust’unica frase. Nel mondo delle moto artigianali, difficilmente troviamo realizzazioni volte alla massima elasticità di utilizzo, che siano facili e leggere ancor prima che tecnologicamente o stilisticamente avanzate. La Multiuso non è stata inventata per colpire e far girare gli sguardi, ma per essere una compagna fidata negli utilizzi più disparati.
Il motore è un monocilindrico 4 tempi, 2 valvole con cambio a 5 marce, con avviamento elettrico e pedale. Cilindrata di 198,99 cc, con carburatore Mikuni diam.26 e frizione a dischi multipli in bagno d’olio. Meccanica semplice e robusta, che assieme agli appena 79,5kg di peso consentono consumi di 26km con un solo litro. Ma a cosa serve questa moto?
Fondamentalmente ci potete fare quello che vi pare. Dal motoalpinismo, al giretto in città, fino al lavoro sui campi. E’ dotata di tre portapacchi più il gancio traino per il carrellino, ed è in studio anche una versione per il pronto intervento medico nelle grandi città, dove spesso il traffico non consente un intervento immediato. In questo caso avere la possibilità di passare su gradini, marciapiedi e strettoie, potrebbe salvare qualche vita.
Il peso è infimo, le sospensioni sono morbide, la largezza (con i portapacchi chiusi) è di appena 30cm, e strizza l’occhio anche al gentil sesso, che spesso non si trova a proprio agio con mezzi pesanti e potenti. Qui siamo all’estremo della fruibilità e lo stile rozzo e poco curato non può che essere una caratteristica positiva, ed esalta il carisma di un mezzo mai visto nella produzione artigianale degli ultimi anni. Prezzo? 4.700 Euro
Dopo il Vorrei 125 e 150, Nipponia presenta il nuovo Arte, uno scooter dallo stile vintage ma con tecnologia moderna. Arte nasce dall’estro del famoso designer Sotiris Kovos (suoi anche alcuni modelli di auto Toyota).
Arte è uno scooter con ruote da 13 pollici, ideale per l’uso metropolitano. Al design originale abbina un motore quattro tempi proposto in due differenti cilindrate (125 cc e 150 cc), telaio dal baricentro basso per un’ottima tenuta di strada, tachimetro con display LCD e silenziatore con parti in acciaio inox.
Il motore è un monocilindrico 4T Euro 3 con sistema di alimentazione a carburatore capace di sviluppare una potenza di 7,9 CV a 8000 giri (il 125 cc) e di 9,2 CV a 7000 giri (il 150cc), entrambi con cambio CVT trasmissione continuamente variabile e sistema di raffreddamento a liquido.
Continua a leggere: Debutto italiano per lo scooter Nipponia Arte 125/150

Scorpa è un marchio dall’indiscutibile valore nella sua nicchia, fatta di moto che saltano da ferme, piloti sempre in piedi e con uno spiccato senso dell’equilibrio. Proprio per queste caratteristiche il mercato delle moto da trial è sempre in costante evoluzione, con modelli nuovi a intervalli di tempo ridotti per avere sempre il massimo delle performance.
Ma la gamma francese prevede anche una soluzione dedicata ad un’utenza meno agonistica e più attenta alle scampagnate con una moto leggera e facile da utilizzare: è in arrivo questi giorni presso le concessionarie la T-Ride 250F in edizione 2010, che si differenzia dalla precedente versione per pochi, mirati particolari: il telaio è stato modificato e affinato per garantire una ciclistica più stabile e maneggevole, e a dimostrazione di questo rinnovo è stata studiata una nuova livrea, sempre con base arancione.
La proposta soft di Scorpa è dotata del solido motore Yamaha 250 a 5 valvole in titanio. Altra novità, che farà decisamente piacere ai più, è il prezzo ribassato rispetto al 2009. Ora potrete avere la vostra midi-trial per 6.750€. A seguire la scheda tecnica della T-Ride 250F
Continua a leggere: Scorpa T-Ride 250F: si rinnova la proposta soft della casa francese
Cresce la famiglia taiwanese “Agility” con l’arrivo presso le concessionarie di Kymco Agility R16 200i e Agility R16 50 2T. La gamma Agility già capace di guadagnarsi l’attenzione di gran parte del mercato di scooteristi, proponendosi in varie versioni e per varie esigenze, di allarga ancora proponendosi come uno scooter, si essenziale, ma anche “totale”. Agility R16 è il mezzo ideale per muoversi agilmente e con sicurezza nel traffico sempre più congestionato delle nostre metropoli.
La nuova versione 200i è rivolta ad un pubblico adulto ed esigente che necessita di spostarsi velocemente nelle caotiche città, in superstrada e in autostrada, con un occhio di riguardo ai costi di gestione. La versione Agility R16 200i sostituirà la versione 150.
Agility R16 200i è equipaggiato con un nuovo motore quattro tempi Euro3, moderno ed ecologico. Per ottenere la cilindrata maggiorata nella versione 200i, la casa Taiwanese ha lavorato sul gruppo termico, incrementando l’alesaggio da 57,4 mm a 60,0 mm ed adeguando la conformazione della testa di conseguenza. I consumi particolarmente ridotti e un capiente serbatoio da 6,0 litri assicurano anche ad Agility R16 200i una grande autonomia.
Dal canale ufficiale KawasakiTV i video delle nuovissime Kawasaki KX250F e KX450F 2011 che vi abbiamo presentato ieri.
Nel primo video la KX450F 2011, a seguire uno emozionale sulla nuova quattro e mezzo di Akashi e quello della KX250F.
Sono arrivate le cross di Kawasaki con specifiche 2011, nelle classiche cilindrate di 250 e 450cc, ovviamente a 4 tempi. L’allestimento base di entrambi i modelli è da considerarsi già “ready to race”, e l’unico elemento dele KX450F e KX250F su cui si dovrà intervenire per essere competitivi, sarà solamente l’assetto.
Partendo dalla 450, scopriamo una moto tutta nuova. Il motore è a iniezione, monocilindrico a 4 tempi da 449 cm3 raffreddato a liquido. che eroga una potenza incisiva dai bassi agli alti regimi. Il punto di forza di questa nuova unità è dato dall’erogazione, che promettono come elastica e progressiva, con un valore di coppia molto elevato da dai bassissimi regimi.
Già dotato di messa a punto stile reparto corse e parti, quali il pistone ad alte prestazioni con fondo bridged-box (introdotto con il modello KX450F 2010 per la prima volta tra le motocross di serie), il motore 2011 rivisto è caratterizzato da una maggiore risposta ai bassi regimi, una percezione migliore nei cambi marcia e altre messe a punto che soddisfano le norme più rigorose sulle emissioni acustiche.
Peugeot Vivacity Sixties 50 è l’ultima novità della casa francese in arrivo in questi giorni nelle concessionarie. Alla versione standard di Vivacity, Peugeot Scooters affianca la declinazione “Sixties” che si ispira allo stile degli anni ‘60 di “Grease” della “Dolce vita”, dinamica, pratica, comoda e di tendenza per tutti coloro che cercano un nuovo stile più glamour.
Uno “scooterino” con un look retrò caratterizzato da specchietti cromati, decorazioni speciali “Sixties”, sella beige ed altri dettagli. Peugeot Vivacity Sixties 50 è spinto da un motore monocilindrico quattro tempi da 49.5 cc raffreddato ad aria ed un peso complessivo contenuto in 98 kg.
La parte ciclistica è caratterizzata da una forcella idraulica all’anteriore, ammortizzatore idraulico al posteriore uniti ad un freno a disco anteriore da 200 mm e freno a tamburo da 110 mm e ruote da 12″. Completano la dotazione un vano nello scudo anteriore in grado di contenero un casco semi jet con visiera, un vano sottosella che può contenere addirittura un casco integrale, cruscotto digitale, serbatoio sotto la pedana da 8 litri e presa da 12 V utile per la ricarica di dispositivi portatili.
Bella notizia, quella del “salvataggio” della Moto Morini da parte di Paolo Berlusconi. Attendiamo conferme e dettagli ufficiali. Qui merita ricordare i passaggi agonisticamente più importanti di una Casa fra le più significative e gloriose del motociclismo italiano e internazionale. Alfonso Morini, fondatore e titolare, ex bel pilota e avveduto industriale, credeva nelle corse.
I periodi più significativi sono due: quello legato alle gare di gran fondo (1955-1956) e quello legato al decennio del bialbero monocilindrico 250 (1958-1967). La Casa bolognese fu protagonista assoluta delle famose classiche su strada, straordinarie prove di velocità, tenuta e ardimento, il “Giro d’Italia” e la “Milano-Taranto”.
E’ il mitico “Rebello” 175cc la carta vincente della Morini. Un monocilindrico 4T. con la distribuzione a “monoalbero sdoppiato” (usato precedentemente dalla BMW), cioè due alberelli superiori vicinissimi che si “tirano” l’un l’altro attraverso una coppia di ingranaggi. Con quel motore di 22-25 CV a 9.000-9.500 giri (velocità massima oltre 170 Kmh) la Morini domina la Milano –Taranto nel 1955 e il Giro d’Italia nel biennio 1955-56, viene acquistata anche dai piloti privati che ben figurano ovunque per anni.
Poi il salto di qualità, e nel 1958, dopo un assaggio a fine ’57, il gran debutto iridato (primo e secondo posto con Emilio Mendogni e Giampiero Zubani) a Monza, con la inedita 250. Questa è la miglior moto da corsa costruita dal Comm. Morini, un “gioiello” unico, tecnologicamente raffinato, definito poi, dopo varie evoluzioni, la “monocilindrica più veloce del mondo”.
La svolta la dà, dal 1961, l’arrivo di Tarquinio Provini (proveniente dalla MV Agusta). La moto, sempre più snella e penetrante (prima con carenatura a “delfino” poi con quella a “vitino di vespa”) dopo una meticolosa cura “dimagrante” tocca il record minimo dei 100 Kg. Motore bialbero con cascata di ingranaggi, tocca i 40 CV a 11.500 giri, velocità oltre 230 kmh, freni a tamburo.: un bolide che ha marcato la storia del motociclismo, lottando contro le bicilindriche 4T MV Agusta, le bicilindriche 2 T MZ, le Benelli 4 cilindri 4 T, le Honda 4 e 6 cilindri 4 T., le Yamaha 2 e 4 cilindri 2 T, le Aermacchi mono 4T, più Bultaco, Ossa, Derby, Mondial, Mototrans, Ducati ecc..