Negli scorsi giorni vi abbiamo mostrato le splendide immagini delle prime edizioni della Dakar, i primi 12 anni di competizioni fra l’Europa e L’africa che hanno fatto nascere un vero mito. Oggi vi proponiamo il proseguo di questa leggendaria storia di sfide, contro gli avversari e contro la natura, in sella a mezzi fuoristrada dal fascino unico.
Dal 1990 al 2000, anni d’oro per il motociclismo mondiale e della rifiorente industria italiana. Claudio Castiglioni prende in mano il CRC (Centro Ricerche Cagiva) e la Ducati, dando vita alla leggendaria Elefant, che vise le edizioni del 1990 e de 1994 con Edi Orioli. A partire dal 1995 la competizione ha cambiato punto di partenza ad ogni edizione, quasi sempre con partenza da Spagna o Francia, con l’eccezione dell’anno 1997, che fu Dakar-Agadez-Dakar.
Nei tre video allegati a questo post, possiamo vedere le più belle immagini delle edizioni 1991-1994, 1995-1998 e 1999-2001. Emozioni uniche ed imperdibili.
Continua a leggere: Dakar Legend: le edizioni degli anni '90
Ci troviamo a Mallory Park, corre l’anno 1986 e si corre il round del campionato Honda V Formula 500, ovver il monomarca dedicato alla VF500, gioiellino della casa dell’ala degli anni ‘80. Il circuito già di per se molto veloce e poco sicuro, è stato rallentato con una chicane improvvista appena dopo l’uscita di un lento tornantino che oltre a spezzare completamente il ritmo di gara risulta pericolosa per coloro dovessero andare lunghi nella staccata.
Una curva progettata davvero male che assomiglia più ad una rotonda che ad una sezione di un circuito veloce come il Mallory. Ciò nonostante, l’unica (e spettacolare) caduta del video la troviamo all’uscita di una curva veloce, quando la VF del leader della corsa ha cominciato a sbacchettare senza più fermarsi. Qualcuno avrebbe gradito un ammortizzatore di sterzo?
via | Visordown
E’ passato un mese dalla presentazione ufficiale al raduno mondiale MV Agusta. La meravigliosa special racing che richiama lo stile vintage, è tornata in pista a Franciacorta per prepararsi al Bol d’Or Classic in programma per l’11 settembre 2011. Il 24 giugno Giovanni Magni e il suo team sono scesi in pista per testare la moto e ricordare i bei tempi ormai andati.
Giovanni Magni: “Il progetto è nato quando i miei clienti del club Magni Bayern mi hanno informato che avevano organizzato un raduno per i possessori di moto Magni nel week end del Bol d’Or Classic 10-11 settembre. Per cercare di dare un’attrattiva in più al raduno, mi è venuta l’idea di chiedere agli organizzatori del BOC se avrebbero potuto accettare una Magni Guzzi.Da regolamento sono ammesse solo moto prodotte tra il ‘60 e l’80, la mia prima Magni Guzzi è stata progettata-costruita nell’83-84. Dopo qualche scambio di opinioni abbiamo raggiunto l’accordo, una Magni potrà partecipare alla gara del BOC 2011 anche se nel piazzamento finale delle due manche sarà fuori classifica. Così è iniziato il progetto! Come più volte affermato, i nostri clienti diventano molto spesso buoni amici ed entrano a far parte della “famiglia”. Ho parlato della mia idea ai ragazzi del Guzzi team 72, Oscar Buratti e i piloti Massimo Peronetti e Matteo Stella, che si sono subito sentiti coinvolti nel progetto.”
Magni ha successivamente spiegato che della ciclistica se ne sarebbe occupato lui, mentre il Guzzi Team 72 avrebbe messo a disposizione il motore con il quale avevano disputato alcune gare del Campionato Europeo Endurance Epoca. Lo sviluppo è partito da subito, rispettando sempre il regolamento e i canoni dell’epoca. Il primo test a Franciacorta è andato a buon fine e i piloti sono molto soddisfatti ma il lavoro è ancora lungo e alle gare mancano pochi mesi. Sicuramente questa moto farà la sua figura all’interno dello storico campionato, riuscendo magari a mandare indietro le lancette dell’orologio di qualche decennio.
via | Superwheels
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Continua a salire la febbre delle due ruote. Per centauri e non, impossibile mancare il 5 e 6 marzo 2011 alla Fiera di Padova in occasione dell’evento “Passione Moto“. Il Salone Internazionale Auto e Moto d’Epoca, sarà interamente dedicato alle due ruote.
Questo dopo gli ultimi sondaggi del settore che vedono appassionati ed operatori sempre più interessati al nostro mondo. Previsti ben 20.000 metri quadrati destinati all’esposizione di motociclette e articoli che hanno fatto e stanno facendo la storia.
Saranno presenti commercianti, preparatori, restauratori, club e registri storici, ricambistica, accessori e abbigliamento, custom e il settore dei privati con moto d’epoca e moto usate in vendita.
Continua a leggere: Fiera di Padova: Salone Internazionale delle Moto d'Epoca
ASI sta per Automotoclub Storico Italiano, Asimotoshow è la manifestazione che raduna tutti gli appassionati di moto dei tempi che furono, con il patrocinio del registro nazionale che salvaguarda il patrimonio motociclistico storico italiano. L’edizione 2011 sarà la numero 10, un decennio che verrà celebrato sul circuito di Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, un luogo ormai storico per questo evento.
Asimotoshow è cresciuto in modo omogeneo, sul piano della qualità dei mezzi e della quantità dei centauri e dei campioni che negli anni ne sono stati i protagonisti. Nelle ultime edizioni si è aggiunto un nuovo elemento, il pubblico, che sempre più numeroso ha cominciato ad affollare le tribune dell’Autodromo.
Le cifre del 2010 sono la conferma del successo raggiunto: un migliaio di moto in esposizione, 600 delle quali sono scese in pista nelle 15 batterie, 50 Campioni di tutte le categorie ed epoche e vincitori di 37 titoli iridati, oltre 10.000 spettatori sulle tribune. una partecipazione massiccia per uno degli eventi principali nel panorama storico italiano.
Continua a leggere: Asimotoshow: nel 2011 si festeggia il decennale
Lenart Bobber è una novità che arriva sul mercato europeo con un biglietto da visita davvero particolare: Si tratta della prima moto omologata nel vecchio continente, e prodotta in serie, con telaio rigido. Questa soluzione è considerata da molti immancabile se si vuole definire la propria moto un “vero” bobber o custom che riprenda le linee delle care vecchie low rider degli anni che furono.
Il problema di fondo, ovviamente, è che per un utente medio, non particolarmente attento alla fedeltà storica e culturale del mezzo, è un comfort in meno davvero pesante, oltre che dannoso per l’intera ciclistica appena la strada diventa un minimo dissestata. Da unire ai difetti, il motore che va dai 125cc ai 350, davvero piccolo e di nicchia, anche per una categoria che di nicchia è già.
Parlando invece di caratteristiche tecniche, il motore che equipaggia il telaio rigido è un bicilindrico parallelo a 4 tempi raffreddato a liquido, che nel caso del 125 sviluppa 12,5cv, per arrivare fino ai 28cv del top di gamma da 350cc. Velocità massime da 110 km/h a 140 km/h. Esteticamente possiamo apprezzare lo stile, con il piccolo serbatoio in stile “peanut” di HD e la sella monoposto in perfetto stile bobber.
Continua a leggere: Leonart: la prima moto con telaio rigido omologata
Hard 9 Choppers era un ospite atteso della 16a edizione del Bike Expo Show di Padova. Come promesso, porta alla manifestazione veneta due nuove special, che Danny Schneider ha preparato con cura sopraffina e con lo stile unico che contraddistingue le sue creature. Una Harley Davidson e una Norton, due stili totalmente differenti, ma accomunati da un numero: 1942
Entrambe le basi di partenza, infatti, sono proprio del 1942. Hard 9 ha sapientemente “storpiato” due cimeli d’epoca per creare qualcosa di ancora più esclusivo e caratteristico.
La Norton è una 16H, e da buona anglosassone, presenta colorazione e personalità estetica molto british. I dettagli sono maniacali, e gli elementi cromati si sprecano. Il tamburo anteriore lascia a bocca aperta come le aste di sostegno dorate del parafango anteriore e posteriore.
Continua a leggere: Live @ Bike Expo Show: le creazioni di Hard 9 Choppers

Una argentea e rossa Honda si esibisce in un coreografico decollo d’annata. Riuscite ad indovinare quale famosa gara è immortalata in questa foto, e in quale punto del tracciato ci troviamo? …Dai che non è difficile…
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.
La special che vi presentiamo oggi è stata proposta dal nostro lettore Mirco, che ringraziamo anche per gli esaurienti dati che ci ha fornito a riguardo. La base di partenza è una Ducati 900 Sport dei primi anni 80, riconoscibile unicamente dal cupolino tagliato e dal gruppo ottico anteriore, unici elemementi derivati dal prodotto di serie.
Rispetto alla Sport originale, la moto è stata esteticamente e funzionalmente alleggerita, con un nuovo codone derivato da un’illustre Yamaha TZ 350 da competizione, mentre tutto il superfluo è stato eliminato. La parte ciclistica ha ricevuto altrettanti radicali interventi, come l’avantreno, completamente sostituito con un 916 Senna, e composto di forcella Showa pluriregolabile, impianto freno Brembo Serie Oro e cerchio da 17. L’ammo di sterzo è Marzocchi.
Anche il posteriore presenta una ciclistica moderna, con mono Bitubo completamente regolabile e forcellone bibraccio scatolato con capriata superiore di rinforzo. I dettagli non sono stati trascurati, e vediamo tutte le tubature in treccia, i supporti delle pedane ricavati dal pieno e le pedane in Nylon ed alluminio. Le viti a vista sono state tornite una ad una prendendo forme coniche.
Continua a leggere: Special: Ducati Sport 900... diabolica raffinatezza.
Deco Rides Liner And Scoot Concept è il chilometrico nome di questa particolare special, che è composta da due elementi stilisticamente inscindibili, l’auto e la moto. Più che di special, qui si parla di arte allo stato puro, un esercizio stilistico che ha richiesto ben tre anni di lavoro e un investimento di capitali non indifferente.
L’auto è una Lincoln Sedan Delivery del 1939, totalmente rivista per ospitare al suo interno una Harley Davidson Sportster del 1992, anch’essa irriconoscibile. L’auto è dotata di una pista interna comandata elettricamente, per facilitare l’ingresso e l’uscita della moto, e la trazione è stata spostata anteriormente, per garantire il massimo spazio posteriore possibile.
La tecnologia presente sia sulla 4 che sulla 2 ruote è di ultima generazione, e lo stile di entrambe ricorda i manifesti futuristi dei primi decenni del secolo scorso. I dettagli gustosi si sprecano in queste due sculture mobili, e ve li lasciamo gustare nella gallery.