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Suzuki Italia apre una sottoscrizione a favore del Giappone

pubblicato da Gianluca

Logo SuzukiSuzuki Motor Corporation esprime la propria costernazione per i tragici eventi che hanno recentemente colpito il popolo giapponese. Pur non avendo subito danni diretti alle proprie strutture produttive, grande è il coinvolgimento e totale la partecipazione al dolore di chi sta tanto soffrendo.

Per sostenere le attività di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite Suzuki Italia ha aperto una sottoscrizione. Tutti coloro che fanno parte del mondo Suzuki (concessionari, officine, fornitori e loro dipendenti, dipendenti di Suzuki Italia S.p.A., ect) e tutti coloro che comunque desiderano farlo, possono dare il loro contributo versando sul seguente conto corrente il cui ricavato sarà devoluto alla Croce Rossa giapponese:

UNICREDIT
IBAN IT 10 J 02008 01177 000101344037
Intestato a Suzuki Italia S.p.A. – donazione Giappone

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Disastro in Giappone: il punto della situazione sulle Big Four

pubblicato da Michele Lallai


Qualche giorno fa vi abbiamo comunicato la momentanea sospensione della produzione da parte di Honda e Suzuki, a causa del terribile terremoto che ha colpito il Giappone, un disastro di queste proporzioni ha messo in ginocchio l’intera popolazione oltre che l’economia del paese, un problema che si ripercuote anche sulle altre due grandi fabbriche giapponesi, Yamaha e Kawasaki, che non hanno subito danni ne interrotto la produzione, ma hanno ugualmente accusato un brutto colpo.

Honda: è stata la più colpita. La produzione è sospesa fino al 20 marzo, e il suo reparto R&D al centro di Tochigi è stato danneggiato vistosamente dal sisma, causando 30 feriti e, purtroppo, un decesso. Al momento l’interruzione della produzione è estesa a tutti gli stabilimenti dove si preferisce non consumare energia e risorse, dirottandole verso la popolazione più colpita, quella che al momento ne ha veramente bisogno. Come abbiamo scritto due giorni fa, la casa dell’ala ha donato 300.000.000 ¥ per le operazioni di soccorso e recupero, 1000 genratori e 5000 bombole di gas, più un supporto concreto mettendo a disposizione parte del personale.

Yamaha: c’è stato un ferito anche nello stabilimento principale dei tre diapason, ma nessun danno concreto alle fabbriche e impianti più vicini all’epicentro. Colpito pesantemente, invece, il circuito di Sugo, di proprietà Yamaha, che in certi punti è proprio sprofondato, con voragini sull’asfalto. Trovandosi sulla costa della prefettura di Miyagi ha subito particolarmente le scosse. Non ci sono, per ora, notizie riguardo una possibile chiusura degli impianti.

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Shuhei Nakamoto, HRC Executive Vice President, sulla delicata questione giapponese

pubblicato da Gianluca

Nakamoto vicepresidente Honda HRCHRC ha diffuso poco fa l’intervuista a Shuhei Nakamoto, HRC Executive Vice President incentrata sulla delicata situazione Giapponese e sul rinvio del Gran Premio del Giappone.

Quello che è successo in Giappone è terribile, e tutti ci auguriamo che il Paese possa tornare alla normalità il prima possibile. Com’è la situazione per HRC, questa terribile sciagura avrà effetti sulla vostra stagione?

“Sicuramente la situazione in Giappone è molto difficile ed i nostri pensieri vanno a tutte le persone che sono state colpite direttamente da quanto accaduto. Per quanto riguarda l’HRC, fortunatamente non abbiamo subito grossi danni, ma al momento è difficile lavorare nella nostra sede. Gi uffici sono aperti solo cinque ore al giorno per le restrizioni all’erogazione dell’energia elettrica. Anche raggiungere gli uffici è problematico - il treno non può raggiungere la stazione di Asakadai che è quella più vicina alla nostra sede - ed è molto difficile spostarsi visto che circa il 50% dei treni è operativo. Per questo motivo molte persone si spostano con le proprie automobili e questo aumenta molto il traffico per cui si possono impiegare tre ore anziché una per arrivare in ufficio. Inoltre sta diventando difficile fare rifornimento perchè molte stazioni di servizio sono chiuse. Un altro problema è rappresentato dalla situazione dei nostri fornitori. Alcuni al momento non possono lavorare per i danni subiti e se le cose non torneranno alla normalità in alcune settimane, dovremo gestire al meglio i ricambi che abbiamo. Al momento comunque abbiamo tutto il necessario per il GP del Qatar e per quello di Jerez, ed è presto per preoccuparsi di questo. In ogni caso, tutti in Giappone stanno facendo del loro meglio per risolvere la situazione e confido che tutti insieme riusciremo a risollevarci al più presto.”

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MotoGP: posticipato il GP del Giappone, si correrà ad ottobre

pubblicato da Michele Lallai


La decisione più logica è stata presa. Come abbiamo anticipato, il GP del Giappone in programma originariamente il 24 aprile è stato spostato al prossimo 2 ottobre. Nei giorni scorsi un terribile terremoto ha colpito tutto il Giappone, e diversi tsunami si sono abbattuti sulle coste; due delle quattro case motociclistiche giapponese si sono trovate costrette ad interrompere la produzione.

Il circuito di Motegi ha subito danni marginali, ma data la situazione davvero critica nel paese (c’è anche il rischio nucleare che incombe) si è deciso di spostare la data della gara, ora schedulata per il 2 ottobre prossimo. La FIM/Dorna hanno preso questa decisione dopo un consulto con i responsabili del circuito, e inserendo l’evento giapponese nell’unico grande break stagionale, fra la gara di Motorland Aragon del 18 settembre e quella di Phillip Island, il 16 ottobre.

Carmelo Ezpeleta, negli scorsi giorni, ha avanzato immediatamente la proposta di spostare il Gran Premio, ovviamente per dare la possibilità al paese di riprendersi dal più grande terremoto nella storia del Sol Levante. Anche l’anno scorso la gara giapponese fu posticipata a causa della nube alzata dall’impronunciabile vulcano islandese, che ha bloccato il traffico aereo mondiale impedendo ai piloti e ai team di raggiungere il Giappone.

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La Farnesina sconsiglia viaggi in Giappone

pubblicato da Gianluca

motegi

La situazione in Giappone si fa sempre più critica e la Farnesina sconsiglia viaggi in Giappone. Questa parte della nota che potete leggere su Viaggiare Sicuri, gestito dal Ministero degli Affari Esteri e Unità di Crisi. Sullo stesso sito trovate numeri utili per contattare l’Ambasciata d’Italia a Tokyo ed il Consolato Generale ad Osaka.

“In considerazione delle difficoltà connesse alle conseguenze del sisma a cominciare da quelle relative al danneggiamento della centrale di Fukushima, si sconsiglia di intraprendere viaggi in Giappone. Si fa presente anche che l’Agenzia Metereologica giapponese se da un lato ha revocato l’allarme tsunami dall’altro lato ha indicato la possibilità di nuove anche forti scosse di assestamento. Si raccomanda in particolare di evitare, per il momento, le zone del nord-est del Paese. Si raccomanda inoltre vivamente a tutti coloro che intendano comunque intraprendere un viaggio in Giappone di tenersi aggiornati sull’evoluzione della situazione.”

L’altro pericolo sono le radiazioni. Livelli di radioattivitità nove volte superiori alla norma sono stati registrati nella prefettura di Kanagawa, a ovest di Tokyo, il cui capoluogo Yokohama è situato appena 35 chilometri a sud della capitale giapponese. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa nipponica Kyodo, citando fonti dell’amministrazione locale (via Repubblica).

Dopo l’allerta le case motociclistiche giapponesi (Honda e Suzuki hanno stoppato la produzione per qualche giorni) si attende di capire se si svolgerà o meno il GP del Giappone in programma a Motegi il prossimo 24 aprile.

Honda sospende la produzione fino al 20 marzo, Suzuki fino al 16. Nessun danno per Yamaha e Kawasaki

pubblicato da Gianluca

Honda Kumamoto

A seguito della catastrofe che ha colpito il Giappone (Terremoto e Tsunami), Honda esprime le sue più sentite condoglianze per le vittime Terremoto/Tsunami. In considerazione di quello che sta accadendo la Casa Alata annuncia la sospensioni delle attività produttive negli impianti di Sayama, Ogawa, Tochigi, Hamamatsu e Suzuka.

Da domani 15 e fino al 20 marzo, saranno sospese le attività produttive in tutti gli impianti di Kumamoto (Ozu-machi, Kikuchi-gun, Kumamoto). Fino al 20 è sono inoltre sospese qualsiasi attività anche nell’area di Tochigi, particolarmente colpita e dove trovano lo stabilimento di Tochigi, il reparto Honda R&D, l’Ltd. R&D Center e l’Honda Engineering Co.

Con la speranza di contribuire alle operazioni di soccorso e recupero delle aree colpite, Honda fornirà i seguenti aiuti: donerà 300.000.000 ¥ per le operazioni di soccorso e recupero, 1000 genratori e 5000 bombole di gas ed invierà il proprio personale per spiegare come usare i generatori donati. Honda collaborerà per conservare l’energia elettrica nella zona, necessaria per soccorrere le aree maggiormente colpite.

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Terremoto in Giappone: Honda conferma un morto e 30 feriti nello stabilimento Ricerca e Sviluppo

pubblicato da Michele Lallai

Logo HondaTutti noi ci siamo svegliati questa mattina con la tragica notizia del terremoto in Giappone. Una vera e propria catastrofe naturale, il più grosso sisma nella storia del Sol Levante con picchi di 8.9° della scala Richter. L’epicentro è stato individuato a 500km dalla costa, questo ha causato la formazione di diversi tsunami con onde alte fino a 10 metri, che stanno spazzando via le coste pacifiche.

Il panico nella grande Tokyo è confermato dalla chiusura di tutti gli aeroporti e l’allarme nucleare che mette a serio rischio gli impianti di produzione di energia del paese, già fermi da qualche ora. Il bollettino, per ora, parla di 50 morti accertati, una nave con oltre 100 passeggeri travolta dallo tsunami, migliaia di feriti e un bilancio che diventa più grave ora dopo ora.

Anche Honda è stata investita dal sisma nei suoi impianti produttivi, che hanno momentaneamente cessato l’attività. Nello stabilimento Ricerca e Sviluppo di Tokyo, sono stati registrati 30 feriti e, purtroppo, anche un morto. Dalla presidenza dell’azienda hanno rilasciato questa dichiarazione: “il terremoto che ha investito il Giappone oggi è uno dei peggiori che la storia ricordi, e la più grande catastrofe del nostro paese. La priorità di Honda è di aiutare e supportare i centri colpiti maggiormente con tutti i mezzi a nostra disposizione. Confermiamo inoltre che presso la sede Honda R&D Co. Ltd della prefettura di Tochigi sono stati registrati 30 feriti e un morto. La fabbrica di Saitama ha sospeso la produzione, mentre a Suzuka gli operai hanno appena ripreso a lavorare.”

Ovviamente siamo vicini al popolo Giapponese, ai lavoratori degli stabilimenti produttivi e a tutte le persone investite da questa catastrofe. Vi terremo aggiornati.

Aggiornamento ore 16.00: Cinque scosse di assestamento di 5.5 gradi hanno di nuovo scosso la costa est del Giappone in rapida successione. Lo riferisce l’Usgs, l’Istituto americano di geofisica. Bilancio provvisorio parla di 289 morti, 349 dispersi. Disastro sulla costa con circa 300 corpi emersi dal mare. Travolta nave un centinaio di persone a bordo, idem per un tre disperso con altrettanti passeggeri. E’ presto per dirlo e forse non è nemmeno il momento di parlare di corse, ma il GP del Giappone in programma sul circuito di Motegi il 24 aprile potrebbe essere annullato o rinviato.

Aggiornamento ore 17.00: E’ salito ad almeno 310 morti il bilancio provvisorio delle vittime. La polizia riferisce di 110 vittime accertate, 350 dispersi e 544 feriti.

via | Carolenash

MV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione Finale. Tiratura limitatissima solo per il Giappone

pubblicato da Michele Lallai

MV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione Finale

Si è parlato poco di questa ennesima versione speciale della F4 prima serie, e solo ora sono saltate fuori le foto del 2010, anno in cui la MV Agusta ha lasciato spazio alla F4 1000 di nuova generazione, archiviando la storica creatura disegnata da Tamburini con un ultimo tributo: la F4 1078 RR 312 Edizione Finale, quella che davvero accompagna questa moto nel mito delle moto più belle della storia, con una limitatissima tiratura.

Le differenze rispetto ad una 1078 312 standard sono da ricercare nei piccoli particolari estetici come la sella in pelle con cuciture rosse, la colorazione originale della prima F4 750, e la targhetta con numero di serie progressivo, da 1 a 20. Perchè di Edizione Finale ne sono state prodotte solamente due decine, e neanche una è arrivata in Europa.

Con la partnership di Motocorse, MV Agusta ha voluto distribuire questi pochi pezzi di storia solamente in Giappone, mentre nel vecchio continente era appena cominciata la vendita delle F4 1000, che ha fatto passare in sordina questa 312 molto particolare. Perchè fare una tiratura limitata di una moto appena uscita di produzione e venderla solo in Giappone? E’ un vero tributo, con una produzione dedicata e limitata, o un semplice modo elegante di sbarazzarsi delle ultime 312 invendute?

MV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione FinaleMV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione FinaleMV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione FinaleMV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione FinaleMV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione FinaleMV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione FinaleMV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione FinaleMV Agusta F4 1078 RR 312 Edizione Finale

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Kawasaki ZRX1200 2011: due nuove colorazioni, solo per il Giappone

pubblicato da Michele Lallai

Kawasaki ZRX1200 2011

La Kawasaki ZRX1200, sia chiaro, manca nel listino europeo già da un anno. Il MY 2010, infatti, è stato profondamente rivisitato, ma mai importato nel vecchio continente, dove rappresentava una nicchia davvero ristretta di mercato, fatta di appassionati ed estimatori delle maximoto anni 70 e 80 made in Japan. Nel mentre il modello continua ad evolvere, e per il 2011 arrivano due nuove colorazioni bicromatiche, decisamente eleganti ma dal disegno classico.

Verde scuro con la banda verde chiaro, o marrone scuro con la banda marrone chiaro. Una combinazione simile per due colori differenti, con il verde più legato alla tradizione racing della casa, quando Eddie Lawson faceva incetta di successi fra le derivate di serie con la Z1000R. Negli anni, il modello non è diventato un arnese da gara, ma si è rivolto sempre più ad un pubblico sport touring legato alla storia, cambiando poco o nulla nelle due decadi di vita, a partire dalla ZRX1100.

Il motore è un’icona di robustezza: 4 tempi raffreddato a liquido, quattro cilindri e distribuzione DOHC. La cilindrata totale è di 1.164cc con dimensioni del cilindro di 79,0mm × 59,4mm (alesaggio x corsa). Potenza massima: 110CV a 8.000 g/min, mentre la coppia massima è di 107Nm a 6.000 g/min. Il peso di 246kg rende l’idea dell’imponenza del mezzo. Purtroppo, dal Giappone non sembrano volere cambiare idea, e rimarrà destinata al mercato interno.

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Kawasaki presenta la W800 Cafè Style, ma è solo per il Giappone

pubblicato da Michele Lallai

Kawasaki W800 Cafe Style

Kawasaki ha rinnovato il suo listino inserendo la nuova W800, versione dalla cubaturma maggiorata di quella W650 che ha fatto innamorare molti appassionati di moto vintage. Il bicilindrico parallelo giapponese arriva in Europa con una veste estetica del tutto simile alla sua progenitrice, già perfetta nel suo stile evocativo, ma nel Sol Levante verrà distribuita anche una versione più sportiva.

Si chiama W800 Cafè Style, e differisce dalla standard per la sua anima corsaiola: cupolino aerodinamico e sella monoposto sono le più evidenti modifiche, ma cambiano anche le colorazioni di sovrastrutture e cerchi, mentre i carter motore diventano neri. Pochi e sapienti interventi per creare una racer d’altri tempi, degna di posare davanti all’Ace Cafe di Londra senza sfigurare accanto ad un twin parallelo inglese.

Come anticipato, la W800 Cafè Style verrà distribuita in Giappone, e non si hanno notizie di una eventuale importazione nel vecchio continente. Come già capitato con la Suzuki GS1200SS, le “operazioni nostalgia” vengono molto apprezzate in patria ma non vengono esportate. Speriamo nel contrario, almeno questa volta.

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