Fino a pochi giorni fa, in tanti (sottoscritto compreso) credevano che ad Assen, ci sarebbe stata una rimonta delle Ducati, che sul circuito olandese hanno sempre sfruttato l’assenza di rettilinei importanti e la maggior coppia ai bassi regimi per spingersi fuori dalle curve un po’ più velocemente dei colleghi a 4 cilindri. I fatti hanno dimostrato il contrario.
Forse Assen è la pista che più si adattava al carattere dei due cilindri, e la dichiarazione di Carlos Checa che ammette “avevamo meno accelerazione delle quattro” lascia qualche dubbio sul livello di competitività delle 1198 e ci fa pensare ad un futuro di sole vittorie plurifrazionate.
Nonostante ciò, Carlos è l’unico pilota Ducati ad aver vinto una gara quest’anno, con una moto privatissima, e in un team appena nato. Anche Shane Byrne e Jakub Smrz stanno riuscendo nell’impresa di mettersi dietro le ufficiali in quasi tutte le gare, ma il vero rappresentante di borgo panigale nelle corse per derivate di serie, ad oggi, è proprio lo spagnolo.
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Le emozioni nella gara2 di Superbike non sono di certo mancate. Una bandiera rossa al terzo giro (a causa di una brutta caduta in rettilineo che ha coinvolto Andrews e Iannuzzo, senza gravi conseguenze) ha fermato la competizione per mezzora, ricominciando con una griglia di partenza secondo il traguardo del terzo giro e una classifica aggregata secondo la somma dei tempi fra i 3 giri già percorsi e i 20 della ripartenza.
Nella realtà, abbiamo visto sul traguardo Noriyuki Haga, che ha preceduto Biaggi con un margine (a occhiometro) di mezzo secondo e Checa terzo, Nella classifica aggregata, ovvero quella valida ai fini della competizione, Nori vince su Carlos di appena 25 millesimi, con Biaggi leggermente staccato in terza posizione, ma sempre entro un decimo!
La classifica finale vede Leon Haslam in quarta posizione, nella prestazione più deludente della sua annata 2010, con Rea, Guintolì, Toseland, Byrne Crutchlow e Smrz a completare la top10 della somma dei tempi. Peccato per Leon Camier, caduto quando si trovava in testa alla corsa (e quarto nell’aggregata). Buone prestazioni per Lanzi e Scassa, rispettivamente 13° e 14°
Niente da dire, la prestazione deludente di Portimao ha lasciato l’amaro in bocca a tutto il team Ducati Xerox. Due gare fotocopia, con Noriyuki Haga e Michel Fabrizio che non sono riuciti a fare meglio della ottava e undicesima posizione, è un risultato troppo magro per essere il team che punta al titolo mondiale, anche se siamo solo all’inizio.
Il prossimo weekend, sul circuito Ricardo Tormo di Valencia, andrà in scena il riscatto rosso, con entrambi i piloti determinati e pronti a portare le loro 1198 sul podio. Il circuito spagnolo è sempre stato favorevole al team di Borgo Panigale, con Haga reduce da una splendida doppietta nel 2009 e Michel a podio in entrambe le manches. Per il veterano giapponse, la carriera sul circuito spagnolo parla di 10 podi su 16 gare, 5 di questi sono vittorie.
“L’anno scorso a Valencia abbiamo avuto un week-end perfetto e ho conquistato la mia prima doppietta su questa pista. Ovviamente una cosa che mi piacerebbe replicare quest’anno! Dobbiamo rifarci del terreno perso a Portimao quindi da Valencia in poi scenderemo in pista puntando al massimo risultato. Sono fiducioso che con i miei tecnici riusciremo a trovare un set up che mi permetta di lottare per questo”.
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Domenica difficile da dimenticare per gli spettatori, sugli spalti e davanti alla tv, della prima tappa del mondiale Superbike 2010. A vincere il round australiano di Phillip Island sono stati prima Leon Haslam (Alstare Suzuki) e poi Carlos Checa (Althea Racing Ducati).
In gara 1 Leon Haslam, Michel Fabrizio e Noriyuki Haga, hanno subito fatto la differenza, con il nostro Michel beffato al traguardo per soli 4 millesimi dal giovane britannico. Terzo Haga a 7 decimi non al top a causa di un brutto incidente con Ruben Xaus nel corso del warm up.
In gara 2 a prevalere è stata l’esperienza dell’ex MotoGP Checa, che dopo aver controllato la situazione, ha sferrato un doppio attaccato vincente ad Haslam e Fabrizio, fino ad allora in testa, conquistando così il gradino più alto del podio. “Ho fatto una grande battaglia con Leon in Gara 1.” - ha dichiarato il centauro romano.
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Il campionato del mondo dedicato alle moto derivate dalla serie ritorna per deliziare tutti gli appassionati, fra novità e piacevoli conferme. Di quest’ultima categoria fa parte Michel Fabrizio, ottimo secondo nella Superpole di Phillip Island e di nuovo con il coltello fra i denti in cerca del primo mondiale della sua carriera.
Per l’altro alfiere Ducati Xerox, Noriyuki Haga, le qualifiche australiane sono andate un po peggio, con l’uscita di scena al secondo stint e il decimo posto. Guardando all’esordio della scorsa stagione però, vediamo che il giapponese è partito sedicesimo, recuperando e vincendo la gara, quindi possiamo aspettarci un’altra ottima prestazione in gara, che non pare preccuparlo.
Michel Fabrizio ha dichiarato: “E’stato difficile oggi nella Superpole ma sono soddisfatto del risultato, ho perso la pole per pochi millesimi che è un peccato ovviamente, non è la prima volta che succede, ma la cosa importante è che parto dalla prima fila domani. Sono contento del giro veloce che ho fatto, molto pulito, senza nessuno davanti a me. Domani sarà sicuramente una sfida difficile con vari piloti, io, Haslam, Checa, Biaggi, Nori lì davanti. Sappiamo di aver un buon passo gara e sono molto fiducioso.”
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La sessione mattutina è cominciata in ritardo per gli alfieri del team Ducati Xerox, che hanno lasciato asciugare l’asfalto dopo gli acquazzoni notturni di Phillip Island. Appena messe le ruote sulla pista, non si sono più fermati, concludendo giri su giri e bloccando i cronometri su tempi molto interessanti.
Uno su tutti, il crono di Michel Fabrizio, che negli ultimi minuti della sessione mattutina ha abbassato di ben 7 decimi il suo tempo, relegando tutti gli avversari alle sue spalle. Un 1,31″650 difficile da battere, avvicinato solamente da Shane Byrne e Jakub Smrz, anche loro su Ducati.
Noriyuki Haga, quarto nella sessione mattutina, non è riuscito a replicare il suo tempo nel pomeriggio, arretrando di due posizioni nella classifica aggregata; sesto posto per lui con tanto lavoro da fare, e ottimismo per l’esordio mondiale di giovedì, sempre nella pista australiana. Il team si prenderà due giorni di riposo, per poi continuare l’ottimo lavoro svolto finora, ma in ottica gara.
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Prima giornata di test WSBK di Phillip Island chiusa positivamente per i piloti del team Ducati Xerox. Michel Fabrizio ha ottenuto il secondo crono assoluto (1′32.3) dietro a Carlos Checa e davanti al nuovo centauro di casa Suzuki Leon Haslam.
“Non è andato male oggi.” - ha dichiarato il campione capitolino - “Abbiamo lavorato principalmente sulle gomme, cercando di trovare un buon passo gara. C’è ancora da fare domani ma abbiamo iniziato bene direi. E’ molto caldo ma dopo le condizioni degli ultimi test invernali a Portimao e Valencia non ci si può lamentare!”
Nel pomeriggio il samurai brianzolo ha portato avanti i propri test concentrandosi nella ricerca del giusto setup montando dei nuovi pneumatici portati dalla Pirelli per l’occasione. A fine giornata, Nori Haga ha chiuso al quarto posto a due decimi dal più giovane compagno di squadra. “E’ stata una giornata positiva. Abbiamo provato varie cose.”
Il team Ducati Xerox ha chiuso i tre giorni di test a Portimao in leggera ascesa dopo i problemi che hanno colpito Noriyuki Haga e Michel Fabrizio nelle prime sessioni sul circuito portoghese. La pioggia del sabato e l’influenza del pilota romano non hanno fatto brillare le rosse di Borgo Panigale che si sono dovute arrendere alla furia inglese.
Nella seconda parte della sessione di ieri mattina, le condizioni sono nettamente migliorate, e i due piloti hanno finalmente offerto il loro miglior slancio, con il terzo tempo di Michel e il quarto di Nori; Nel pomeriggio i test sulle coperture Pirelli hanno alzato nuovamente i crono, a causa di problemi di grip con le mescole più moribide. In classifica generale, al termine del weekend, il romano conclude al quinto posto e il giapponese è solamente ottavo.
A parte le gomme, il fattore clima ha sballato notevolmente i riferimenti del team e i vari pacchetti non sono stati testati come pianificato, se aggiungiamo l’influenza di Michel e il feeling non costante dei piloti con i propri destrieri, abbiamo un quadro chiaro delle difficili giornate Ducati. A Valencia, fra qualche giorno, si cercherà di migliorare.
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Con l’addio (arrivederci?) di Davide Tardozzi alla scuderia Ducati Xerox, sarà Ernesto Marinelli il nuovo team manager della Rossa in Superbike. Gli anni trascorsi come direttore tecnico per la casa di Borgo Panigale, l’esperienza d’oltreoceano nell’AMA, il lavoro svolto fianco a fianco con Virginio Ferrari, Troy Bayliss, Carl Fogarty e per ultimo Noriyuki Haga, gli hanno permesso di acquisire le conoscenze necessarie per tentare il grande passo.
Interessanti le dichiarazioni dell’ingegnere modenese riportate da Ducaticorsefriends.com. “Sono combattuto tra due sentimenti molto forti. Il primo ovviamente molto positivo e stimolante per un nuovo ruolo che prevede compiti sensibilmente diversi da quelli che ho ricoperto in questa mia carriera di 14 anni in Ducati.” - precisa Meregalli.
“Sono lusingato per essere stato scelto e devo ringraziare Claudio Domenicali e Filippo Preziosi per la fiducia che continuano a riconoscermi. Il secondo ha un po’ di amarezza per due motivi, la perdita di Davide che dal 2003 ha rappresentato insieme a me il cuore della SBK in Ducati e con cui ho condiviso tutte le gioie e i dolori fino ad ora e il fatto che questo nuovo ruolo mi costringe a lasciare parte del lato tecnico che adoro e mi ha dato soddisfazioni enormi.”
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“Arrivederci alla prossima stagione…” è il messaggio che Davide Tardozzi, team manager Ducati in Superbike, ha scritto sul Desmoblog ieri dopo il round di Portimao.
La stagione 2009 è finita. Abbiamo vinto il titolo costruttori, abbiamo vinto il Mondiale Superstock 1000, abbiamo ottenuto 34 podi con i nostri piloti, secondo e terzo posto nel campionato del mondo. Ma non ci basta. E’ chiaro che è mancata la “ciliegina sulla torta”. Ci abbiamo creduto tutta la stagione e fino all’ultimo giro dell’ultima gara, ma purtroppo il campionato piloti ci è sfuggito.
Voglio ringraziare, però, tutti i ragazzi del Team e quelli che a casa ci hanno sostenuto giornalmente, Noriyuki e Michel che ci hanno fatto vivere grandi emozioni e che un’ora dopo la fine del mondiale erano già concentrati sul test di martedì e mercoledì, sempre qui a Portimao per ripartire ancora più competitivi, ancora più decisi a riconquistare un titolo perso per pochi punti.
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