
Una Ducati “sotto i ferri” quella degli ultimi giorni. Ieri la notizia che riguardava Nicky Hayden e la sua spalla, oggi quella della gamba di Rossi. Il famoso chiodo, era nella sua gamba da quel tragico 5 giugno del 2010 e magari il Dottore si era anche affezionato a questo corpo estraneo che gli ha permesso di salire prematuramente in sella alla sua vecchia M1 in quella stagione. Questa mattina Valentino Rossi si è sottoposto all’operazione di rimozione del chiodo eseguita presso l’ospedale di Cattolica da un’equipe medica guidata dal Dott. Giannicola Lucidi.
Terminato l’intervento, il Dott. Lucidi ha commentato: “Abbiamo cominciato ad operare questa mattina alle ore 10 e per le 11 era già tutto finito. Valentino si è risvegliato bene dall’anestesia e ha scelto l’ospedale di Cattolica perché sapeva di trovarsi bene ed era comunque vicino casa. Adesso ha solo bisogno di qualche giorno di riposo e poi potrà cominciare la riabilitazione.”
Nella foto pubblicata su Twitter, Vale mostra tutta la sua eleganza con il camice operatorio e poi cinguetta: “Grazie al dottor Lucidi, al dottor Porcellini, a Giorgio e a tutti i ragazzi dell’ospedale di Cattolica. Sto cercando di fare una foto al chiodo!” In attesa di una foto ricordo del reperto, auguriamo a Vale una pronta guarigione!
La morte di Mika Ahola è arrivata, pesante come un macigno, sul mondo dell’enduro e degli appassionati motociclisti che ancora hanno vive le immagini dell’incidente tragico di Marco Simoncelli. Il perchè della morte del grande endurista è stato confuso fin dai primi minuti, quando in molti hanno dato la notizia con cause differenti. Chi parlava di malattia, chi di incidente in allenamento, chi nella vita privata.
A chiarire la situazione, e a smentire le notizie non veritiere, arriva la vedova di Mika, Marika Ahola, che ha commentato in una nota quanto segue: “Mika, durante un allenamento in moto, è caduto riportando lesioni interne non immediatamente diagnosticate. Dopo un travagliato decorso ospedaliero, a causa dell’insorgere di serie complicazioni, il 15 gennaio alle 19.28 si è tragicamente spento.”
Una diagnosi iniziale sbagliata, seguenti complicazioni e la completa degenerazione della situazione. Difficile dare colpe, in un caso che non conosciamo nel dettalgio, ma rimane comunque forte la tristezza per la perdita di un talento vero, che proprio in questi mesi ha deciso di ritirarsi dalle competizioni per intraprendere nuove strade. Ciao Mika.

Tempo di recupero per Andrea Dovizioso, nuovo pilota del team Yamaha Tech 3 MotoGP. Il centauro romagnolo, si sta sottoponendo a fiosioterapia e al classico programma di riabilitazione in seguito all’incidentte riportato alla caviglia. Terzo lo scorso anno nel mondiale, l’ex Honda Repsol ha rilasciato un’interessante intervista al sito MotoGP.com nella quale si parla delle ambizioni in vista della stagione 2012 ma non solo. Vi riportiamo i passi più interessanti.
D: Come ti senti dopo il recente intervento chirurgico, “come nuovo” come hai postato su twitter?
R: “Dopo l’incidente ho sofferto davvero molto. Era da tempo che non mi infortunavo seriamente e quindi l’operazione si è svolta senza problemi. È stato doloroso, ma nel mestiere del pilota queste sono cose che possono accadere. Ora sono concentrato sui prossimi test in Malesia“.
D: Può quanto accaduto influire sul processo di adattamento alla Yamaha?
R: “In questo momento mi è difficile fare un pronostico su quale sarà la mia condizione fisica in vista della Malesia, perché 23 giorni dopo l’operazione non sono un periodo sufficientemente lungo. I dottori hanno svolto un ottimo lavoro e sono molto fiducioso. Quanto succederà in Malesia sarà comunque qualcosa a se stante perché, a parte i 3 mesi di lontananza dalle moto, il circuito è davvero ostico e il tutto si complica ulteriormente se aggiungiamo l’umidità e le alte temperature. Spero di riprendermi del tutto per capire meglio la moto. Probabilmente per i test successivi sarò al 100% e così sarò in grado di rendermi conto del mio livello”.
Continua a leggere: MotoGP: Andrea Dovizioso, "Svilupperò la Yamaha insieme a Crutchlow"
Nella nostra carriera di motociclisti più o meno esperti, abbiamo avuto modo di conoscere - almeno una volta - qualche degno rappresentante della categoria “imbecilli in moto“. Il video di oggi, su gentile concessione di Oliepeil.nl, ci mostra una compilation dei più divertenti idioti presenti su Youtube, un vero e proprio collage di momenti imbarazzanti messi in scena da individui ancor più imbarazzanti. Buona visione!
Due tappe e tre morti, una Dakar così tragica fin dall’inizio non la si ricordava da tant tempo, forse da sempre. L’ultima tragica notizia, dopo quella della morte di Boero, è capitata fuori dal percorso di gara. Un ultraleggero privato che seguiva la gara dall’alto, ha avuto un’avaria precipitando e uccidendo i sui due occupanti, padre e figlio di 38 e 12 anni.
Una tragica fatalità, che nulla ha a che fare con al competizione in se, ma che grava pesantemente sul bilancio delle vittime di questa edizione. L’incidente è capitato durante la tappa inaugurale di domenica, ed è inizialmente passato in sordina dai media mentre tutti si concentravano sulla competizione e sull’incidente mortale del pilota argentino Jorge Martinez Boero.
Il velivolo è precipitato per un guasto, come riporta la Gazzetta dello Sport, verso mezzogiorno nella zona di “Tres Arroyos”, nella provincia di Buenos Aires, vicino a dove passavano i mezzi da gara. Per fortuna nello schianto nessun altro è stato coinvolto, ma rimane un grande dolore sperando che sia l’ultima brutta notizia di questa tragica edizione del Rally sudamericano.
Valentino Rossi è caduto alla seconda curva del Gran Premio del Giappone. Dopo una buona partenza, rimane “schiacciato” alla seconda curva tra Jorge Lorenzo e Ben Spies. Rossi, che forse ha tirato troppo la staccata per essere solamente alla seconda curva, si sposta verso sinistra urtando prima Lorenzo per poi finire nel sandwich delle due Yamaha. Con un pochino di cautela avrebbe potuto evitare l’incidente? Diteci la vostra con un commenti.
foto | visordown
Continua a leggere: Valentino Rossi Crash a Motegi. Incidente evitabile?

Un altro incidente fatale in pista, un altro pilota che lascia per sempre la sua passione e il suo mestiere. Benjamin Gautrey, pilota del campionato BSB, è morto in seguito ad un incidente durante il primo giro della National Superstock 600 a Cadwell Park. Il pilota guidava una Kawasaki del team MWR, che ha comunicato la dinamica del tragico incidente:
“Al primo giro della Superstock 600 di Cadwell Park, Benjamin Gautrey è caduto sulla curva a destra nella sezione del Mountain ed è stato inevitabilmente colpito da due piloti che lo seguivano, causando un incidente che ha coinvolto 5 piloti in tutto. La corsa è stata immediatamente interrotta”. Gautrey, appena 18enne pilota di Southport, ha riportato gravi lesioni alla testa e al petto. E’ stato immediatamente soccorso in pista dal team medico per poi essere trasferito al centro medico dove i tentativi di rianimazione sono stati vani. Nessun altro pilota è rimasto ferito.
Il direttore del British Superbike Series, Stuart Higgs: “Sono incredibilmente affranto per la morte di Ben a causa delle ferite rimediate in quella caduta, Era giovanissimo, alla sua stagione di debutto a livello nazionale e si era dimostrato davvero promettente, vincendo il campionato Thundersport GB Moto450 l’anno prima. Mi accodo a Ben Wilson che ha dedicato la sua vittoria Supersport a Ben”
Attualmente la dinamica e le fasi della caduta sono oggetto di investigazione da parte del MCRCB, ma la dinamica è stata abbastanza chiara e del tutto simile a quella che ha strappato al mondo del motociclismo, esattamente un anno fa, il giovane Shoya Tomizawa nel campionato Moto2.
via | MCN

Correva l’anno 1993, e nel circuito di Misano, Wayne Rainey era impegnato a difendere la leadership mondiale in sella alla sua Yamaha. Un incidente all’apparenza banale, però, gli ha causato la frattura della colonna vertebrale, in infortunio che ha stroncato per sempre la sua carriera costringendolo nella sedia a rotelle per il resto della sua vita.
Wayne, però, non è mai rimasto fuori dal giro che conta, e fra una gara di Kart e una consulenza per Yamaha Racing, è arrivato il momento di tornare sul circuito maledetto 18 dopo la caduta. La MotoGP approderà nei prossimi giorni a Misano per una nuova tappa del motomondiale, e l’ex campione sarà lì con i piloti e con il team, nella pista dove non volle più tornare dopo quella domenica di inizio settembre del ‘93.
Il team organizzerà per lui un grande evento nel paddock del circus, con i piloti, gli sponsor, i giornalisti e chi più ne ha più ne metta. A seguire, dopo il “continua”, uno dei pochi documenti dell’epoca che documentano la sua terribile caduta.
Continua a leggere: Wayne Rainey torna a Misano 18 anni dopo l'incidente che l'ha reso paralitico
A Milano un diverbio al semaforo come tanti, si è trasformato in una tragedia per uno scooterista trentenne. Nel pomeriggio di ieri, un automobilista è stato arrestato con l’accusa di omicidio dopo aver investito e ucciso volontariamente lo sforturtunato in scooter, colpevole di avergli sputato in una lite verbale al semaforo.
E’ capitato nei pressi di via Andrea Doria, vicino a Piazzale Loreto. Anche una donna di passaggio è stata coinvolta nell’impatto mentre era in sella alla sua bicicletta, ma ha riportato solo contusioni ed è stata dimessa dall’ospedale in serata. Lo scooterista Alessandro M. ovviamente è quello che ha avuto la peggio, è deceduto dopo il ricovero nella clinica Città Studi.
Secondo la ricostruzione del PM Antonio Sangermano i due avrebbero litigato per questioni di viabilità ad un semaforo che precede l’incrocio dell’incidente mortale. La lite sarebbe ripresa al semaforo rosso successivo, e qui Alessandro M. avrebbe sputato in faccia a Vittorio P., poi avrebbe proseguito la sua corsa in scooter per via Andrea Doria, inseguito dal 61enne che avrebbe volontariamente investito il motociclista.
Nella caduta lo sfortunato è finito sotto l’auto e seppure abbia cercato di fare restistenza aggrappato al paraurti non è riuscito a resistere finendo sotto l’auto che ha proseguito la sua corsa senza fermarsi. Per l’automobilista è scattato il fermo per omicidio volontario che dovrà essere convalidato dal giudice, entro 48 ore.
via | Corriere
Su segnalazione del nostro utente rip82, vi mostriamo il filmato che ritrae il singolare incidente di cui è stato vittima (per fortuna senza conseguenze) Chad Reed, al primo giro della seconda manche della classe 450 del Campionato Lucas Oil Motocross di Millville, lo scorso 16 luglio. Reed aveva appena assunto il comando della gara, cercando di raggiungere la sua quinta vittoria della stagione, prima di perdere il controllo della sua moto proprio all’inizio di un salto, venendo così scaraventato in aria e atterrando 15 metri più in là.
Nonostante la spaventosa caduta, Reed è risalito in moto praticamente illeso ed è subito tornato in gara riuscendo a raggiungere la quattordicesima posizione. In tal modo è riuscito a mantenere la leadership nella classifica generale, ma di certo questa botta non la dimenticherà facilmente!