
Come sempre accade quando c’è di mezzo un marchio che genera passione, con la decisione ultima del tribunale del commercio riguardo la liquidazione di Voxan, sono arrivate anche le contestazioni e i tentativi di acquisire il brand. Sodemo è una delle due aziende che ha messo in campo una generosa offerta, rifiutata dal tribunale che ha continuato con le procedure di liquidazione, mettendo all’asta tutto quanto riguardi la piccola factory francese.
Guillame Maillard, boss dell’azienda che produce motori, è un osso duro, e non rinuncia così facilmente: “I liquidatori rifiutano le offerte solo per aumentare il valore della Voxan tramite asta, e non prendendo in considerazione chi davvero vuole costruire qualcosa. Ci sono persone che hanno una visione del mondo totalmente gestita da banche e liquidatori; in questo caso i curatori non hanno fatto il loro lavoro.
Sono passati 8 mesi da quando ho profuso le mie energie in questo progetto e sono arrabbiato perché è la dimostrazione di quanto sia difficile ottenere qualcosa in Francia - aggiunge Guillame - Siamo gli unici che hanno mantenuto delle promesse a riguardo. Abbiamo anche il sostegno delle comunità locali, che sono deluse come noi.”
Da tempo la Voxan navigava in cattive acque, e la nuova proposta che doveva portare linfa vitale all’azienda francese, la Nefertiti, si è rivelata un buco nell’acqua non indifferente. Per questi motivi, lunedì sera, il tribunale del commercio di Clermont-Ferrand ha messo in liquidazione tutta la struttura, che verrà messa all’asta.
I dipendenti ad essere licenziati sono 12, definitivamente lasciati a casa dopo qualche anno di tira e molla aziendale. Acquirenti interessati alla struttura hanno tentato di rilevare la produzione, ma il tribunale ha bloccato tutti i tentativi di acquisizione da parte di altre aziende.
Unica produttrice di moto transalpine, dal ‘95 nei listini mondiali, Voxan dice addio per sempre al mercato, lasciando nei cuori degli appassionati alcuni bei modelli e un po di rammarico. Il principio cafe racer che muoveva le menti degli ingengeri Voxan avrebbe potuto portare una ventata di vintage nel mercato, ma l’impresa non è stata mai portata a termine, vuoi per l’utenza poco interessata questa nicchia, vuoi per grossolani errori dirigenziali.
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Tutto quanto, attrezzi, macchinari, utensili, postazioni di lavoro e fabbrica, verrà messo in liquidazione a partire dal 28 gennaio: la storia della Buell finisce qui. La factory di East Troy, nonostante le proposte di acquisizione e la cordata imprenditoriale organizzata per salvare il marchio, non avrà un futuro.
Oltre 130.000 moto sono state prodotte in 26 anni di progresso tecnologico dell’azienda, che ora passa in mano alla Liquid Asset Partners, società esperta in grosse liquidazioni. L’occasione è ghiotta per gli appassionati Buellisti, che potranno vedere per la prima (e ultima) volta la fabbrica dall’interno, e acquistare qualsiasi cosa al suo interno che ha contribuito alla produzione delle roadster sportive di Harley Davidson.
Bill Melvin, CEO di Liquid Asset Partners ha dichiarato: “questa fabbrica è un pezzo d’arte, e tutto al suo interno funziona come in una bottega artigianale, per questo sarà di sicuro interesse anche per coloro che lavorano sulla moto nel proprio garage, troveranno di sicuro qualcosa di utile nel discount che stiamo allestendo, contiamo di vendere tutto in un mese!”
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Il destino della Voxan è in mano al Tribunale del Commercio francese, che non riscontrando il pagamento del fondo di garanzia da parte dell’IDF, ha deciso di mettere in liquidazione l’azienda. La burocrazia, rallentata dalle feste, ha ritardato il trasferimento dei 2 milioni richiesti, perciò la pratica è stata avviata, e si attendono notizie a riguardo nei prossimi giorni.
Il direttore di Voxan, Eric Terrazza, riconosce la gravità della faccenda: “Una tale decisione da parte del giudice è normale, perché i fondi sono stati effettivamente pagati, ma sono in transito. Si dovrebbe parlare con il giudice e spiegare che le vacanze hanno ritardato il processo. Comunque, abbiamo reinvestito 10 milioni di euro, una somma che mi sembra il minimo indispensabile per continuare l’attività, e se non sono pagati entro il 4 gennaio, posso ritirarmi in modo permanente.”
A conti fatti sembra la trama di un film dei F.lli Coen, e l’avvio di una procedura di liquidazione per un semplice ritardo nei pagamenti, ci puzza un po’. Si prevedono aggiornamenti nei prossimi giorni.
Il brutto periodo per il mondo motociclistico pare non volersi arrestare, e anche a natale non c’è tregua per le cattive notizie: Moto Morini chiude la produzione in attesa di qualcuno che compri l’azienda e riporti nuova linfa nelle casse aziendali, già da tempo in crisi; da settembre Morini si trova in una condizione di amministrazione controllata, ma l’happy ending non è ancora arrivato.
Ultima batosta al mondo delle due ruote, dopo la chiusura di Buell e la messa in vendita di MV da parte di Harley Davidson, nessun grosso imprenditore ha voluto investire sul progetto Morini, perciò l’attività verrà sospesa a tempo indeterminato, con la speranza di un intervento economico il prima possibile da parte di un nuovo acquirente.
Futuro incerto per tutta la gamma, e per la Granferro 1200, recentemente presentata e apprezzata all’Eicma 2009. Rimaniamo in attesa di qualche nuova e più dettagliata news dalla casa.
Aggiornamento: Abbiamo parlato con l’azienda di Casalecchio di Reno. Non ci sono novità di sorta rispetto alla situazione di crisi su cui la Morini ha già fatto chiarezza. Lo stabilimento rimane quindi fermo in attesa un possibile acquirente. Restano invece operativi gli uffici commerciali, di assistenza tecnica e post vendita, così come il magazzino ricambi.
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Casalecchio di Reno. In relazione alle notizie diffuse in questi giorni sulle difficoltà della società, Moto Morini intende precisare che tutte le azioni intraprese dalla Direzione sono state dettate dalla determinazione di garantire continuità all’attività aziendale.
È destituita di ogni fondamento la notizia che i dipendenti non abbiano percepito le proprie spettanze: ad oggi tutte mensilità maturate sono state regolarmente liquidate. Attualmente gli uffici commerciali, di assistenza tecnica e post vendita, così come il magazzino ricambi sono operativi e garantiscono pienamente il servizio.
Inoltre è in fase di completamento l’aggiornamento della gamma 2010, che sarà disponibile già dalla metà del mese entrante (ottobre ’09).
Questa è una di quelle notizie che non si vorrebbe mai dare. La Moto Morini è in crisi. La notizia è arrivata come un fulmine a cel sereno dalla Repubblica di Bologna di ieri, la Casa di Casalecchio di Reno è stata messa in liquidazione volontaria.
La Casa bolognese ha avviato una procedura significativa di uno stato di grave crisi. Seppur la situazione sia molto preoccupante, lo stabilimento a Casalecchio di Reno è ancora aperto in attesa di trovare soluzioni e possibili finanzionatori.
La Casa bolognese, a seguito di crescenti difficoltà finanziarie si è trovata nell’impossibilità di pagare gli stipendi di settembre ai 65 dipendenti ed ha chiesto la liquidazione volontaria, una procedura straordinaria che prevede lo scorporo e la cessione di ogni singolo bene. Ma se come riporta motonline, nei primi otto mesi di quest’anno Moto Morini ha venduto 300 moto, 40 in più del 2008, come mai questa improvvisa crisi? Colpa anche questa volta della crisi econimica globale?