
Il direttore generale di Gas Gas, Ramon Puente, ha confermato che all’inizio del prossimo anno inizierà la produzione della TXT 4820, ovvero la prima moto da trial elettrica, prodotta in collaborazione con la tedesca Eta-Motors e distribuita con marchio Gas Gas. Sono stati presi già 20o ordini per germania, Austria e Svezia, ovvero i paesi più attenti alla mobilità sostenibile. Potremo vederla in versione definitiva al Salone Eicma di Milano fra poco più di una settimana.
Gas Gas, inoltre, ha ricevuto un prestito agevolato da una importante banca catalana, secondo un programma strategico che sostiene l’industria motociclistica. Lo scopo è quello di aumentare la produzione, la competitività sul mercato e l’occupazione sviluppando nuovi modelli, in un nuovo percorso industriale che arriva fino al 2014.
Non sono ancora stati definiti i limiti di produzione della nuova elettrica ne tantomeno le previsioni di vendita, ma ha per ora confermato uno stock iniziale di 20 moto già prodotte che verranno distribuite ai primi clienti all’inizio del 2012.
Le city car elettriche saranno sicuramente il futuro dei trasporti nelle grandi metropoli e KTM, in collaborazione con l’Austrian Institute of Technology, ha recentemente lanciato sul mercato la sua prima auto ad emissioni zero la piccola E3W. Dalle prime foto la vettura appare come una biposto con 3 ruote realizzata con materiali plastici e dotata di portiere ad apertura verticale.
Il motore ha una potenza di 20 Cv ed è capace di raggiunge la velocità massima di 95 Km/h, il tutto alimentato da batterie al litio da 6,5 kwh che garantiscono una autonomia di circa 100 km. La produzione della KTM E3W dovrebbe partire entro 24 mesi ed il prezzo dovrebbe essere compreso tra i 5.000 e gli 8.000 Euro.
KTM crede moltissimo nel futuro dei veicoli ad emissioni zero, sarà disponibile dal 2012 anche la KTM Freeride.
via | autoblog
La Zero XU è un’altra bella idea elettrica, studiata esclusivamente per l’utilizzo urbano, e perchè no, anche un po’ di fuoristrada leggero, grazie alle ruote di grande diametro. Sella bassa, maneggevolezza e la batteria estraibile sono gli elementi che rendono questa nuova elettrica del brand Zero comoda nel traffico e nell’utilizzo di tutti i giorni, con la possibilità di caricare la batteria in ufficio o a casa in assoluta tranquillità.
Il telaio, come per il resto della produzione Zero, è fabbricato in alluminio di derivazione aerospaziale, la struttura ingloba la batteria estraibile, vera e propria anima del mezzo. Con una soluzione del genere, e con il caricatore esterno, sarà possibile ricaricare la batteria in qualsiasi posto vi troviate, o se si dispone di due unità, lasciare una batteria in carica a casa mentre si utilizza l’altra. i 40km di autonomia ad una velocità massima di 80km/h confermano la vocazione prettamente cittadina.
Ciclisticamente la XU presenta una soluzione easy, che ricorda le Beta Alp e le Yamaha Tricker, con struttura bassa ma gomma da 21″ all’anteriore e cerchi a raggi di ispirazione fuoristradistica. La sela è ampia, ma anche se si viluppa molto in lunghezza, l’assenza di pedane passeggero ci fa pensare che non ci sia l’omologazione per due.
via | Solomoto
No, non è la cassetta delle esche che usa vostro zio per andare a pesca, si chiama ZEV ed è una nuova proposta nell’ancora giovane mondo della mobilità urbana elettrica. E’ derivato dall’ Honda PS250 (come ci suggerite) nternamente, questo progetto lo chiamano “two wheeled pickup truck” ovvero il pick up a due ruote, paragone osato ma probabilmente non troppo distante dalla realtà.
In primis per la colorazione e l’estetica che ricorda molto gli humvee americani, e come secondo aspetto perchè è stato studiato per essere un mezzo versatile, tanto da poter dotare anche i reparti di polizia. Ci sono due modelli, denominati 5100 e 6100, che differenziano per batteria e prestazioni: unità al litio da 4,32Kw per la versione 5100 e 5,04 per la 6100.
Tali batterie spingono la massa non tanto leggera dello ZEV per 70 miglia, circa 113km in una sola ricarica (velocità massima 80km/h), mentre nella versione più potente abbiamo una autonomia di 137km, alla velocità massima di 93km/h. La capacità di carico è notevole, con la possibilità di convertire il sellino dedicato al passeggero in schienale e riporre un bauletto di elevate dimensioni nel retro. L’abitabilità è garantita dalla sella che può arretrare e avanzare di 6 pollici, per accogliere piloti di tutte le stature.
Continua a leggere: ZEV 5100 e 6100: il pickup elettrico a due ruote
Lo so, la similitudine “moto elettrica = cesso” è servita su un piatto d’argento, per i detrattori delle moto a propulsione elettrica, ma concentriamoci su questi fuori di testa che rischiano di intossicarsi con i burn out all’interno di un bagno pubblico!
via | Oliepeil

Daytona EV non sta per “evoluzione”, ma per Electric Vehicle, ovvero una versione elettrica della famosa sportiva a tre cilindri, che con la sua parente a motore alternativo condivide solo il nome. Gli amici di Triumphchepassione pubblicano sul loro sito il rendering della futuribile supersportiva, ipotizzando così un impegno della casa inglese nel mondo della propulsione a corrente continua.
Lo studio del designer Robrady è stato sviluppato per la Vectrix, e la sua superbike elettrica che finora non è andata oltre lo stadio prototipale. Non ci viene difficile, quindi, vedere il progetto con un marchio molto più popolare e che abbia risorse e voglia di investire nella propusione a impatto zero.
Tre motori (giusto per rimanere nella tradizione), ognuno con una potenza superiore a 50cv, sarebbero la scelta migliore, per avere una moto prestazionale e all’altezza delle concorrenti inquinanti e puzzolenti. per una potenza simile, però, dovranno arrivare nuove generazioni di batterie, che possano garantire un’autonomia quantomeno decente. Dei grandi nomi del mercato, quale vedete meglio come pioniere delle moto sportive stradali elettriche?
Vi abbiamo parlato già della Zero X, uno dei più validi progetti elettrici attulmente in circolazione, che ora subisce uno step evolutivo in Zero MX, con nuove sospensioni e ruote molto più “moto” e meno “ciclistiche”.
In questi video che vi proponiamo, potete saggiare le capacità da stunt di questa elettrica… chi ha detto che le zero emission non sono divertenti?
Eurobike, l’importante appuntamento fieristico riservato alla bicicletta, in programma a Friedrichshafen dal 2 al 5 settembre 2009, ha rappresentato l’occasione per l’anteprima mondiale della nuova bicicletta elettrica a pedalata assistita Ducati by Italwin.
La nuova bicicletta elettrica nasce dall’accordo triennale di licensing, siglato tra Ducati Motor Holding e Italwin Group, che vede le due aziende italiane operare in stretta sinergia. City Pearl, questo il nome del prodotto, esprime simultaneamente funzionalità e passione, con il dichiarato intento di rivoluzionare l’intero mercato delle biciclette a pedalata assistita.
Sintesi di forme, tecnologia, eco-sostenibilità e innovazione, vuole essere il mezzo di trasporto ideale per muoversi con stile, agilmente e senza fatica, anche nelle zone a traffico limitato. Gioiello di design e tecnologia, la bicicletta elettrica Ducati viene proposta sia in versione da uomo che da donna.
Personalmente non ho nulla contro le moto elettriche o ad emissioni zero: massimo rispetto per l’ambiente e per l’evoluzione tecnologica. Ma al di là dei contenuti tecnici, non riesco ancora a capire per quale motivo dovrei abbandonare il caro e vecchio motore endotermico e lasciare campo libero alla nuova generazione di propulsori presi in prestito dal frullatore della nonna.
La Quantya Supermotard che vedete nel video monta un motore potenziato da 48V, freni rivisti, ruote alleggerite e nuova sella. A giudicare da come si muove tra i tornanti, pare che la moto elettrica in generale abbia ancora molta strada da fare, sulla via del divertimento puro. Lunga vita alla benzina e alla miscela.
Il team Mission Motors si sta preparando alacremente per il granpremio ecologico TTXGP, in programma il 12 giugno all’Isola di Man. Questo video riprende le fasi salienti dei test effettuati recentemente sul circuito californiano Infineon Raceway. La moto elettrica Mission One pare essere tra le favorite alla vittoria finale del primo GP a zero emissioni della storia motociclistica.
Gli sforzi degli ingegneri si stanno concentrando sulle prestazioni ma anche sulla durata delle batterie, composte da ioni di litio raffreddati a liquido. La moto dovrebbe raggiungere le 150 miglia orarie e avere una autonomia di 150 miglia. Le batterie si ricarcano completamente in due ore con tensione di 240V.
Le sospensioni Ohlins, i cerchi Marchesini forgiati e i freni Brembo la rendono una concorrente scomoda anche per alcune sportive dal motore a scoppio. Il circuito del TT, lungo 37.5 miglia sarà un banco di prova efficace per testare le performance complessive dei veicoli a zero emissioni, sui quali pesa ancora il dubbio amletico della loro effettiva utilità…
via | Wired