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Tutti gli articoli con tag giappone

All'asta il casco "Hope for Japan" utilizzato da Alvaro Bautista a Laguna Seca

pubblicato da Michele Lallai


Ancora iniziative per il Giappone da parte dei piloti, e ancora un’asta il cui ricavato andrà totalmente in beneficenza. Alvaro Bautista, nella gara di Laguna Seca, ha indossato una speciale versione del suo casco Shoei intitolata Hope for “Japan”, creato dal designer giapponese di Troy Lee Design, Maki Ushiroyama. L’asta è possibile seguirla su eBay a quest’indirizzo.

Il casco, sia chiaro, non è una replica, e presenta anche qualche abrazione dovuta alla scivolata di Alvaro in gara, mentre lottava per la sesta posizione. Il design del casco rappresente alcune bandiere del mondo a fare da corona all’unica, grande bandiera giapponese posizionata sulla calotta. E’ riportata anche la scritta in giapponese “Ganbare Nippon”, la traduzione in lingua del Sol Levante di “non mollare Giappone” assieme alla firma del pilota.

L’asta è cominciata ieri e si concluderà l’11 settembre, e come anticipato tutto il ricavato andrà interamente alla Croce Rossa giapponese, per dare una mano alle persone intente a ricostrure il paese dopo i tragici eventi di marzo scorso.

Il casco di Bautista a Laguna SecaIl casco di Bautista a Laguna SecaIl casco di Bautista a Laguna SecaIl casco di Bautista a Laguna SecaIl casco di Bautista a Laguna SecaIl casco di Bautista a Laguna SecaIl casco di Bautista a Laguna SecaIl casco di Bautista a Laguna Seca

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MotoGP: Valentino Rossi si schiera contro il GP di Motegi, "non penso che andrò in Giappone"

pubblicato da Michele Lallai

Box e paddock MotoGP a Brno

“Io ho paura di andare in un posto dove c’è una centrale nucleare fuori controllo e dove si succedono con costanza terremoti. Adesso dopo i test tornerò a casa e penserò sul da farsi, ma di certo non sono tra quelli che vogliono andare”, così ha dichiarato Valentino Rossi, che finalmente prende una posizione chiara sul GP di Motegi, sempre più vicino nel calendario.

Probabilmente le ultime dichiarazioni di Casey Stoner - che ha preso in considerazione l’ipotesi di andarci - e le pressioni che Honda sta facendo sui suoi piloti per recarsi a Motegi il 2 ottobre, hanno fatto scattare la molla dello sfogo nel Dottore, che ovviamente pende dalla parte del no. Non c’è report ARPA che tenga, le radiazioni fanno paura anche se sono state dichiarate inferiori a quelle prese durante una semplice radiografia.

Aggiunge: “Non ho parlato fino ad ora perchè credevo che il buonsenso prevalesse e invece ci dicono che tutto va bene. Secondo me è anche poco rispettoso andare fin li’ per una corsa in moto. Noi non facciamo un lavoro che ci obbliga ad andare in posti pericolosi perchè aiutiamo la gente, questo non è il nostro mestiere. Noi facciamo uno spettacolo e a me non interessa sapere che ho una assicurazione che mi curerà se starò male, vorrei non correre questi rischi. La mia squadra e quelli che lavorano con me non vogliono andare”

Polizia giapponese e asfalto bagnato: la gymkhana è servita /video

pubblicato da Michele Lallai

Sempre più difficile siore e siori! Dopo le tonnellate di video sulle gymkhane dei poliziotti giapponesi pubblicati su Youtube, ecco qualcosa che porta l’impresa ad un livello di sicuro maggiore: la gymkhana su asfalto completamente bagnato! Ovviamente i movimenti sono più morbidi e i cambi di traiettoria meno violenti rispetto al classico gesto atletico su asfalto asciutto, ma qui si svolge tutto a velocità e angoli di piega che la maggior parte di noi si sogna anche senza quei 3 centimetri di acqua nel suolo.

La moto utilizzata è Honda VFR800 di fine anni ‘90, una moto dal grande equilibrio ma non la più facile per via del peso e dell’erogazione del Vtec, che in queste versioni faceva ancora sentire il cambio brusco d’erogazione. Grande confidenza nel mezzo e senso del limite sono ovviamente le caratteristiche più sviluppate di questi motociclisti-atleti. Un video tutto da gustare.

La FIM pubblica il rapporto dell'ARPA sulle radiazioni a Motegi: "il rischio radiologico per l'individuo risulta trascurabile"

pubblicato da Michele Lallai


La stima di dose per un individuo della popolazione nell’intervallo temporale di svolgimento del GP (una settimana) risulta comparabile a quella settimanale, pari a circa 46 Sv, desumibile dalla dose media annua assorbita a livello mondiale da sorgenti naturali (pari a 2.4 mSv) (Unscear 2000). Sulla scorta della stima di dose effettuata si può senz’altro affermare che il rischio radiologico per un individuo della popolazione nell’intervallo temporale di svolgimento del GP risulta trascurabile.

Queste sono le conclusioni finali del report che L’ARPA ha redatto dopo il sopralluogo nel circuito di Motegi. Il documento completo è stato pubblicato dal sito della FIM e lo potrete consultare cliccando qui. In sostanza le verifiche effettuate dal team di esperti italiani sia sulle zone circostanti la pista, che sugli alimenti e acque della zona, non mettono a rischio l’incolumità di piloti e personale.

I livelli di radioattività sono stati attentamente esaminati e riportati in una tabella (sono arrivati fino alla moquette del 5° piano dell’hotel del circuito), per poi fare un confronto con i livelli radioattivi naturali. Si è concluso che il livello è leggermente più alto, ma che nel periodo di permanenza in circuito, tutti i presenti assorbiranno un numero di radiazioni pari ad una settimana di esposizione entro la dose media annua di radiazioni da sorgenti naturali.

La Federazione, rendendo pubblico questo documento, porta finalmente un resoconto chiaro sulla vicenda, e affianca dati e valori alla già annunciata possibilità di correre il 2 ottobre nel circuito giapponese, senza rischi per nessuno. Rimarrà difficile convincere i piloti che hanno già annunciato di non voler partire verso il Giappone. Basterà questo rapporto a fargli cambiare idea?

MotoGP: i piloti dicono no al GP di Motegi, si va verso la cancellazione definitiva?

pubblicato da Michele Lallai


Il circuito di Twin Ring Motegi si trova in Giappone, a circa 107km dalla centrale nucleare di Fukushima, quella che ancora oggi mette paura alla nazione e al mondo dopo la fuoriuscita di radiazioni in seguito all’ultimo grande terremoto. Dopo essere stato spostato, il Gran Premio del Giappone di MotoGP si avvia verso la definitiva cancellazione. E’ arrivato il no dalla maggior parte dei piloti, che non vogliono correre in una zona ad alto rischio di radiazioni.

Il parere dei piloti arriva dopo quello di Carmelo Ezpeleta, che ha dichiarato la situazione stabile e con poco pericolo per la carovana del Motomondiale: “al 90% si correrà”. A capo dell’opposizione c’è Jorge Lorenzo, che commenta “sono giovane e non voglio rischiare conseguenze, non voglio correre a Motegi”, una dichiarazione a cui fa eco quella di Valentino Rossi: “non ho sentito ancora nessuno che ci voglia andare, nemmeno io ci andrei, sono tutti spaventati dalle radiazioni”.

Alcune squadre si stanno mobilitando e consultando specialisti del settore che possano dare risposte più esaustive sulla situazione attuale nei dintorni della centrale colpita. Se verrà definitivamente annullato l’appuntamento, la Dorna dovrà organizzare un appuntamento sostitutivo per non incorrere in penali milionarie, come previsto dai numerosi contratti con sponsor e televisioni.

via | Motocuatro

La BMW S1000RR è Moto dell'Anno anche in Giappone

pubblicato da Michele Lallai

BMW S 1000 RR Superstock Limited Edition

Questo suona veramente strano. La BMW S1000RR è stata insignita del titolo di Moto dell’Anno dalla commissione giapponese del Supertest World Association, un evento più unico che raro nel paese con la più alta produzione di supersportive iperprestazionali. Le Big Four sono state battute per la prima volta da una tedesca.

Il direttore di BMW Motorrad Japan, Ekrem Sak, ha ritirato il premio, consegnatogli da Kohei Ichimoto, direttore della rivista giapponese Young Machine. Ennesimo titolo internazionale vinto dalla prima ipersportiva della casa bavarese, ma forse il più interessante dal punto di vista simbolico. Dopo tutti questi premi in giro per il mondo dedicati alla moto di serie, arriverà prima o poi il titolo mondiale Superbike?

BMW S 1000 RR Superstock Limited EditionBMW S 1000 RR Superstock Limited EditionBMW S 1000 RR Superstock Limited EditionBMW S 1000 RR Superstock Limited EditionBMW S 1000 RR Superstock Limited EditionBMW S 1000 RR Superstock Limited EditionBMW S 1000 RR Superstock Limited EditionBMW S 1000 RR Superstock Limited Edition

via | Twowheelsblog

Arai Quantum Flag Japan, un casco per il Giappone

pubblicato da Gianluca

Arai Quantum Flag Japan

Arai ha realizzato la special edition “Quantum Flag Japan” per portare aiuto alla popolazione del Giappone recentemente colpita dallo tsunami. Per ogni singolo esemplare venduto Arai donerà 100 euro alla Croce Rossa giapponese, impegnata nei territori colpiti.

Una cifra importante raggiunta grazie allo sforzo congiunto di Arai Giappone, Arai Europe, BER Racing Italy ed i Concessionari Ufficiali. Il design appositamente studiato da Aldo Drudi ricalca quello di successo della serie Flag, ma stavolta con la Hinomaru, la bandiera giapponese, e il suo tipico disco rosso, emblema del sol levante. Il “Flag Japan” incarna le eccellenti caratteristiche sport touring tipiche della serie Quantum - allo stesso prezzo di sempre - e contribuisce in maniera significativa a questa iniziativa umanitaria.

Quantum Flag Japan è disponibile in quantità limitata: per prenotarlo è sufficiente recarsi presso i Concessionari Ufficiali Arai contrassegnati da una specifica icona all’interno del sito www.berracing.it. La consegna è prevista per il mese di Settembre 2011. Il Arai Quantum Flag Japan è in vendita al prezzo di 739 euro nelle taglie dalla XS alla XXL (le caratteristiche sono quelle note).

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MotoGP: Motegi verso la cancellazione definitiva?

pubblicato da Michele Lallai


Non finiscono i problemi in Giappone, e di conseguenza continua a rimanere in bilico la tappa del Motomondiale nel Sol Levante, che dopo essere stata spostata al 2 ottobre, potrebbe essere cancellata dal calendario 2011. L’alta probabilità di questa decisione arriva in seguito alle ultime notizie che riguardano le preoccupanti radiazioni emesse dall’impianto nucleare di Fukushima, che si trova a circa 170km dal complesso motoristico Twin Ring Motegi.

Le incessanti e poco rassicuranti news sull’aumento della quantità di radiazioni nell’aria, nell’acqua e negli alimenti, potrebbe portare ad un definitivo abbandono del round nipponico, ma l’eliminazione di una gara causerebbe delle beghe legali per quanto riguarda i contratti per la copertura televisiva, che ovviamente sono stati stipulati per 18 appuntamenti stagionali.

La soluzione potrebbe trovarsi in Turchia, con il circuito di Istanbul bello pronto per accogliere il circus. Nel 2007 questa pista fu abbandonata dalla MotoGP per mancanza di pubblico, ma questa volta non importa l’afflusso di appassionati in pista, il GP di Turchia sarebbe l’unico buon ripiego per evitare salate penali e garantire 18 gare svolte a fine stagione.

via | Gazzetta.it

MotoGP: Honda e Bridgestone in crisi dopo il terremoto in Giappone

pubblicato da Michele Lallai


La tragedia che ha colpito il Giappone qualche settimana fa si sta pian piano ripercuotendo sull’economia delle aziende con sede nel Sol Levante, e in tutte le attività ad esse correlate; la MotoGP non è da meno. Inizialmente si è subito pensato tenere in piedi la produzione ma a distanza di qualche tempo i reparti sportivi potrebbero accusare maggiormente le perdite dovute alle ultime vicende.

“Sono stati consegnati i pezzi necessari per le prime due gare in Qatar e Jerez. Se la situazione in Giappone non cambia, saremo costretti a rivedere i nostri programmi”. Lascia tutti nel dubbio la dichiarazione di Shuhei Nakamoto, che sembra non avere la certezza della disponibilità di fondi per continuare l’oneroso progetto Repsol Honda. Ricordiamo che quest’anno il team è stato organizzato senza badare a spese, con ben 3 moto in pista e tra i più forti piloti sulla piazza.

In Yamaha le cose vanno leggermente meglio: “Nel nostro reparto corse in Giappone l’attività è quasi normale. In questo momento non ci aspettiamo che l’attività in MotoGP venga in qualche modo colpita dalla situazione”, rassicura William Favero, PR di Yamaha Racing. La Yamaha, come la Suzuki, riceve la maggior parte del suo materiale Racing dall’Europa, mentre Honda è totalmente made in Japan.

Un’altro grande e indispensabile nome giapponese del mondiale, Bridgestone, ha dichiarato che la fornitura è assicurata per le prossime 6 gare, cosa succederà dopo è un mistero: “Ciò di cui abbiamo bisogno per le prime sei gare dell’anno è stato consegnato o è in viaggio via nave”. La produzione delle mescole da gara avviene a Tokyo: “Per questi pneumatici speciali usiamo mescole lavorate con macchine che abbiamo solo nella capitale”, sottolinea Thomas Scholz, che cura la logistica e la fornitura delle gomme.

Suzuki Italia apre una sottoscrizione a favore del Giappone

pubblicato da Gianluca

Logo SuzukiSuzuki Motor Corporation esprime la propria costernazione per i tragici eventi che hanno recentemente colpito il popolo giapponese. Pur non avendo subito danni diretti alle proprie strutture produttive, grande è il coinvolgimento e totale la partecipazione al dolore di chi sta tanto soffrendo.

Per sostenere le attività di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite Suzuki Italia ha aperto una sottoscrizione. Tutti coloro che fanno parte del mondo Suzuki (concessionari, officine, fornitori e loro dipendenti, dipendenti di Suzuki Italia S.p.A., ect) e tutti coloro che comunque desiderano farlo, possono dare il loro contributo versando sul seguente conto corrente il cui ricavato sarà devoluto alla Croce Rossa giapponese:

UNICREDIT
IBAN IT 10 J 02008 01177 000101344037
Intestato a Suzuki Italia S.p.A. – donazione Giappone

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