Tutta la vita e la fama dell’Ing. Fabio Taglioni è racchiusa nel titolo del libro “Fabio Taglioni, la Ducati, il Desmo”. Si tratta dell’ultima fatica letteraria della biblioteca ASI, dedicata ad uno dei più importanti progettisti del secolo scorso, passato alla storia quale inventore della distribuzione desmodromica, e di conseguenza un’icona per la casa di Borgo Panigale e tutti i suoi aficionados.
Soprannominato “Dottor T” ha lasciato un impronta tecnologica talmente profonda, che pur avendo lasciato la Casa di Borgo Panigale nel 1989, ancora oggi le Ducati sono permeate della sua genialità. Questo libro si inserisce nella collana edita da ASI Service, e colma una lacuna letteraria su questo personaggio, di per se poco incline a pubblicizzarsi; nel volume, l’autrice ha tracciato un panorama esaustivo di una vita di attività creativa, avvalendosi delle testimonianze di chi l’ha conosciuto e che ha collaborato con lui.
Si dice che progettò 1000 motori, dalle piccole cilindrate per motorini e scooter ai potentissimi bicilindrici dei campionati Superbike. Progettava sempre. Dal telaio a traliccio al sistema di distribuzione desmodromico, dal motore bicilindrico, alla distribuzione a coppie coniche e a cinghia, tutta la tradizione tecnologica della Ducati poggia ancora saldamente sulla genialità di Fabio Taglioni.
I rumors cominciano a farsi insistenti, e seppure al 2012 manchi ancora parecchio gira la voce che il progetto Ducati per il ritorno in Superbike sia già stato sviluppato, e sia solo in fase di affinamento. Si parte dal nome, per poi spostarci a telaio e ipotetici valori di peso e potenza. Tutte notizie da prendere con le molle ma che noi rimpolpiamo con delle notizie fresche di giornata.
In tutta Europa sta girando il nome “Superquadrata“, per identificare la caratteristica del motore superquadro che equipaggerebbe il nuovo V-Twin 1200cc. Nostre fonti, attendibili, ci hanno confermato questo dettaglio, aggiungendo che il motore avrà ben 112mm di alesaggio, contro i 106 del modello 1198 finora in produzione.
Una tale rivoluzione porta alla totale riprogettazione di tutti i componenti, e non sarà difficile - con dimensioni così importanti del cilindro - immaginare camme dal profilo più spinto e valvole dalle dimensioni maggiori. Il sistema desmodromico, ovviamente rimarrà il cavallo di battaglia, ma cambierà molto anche nel posizionamento del propulsore.
Ricordate le versioni “dark” delle superbike Ducati di qualche anno fa? la colorazione nera opaca identificava le carene delle supersportive in configurazione base, con dettagli tecnici semplificati per chi desiderava una sportiva senza imbattersi nelle mille regolazioni di una ciclistica avanzata. Bene, è arrivato il momento di dissociare questa colorazione dal concetto “economico”.
La 848 EVO 2011 è si nera opaca, ma rappresenta la massima evoluzione della serie 848. Intervenendo su tutti i campi, dal motore alla ciclistica, passando per l’impianto frenante, le performance sono cresciute, e il Testastretta è stato aggiornato fino a toccare quota 140CV e 98Nm di coppia massima, sviluppata attraverso una schiena di erogazione piatta e progressiva.
I 168Kg dichiarati dalla casa, vengono ora rallentati da pinze Brembo monoblocco, il massimo che si può pretendere ora dal mercato per prestazione frenante e modulabilità. Con una massa più leggera rispetto alla sorellona 1198, possiamo immaginare quindi una frenata ancora più efficace.
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Non c’è dubbio sul fatto che il Ducati Marlboro Team ha iniziato una stagione a pronostici invertiti, ovvero trovando molta soddisfazione nelle performance di Nicky Hayden, e un po’ di sfortuna per Casey Stoner, top rider assoluto e pretendente al mondiale, che in questa prima fase di campionato è costretto ad inseguire.
Arriva il GP di Francia, il prossimo weekend, sulla pista di Le Mans, che è sempre stata un po’ infingarda per il desmodromico. Nel 2006 e 2007 a podio, poi nient’altro. Lo scorso anno, Casey ha chiuso la gara in quinta posizione, ma questa volta in Ducati contano su una D16 GP10 evoluta e più adatta anche a questo tipo di circuiti:
Casey ha commentato: “Per le sue caratteristiche di circuito “stop and go” a Le Mans la moto deve essere molto efficiente in frenata e nello stesso tempo agile e veloce in uscita di curva, soprattutto nei punti più lenti. In passato siamo riusciti ad essere abbastanza veloci, abbiamo lottato con i primi, ma alla fine non abbiamo ottenuto i risultati che avremmo voluto. Quest’anno penso che ci possiamo aspettare qualcosa di più rispetto alle ultime due stagioni e daremo il massimo per riuscirci”.
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Mentre vi scrivo il collega è in viaggio verso la location dove domani si terrà la presentazione alla stampa della nuova Ducati 796 2010. La famiglia Monster si è quindi allargata e completata con l’arrivo del 796, frutto di un eccezionale connubio tra la maneggevolezza del 696 e la sportività del 1100.
Con una potenza di 87 CV (64kW), un peso a secco di soli 167 kg, ed un nuovo triangolo di ergonomia (manubrio-pedane-sella), il Monster 796 rappresenta un’importante evoluzione della famiglia Monster. Il nuovo motore 796 Desmodromico a 2 valvole, il forcellone monobraccio e l’ABS (disponibile come optional) sono i punti di forza del nuovo Monster 796, moto ideale per ogni stile di guida.
Il nuovo Monster 796 sarà disponibile da fine aprile presso i Ducati Store nelle tradizionali colorazioni Rosso Ducati, Arctic white silk o Diamond black silk, tutte con Telaio a Traliccio rosso e ruote nere caratterizzate da un originale bordino rosso su 60° della circonferenza del cerchio. Prezzo di 8.990 euro. Per ora è tutto, il resto dal vivo tra poche ore. Intanto date un’occhiata al sito dedicato.
Che sarebbe arrivata la Ducati Monster 796 era il segreto di Pulcinella; speravamo durasse ancora qualche giorno, invece, una testata spagnola ha pubblicato l’anteprima. Per il momento non abbiamo né immagini né dati ufficiali ma nel look dovrebbe essere del tutto simile alla Monster 1100 (a cui si riferiscono le immagini che vedete), mentre per il motore l’unità è la stessa che equipaggia la Hypermotard con la stessa cilindrata.
Il Desmodue 796 è il classico bicilindrico a L raffreddato ad aria/olio, con carter alleggeriti (sulla Hyper sono stati limati 1,2 kg), con scarico 2-1-2. La distribuzione, ovviamente, è desmodromica, marchio distintivo di Ducati. La frizione, invece, è a bagno d’olio e non più a secco, elemento che dava alle Ducati quel rumore tipico, specialmente in folle a frizione rilasciata.
La prossima settimana andremo a provare questa nuova Ducati Monster 796 e ve la racconteremo a breve, sia per capire come si posiziona nella gamma Monster (fra 696 e 1100), sia rispetto alla Hypermotard 796. Restate connessi!
Ancora una creazione del designer Dario Caroselli che prendendo spunto da alcune realizzazioni passate ho interpretato a modo suo 3 possibili variazioni di una supersportiva 1000 della Casa di Borgo Panigale.
I lavori di Caroselli scatenano sempre un certo interesse e generano sempre molti commenti. Cosa ne pensate di queste “Ducati Desmo“?
La special che vi presentiamo oggi è stata proposta dal nostro lettore Mirco, che ringraziamo anche per gli esaurienti dati che ci ha fornito a riguardo. La base di partenza è una Ducati 900 Sport dei primi anni 80, riconoscibile unicamente dal cupolino tagliato e dal gruppo ottico anteriore, unici elemementi derivati dal prodotto di serie.
Rispetto alla Sport originale, la moto è stata esteticamente e funzionalmente alleggerita, con un nuovo codone derivato da un’illustre Yamaha TZ 350 da competizione, mentre tutto il superfluo è stato eliminato. La parte ciclistica ha ricevuto altrettanti radicali interventi, come l’avantreno, completamente sostituito con un 916 Senna, e composto di forcella Showa pluriregolabile, impianto freno Brembo Serie Oro e cerchio da 17. L’ammo di sterzo è Marzocchi.
Anche il posteriore presenta una ciclistica moderna, con mono Bitubo completamente regolabile e forcellone bibraccio scatolato con capriata superiore di rinforzo. I dettagli non sono stati trascurati, e vediamo tutte le tubature in treccia, i supporti delle pedane ricavati dal pieno e le pedane in Nylon ed alluminio. Le viti a vista sono state tornite una ad una prendendo forme coniche.
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Si torna a scuola, e che scuola: i corsi di guida Ducati sono pronti alla stagione 2009 e le iscrizioni per partecipare ad uno dei tanti stage in programma per quest’anno sono ufficialmente aperte: e con l’anno nuovo non mancano le novità, con lezioni sempre più specifiche per migliorare la sicurezza, il controllo, la tecnica e il divertimento in moto.
E tanto per rendere le cose più facili a partire da oggi sarà possibile iscriversi, tramite il sito ufficiale Ducati , ai corsi di guida destinati ai tanti appassionati. Che sono poi un occasione unica per quanti vogliono migliorare la propria tecnica di guida in moto o avvicinarsi alle due ruote per la prima volta.
A badare a voi ci sarà infatti la solita organizzazione ai massimi livelli, con il supporto di prestigiosi autodromi di fama internazionale ed un team di piloti professionisti altamente qualificati.
Il nuovo motore eroga 170 CV a 9.750 giri/min e sviluppa la coppia più alta tra le sportive della sua categoria, pari a ben 13,4 kgm a 8.000 giri/min. La nuova cilindrata della Ducati 1198 è il risultato dello stesso alesaggio e corsa da 106×67,9 mm utilizzato sulla moto da corsa ufficiale.
Il rendimento volumetrico delle quattro valvole per cilindro è stato incrementato, aumentandone i diametri di circa il 4% e portandoli a 43,5 mm in aspirazione e 35,5 mm per quelle di scarico. Le valvole sono comandate da bilancieri di tipo racing, “super lucidati” per ridurre l’attrito e aumentare la resistenza a fatica, e da doppi alberi a camme in testa con profili estremi che garantiscono un’alzata superiore del 10% circa rispetto alle precedenti versioni.
I nuovi pistoni hanno un fondello con doppia travatura, per ottimizzare il rapporto tra rigidezza e peso e ridurre così gli attriti. Questo consente ai pistoni da 106 mm di diametro di operare in maniera affidabile a regimi elevati. Di derivazione SBK la fusione dei carter motore, questo per ridurre il peso di quasi 3 kg; infatti grazie alla pressofusione sotto vuoto (procedimento Vacural) gli spessori delle pareti sono costanti e precisi, in modo da ottenere anche una maggiore resistenza grazie alla purezza assoluta dei materiali.
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