Di questi giorni, 50 anni fa, il motociclismo italiano e internazionale era in fermento per il debutto della inedita Benelli 250 quattro cilindri 4 t. Allora la “quarto di litro” era la classe clou per la quantità e la qualità delle moto e dei piloti in lizza. A Pesaro, nel reparto corse all’interno degli opifici di Viale Mameli, si lavorava senza sosta per far esordire il nuovo bolide nella prima corsa internazionale del 19 marzo 1962 all’autodromo di Modena. Persino nelle notti dell’antivigilia del Natale ‘61 e del 30 dicembre, la città fu tenuta “sveglia” dal rombo quasi ininterrotto del nuovo motore a pieni giri sul banco prova.
Chi scrive queste note, allora 12enne, ricorda la frenesia dei pesaresi e dei romagnoli (e non solo) per l’inizio di quel nuovo sogno collettivo. Ma il realismo dell’Ing. Giovanni Benelli (Sor Giuan) fa rinviare il debutto al 15 aprile, alla Coppa d’Oro Shell “premondiale” di Imola, dove il rombo della “rossa” pesarese fa esplodere la “collina del batticuore” con il giovane Silvio Grassetti in fuga, poi appiedato dal ko di una valvola del motore. Il successivo primo maggio, a Cesenatico, in 50 mila salutano la prima straordinaria vittoria della “quattro”, stavolta in splendida livrea verde metallizzata: trionfo storico di Grassetti dopo una caduta agli inizi, prima sconfitta delle Honda ufficiali iridate 4 cilindri di Tom Phillis e Jim Redman e delle Morini ufficiali mono di Provini e Tassinari.
Con quella stessa moto e senza neppure un motore di scorta il Team pesarese va in furgone a Barcellona dove il 6 maggio al Montjuich GP di Spagna Grassetti compie un capolavoro … a metà: in testa davanti allo squadrone Honda di Mc Intyre, Redman, Phillis fino al penultimo giro, è costretto ad alzare bandiera bianca per le bizze della solita valvola. Poi Hockenheim GP Germania, con il pilota pesarese ancora sfortunato, primo fino alla penultima tornata, quarto sul traguardo per … benzina finita.
Non c’è evento migliore del GP di Laguna Seca per far scendere nuovamente in pit lane gli storici protagonisti americani del Motomondiale. All’interno del box Yamaha e in giro per il paddock potremo vedere le leggende viventi Kenny Roberts, Eddie Lawson, Wayne Rainey e Kel Carruthers. Kenny inoltre infiammerà la folla percorrendo il parade lap appena prima dell’inizio della gara.
I piloti del Yamaha Racing e Tech3 hanno incontrato i loro predecessori al quartier generale di Yamaha US durante la settimana per girare un video promozionale che sarà svelato nel wekeend, prima di correre verso Laguna nella giornata di ieri. La conferenza stampa delle vecchie glorie è stato un momento di nostalgia con aneddoti e memorie che hanno fatto la storia di questo sport.
Per l’occasione Yamaha ha allestito a Mr. Roberts Senior una R1 one-off con la livrea del 50° anniversario (che andrà all’asta dopo la gara), per affrontare la pista oggi. Il sabato invece lo vedremo in sella ad una YZR-M1 tale e quale a quella di Ben e Jorge, per poi tornare sulla sua 500 del ‘79 per il gran finale di domenica.
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Kel Carruthers (ancora direte voi) dopo la partecipazione al 10° Asimotoshow di Varano de’ Melegari il 17 maggio scorso ha visitato il quartier generale Benelli QJ.
Il pilota australiano si è intrattenuto in un lungo colloquio con l’Amministratrice Unica di Benelli QJ Yan Haimei, con la Dirigenza ed alla fine, dopo la visita alla fabbrica non ha esitato a rilasciare autografi a tutte le maestranze, concludendo con una foto di gruppo con tutti loro. Dopo la visita ai nuovi modelli, non ha dimenticato di raccontare alcune delle sue esperienze avute nel corso del suo trascorso in Benelli, invitando la proprietà in futuro a ritornare ad intraprendere ancora il percorso sportivo ad alta competizione.
Alla fine della visita Carruthers si è molto emozionato nel vedere la sua gigantografia presente in azienda e non ha mancato di apporgli l’autografo, autografo che ci ricorderà sempre il Pilota, il Campione del Mondo 1969 con la Benelli 250 4 cilindri, ma soprattutto il Grande Uomo che parecchi di noi hanno incontrato oggi per la prima volta.
Dopo 42 anni, è risalito sulla Benelli GP 250 4 cilindri 4T l’ex pilota australiano Kel Carruthers. Una bella rimpatriata nell’ambito del centenario della Casa del Leoncino e nel ricordo del titolo iridato della quarto di litro conquistato nel 1969 proprio sul filo di lana da Carruthers e dalla Casa pesarese. Quella stagione fu l’ultima per il motomondiale con moto “libere”: dal 1970, i nuovi regolamenti FIM imposero una formula limitativa, fra cui il massimo dei due cilindri fino alla classe 250, una iattura per la Benelli, con la “quattro” vincente e lanciata nel progetto del duemmezzo GP … otto cilindri. Tant’è.
Carruthers arrivò alla Benelli per le sfortunate vicende di Pasolini. Kel era il classico esponente del “Continental Circus”, centauro-tuttofare venuto da Sydney per calcare le piste europee, con tanto di roulotte, moglie Jan e i due pargoli, e almeno tre moto per cimentarsi in 3-4 cilindrate diverse, per acciuffare meglio un piazzamento e ripagarsi le … spese. Buone prove all’esordio del TT con Honda e poi con Aermacchi, ottimo terzo nel mondiale 350 del ’68. Poi il “colpaccio”. Nel 1969, la Benelli era partita alla grande, battendo con Renzo Pasolini, per ben cinque volte nelle gare d’apertura italiane, la MV Agusta di Giacomo Agostini nella 350 e vincendo nella quarto di litro tricolore. La Benelli e Pasolini puntavano ai mondiali delle due categorie più attese e combattute, 250 e 350.
Ma le grandi speranze si frantumarono presto, per le due cadute di Pasolini all’esordio iridato di Jarama e poi di Hockenheim, con il conseguente forfait del riminese. Dopo il tentativo fallito di Le Mans (Walter Villa e Eugenio Lazzarini chiamati pro tempore dalla Casa di Pesaro non riescono a “coprire” l’assente Pasolini), la Benelli cerca di rispondere alla cattiva sorte ingaggiando al TT dell’Isola di Man il pluri iridato Phil Read (30 anni) e, appunto, il collaudato Carruthers (31 anni), pilota da punti e da bagnato. L’inedito binomio dominò la prestigiosa corsa, ma mentre l’inglese fu costretto al ritiro all’ultimo giro per problemi al cambio, l’australiano trionfò riaprendo la classifica generale e riportando alla Benelli il “Mercurio alato” dopo 19 anni (vittoria di Dario Ambrosini) e dopo 30 anni (vittoria di Ted Mellors).
Sono attesi grandi ospiti per la 10° edizione di ASIMOTOSHOW, la consueta Parata dei Campioni in programma dal 13 al 15 maggio. Non mancherà il 15 volte Campione del Mondo, Giacomo Agostini, “Kel” Carruthers, l’australiano che in sella alla Benelli ha conquistato il secondo titolo iridato nella classe 250 nel 1969, e Freddie Spencer, l’americano tre volte Campione del Mondo con la Honda e ultimo in ordine di tempo nel 1985, a vincere nello stesso anno il mondiale in due classi 250 e 500.
Giacomo Agostini è l’ospite d’eccezione e il “padrone di casa” a Varano, fin dalla prima edizione dell’evento. Il pilota bresciano scenderà in pista con la fedele MV 500, seguito da Carruthers in sella alla sua 250 Benelli e da Freddie Spencer con la Honda. Ai tre storici piloti si uniranno per l’evento molti altri Campioni del Mondo che da alcuni anni partecipano al Gran Finale della tre giorni dell’ ASIMOTOSHOW, dando vita alla Parata dei Campioni che l’anno scorso ha visto strapiene le tribune dell’autodromo di Varano.