Arrow presenta i nuovi scarichi realizzati per le Suzuki GSX-R 600/750 2011. Sei i silenziatori disponibili per le supersportive di Hamamatsu, con eventuali collettori in acciaio inox e raccordi. Sono disponibili in differenti materiali, titanio, inox, fibra di carbonio, alluminio, alluminio anodizzato, fondello carby.
I silenziatori sono omologati per uso stradale (sono provati secondo la Direttiva Europea 97/24/CE), tranne lo scarico della linea GP2, disponibile solo in versione racing. A seconda del modello, i silenziatori sono equipaggiati con dB-killer estraibile e vengono fissati al telaio con una staffa in acciaio inox o fascetta carby. Con il solo slip-on l’incremento di potenza misurata è stato di circa 4 cv. A seguire la lista completa del componenti disponibili.
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Come abbiamo già fatto per la Suzuki GSX-R 600 2011 vi proponiamo una bella Mega Gallery della sorella maggiore GSX-R 750 2011 a listino a 13.500 euro franco concessionario, IVA compresa, costi di immatricolazione esclusi (listino prezzi aggiornato ed in vigore dal 1° aprile).
750 centimetri cubi: un valore che per i motociclisti rappresenta un’epoca gloriosa fatta di supersportive a 4 cilindri cominciata a metà degli anni ‘80 e finita a metà dei ‘00, con una eccezione. La categoria delle settemmezzo è nata ad Hamamatsu, nel 1985, con il primo modello di Suzuki GSX-R 750, che si impose come più performante sportiva della sua generazione e capostipite di una famiglia di moto giapponesi da strada e pista che nessuno potrà mai dimenticare. La tradizione continua.
Perchè continuare? Suzuki risponde così: “la 750 rappresenta l’origine della gamma GSX-R ed è la cilindrata ideale per un uso trasversale inquanto la potenza del motore e il peso del mezzo si compensano in modo ottimale. Suzuki è certa che tutti i suoi Clienti apprezzeranno tali vantaggi, non solo nei circuiti di gara ma anche sulle strade.”
In effetti, le caratteristiche della nuova Gixxer sembrano spingere l’utilizzo verso un più ampio raggio, rendendola una delle sportive più sfruttabili su strada, anche nella versione 600 (che abbiamo provato qui), che condivide con la sorella maggiore le quote ciclistiche, la componentistica e il look. Rispetto alla versione Precedente, tra l’altro, l’evoluzione è sostanziale, e nonostante l’estetica non si discosti di tanto, è stata completamente riprogettata a partire dal telaio che ha consentito un riposizionamento del motore, ora ruotato all’indietro di 3°.
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Le nuove Suzuki GSX-R 600/75 2011 (il nostro Test della GSX-R 600 M.Y. 2011) entreranno ufficialmente in listino a partire dal 1° gennaio 2011 rispettivamente ad un prezzo di 12.200,00 euro per la “seicento” e 13.500,00 euro per la sette e mezzo (prezzi suggeriti dalla Casa, franco concessionario, IVA compresa, costi di immatricolazione esclusi).
GSX-R 600 GSX-R 750 sono due modelli completamente nuovi, sviluppati in parallelo, con in comune la stessa tecnologia sviluppata in ambito sportivo, una più ampia erogazione di potenza, una migliore risposta del gas, con emissioni di CO2 inferiori e con un conseguente consumo di carburante ridotto di circa il 10%.
Highlights
Interasse più corto di 15 mm per una migliore guidabilità, forcella rovesciata con sistema BPF Showa con cartuccia interna già in uso sulla GSX-R 1000, nuove pinze radiali Brembo e miglior coppia ai medi regimi per una risposta sempre pronta del gas. La nuova GSX-R 750 è più leggera di 8 Kg, con una massa di soli 177 kg, la GSX-R 600 è addirittura 9 Kg più leggera, per una massa totale di soli 174 kg, un dato che le garantisce il miglior rapporto peso/potenza fra le supersportive di 600cc.
Ecco le bellissime Suzuki GSX-R 600 e GSX-R 750 2011 che insieme alla GSR750 2011 verranno presentate domani all’Intermot di Colonia. Per entrambi i modelli un nuovo frontale più sportgente ed arrotondato, con faro più generoso e più alto, nuovo posteriore più filante e meno spigoloso con nuovo disegno della fanaleria a led che ricorda la Brutale.
Lo scarico, che appare più snello e meno vicino alla pedana del pilota, è di forma trapezoidale. Medesima la posizione degli specchi retrovisori e leggermente modificata la forma del serbatoio. Per entrambi i modelli pinze radiali Brembo mentre la 750 ha le forcelle regolabili Showa, così come l’ammortizzatore posteriore. Si serie anche l’ammortizzatore di sterzo. Tre le colorazioni della GSX-R 600 2011: blu e bianco, bianco panna e nero, nero.
Tre anche quella per la GSX-R 750 2011: blu e bianco (diverso come tradizione dal blu e bianco della GSX-R 600), nero e rosso. Attendiamo le news e dettagli riguardanti ciclistica e motore.

Dimsport Technology ha realizzato la nuova centralina RapidBike Evo per la Suzuki GSX-R 750 K8.
Centralina che consente la possibilità di controllo e regolazione del sistema d’iniezione con una sola centralina, in grado di agire simultaneamente sui valori d’iniezione e sul segnale della sonda lambda, mantenendo le prestazioni nel tempo.
RapidBike Evo è in grado di gestire sino a ben 8 iniettori ed un range di intervento che può arrivare fino al 150% in più, e al 100% in meno nel tempo di iniziale, che rende la centralina il top del mercato per il modello in questione.
La funzione auto-adattativa leggendo periodicamente il segnale proveniente dalla sonda lambda, modifica le mappature ciclicamente in funzione del miglior rapporto aria-benzina, con conseguente nuova mappatura sempre perfetta per le condizioni di utilizzo del momento.
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Marketing d’altri tempi, verrebbe da dire. In questo video Suzuki ci mostra alcuni passi del processo produttivo di una GSX-R 750 del 1993; certo, moto vecchia ma è davvero interessante e capace di infiammare gli animi (non solo per le temperature di lavorazione dei metalli che si vedono nel video).
via | RacingCafè
Suzuki ha appena rilasciato le foto e le informazioni di una nuova versione della mitica GSX-R 600, questa volta presentata in una commemorativa colorazione che riprende la livrea della moto da Superbike del 1999. Verrà esposta al pubblico al Carol Nash MCN Scottish Motorcycle Show a commemorare i 25 anni del Gixxer.
25 modelli verranno prodotti in questa speciale edizione, che avrà in più uno scarico Yoshimura e la targa numerata sulla piastra di sterzo. In italia abbiamo visto già la versione da 1000cc dedicata al 25° anniversario, e questa 600 non verrà distribuita nel bel paese, rimanendo confinata al mercato UK.
Il marketing manager di Suzuki GB, George Cheeseman, ha commentato: “è la seconda di una trilogia che commemora i 25 anni della GSX-R (ne dovrà arrivare ancora una, quindi, n.d.r.). Nel 1985 la GSX-R 750 ha fatto la sua prima apparizione ridefinendo le regole fra le moto sportive, per poi rinascere ne 1997, con la versione 600 e via fino ai giorni nostri”
Continua a leggere: Suzuki GSX-R 600 Special Edition solo per il mercato inglese
Kawazuki, un nome strano ma facilmente identificabile nell’unione di due famosi nomi giapponesi del motociclismo: Kawasaki e Suzuki. L’officina Icon ha utilizzato come base di partenza per quesa special una splendida Kawa KZ1000 del 1979, con telaio modificato per ospitare un monoammortizzatore Suzuki SV1000. Anche l’avantreno arriva da una SV, mentre il complesso forcellone/ruota posteriore arriva da una vecchia GSX-R 750 del ‘92.
Il motore, rimasto Kawasaki, riceve un kit Big Bore della Wiseco, che fa crescere la cilindrata fino a 1075cc, i carburatori respirano attraverso filti a cono e uno scarico cromato 4-in-1 fa bella mostra di se sul lato destro. Le sovrastrutture, verniciate di nero, contrastano con il bianco del telaio e dei cerchi. Tocco di classe finale, il serbatoio del mono posteriore coperto da una lattina di Red Bull.
Chi ama particolarmente i restauri o i tuning fedeli all’originale stile dell’epoca, stia alla larga da certe realizzazioni: questo Frankenstein giapponese potrebbe essere considerato una bestemmia per tanti, ma non possiamo che inchinarci al suo fascino, ai suoi muscoli e alla sua sfacciataggine.
via | Hell for leather
Prendi un telaio di una minibike o pocketbike, ci monti il motore sette e mezzo di una Suzuki GSX-R 750, incroci le dita e provi a partire…
via | Motormeuk.nl