Kevin Schwantz e Randy Mamola, due miti assoluti del motociclismo mondiale assieme per partecipare al grande raduno Festival of 1000 Bikes che si svolgerà a Mallory Park in luglio. Schwantz è stato campione del mondo della classe 500 con la Suzuki RGV500, e scenderà in pista a far sognare gli appassionati proprio con la moto del mondiale. Allo stesso modo, Randy sarà presente con la sua storica Suzuki XR31 M1.
Partecipare a quest’evento ha un significato particolare per Kevin: “Mallory Park è stata la mia prima esperienza con una 500 a due tempi, non era una GP ma non dimenticherò mai quella prima volta, e ringrazio il mio amico Barry Sheene per questo. Sarà interessante girare a Mallory Park dopo tutti questi anni”. Inoltre sul circuito ci saranno tanti altri campioni, e Ducati UK sarò presente con i suoi più titolati campioni tra cui Carl Fogarty, Neil Hodgson e Frankie Chili.
via | Bikeracingnews
Gli scenari economici internazionali cambiano, e con essi anche alcuni aspetti del motorsport, come ad esempio le piste. I paesi emergenti negli ultimi anni sono da collocare in oriente e nel sud dell’America, tanto che le massime competizioni internazionali a motori hanno recentemente scoperto la cina e il Sudamerica. Proprio in Argentina è stato confermato il GP di Termas De Rio Hondo, che sarà inserito nel calendario MotoGP nel 2013, al quale probabilmente farà seguito una tappa in Cile, su un circuito di nuova generazione studiato da Hermann Tilke che sorgerà nei pressi di Santiago.
A confermare questo progetto è Kevin Schwantz, che sta seguendo personalmente il programma di sviluppo della nuova pista cilena, che avrà oltre al tracciato per MotoGP e F1, anche la pista di motocross, karting e diverse attività correlate al mondo delle competizioni. Il tracciato sta aspettando un’approvazione del progetto per dicembre, dopo di che ci vorranno 18 mesi per completare la costruzione, per un prezzo stimato che ancora non conosciamo.
Proprio in queste ore Kevin Schwantz ha scritto su Twitter: “Evento stampa questa sera per il nuovo tracciato di Motorpark, a Santiago, in Cile”. E’ chiaro dunque che le intenzioni di renderlo realtà ci sono tutte. Attendiamo fiduciosi nuove notizie.
Una domenica particolare quella dell’ultima gara del motomondiale 2011 a Valencia. Un’aria cupa, triste, silenziosa si respira nei box, anche se l’impegno di tutti è quello di sorridere ed andare avanti, come avrebbe fatto lui, Super Sic. Toccante la presenza di Kevin Schwantz in pista, che guiderà la moto numero 58 (la Honda RC212V del Team Gresini Honda) nel giro di riscaldamento in tutte e 3 le categorie, 125, moto2 e MotoGP.
Alla fine, poco prima della linea di partenza, i classici fuochi d’artificio del luogo i Valencian Mascletà (che dovrebbero, sostituire il minuto di rombo dei motori), saluteranno per sempre il campione romagnolo al quale è stato dedicato da poco il Misano World Circuit. Che il suo sorriso ci accompagni sempre e che resti come un’immagine di conforto indelebile nei nostri occhi. Ciao Marco. Sul sito motogp.com il video del giro d’onore.
Avete letto bene, Kevin Schwantz, Campione del Mondo della Classe 500 nel 1993 e tutt’oggi uno dei piloti più amati del Motomondiale, è tornato a correre e lo ha fatto nel Barber Motorspeed Festival, appuntamento finale del campionato americano AHRMA, gara ad invito per i piloti che hanno vinto una gara negli anni precedenti. Alla gara ha preso parte anche Dario Marchetti, unico italiano convocato.
Schwantz ha partecipato con una Norton Manx 500 del team McIntosh tra le moto d’epoca, nella categoria SMS, ottenendo il quarto tempo in prima. Il campione texano ha vinto sia gara di sabato superando all’ultima curva Pat Mooney dopo una bagarre furibonda, e quella di domenica ma poi è stato squalificato per partenza anticipata. Marchetti invece ha gareggiato, tra le moto moderne, nella ben più combattuta Battle of Twins, con la Ducati 848 del team Ducshop, la squadra di Atlanta (Georgia) che lo schiera nelle gare statunitensi. La gara è stata vinta da Erick Wood (Ducati), seguito da Steve Turpin (Ducati) e Pat Mooney (Buell).
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Hanno un certa età ma niente riesce a tenerli lontano dalla loro passione più grande: Kevin Schwantz e Kenny Roberts sono diventati campioni della massima categoria in epoche diverse, ma entrambi godono ancora di un notevole seguito fra gli appassionati, e sono rimasti nel giro del Motomondiale fin dal loro ritiro.
Nel weekend alle porte, Roberts avrà l’onore di condurre il parade lap del GP USA a Laguna Seca, con una R1 in livrea speciale bianca e rossa, esattamente come quella che l’ha portato al titolo e in tinta con le livree celebrative che la Yamaha ha portato negli Stati Uniti. L’evento avrà anche uno scopo benefico, dato che la moto utilizzata verrà battuta all’asta a Pebble Beach per una fondazione di beneficenza.
Kevin Schwantz, campione del mondo 500 del 2003 1993, avrà il suo momento in pista durante il Barber Vintage Festival La American Historic Racing Motorcycle Association farà correre il grande Kev nella categoria riservata alle moto storiche su una McIntosh Norton Manx, la moto più vittoriosa della storia.
via | Roadracingworld
Lo scorso weekend di è corso a Le Mans il Gran Premio di Francia della MotoGP vinto da Casey Stoner. Esattamente vent’anni fa, sullo stesso circuito, Kevin Schwantz, dopo una bella lotta con Mick Doohan si aggiudicava la gara francese e Wayne Rainey, terzo, vinceva il titolo mondiale. Battaglie epocali senza tempo, assolutamente da rivedere e da far vedere anche ai piloti di oggi che si lamentano dei sorpassi al limite…
Grazie a Jigen75 per la segnalazione.
Kevin Schwantz è rimasto nei cuori degli appassionati anche per scene come questa. Ne video qui sopra potete ammirare la Suzuki #34 impegnata nel GP di Macao del 1988, in testa alla gara fin dalla prima curva, Kevin domina la corsa con una naturalezza disarmante, come se stesse andando a prendere il pane di mercoledì mattina. Le impennate a un metro dal guard rail sono qualcosa di spettacolare!
Kevin Schwantz è sempre nel giro del Motomondiale, sia come membro attivo nel paddock che come opinionista e giornalista presso le testate americane di settore. La sua figura continua ad essere forte, anche perchè il signor Kevin non le manda certo a dire. L’ultima intervista rilasciata agli statunitensi di MotorcycleUSA tocca molti punti della sua attività attuale, e chiede il suo punto di vista sul cambio di regolamento del 2012.
Cosa ne pensa il campione del mondo del ritorno a 1000cc nella classe regina? “hanno diminuito la cilindrata per cercare di controllare le prestazioni sempre maggiori, ma quello che dovremmo fare è cercare di migliorare la sicurezza dei circuiti. Le velocità in gioco stavano diventando elevatissime, ma con il passaggio da 1000 a 800 si è aumentata la velocità di percorrenza in curva di circa 8km/h. E’ diminuita la velocità in rettilineo ma è aumentata quella in curva, e siamo sempre li.”
“Ora la MotoGP non è molto folta, perciò con le nuove regole sarebbe bello vedere più moto. Mi sembra giusta l’idea di limitare il numero di motori ai prototipi e accettare motori derivati dalla serie. Devono fare qualcosa per avere più moto in griglia! Oltre questo dovrebbero attuare quello che stanno cercando di fare NASCAR e F1, con la condivisione dell’elettronica e dell’iniezione ad un’unico produttore. Anche se tutti correranno con la stessa centralina chi avrà un vantaggio o uno svantaggio di cavalleria sarà comunque libero di lavorare sulla meccanica, una cosa meno restrittiva della Moto2. L’elettronica oggi è così avanzata che è circa i 2/3 delle prestazioni di una moto.”








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La notizia dell’ultima ora è questa: la Dorna sembra aver portato a casa un accordo di 10 anni con il Texas, che costruirà un circuito in cui far correre le tre categorie del Motomondiale e la Formula1 a partire dal 2013. Come abbiamo scritto poco fa, è dura vedere uscire dal calendario piste storiche del motomondiale in favore di progetti ancora ignoti, ma ci sono i fervidi sostenitori di questo nuovo progetto, come Kevin Schwantz.
A giudicare dalle sue parole, sembra averci messo il suo zampino nella decisione finale di Carmelo Ezpeleta: “Avendo seguito lo sviluppo di questo impianto sin dall’inizio, sono sinceramente entusiasta e penso che avremo un ottimo risultato finale”, ha dichiarato Schwantz a motogp.com. “Dal punto di vista di un pilota, che è fondamentalmente anche il mio punto di vista, ritengo sarà un grande circuito: lungo, impegnativo ma allo stesso tempo sicuro. Richiederà concentrazione e grandi capacità al pilota per porsi al comando della gara”.
Poi continua, chiamando in causa i suoi amici: “Uno dei miei più cari amici qui in Texas, Tavo Hellmund, è colui che ha messo in piedi l’intero progetto. È anche uno dei tre proprietari della struttura e quando nelle fasi iniziali si discusse del tipo di circuito, si parlò di F1 ma dal punto di vista della sicurezza ci assicurammo di non fare nulla che ci impedisse un giorno di portare delle moto qui”.
Kevin Schwantz è così, una persona schietta, un campione che ha rilasciato spesso dichiarazioni scomode. Per fortuna quello che ha dichiarato ultimamente è semplicemente un ricordo del passato, della profonda rivalità con Wayne Rainey, conclusasi in amicizia dopo mille scaramucce e duelli in pista.
Il simbolo della lotta fra i due è senza dubbio il sorpasso epico ad Hockenheim nel 1991. Sono passati esattamente 20 anni da quella staccata al Motodrome che ha consacrato la Suzuki #34. “Andare in moto è la cosa più divertente da fare con i vestiti” dichiarò dopo, mentre Wayne si legò al dito quell’avvenimento dando origine ad una delle lotte più belle del motociclismo.
“Il circuito più pericoloso in cui si correva era il Salzburgring, ma non ho mai avuto paura, a volte la competizione ti porta a fare cose folli, ma solo perché eri costretto a cercare di vincere “ commenta Kevin, che aggiunge “Siamo stati amici prima del suo incidente, quando abbiamo iniziato nell’86, poi l’ho odiato, e volevo ucciderlo, perchè non si può mai lasciare vincere il tu peggior nemico. Poi abbiamo chiuso la carriera di nuovo in amiciczia”
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