L’ultima moto ad uscire dall’officina delle meraviglia di Wrenchmonkees è una splendida Triumph Thruxton, ripresa dai tuner di Copenhagen per un tuning profondo ma non pesante alla vista, che trasforma la cafe racer di serie in una vera e propria cartolina direttamente dagli anni ‘60. Il lavoro è stato svolto anche a livello ciclistico e secondo il proprietario ora la moto è decisamente migliorata nella guida.
Come possiamo vedere dalle foto, la fatica maggiore è stata fatta all’avantreno, con una forcella sfilata di ben 35mm per aumentare il carico sulla ruota davanti, e garantire un look più aggressivo. Il faro è più piccolo, così come il parafango, mentre i semimanubri sono ora sotto la piastra e tutto ciò che nella versione di serie era cromato, è stato verniciato in nero.
Il serbatoio, di una Kawasaki Z750B, ha ricevuto un trattamento che ricorda i cari vecchi serbatoi in alluminio spazzolato, mentre la sella, rifatta da zero, ora ha un look ancora più minimale e racer, con le classiche cuciture trasversali. Il posteriore è stato tagliato ed accorciato, dotato di un piccolo faro proveniente dalle moto a cui si ispira. nessuna modifica sostanziale nella ciclistica al posteriore, che maniene le due molle di serie. L’impianto frenante invece è stato sostituito con un elemento Brembo di maggiore qualità.
Il motore non ha ricevuto particolari modifiche, ma solo un filtro K&N per far inspirare meglio, e due scarichi Supertrapp per liberare le vie durante l’espirazione. Questo lavoro ha dato al motore ben 12Nm in più di coppia, con un picco massimo disponibile 1000 giri in anticipo. Di sicuro un’elaborazione facile da replicare e con lo stile tipico delle realizzazioni Wrenchmonkees.
via | Bike Exif
Charlie Stockwell della Warr’s Harley-Davidson ha finalmente ultimato i lavori iniziati nel 1996. Già proprio così: la sua elaborazione ha avuto una gestazione lunghissima, roba che non ti aspetteresti se l’ideatore è un ragazzo di appena 31 anni. L’ultima nata è un mix di stile, moderno e audace, che richiama molto l’Unorthodox Softail e la bellissima “24 Boardtrack”.
“Mi sono sempre chiesto da dove venissero le mie influenze”, dice Stockwell. “Ho viaggiato molto. Soprattutto del Sud Est asiatico e negli Stati Uniti. Ho soggiornato in alcuni posti assurdi e visto un sacco di cose insolite. Mi è rimasto dentro lo stile delle loro moto. Non erano sempre Harley, ma era evidente l’influenza che Harley aveva avuto. Un mix di materiali grezzi, pelli, ottone, rame, alluminio e tessuti. Spesso utilizzando quello che si aveva a disposizione, ma in ogni caso si trattava di realizzazioni assolutamente uniche”.
Quando John Hardcastle ha commissionato a Charlie di trasformare il suo Crossbones HD in qualcosa di unico, Stockwell gli ha ha proposto di avviare un progetto sullo stile della California anni ‘70. Il Dogma della Warr è infatti quello di partire sempre da telaio, motore, trasmissione e impianto elettrico originali, questo per mantenere sempre intatto il livello di affidabilità. La moto è stata smontata interamente, ogni piccolo elemento trattato con nichel e polvere scura in sostituzione delle cromature, montando il serbatoio di una Sportster 2010.
La Triumph Street Triple è una moto che mancava nel panorama delle naked di media cilindrata. Il suo tricilindrico e la sua estetica tipicamente british l’hanno innalzata a migliore proposta della categoria, implementata dalla versione R con sospensioni regolabili derivate dalla sorella pistaiola Daytona 675.
Seppure il mercato continui a preferire la soluzione giapponese (Z750 su tutte), la Street si è guadagnata il titolo di instant classic, e sempre più persone e aziende si cimentano in personalizzazioni, più o meno invasive. La Hellfire Flat Tracker è forse uno degli ultimi esempi di hard tuning, con una trasformazione estetica davvero interessante e gradevole.
Il motore non è stato coinvolto nell’elaborazione (rimangono 108 i cavalli a disposizione), e l’unico elemento che beneficia il reparto prestazionale è il nuovo scarico basso. La Hellfire, come dice il nome stesso, si ispira al flat track, e presenta due belle gommone tassellate, abbinate ad una tabella portanumero frontale, che ha costretto la dislocazione dei gruppi ottici ai lati degli steli forcella; una soluzione azzzardata ma davvero gradevole nel risultato finale.
Continua a leggere: Special: Triumph Hellfire Flat Tracker, una Street Triple tassellata

Niente più e niente meno du un vero contest di moto special. Questo è il Ducati Garage Contest, che torna nel 2010 dopo tre anni di riposo e di mancate occasioni per eleggere l’elaborazione più bella dell’anno. Si svolgerà nel contesto del WDW 2010 e, come è facile intuire, sarà dedicato alle sole moto di Borgo Panigale.
Un tripudio di telai a traliccio e frizioni rumorosissime, che invaderà il circuito di Misano e metterà le più particolari moto in competizione secondo la seguente modalità: fino al 16 maggio avrete tempo per inviare le foto della vostra creatura a questa casella mail, dopo di che verranno selezionate 10 moto, che verranno esposte alle WDW e si giocheranno il titolo di più bella dell’anno.
Una giuria e i piloti del Team Xerox Superbike saranno l’organo che consegnerà il premio. Per tutte le info a riguardo, tenete sotto controllo il sito del World Ducati Week 2010.
La special che vi presentiamo oggi è stata proposta dal nostro lettore Mirco, che ringraziamo anche per gli esaurienti dati che ci ha fornito a riguardo. La base di partenza è una Ducati 900 Sport dei primi anni 80, riconoscibile unicamente dal cupolino tagliato e dal gruppo ottico anteriore, unici elemementi derivati dal prodotto di serie.
Rispetto alla Sport originale, la moto è stata esteticamente e funzionalmente alleggerita, con un nuovo codone derivato da un’illustre Yamaha TZ 350 da competizione, mentre tutto il superfluo è stato eliminato. La parte ciclistica ha ricevuto altrettanti radicali interventi, come l’avantreno, completamente sostituito con un 916 Senna, e composto di forcella Showa pluriregolabile, impianto freno Brembo Serie Oro e cerchio da 17. L’ammo di sterzo è Marzocchi.
Anche il posteriore presenta una ciclistica moderna, con mono Bitubo completamente regolabile e forcellone bibraccio scatolato con capriata superiore di rinforzo. I dettagli non sono stati trascurati, e vediamo tutte le tubature in treccia, i supporti delle pedane ricavati dal pieno e le pedane in Nylon ed alluminio. Le viti a vista sono state tornite una ad una prendendo forme coniche.
Continua a leggere: Special: Ducati Sport 900... diabolica raffinatezza.
Marco, nostro affezionato lettore, ci ha voluto rendere partecipi della sua elaborazione, che a nostra volta proponiamo a tutti voi, perchè trattasi dell’argomento più discusso di quest’ultimo mese: il naso della nuova Multistrada 1200. Ormai ne abbiamo sentite di tutti i colori, tapiro, babbuino, facocero; il richiamo al mondo animale è vario ma un’elaborazione così metterebbe fine a tutte le similitudini.
Secondo Marco, eliminando la sporgenza anteriore, sparirebbero le due “narici”, e le luci di posizione a led si sposterebbero in basso, proprio in quello che rimane dopo l’operazione di riduzione. il resto della moto rimane bene o male identico, se non per un lavoro di unificazione delle linee nella fiancata fra telaio e serbatoio, che sono state unificate a seguire un’unica direzione.
Ora aspettiamo i vostri giudizi, piace più con il naso o senza?
Cosa dire di questa Vespa 53 Special elaborata Polini esposta allo stand della Casa di Alzano Lombardo (BG)? Semplicemente Bellissima!
Curata in ogni singolo particolare. Oltre al motore, allo scarico Polini, e al carburatore Mikuni la Vespa 53 Special è curatissima nelle rifiniture della sella, rivestita e bicolore, nelle pedane cromate con la scritta polini, manopole e gas rapido. Quanti di voi la vorrebbero nel proprio garage?

Il nostro amico Stefano Z. ci ha mandato le foto del suo giocattolo preferito: il monopattino. Certo non è un monopattino qualunque… Ciao ciao motorino, il futuro dei monomarcia è qui.
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.
Forcellone extra-long, gommone extra-large e sella extra low; non siamo impazziti, stiamo solo descrivendo una versione davvero insolita di Ducati 749 model year 2003. E’ la Gooichi 749, una special che farebbe letteralmente “impazzire” i puristi del marchio di Borgo Panigale. Una sportiva ridotta così fà piangere il cuore.
Per fortuna su una moto di questo tipo stanno a meraviglia le belle figliole; con una bionda così sfileremmo tutti volentieri lungo le strade americane, senza vergognarci più di tanto di questo spreco di meccanica italiana.
via | Faster and Faster
Ci capita spesso di dare spazio a giovani designer ma quello che vi proponiamo oggi è qualcosa di diverso di un semplice designer. Oggi vi parliamo di Simone Barbagallo che ha realizzato e non soltanto disegnato una special davvero interessante e per certi versi unica, la Scorpion Performance.
“Fra tutte le moto da me realizzate, - ci scrive Simone - questa che le sto presentando è la mia diletta perché il lavoro sviluppato, è davvero inestimabile. Sono ben quattro gli anni di continuo lavoro che alla fine hanno portato la nascita di questa special bike per non parlare dei costi che superano i quaranta mila Euro, non considerando ovviamente il costo iniziale della moto originale.”
Con questa premessa andiamo a leggere cosa ci ha scritto Simone per capire cosa e chi abbiamo di fronte e cosa può spingere un appassionato che di mestiere fa tutt’altro ma che per hobby si dedica alla realizzazione di “moto special”.
Continua a leggere: Mito Scorpion Performance sovralimentata da 90 CV per 100 kg